venerdì 13 maggio 2016

Ok alla moratoria sui nuovi inceneritori Pd e centrodestra rivendicano il merito

No ad altri impianti di termovalorizzazione, no all'aumento della quantità di rifiuti, no a cambiamenti delle attuali licenze, forte spinta sulla raccolta differenziata e premi per chi lo mette in pratica. Questo in sintesi l'impegno che il consiglio comunale di Temi, collegialmente a parte il gruppo del Movimento Cinque Stelle che ha lasciato l'aula al momento del voto, ha chiesto al sindaco e alla giunta tramite l'atto di indirizzo votato al termine della seduta straordinaria di mercoledì, a cui hanno partecipato anche l'assessore regionale Fernanda Cecchini e la presidente Catiuscia Marini. Un atto ben accolto sia dalla maggioranza che dall'opposizione.
"Da tutti è stato ribadito il no all'incenerimento di rifiuti in Umbria e a Temi - scrive il Partito democratico - con il ripristino delle condizioni ambientali della Conca come una priorità a tutti i livelli. Ora l'impegno è per un recupero più alto possi bile di materiali, l'efficientamento dell'impiantistica e l'incentivazione di un sistema produttivo in grado di riutilizzare le materie prime seconde. Senza dimenticare la prevenzione."
Soddisfatto il capogruppo Andrea Cavicchioli che aveva proposto l'atto, poi approvato.
"Si è affermata - osserva - la contrarietà alla realizzazione di impianti di incenerimento nell'area ternana, nonché alle modificazioni delle autorizzazioni degli impianti esistenti per consentire il trattamento di rifiuti urbani tramite termovalorizzazione."
"Abbiamo dimostrato dice Marco Cecconi, capogruppo di Fratelli d'Italia e firmatario dell'atto che ha permesso l'incontro straordinario sull'ambiente - che c'è un modo di fare opposizione che può comunque produrre risultati concreti a servizio dell' intera collettività. Sono state le opposizioni di centrodestra ad emendare in termini decisivi il documento che alla fine della seduta è stato approvato unitariamente: con il risultato che l'assemblea ha impegnato il sindaco a far si che venga esclusa qualunque implementazione quantitativa e qualitativa rispetto a ciò che attualmente viene bruciato negli inceneritori ternani, tra cui non è ricompreso alcun tipo di combustibile solido secondario, il Css."
"Importante - spiega Francesco Ferranti, capogruppo di Forza Italia - è anche il passaggio che riguarda la premialità, con incentivi che saranno assegnati a chi effettuerà la raccolta differenziata nel migliore dei modi. Il centrodestra unito ha raggiunto un ottimo risultato per la tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini."
Corriere dell'Umbria Venerdì 13 Maggio 2016

Per la Terni del futuro 9 milioni e mezzo di euro

Agenda urbana, ecco il programma La parola d'ordine è "smart"

Smart: è la parola d'ordine della Temi futura, così come descritta nel programma di Agenda urbana, illustrato ieri a Palazzo Carrara dall'assessore alla cultura Giorgio Armillei insieme al sindaco Di Girolamo, l'assessore regionale Paparelli e la presidente della Regione Marini. Nella proposta legislativa presentata dalla Commissione europea per la politica di coesione 2014-2020, è conte nuto l'invito a dotarsi di una "ambiziosa Agenda urbana" che permetta alle amministrazioni cittadine di essere direttamente coinvolte nell'elaborazione delle strategie di sviluppo e riqualificazione delle città.

A Terni, tutto partirà dal centro storico: "Zona fondamentale per quanto riguarda il commercio, la viabilità il turismo", dice il sindaco che aggiunge: "È fondamentale rinnovare la città in modo intelligente, guardando ad una crescita sostenibile ed inclusiva".
I nove milioni e mezzo stanziati per l'Agenda urbana saranno utilizzati per cinque interventi che andranno a migliorare la vivibilità, l'accessibilità, l'attrattività, la sostenibilità e i servizi digitali. Upgrade dei centri turistici e culturali, innovazione della rete di illuminazione, che diventerà "intelligente" per un minore consumo energetico.

E poi ancora: miglioramento della viabilità, sistemazione del manto stradale, car sharing, completamento delle piste ciclabili in prossimità del centro, ampliamento dei nodi di interscambio, bike sharing, valorizzazione del patrimonio culturale e delle infrastrutture ad essa dedicati, Bct, Caos, Anfiteatro romano, Palazzo Primavera. Ma il progetto avrà anche un fronte sociale con politiche atte alla partecipazione, la rigenerazione urbana, interventi socio educativi per un miglioramento della vivibilità. "L'agenda urbana - commenta la presidente Marini - guarda al miglioramento della vita cittadina, dell'ambiente, all'innovazione delle amministrazioni e al loro modo di lavorare". "È una grande sfida per tutti - aggiunge - poiché dobbiamo rispettare i tempi e i dettami che l'Europa ci chiede".

Nei prossimi giorni il programma vedrà un'istruttoria tecnica formale, per poi passare alla definitiva approvazione. "Terni è la prima delle cinque città umbre che partecipano all'agenda urbana, a completare la prima fase del progetto chiosa Paparelli - e siamo molto soddisfatti della sinergia che si è creata tra istituzioni locali e Regione; ora ci si aspetta coerenza nell'attuazione della seconda fase". L'opposizione resta però critica: "Speriamo che questi fondi sblocchino il progetto del co-working pubblico e il riutilizzo di spazi pubblici che sostengano l'innovazione" commenta Federico Pasculli, consigliere Comunale del Movimento Cinque Stelle. "Finora la parola "smart" è stata utilizzata troppo spesso e in maniera poco intelligente aggiunge sarcastico - speriamo che dalla carta si passi ben presto alla realtà: sono anni che sentiamo parlare di "smart city" e l'unica cosa che vediamo sotto il comune sono le postazioni guaste della bici Valentina".

Nuovo Corriere Nazionale Venerdì 13 Maggio 2016

mercoledì 11 maggio 2016

Tre fiumi inquinati dai metalli pesanti

"Disastro ambientale in corso". Cosi i consiglieri regionali e locali del Movimento Cinque Stelle descrivono
"dati alla mano, con due nuovi studi, una vera e propria emergenza."
Sotto osservazione finiscono i fiumi Paglia, Tevere e Nera, nell'Orvietano e nel Ternano. Nei primi due è il mercurio sotto osservazione, a Terni cromo e nichel dagli studi vanno sopra i limiti.
"I fiumi Paglia e Tevere - ha spiegato il consigliere regionale Andrea Liberati - presentano un altissimo inquinamento da mercurio, derivante dalle miniere del monte Amiata, entrato nella catena alimentare attraverso i pesci, con conoentrazioni che , lungo il Paglia, eccedono nel 96 per cento dei casi le soglie di pericolo per la salute umana fissate negli Stati Uniti. Gli studi dimostrano, peraltro, che la contaminazione è talmente grave da mettere a rischio la geochimica del mar Mediterraneo, giacché quello del fiume Tevere rappresenta uno dei più importanti casi di inquinamento da mercurio del mondo, come indicano gli esiti dei prelievi di acque e sedimenti effettuati dai diversi studiosi, fino alle porte di Roma."
"Osservato spedale per le numerose contaminazioni da mercurio rilevate nei sedimenti e per gli sversamenti rossi dovuti probabilmente alle vasche delle miniere di cinabro sull'Armata - ha spiegato la consigliera di Orvieto Lu cia Vergaglia in riferimento al Paglia - non è mai stato oggetto di progetti seri e completi di bonifica o messa in sicurezza, ad Orvieto questa condizione ha creato non poco scalpore quando l'inquinamento di mercurio rilevato in discarica si è sovrapposto ai rilievi nel fiume. Attualmente vige un pressocchè inosservato divieto di pesca sul bacino nel Comune iniziato nel novembre 2012 ed avente causa il blocco dei depuratori per l'alluvione e, nella distrazione amministrativa, mai revocato."
Sul caso è intervenuto poi anche il sindaco di Orveito Giuseppe Germani.
"I dati dell'Arpa - spiega il sindaco m una nota - hanno aumentato la soglia di attenzione, tanto che è stato fissato per venerdì mattina un incontro fra tutti gli organismi competenti per definire il problema che, va ricordato, interessa tutta l'asta del fiume Paglia, non solo Orvieto e, come tale, comporta una attenzione da parte del ministero dell'Ambiente al quale ci siamo rivolti."
Il quadro non è roseo nemmemo per il fiume Nera: Thomas De Luca e Valentina Pococacio mettono sul tavolo uno studio commissionato dalla stessa Thyssen Krupp all'Università di Urbino. Qui i valori alti sono quelli del nichel e del cromo, prelevati in particolare nella stazione di Santa Maria Maddalena, che variano tra i prelievi a monte e quelli a valle.
"Dobbiamo portare avanti il nostro lavoro - ha spiegato De Luca dopo aver illustrato il quadro della situazione - in modo tale da mettere insieme tutti i tasselli che mano a mano vengono fuori dai vari studi, che però non vengono mai dalle istituzioni. É un lavoro complicato, ma noi lo facciamo."
Per questo De Luca chiede anche una interdizione alla pesca proprio lungo le sponde del Nera.

"Lungo le sponde del fiume in città - ha spiegato De Luca - ci sono numerosi pescatori che si possono trovare in diversi punti lungo le sponde del Nera. Credo che quanto meno qualcuno dovrà dire loro che non è opportuno pescare in quel punto. Ecco perché serve un'ordinanza che limiti queste situazioni."

Corriere dell'Umbria Mercoledì 11 Maggio 2016

martedì 10 maggio 2016

Vandali e degrado in centro

Fioriere divelte in via Mancini e aiuole colme di rifiuti ma c’è pure chi ridipinge i muri grigi della periferia

É pesante la conta dei danni dopo il week end. E danneggiamenti e degrado continuano a farla da padroni in centro. In via Mancini sono state prese di mira le fioriere sistemate di fronte alla gelateria "Andrea". I vandali, durante la notte, le hanno staccate di netto buttando i vasi per terra.

“Il danno - dicono i titolari - non è particolannente elevato. Ma fa davvero male pensare all'irrazionalità di certi gesti che non hanno il minimo senso. Quei vasi di fiori erano stati messi all'esterno, a nostre spese, come elemento di decoro urbano per la città. Purtroppo di notte il centro si trasforma in un far west".

In effetti, anche nell'ultimo fine settimana le pattuglie di polizia e carabinieri hanno avuto un bei po' da fare in diverse zone della città sino alle prime luci dell'alba. E le cose non cambiano se ci si sposta a corso Tacito dove una panchina divelta da mesi non viene rimossa o sostituita. Pochi metri ancora e si arriva alle fioriere colme di rifiuti di fronte al palazzo di giustizia a corso del Popolo.
E non va meglio se si prendono in considerazione le rotonde di alcune zone della città, a cominciare da quella di piazzale Bianchini Riccardi, a vocabolo Staino.
Versano invece in buone condizioni altre rotonde di cui si prendono cura degli sponsor privati. Problemi vengono segnalati anche al parco pubblico della Passeggiata o, come accade sempre nei week end, nella zona della movida.
La mattina le strade sono coperte da rifiuti e bottiglie di birra con le immancabili lamentele dei residenti. Ma intanto, per frenare il degrado che avanza, c'è chi ha deciso di rimboccarsi le maniche, facendo la propria parte in prima persona.
Dal gruppo Retake all'associazione Bruna Vecchietti, i cui volontari anche ieri sono stati impegnati in una vasta opera di restyling dei muri cittadini.
Con pennelli e colori sgargianti hanno dato nuova vita ai muri grigi di via dei Monti Martani, a Borgo Bovio. Più di 60 metri quadri di murales policromi sono stati donati alla città dall'associazione Bruna Vecchietti Onlus e dallo Zoo di Simona, che da anni è impegnato anche in questa attività.

Corriere dell'Umbria Martedì 10 Maggio 2016

Il Comune vara una task force per scovare i furbetti del fisco

Dopo il monito dei revisori dei conti sarà formato un team tra le varie direzioni con il compito di recuperare i tributi evasi

Dopo il monito dei revisori dei conti sarà/ormato un team tra le varie direzioni con il compito di recuperare i tributi ev Ð Comune vara una task force per scovare i iurbettì del fise >terni La giunta comunale crea una task force per il recupero dell'evasione fiscale. Palazzo Spada corre ai ripari dopo che il collegio dei revisori dei conti, davanti ai consiglieri della terza commissione qualche settimana fa , ha lanciato l'allarme proprio sul fronte dei crediti da riscuotere da parte dell'amministrazione comunale. Crediti la cui assenza è emersa proprio in sede di approvazione del bilancio consuntivo 2015 e che ha fatto alzare anche i toni della polemica da parte di diversi esponenti dell'opposizione. E così la giunta del sindaco Di Girolamo si è riunita e ha deliberato un atto per costituire un nuovo gruppo di lavoro che abbia per oggetto proprio
"il recupero dell'evasione fiscale dei tributi comunali."
Dall'esecutivo esce dunque il documento numero 90.
"Alla luce delle criticità riscontrate in sede di rendiconto per l'esercizio 2015 - si legge nel documento - con riferimento alle entrate dell'ente, si rende indispensabile e improcrastinabile dare impulso all'azione accertativa dell'ufficio tributi con estrema urgenza."
Per questo motivo si punta a
"potenziare l'organico preposto al recupero dell'evasione fiscale con personale proveniente da altre direzioni"
, con l'obiettivo di dare vita ad un team che si concentri anche su questo nuovo fronte. Della squadra faranno dunque parte i dirigenti Carla Comello, Marco Fattore, Francesco Saverio Vista, Andrea Zaccone,
"onde costituire - sta scritto nella delibera - un gruppo di lavoro di cui fanno parte i dipendenti di varie direzioni."
Da quanto si legge nella delibera comunale la legge permette di lavo rare alla riscossione dei tributi dalle annualità d'imposta 2010 e a seguire. Saranno proprio queste le cartelle su cui si concentraranno i dipendenti comunali impegnati nel nuovo lavoro interdirezionale.
Corriere dell'Umbria Martedì 10 Maggio 2016

sabato 2 aprile 2016

Un cane ogni 3,5 Ternani ma Città Off-limits per i cani

20160401_131706L'annuale rapporto di legambiente sugli animali nelle città pone la nostra in vetta della classifica che rapporta i cani registrati all'anagrafe e il numero dei residenti. Terni insieme a Forli vanta il maggior numero di cani per abitanti, pari a un cane per ogni 3,5 cittadini, laddove la media nazionale é di un cane registrato ogni 7,8 cittadini. Dietro a noi Bologna, Ferrara, Parma, Cremona, Lecco, Monza e Perugia.

A questo però sembra non corrispondere un' adeguata attenzione e considerazione amministrativa verso i nostri fidati amici.
Alcuni parchi pubblici (peraltro oggi vere e proprie foreste abbandonate!), l'area del Caos fino anche al civico cimitero sono vietati al loro ingresso. In questi anni molti comuni hanno promosso il libero accesso agli animali di compagnia a tutti i luoghi pubblici o aperti al pubblico compresi i cimiteri; tenendo conto del fatto che molti cittadini considerano i propri animali d'affezione come componenti a pieno titolo della propria famiglia. Si tratta di una scelta di profonda sensibilità se pensiamo al caso in cui il cane apparteneva al proprio genitore quando era in vita e con il quale il defunto stesso ha trascorso molti anni della propria esistenza; numerose le storie di cronaca di cani che per settimane si sono recati sulla6 tomba del proprio padrone.
20160401_133634Invitiamo per questo l'amministrazione e il consiglio comunale, i consiglieri più sensibili, a promuovere la modifica dei regolamenti o delle ordinanze in vigore perchè i cittadini abbiano

"facoltà di accedere accompagnati dal proprio cane o da altri piccoli animali d'affezione."

20160401_133825Questo fatto salvo naturalmente l'obbligo di utilizzare il guinzaglio (con museruola per quelli di grande taglia) e l'obbligo per i conduttori degli animali di vigilare sul comportamento degli stessi ed evitare la deposizione di deiezioni rimuovendole immediatamente l'addove cio' avvenga; magari anche inasprimendo la sanzione amministrativa e pecunaria da comminare. Togliere questo divieto sarebbe un segnale di attenzione dell'amministrazione nei confronti dei nostri amici a quattro zampe e al tempo stesso, verso i cittadini che amano i propri animali; un atto di rispetto dei profondi sentimenti che legano persone e animali.

Terni Città Futura
Sabato 2 Aprile 2016

giovedì 14 gennaio 2016

La scuola è infestata dai topi, lezioni sospese

Scuola chiusa fino a sabato e tecnici al lavoro per la bonifica del sito dai topi. É arrivata nel giro di qualche ora l'ordinanza firmata dal sindaco Leopoldo Di Girolamo che ha stabilito la sospensione delle lezioni e il divieto di accesso ai locali per la scuola XX Settembre.
Nel primo pomeriggio di ieri così è stata formalizzata la chiusura dell'istituto d'infanzia e primario, dopo il fuggi fuggì generale che aveva caratterizzato la mattinata. Alcuni operatori scolastici si sono infatti accorti della presenza di escrementi di topi all'interno della struttura. A quel punto è scattato l'allarme e dagli uffici della direzione scolastica di Isabella Olimpieri è partito il via libera all'evacuazione di tutto lìstituto. L'operazione si è svolta nel migliore dei modi anche se non è stato semplice visto che in totale la scuola ospita oltre cinquecento bambini: tutti i genitori sono stati contattati via telefono e nel giro di un'ora le aule erano già praticamente vuote. Sul posto poi sono arrivati i tecnici della ditta Salus Ambiente per un primo sopralluogo nei locali. Non è la prima volta che si verifica un fatto del genere nella scuola XX Settembre, che fa capo alla direzione didattica "San Giovanni". Già nei giorni scorsi erano state notate "sostanze" sospette. Erano stati avviati tutti i controlli e i tecnici avevano effettuato un intervento che aveva però dato esito negativo. Ieri il nuovo "avvistamento" ha fatto scattare l'allarme e l'evacuazione.
"Nel sopralluogo effettuato da personale tecnico del dipartimento Lavori pubblici - si legge nell'ordinanza firmata dal sindaco di Girolamo - è stata verificata la presenza di ratti in alcuni locali del plesso."
É evidente, dunque, che la presenza dei ratti è stata confermata dai tecnici. Per il sindaco dunque esiste
"la necessità e l'urgenza di attivare misure di prevenzione igieni co sanitaria a tutela della salute di tutti coloro i quali a vario titolo frequentano gli ambienti scolastici, specificamente derattizzazione e disinfezione di tutti gli ambienti, comprendendovi per prudenza quelli presso i quali non si è evidenziata una presenza dei ratti."
Per questo l'amministrazione ha ordinato la
"...immediata sospensione delle attività presso tutto il plesso scolastico fino al giorno 16 gennaio."
La trafila vuole che ad occuparsi della bonifica del sito sia la ditta Salus Ambiente e che poi toccherà ai tecnici della Usi Umbria 2 il compito di verificare il
"ripristino delle normali condizioni igienico sanitarie."
Sembra che i topi abbiano infestato sia ambienti della primaria che della sezione infanzia e che molto materiale didattico non sia più utilizzabile. La posizione del plesso vicino al fiume senza dubbio favorisce l'arrivo di "ospiti non graditi".
Corriere dell'Umbria Giovedì 14 Gennaio 2016

San Valentino 2016: le nuove attività dedicate alle coppie

Un calendario di eventi pensati per gli innamorati

Durante il mese di febbraio, in occasione delle celebrazioni in onore di San Valentino, patrono degli innamorati, la Terni Eventi & Comunicazione di Sandro Cappannella organizza una serie di attività dedicate alle coppie.
Dopo il successo degli anni scorsi, anche questa nuova edizione permetterà di trascorrere il periodo di San Valentino tra cultura e romanticismo.
Nel dettaglio:

Tra pagani e cristiani: il culto dei martiri e la figura di San Valentino nella Terni tardo - antica

Visita tematica per conoscere la figura di San Valentino da un nuovo punto di vista più autentico e mai conosciuto. Un'epoca ricca di fermenti religiosi con il passaggio dalla religione pagana cara agli imperatori romani al cristianesimo sostenuto dal popolo romano e da San Valentino. Con questa grande rivoluzione religiosa veniva sovvertito il vecchio ordinamento sociale dei romani che portò un radicale cambiamento epocale nella vita dell'antica Roma per cambiare il destino di questa società e le radici della nostra storia.

Data 13 Febbraio ore 16.00 presso il CAOS di Terni

Costo 6 € a persona

In collaborazione con le Coop sociali ACTL e ALIS

Per info: 328/9642469 – www.sanvalentinoterni.it – sanvalentinoterni@gmail.com

Per amore, come diventare irresistibile secondo i Romani

Visita tematica all’area archeologica di Carsulae: un'indagine, spassosa, degli episodi da manuale e delle strategie di conquista più in voga nell'antichità per imparare tutti i trucchi dei piaceri, nell’epoca in cui visse e oprò San Valentino.

A seguire un pranzo alla maniera degli antichi Romani, per riscoprire l'usanza degli sfarzosi banchetti dell'epoca. I cibi sono preparati dalla Cooperativa Iride e i vini offerti dall’ agriturismo “Le Poggette”.

Data 14 Febbraio ore 11.00 presso il Centro Archeologico di Carsulae

Costo 18 € a persona

In collaborazione con le Coop sociali ACTL e ALIS

Per info: 328/9642469 – www.sanvalentinoterni.it – sanvalentinoterni@gmail.com

0744 328/9642469 - info@carsulae.it - www.carsulae.it

CamminiAmo Insieme

Escursione guidata e pranzo conviviale al Convento Francescano.

La passeggiata, condotta dalla guida turistica Giorgia Pileri, si snoda tra boschi di lecci secolari, nel silenzio della natura, in un paesaggio incontaminato a pochi chilometri da Terni. Il percorso vi porterà alla scoperta dell’antico convento, dove si ritiene che il poverello d’Assisi, incantato dalla beltà del luogo, abbia scritto la Exortatio ad laudem Dei, una composizione che anticiperebbe il Cantico delle Creature. Un viaggio interiore alla scoperta del sé e una riflessione sul cammino di coppia.

Al termine dell'escursione, il pranzo conviviale in romitorio nel puro stile di vita francescano.

Data 6 Marzo ore 9.00 il luogo d’incontro sarà comunicato al momento dell’iscrizione on-line

Costo 12 € a persona

Per info: 328/9642469 – www.sanvalentinoterni.it – sanvalentinoterni@gmail.com


Rose a domicilio o in hotel

La rosa è il simbolo dell’amore per eccellenza, un fiore importante per la sua bellezza, il delicato profumo che emana, la freschezza e la passione che propaga.Donare una rosa è gesto di sensibilità e gentilezza verso la propria donna che sicuramente sa apprezzare sempre favorevolmente un fiore tanto importante.

In un minuto puoi compiere un gesto semplice quanto gradito.

Riceverla direttamente nel luogo dove si trova la propria metà del cielo che sarà piacevolmente sorpresa, trasformandole una semplice giornata in un giorno speciale.

Per l'occasione utilizziamo le rose rosse di San Valentino, così chiamate perchè sono rose a gambo lungo, hanno il nocciolo grande e la scritta Ti amo di colore oro sui petali esterni, nata per imprezziosire questo indimenticabile momento.

Data dal 1 al 29 febbraio

Costo a partire da 16 € comprensivo di trasporto

Per info: 328/9642469 – www.sanvalentinoterni.it – sanvalentinoterni@gmail.com

martedì 12 gennaio 2016

Considerazioni sulle misure antismog a Terni

Per certa politica amministrativa molto spesso anche la più semplice delle decisioni serve a coprirne un'altra precedente, sbagliata e penalizzante; spesso si perseguono solo interessi politici e di parte.
Insomma quella che potrebbe apparire come una decisione priva di senso logico molto spesso é in continuità con scelte precedenti e irrimediabilmente sbagliate.
Nulla viene deciso per caso e tutto si spiegherebbe con una giusta dietrologia politica.
Se vogliamo capire certe scelte del quotidiano amministrativo la corretta chiave di lettura va rintracciata interrogandoci in questo senso.
Nel concreto certe scelte ad esempio in tema di mobilità urbana, che impongono anche pesanti sacrifici in occasione di blocchi della circolazione, forse non hanno solo motivazioni di tipo ecologico ed emergenziale; forse ce ne sono anche delle altre.
É infatti ormai conclamata l'inutilità dei provvedimenti di blocco del traffico da ordinanza sindacale; poco risolvono, provocano solo disagio, esasperazione e disorientamento tra i residenti, sopratutto tra coloro che per motivi di lavoro hanno la necessità di spostarsi con l'auto.
Servirebbero iniziative più durature e forti, vere e proprie politiche strutturali, coordinate ad interventi a livello nazionale insieme a momenti formativi sul tema del rispetto dell'ambiente, sensibilizzazioni ad un uso responsabile ed ecocompatibile dell'automobile.

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Intanto però nella nostra città sempre più parcheggi gratuiti scompaiono nonostante la legge ne preveda lo stesso numero di quelli a pagamento e in loro prossimità, biglietti autobus rimangono a prezzo intero anche per le giornate di blocco del traffico, vengono decisi nuovi divieti di parcheggio con intere aree che spariscono, emesse eccezionali ordinanze per la limitazione del traffico dai dettati sempre più articolati, studiate formule di abbonamento al parcheggio di corso del popolo ad offerte speciali...

Che siano anche queste scelte frutto,in parte, di motivazioni che ignoriamo? Con la doverosa premessa che si tratta di una vicenda dal punto di vista amministrativo paricolarmente complessa, sappiamo che il Comune di Terni secondo convenzione deve versare al gruppo Salini come canone di affitto circa € 900mila ogni anno per 30 anni, per 1250 parcheggi interrati (gran parte sempre vuoti), realizzati dallo stesso gruppo nell'area dell'ex ospedale-corso del Popolo. Non si poteva fare diversamente?
Stiamo coinvolgendo sull'argomento le forze poltiche presenti in consiglio comunale e vogliamo capirci di più.
Insomma per riempire quel vuoto urbanistico con un risultato oggettivamente discutibile, per le continue varianti progettuali a ribasso della qualità, in una procedura di project financing anomalo, non solo abbiamo ceduto ciò che era pubblico ma oggi per parcheggiare, come collettività, paghiamo due volte.

Movimento politico Terni Città Futura
Martedì 12 Gennaio 2016

lunedì 11 gennaio 2016

Guerra allo smog, al via le limitazioni al traffico

Scattano da oggi le limitazioni al traffico in città

Prendono il via oggi i provvedimenti con i quali l'amministrazione comunale punta a contrastare l'inquinamento da Pm1O. I giorni interessati dalle pesanti limitazioni del traffico veicolare sono quelli di lunedì e martedì, fino al prossimo 31 marzo. Nella cosiddetta Zona zero, indicata con una mappa pubblicata sul sito del Comune di Terni, dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19,30 non è consentita la circolazione delle auto più inquinanti. L'area è più ampia dell'attuale Zona a traffico limitato, ma esclude i grandi parcheggi di attestamento e le strade che li collegano per consentire una corretta fruizione dei posti auto grazie anche agli incentivi sul pagamento della sosta sperimentati nel periodo delle festività natalizie e confermati per il 2016.
Nei prossimi giorni arriveranno nuove disposizioni per la riduzione della velocità dei veicoli che transitano in città. Sempre oggi entrano in vigore anche le norme per la limitazione del riscaldamento domestico, la cui temperatura non può superare i 18 gradi, e la riduzione della dispersione energetica, cosi come le norme che prevedono il ritiro da parte di Asm dei residui vegetali e di potatura.

Corriere dell'Umbria Lunedì 11 Gennaio 2016

Mario Ridolfi e la città di Terni

Autorevoli critici e storici dell'architettura identificano Terni in la città di Mario Ridolfi, in analogia a esempi storici esaltanti come la Vicenza del Palladio .
Ovviamente si tratta di lodevoli suggestioni che, pur cogliendo l'eccezionale qualità delle opere realizzate da Ridolfi e Frankl e la grande influenza da loro esercitata sul linguaggio architettonico cittadino, trascurano la diversità delle fasi storiche delle due città che, nel caso vicentino, riguardavano le metamorfosi cinquecentesche dentro le mura e, nel caso di Terni, la trasformazione moderna di un organismo urbano destinato a moltiplicarsi, in una forma inedita, nel territorio.
Nel recente dibattito cittadino l'architetto Francesco Andreani, attuale assessore all'urbanistica, ha sollevato il dubbio se la città possa essere considerata "di qualcuno", data la sua moderna complessità e la eterogeneità dei suoi processi di formazione e sviluppo.
Non si tratta di un'osservazione contro Ridolfi, che Andreani, anche studioso dell'architettura, ammira profondamente, tanto da promuovere con ostinazione la realizzazione postuma del suo progetto del nuovo palazzo degli uffici comunali accanto al sangallesco Palazzo Spada, da lui considerato un "dono" per la città.
È un dubbio sincero mosso dal complesso onere di "curare" lo sviluppo della città in questa fase molto difficile di crisi del suo modello economico-sociale, aggravata dalle difficoltà del settore edilizio e dalla scarsità delle risorse pubbliche disponibili.
Le semplificazioni con lo sguardo rivolto al passato, come l'attribuzione della città contemporanea a un autore, certamente non aiutano a comprendere i complessi temi attuali.
Ma valutare il ruolo degli "autori", quando ci sono, e il complesso rapporto tra la loro opera e la città, aiuta a fronteggiare un altro aspetto dell'attualità: la tendenza dei media e a volte della stessa politica a unificare in un giudizio negativo la dimensione urbana contemporanea, qualunque essa sia, e in nome di questo a stimolare una sovraesposizione del ruolo della politica come rimedio all'inefficacia della cultura urbanistica e architettonica.
Nel governo delle trasformazioni urbane la politica ha un ruolo istituzionalmente determinante, ma la formazione tecnica delle scelte dovrebbe potersi realizzare in modo indipendente e, se si vuole, in dialettica con le scelte di tipo amministrativo.
La città di Terni deve all'opera di Mario Ridolfi e a Wolfgang Franki se questa dialettica, pur nella sua complessità, ha potuto realizzarsi in modo positivo, favorita dal rispetto dei governanti per la loro opera e dallo stimolo che il loro insegnamento ha esercitato sui tecnici chiamati a misurarsi con i temi della città.
In occasione del centenario della nascita del grande architetto è stata organizzata, a Terni, una mostra, con il titolo "La città di Mario Ridolfi", nella quale la sua opera e la sua impostazione disciplinare dell'architettura e dell'urbanistica sono state contestualizzate nelle dinamiche storiche, economiche, sociali e culturali della città, alle quali non sono estranee. Dopo un primo importante approccio con Terni, negli anni Trenta, con la realizzazione della fontana di piazza Tacito, un monumento della storia industriale della città legata all'energia dell'acqua che, con la sua caduta, genera l'energia e l'acciaio, e la partecipazione al concorso nazionale per il piano regolatore, il rapporto simbiotico con la città inizia nell'immediato dopoguerra con la ricostruzione e si sviluppa, in modo pieno, fino alla fine degli anni Sessanta, con il nuovo piano regolatore, i più importanti piani attuativi e la realizzazione di un notevole insieme di opere che ha definito un vero e proprio linguaggio architettonico urbano.
La città viene affidata alla cura di questo architetto, già molto importante a livello nazionale, e al suo prezioso collaboratore, Wolfgang Franki, per realizzare il progetto della modernizzazione del suo tessuto urbano, frutto di una cultura profondamente radicata nella sua natura industriale.
Durante il periodo fascista i tanti progetti di trasformazione del centro storico avevano prodotto scarsissimi risultati; la ricostruzione è diventata "l'opportunità" per realizzare un disegno di trasformazione del centro antico, perseguito con i vari piani regolatori fin dalla fine dell'Ottocento.
Ridolfi, interpretando questa tensione trasformatrice della comunità locale, ha potuto e voluto ridefinire interamente l'assetto del centro storico, profondamente stravolto dai bombardamenti e dalla guerra.
Nel piano afferma l'idea di un rapporto competitivo con la storia, attraverso la sovrapposizione a quello antico di un tessuto moderno equivalente e strategicamente importante.
L'effetto degli interventi della ricostruzione non è quello, riscontrabile in molti centri storici italiani, di lacerazioni parziali dell'impianto morfologico storico e, purtroppo nella gran parte dei casi, di scadente qualità. Il risultato della ricostruzione è invece un centro storico dove l'impianto moderno e quello antico si giustappongono integrandosi, anche grazie alle brillanti soluzioni morfologiche che, negli sventramenti più importanti, come via Primo Maggio e Corso del Popolo, hanno evitato la banalizzazione delle strade corridoio e hanno stabilito legami e analogie formali con il tessuto e l'edilizia storica.

Nel primo caso, vale a dire lo snodo urbano che connette il palazzo Chitarrini e il largo villa Glori con il campanile di S. Francesco e lega i nuovi assi alla morfologia storica della Strada delle Carrozze, due architetture dello stesso Ridolfi, il palazzo Chitarrini del 1949 e la successiva scuola Leonardo da Vinci, con i richiami ai materiali storici della città e l'uso della struttura di cemento armato fatta vibrare nelle sue funzioni strutturali e formali, sono il manifesto di un nuovo linguaggio dell'architettura e della sua forza di dare senso a intere parti della città, se non addirittura alla città stessa.
Analoga sintesi fra architettura e progetto urbano viene realizzata nel nuovo Corso del Popolo, con la progettazione delle due coppie di edifici delle imprese Franconi e Pallotta e più tardi con il palazzo Montani e, si spera nel prossimo futuro, con la conclusione della Piazza Ridolfi con "l'uovo o il bidone", come lui definiva il palazzo a pianta ellissoidale accanto al palazzo Spada.
Il progetto del nuovo Corso, fatto pulsare con il movimento dei volumi edificati lungo il fronte dell'asse e anche in altezza, propone un richiamo alla formazione storica delle strade antiche, nelle quali la sedimentazione delle trasformazioni ha prodotto morfologie complesse, come nell'adiacente e parallela via Roma, antico cardo della città.

Anche in questo caso il rapporto con la storia è tra pari e non si accetta l'idea di un accostamento estraniante, come nelle primitive soluzioni della strada corridoio impostate durante il fascismo e adottate dallo stesso Ridolfi nella prima versione del piano di ricostruzione del 1945, la cui impostazione risentiva dell'esperienza del regime e in modo particolare della teoria del diradamento di Giovannoni e di quella della riprogettazione urbana di Piacentini.
L'evoluzione del Piano di Ricostruzione, nella forma, nel disegno e nei contenuti, fino alla variante del 1957, oltre a testimoniare il superamento di quella impostazione, descrive l'evoluzione della cultura urbanistica di Ridolfi e Frankl verso un approdo originale e unico.
La consapevolezza di rifondare il centro della città attraverso i propri piani e le proprie opere ha indotto Ridolfi ad attribuire a ogni episodio un carattere esemplare, sia nelle soluzioni formali e morfologiche che nelle stesse scelte tipologiche, complesse e singolari, per ogni edificio e negli stessi elementi che connettono gli alloggi con lo spazio pubblico, come gli androni e le scale, alle quali è affidato il compito di richiamare, in modo sofisticato, l'ancoraggio dei nuovi materiali alla ricchezza formale dell'architettura storica.
Nel brano urbano adiacente alla chiesa di San Pietro, lungo il vecchio corso della città e antico cardo, e nei palazzi Briganti e Staderini, lo stesso rapporto tra forma urbana e architettura offre una dimostrazione sapiente dell'equilibrio possibile tra il nuovo e l'antico laddove si è deciso di far prevalere la forma storica del tessuto urbano. Dagli anni Settanta ha cominciato ad affermarsi una cultura diversa rispetto alla conservazione delle parti storiche e alcune scelte di trasformazione radicale sono state corrette, come nei quartieri Clai, Fabri e nella via Angeloni; altre scelte discutibili, come le quinte edificate lungo il Nera, sono state riformate dallo stesso Frankl, come nel caso del nuovo Piano di Corso del Popolo.
Anche i cambiamenti relativi ai criteri di recupero delle parti storiche, come nel quartiere Duomo, hanno fatto prevalere un approccio più conservativo rispetto alla tensione innovativa dei piani di Ridolfi e Frankl.
Ma il risultato di questo lungo lavoro, ormai completato con il recupero delle parti antiche, ha restituito alla città un organismo storico complesso, frutto di una articolata sintesi tra storico e moderno, resa sofisticata dall'eccezionale impronta progettuale di Mario Ridolfi, che per questo e per l'influenza esercitata sui progettisti della città può essere equiparato all'esempio citato all'inizio.
Le sue opere sono diventate un manuale a cielo aperto a cui gli architetti ternani hanno attinto, per la qualità delle soluzioni costruttive, per l'uso dei materiali e per le svariate finezze architettoniche che sono state diffuse nella città, creando un interessante caso di omogeneità formale a scala urbana.
Ridolfi e Frankl sono anche gli autori del Piano Regolatore degli anni Sessanta, finalmente esteso a tutto il territorio comunale, che riflette nella sua impostazione, assorbendone tutta l'energia trasformatrice, la cultura industriale del territorio.

La città, il centro antico, il paesaggio, i corsi d'acqua e infine le stesse attività e infrastrutture industriali, attraverso la loro dismissione, potevano essere trasformati per raggiungere gli obiettivi di produzione e di funzionalità. Il sistema dei viali, ideato dallo stesso Ridolfi negli anni Trenta, e sviluppato nel nuovo Piano Regolatore, delimitava, strutturandola, un'ampia corona intorno al centro storico caratterizzata da un'edilizia molto intensiva, con la torre come tipologia prevalente, sostituendo gran parte del costruito moderno. Oggi appare discutibile una scelta di trasformazione così radicale, peraltro realizzata solo in parte, ma si trattava dell'intuizione morfologica di un centro urbano compatto e denso per una città inserita in un territorio limitato nella dimensione e avvolto da un variegato sistema di monti e colline.

Nel piano di Ridolfi e Frankl c'è l'idea di un organismo urbano fortemente delineato, caratterizzato dal legame con la morfologia del territorio e basato su una forte idea innovativa e ottimistica di crescita.
Con i successivi nuovi piani sono state conservate le testimonianze materiali della storia industriale e urbana, come le fabbriche dismesse della Siri, della Bosco e del lanificio Gruber oppure i borghi operai e gli stessi quartieri novecenteschi di Città Giardino o Battisti, tutti destinati ad essere sostituiti dalla nuova idea di città compatta e verticale. Il rapporto fra urbanistica e architettura è sicuramente la più interessante chiave di lettura della loro opera a Terni.
Gli interventi a carattere urbano realizzati da Ridolfi e Frankl all'esterno del centro storico sono solo tre, ma di un eccezionale interesse per la tensione verso la costruzione di uno spazio urbano ricco e non banalizzato dalla sequenza indistinta di tipi uguali: l'intervento Fontana, lungo il decumano della città ottocentesca, è esteso a un grande isolato urbano, che oltre a diventare il fronte continuo delle strade definisce in modo unitario l'angolo nord-ovest della piazza Valnerina; le case di Villaggio Italia dove, anticipando la ricerca sui quartieri popolari sviluppata in Italia nei primi decenni del secondo dopoguerra, viene sperimentata una tipologia di edifici caratterizzata da una forte elasticità nella sua potenzialità aggregativa; il condominio di Piazza Fermi, la casa dei 44 appartamenti, dove l'articolazione espressionista della pianta e dei prospetti esalta la ricerca di una forte proiezione dell'edificio nello spazio urbano attraverso la sua imponenza.

Nelle sue opere Ridolfi riesce sempre a interpretare e a esprimere pienamente il paradigma ascendente dell'architettura: dal luogo e dall'oggetto ai significati generali della città.
Anche nella sua urbanistica dei 500 metri vi è la ricerca di una dimensione progettuale condivisa tra urbanistica e architettura.
Si tratta di un caso anomalo nel panorama nazionale, dove è prevalsa la distanza tra architettura e urbanistica e la difficoltà a conciliarne la visione della città. Il paradigma dell'urbanistica è diventato sempre più discendente, dal generale al particolare, dall'insieme al dettaglio, e funzionale a comprendere e dominare gli esiti della lunga e travolgente crescita. Ma nel momento in cui anche l'urbanistica deve invertire il suo paradigma, a seguito del blocco della crescita, e sarà l'intervento sulle parti di città a definire le caratteristiche e la qualità dello sviluppo territoriale, il rapporto tra quelle che sono diventate due discipline separate potrà evolvere in una nuova sintesi.

Nell'esperienza ternana la teorizzazione di Ridolfi e Frankl sull'urbanistica dei 500 metri, come dimensione progettuale condivisa, è evoluta nell'urbanistica delle parti di città, fondata sugli aspetti tecnici in stretta relazione con quelli gestionali. Nel lavoro per il miglioramento e la rigenerazione della città esistente questa impostazione, ancora attuale, può essere finalizzata a nuovi obiettivi, come ad esempio il superamento del concetto stesso di periferia, intesa come luogo di minore qualità urbana.
La frammentazione della città moderna è il riflesso materiale delle vicende di una comunità nella quale convivono sia la tensione verso l'interesse generale che la logica speculativa.
Ma gli esiti urbani di questa tensione non sono gli stessi ovunque e le differenze possono trasformarsi in nuove opportunità.
Un'analisi del significato attuale delle centralità urbane e della loro distribuzione nella città realizzata consentirebbe di riconsiderarne le diverse parti nell'ottica di una qualità urbana diffusa, come era negli obiettivi di Ridolfi e Frankl.
Dopo oltre trenta anni dalla morte del primo e venti del secondo la città ancora si confronta operativamente con la realizzazione dei loro progetti e piani.
Per realizzare il completamento del Corso del Popolo, un intervento di notevole complessità, sia economica che operativa, è stato sperimentato il project financing, applicato, forse per la prima volta, a una parte di città piuttosto che a una singola opera pubblica.
Il rapporto tra la città storica e il fiume è l'obiettivo di un progetto urbano che, oltre al ponte pedonale e ciclabile sul fiume, al grande sottovia veicolare, ai 1036 parcheggi pubblici interrati su tré livelli e a un nuovo palazzo degli uffici comunali, comprende il completamento del fronte di Corso del Popolo e il nuovo margine edificato verso il fiume per il quale Frankl, molto indeciso sulla scelta, accolse la suggestione del crescent come idea di integrazione della periferia e del nuovo percorso fluviale, trasformato in un grande parco di rilievo urbano.
Si sta lavorando alla realizzazione del "bidone", come lo definiva Ridolfi che si era ispirato all'urna funeraria Cista Figoroni per la sua forma curvilinea, che nel progetto è stata frantumata dal complesso gioco degli avanzamenti e arretramenti delle superfici murarie e delle rastremazioni verso l'alto. Ridolfi imposta la soluzione del nuovo edificio accanto a Palazzo Spada, incastonando la torre di servizio nei palazzi storici retrostanti e avanzando sul fronte della strada con un edificio ellittico, più alto del palazzo antico e caratterizzato da una complessa articolazione volumetrica, sfalsata nei diversi piani.

È un riflesso della ricerca per la soluzione fortemente espressionista e anticipatrice di molta architettura contemporanea del Motel dell'AGIP a Fiano Romano, che non fu mai realizzato.
Gli esecutivi furono coordinati dopo la sua morte da Frankl, che elaborò anche il progetto e curò l'attuazione del recupero degli edifici retrostanti, che includono anche uno stralcio della torre dei servizi.
La Soprintendenza ha prima approvato il progetto per poi bocciarlo quando erano stati fatti tutti gli esecutivi. Un atteggiamento contraddittorio, sbloccato dopo molto tempo dal Comune di Terni solo attraverso un ricorso amministrativo, ma che ha impedito, per un lungo periodo, la realizzazione del nuovo palazzo e ha costretto il Comune di Terni a realizzare soluzioni alternative per i propri uffici. Per realizzare questo progetto, considerato, come si diceva, un "dono per la città", è necessario ricercare forme e modalità molto innovative.

Passaggi Domenica 10 Gennaio 2016

domenica 10 gennaio 2016

Rinascono i giardini lungo il Serra

Partono i lavori di riqualificazione in viale Martiri della Libertà: termine stimato dei lavori 3 mesi

L'obiettivo è riportare le famiglie con i bambini al posto dei bivacchi notturni di tossici e balordi. La seconda vita dei giardini di viale Martiri della Libertà ha iniziato a prendere forma da ieri e già a primavera i cancelli saranno di nuovo aperti al pubblico. Dopo anni di degrado, il parco a ridosso del torrente Serra era sempre più buio e sporco. Tanto che i residenti si erano rivolti in più di un'occasione al Comune. Ora sono iniziati i lavori, affidati in appalto a una ditta, con tanto di ruspe e operai in azione. Nuovi percorsi pedonali con tinte vivaci sostituiranno i vecchi e logori sentieri sterrati. Tutta l’illuminazione pubblica sarà potenziata e rimessa a nuovo così come il verde. Nuove anche le panchine e ci sarà spazio per un'area giochi sicura e a misura di bambini.

"Il costo dell'opera spiega dal Comune l'architetto Piero Giorgini - è di 123.500 euro. Iva compresa. E i tempi di esecuzione sono previsti in tre mesi. Oltre alla riqualificazione dell'esistente, procederemo anche all'abbattimento delle barriere architettoniche vicino al campetto sportivo che sarà rimesso a nuovo con una pavimentazione antitrauma."
L'intervento riguarderà anche la riparazione della fontanella e della recinzione estema che sarà sostituita. Saranno anche potati gli alberi che, dopo anni di incuria, hanno completamente coperto i pochi lampioni ancora funzionanti. E non si esclude - come anticipa il geometra Fausto Marrocolo -
"di sistemare anche la pavimentazione del parcheggio estemo vicino a via Porta San Giovanni. Dopo la demolizione dei vecchi sentieri pedonali, dai prossimi giorni si inizierà con l'installazione delle nuove opere."

Un nuovo volto per questi giardini che, dagli anni Cinquanta in poi, hanno accolto famiglie con bambini prima di diventare punto di ritrovo di malintenzionati. Basti pensare allo spaccio di droga o ai furti di biciclette particolarmente frequenti soprattutto d'estate. E siccome degrado chiama degrado, con questo intervento l'assessorato ai Lavori Pubblici vuole dare un taglio netto con il recente passato. Ieri mattina più di una persona si è avvicinata alla recinzione per curiosare e molti hanno avanzato proposte e consigli ai tecnici del Comune. Non è stata però accolta la richiesta di lasciare un'area per i cani. Non c'è spazio sufficiente e così il parco continuerà ad essere vietato agli amici a quattro zampe.

Corriere dell'Umbria Domenica 10 Gennaio 2016

giovedì 7 gennaio 2016

Rifiuti: scontro sulle tariffe

Rifiuti, nuovo scontro sulle tariffe Costi più elevati nei piccoli Comuni, stoppata la proposta dell’Ati di un contributo di solidarietà da parte dei "grandi"

A Natale bisogna essere più buoni. Ma anche no. Così i piccoli Comuni della provincia non hanno trovato sotto l'albero - e nemmeno nella calza della Befana - il "regalo" atteso. Ovvero il contributo di solidarietà da parte dei Comuni più grandi che avrebbe consentito di rimodulare i costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti andando cosi a sanare la disparità creata dal piano finanziario della nuova gestione dei rifiuti in provincia. Eppure la "letterina" a Babbo Natale molti Comuni Ferentillo e altri centri dell’Orvietano in testa - l'avevano scritta già un anno fa quando tracciando il bilancio del primo anno del nuovo servizio - seppur parziale visto i problemi con la firma sui contratti di servizio che hanno fatto slittare continuamente i cronoprogrammi di Asm e Cosp Tecnoservice - era emerso il paradosso per cui il costo pro capite nei piccoli Comuni era molto più altro rispetto ai cittadini dei grandi centri.
Una forbice anche di 40 euro con i cittadini del capoluogo di provincia che aveva spinto alcuni sindaci a chiedere all'Ati4 di elaborare una proposta che potesse riequilibrare la situazione. E cosi, indossato il berretto rosso con il pon pon bianco, il direttore Roberto Spinsanti aveva elaborato una proposta articolata su più opzioni: rimodulazione delle tariffe con mitigazione della tariffa di spazzamento e adeguamento di quella complessiva con ridistribuzione dei conseguenti scostamenti economici sulle tariffe pro capite dei Comuni di Terni, Amelia, Orvieto e Narni, ridistribuzione sui Comuni di Temi, Narni e Orvieto, ridistribuzione solo sul Comune di Terni, ridistribuzione su tutti i Comuni con la tariffa pro capite sotto soglia.
Nel primo caso, quindi con un contributo di solidarietà dai 4 Comuni più grandi, il costo medio pro capite qui sarebbe aumentato di circa un euro.
Ma malgrado non si trattasse di un salasso e dal sindaco di Terni Di Girolamo, nonché presidente dell'Ati, fosse arrivata la disponibilità ad accollarsi il contributo di solidarietà in questa entità, la proposta ha avuto un'accoglienza piuttosto freddina.
Soprattutto dalle parti di Amelia dove il sindaco Maraga avrebbe dovuto giustificare un pur piccolo aumento proprio a ridosso delle elezioni di primavera in cui si gioca la riconferma. Ma anche l'ultima opzione, quella di spalmare i maggiori costi sui Comuni dove si paga sotto la media della provincia non ha riscosso grande successo. Alla faccia della solidarietà. I sindaci di Castel Giorgio e Lugnano in Teverina hanno chiesto all'Ati di fare un'ulteriore simulazione senza i dati dello spazzamento e questo è servito al presidente Di Girolamo per prendere ulteriore tempo e dare mandato al direttore Spinsanti di elaborare un'altra proposta. Entro gennaio dovrebbe essere convocata una nuova assemblea anche se in realtà dal primo gennaio sarebbe entrato in vigore l'Auri, l'ambito regionale dei rifiuti, a cui competono ora le decisioni.
In ogni caso anche la rimodulazione avrebbe durata limitata - un anno - perché poi si dovrebbe passare alla tariffa puntuale. E in questo anno sarà a regime la differenziata "porta a porta" che dovrebbe contribuire ad abbattere i costi. Insomma, una serie di "alibi", che potrebbero far tramontare l'ipotesi del contributo di solidarietà.

Il Giornale dell'Umbria 6 Gennaio 2016

giovedì 31 dicembre 2015

Guerra di Capodanno, salta anche la festa alle piscine

Dopo la festa al Caos, annullata dagli organizzatori in polemica con l'interrogazione del M5s che chiedeva se ci fossero le autorizzazioni del caso per fare Capodanno negli spazi museali comunali, salta anche quella alle Piscine dello Stadio, che viene stravolta.
"Purtroppo - si legge in una nota della Smart Food Italia la società che doveva organizzare il Golden Gala di fine anno - la nota struttura (le nuove piscine in viale dello Stadio Ndr) che doveva ospitare la festa seppure munita di tutte le autorizzazioni per eventi di questo genere, non è idonea a ricevere siffatta mole di persone che potrebbero addirittura aumentare e riversarsi presso il centro sportivo anche senza biglietto."
Quante siano le persone che avevano già acquistato il biglietto non viene specificato, ma la Smart Food Italia spiega che
" sono risultate molto superiori alle previsioni, probabilmente complice anche la recente notizia di annullamento della festa del Caos che ha fatto riversare centinaia di giovani presso il centro sportivo alla ricerca dei biglietti della festa."
Anche il Golden Gala, come la festa annullata al Caos, era finita nel mirino del M5s che aveva presentato un'interrogazione in Consiglio comunale per chiedere se l'evento alle Piscine dello Stadio avesse tutte le autorizzazioni del caso:
"Chiederemo avevano scritto i grillini - se il capitolato del bando delle piscine dello stadio prevedeva la possibilità dell'utilizzo delle strutture per eventi non legati all'attività principale, come ad esempio le feste ed i cenoni di Capodanno e se l'agibilità concessa consenta anche l'effettuazione di pubblici spettacoli ed in che termini."
Come spiegato dalla Smart Food le autorizzazioni ci sono, ma per evitare l'effetto calca gli organizzatori hanno preferito stravolgere il format della serata che prevedeva cenone e discoteca nel grande atrio delle Piscine dello Stadio.
"La cena a partire dalle ore 20,30 - spiegano - si svolgerà al ristorante Pantha Re di Terni. I possessori del biglietto dopocena saranno su richiesta o rimborsati oppure avranno la possibilità dalle 00,30 in poi, di accedere liberamente al ristorante ove sono garantite la consumazione ed i gadget capodanneschi per il proseguo dei festeggiamenti fino alle ore 3."
Sergio Capotostì
Il Messaggero Giovedì 31 Dicembre 2015

giovedì 10 dicembre 2015

Personalizza le buste per il tuo negozio online: è facile veloce e conviene!

La Starplast nasce nel 1985 a Terni, come azienda produttrice di sacchetti personalizzati in plastica e carta per la grande distribuzione. Con il passare degli anni abbiamo cercato di venire incontro anche alle esigenze delle piccole e medie attività, offrendo la possibilità di stampare i sacchetti con logo in numeri di esemplari anche contenuti.
Grazie all'inserimento di nuovi macchinari nelle linee di produzione e all'organizzazione di uno studio grafico in sede, oggi possiamo realizzare in tempi brevi buste stampate in plastica, carta e tnt.

Il servizio di personalizzazione di buste e shopper permette di scegliere formato, materiale, colori di fondo e colori di stampa del vostro marchio; la stampa potrà essere realizzata con un massimo di 3 colori per ogni lato del sacchetto.
Qualora siate in possesso del vostro logo in formato digitale, potete fornircelo allegandolo alla richiesta di preventivo, meglio se in vettoriale (estensione dei file .pfd .ai); noi vi invieremo una proposta grafica adattata alla fustella di stampa scelta in modo che voi possiate valutare a video un’anteprima del sacchetto prima di procedere a qualsiasi pagamento.

Se invece non avete un vostro logo o volete creare o rinnovare la vostra immagine, possiamo mettere a disposizione gratuitamente i nostri grafici e creare da zero brand e sacchetto personalizzato.
Realizzando il prodotto in toto, possiamo essere flessibili sui tempi di consegna; qualora infatti ci sia un’urgenza specifica possiamo valutarla e soddisfare richieste di produzione in 7/10 gg.

Lavoriamo con i migliori corrieri nazionali con tariffe di spedizione molto contenute, tuttavia, per chi ne ha la possibilità, è possibile ritirare la merce gratuitamente presso la nostra sede di Terni.

Inoltre con l'entrata in vigore delle norme sui sacchetti biodegradabili Starplast è stata tra le prime aziende a realizzare dei prodotti in linea con le nuove direttive ambientali conformi alla UNI EN 13432:2002.

Per i clienti oggi non è facile distinguere quale tipo di sacchetto sia realizzabile per la propria attività, quali spessori utilizzare, quale materiale sia più adatto per un busta con logo senza incorrere in eventuali sanzioni: proprio per questo abbiamo studiato una sezione del nostro sito web shop.starplast-terni.com dedicata alle buste personalizzate dove potrete trovare informazioni dettagliate sui vari prodotti offerti.

Il nostro settore commerciale è a disposizione per fornire tutte le informazioni in merito alle caratteristiche e alle proprietà di ogni linea di sacchetti, potendo consigliare al meglio i clienti sul prodotto a cui indirizzarsi in base ad ogni categoria merceologica.

Grazie ad una esperienza trentennale nel modo del packaging la nostra mission non è più la semplice vendita, ma anche affiancare il cliente nella scelta del prodotto veramente adatto alle proprie esigenze.

E’ sufficiente navigare il nostro sito web www.starplast-terni.com per rendersi conto di quanto sia intuitivo richiedere un preventivo e altrettanto facile risolvere i propri dubbi sui prodotti in tempi brevi.

Affidandovi alla Starplast le buste stampate hanno davvero pochi limiti e sono alle portata di tutti.

sabato 21 novembre 2015

Elettrodotto, parcheggio della Coop di Gabelletta "sotto controllo"

L'assessore Giacchetti e i tecnici: cartelli per eccesso di zelo, solo una minima parte del primo piano a rischio dopo 4 ore di esposizione

Onda su onda. Elettromagnetica. Il problema è annoso nel Ternano. Gli elettrodotti in uso e smantellati sono tanti. Tanti i comitati di residenti che vi si oppongono strenuamente. Adesso, la scottante materia elettrizza i tavoli della politica e del Comune, a causa di un cartello che campeggia nel parcheggio della nuova Coop di Gabelletta, posizionato dalla stessa azienda e dalla ditta costruttrice. Cartello che recita:

"Zona esposta a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici. Si vieta la permanenza prolungata oltre le 4 ore giornaliere."
La struttura, infatti, si trova più o meno sotto ad una linea elettrica aerea. Apriti cielo. Polemiche politiche (specie dal M5s) e preoccupazione. Tanto che, ieri mattina, l'assessore comunale. Giacchetti, il dirigente di settore, Fattore e alcuni tecnici comunali hanno convocato una conferenza stampa per spiegare la situazione e rassicurare. Parlando relata refero - di possibile "eccesso di zelo" per l'apposizione di quei cartelli (per la legge non sono obbligatori), Giacchetti ha voluto, dal suo punti di vista, fugare gli "infondati allarmismi":
"Le norme in materia individuano, mediante calcoli e parametri, fasce di rispetto e zone di sicurezza. È bene precisare in modo netto che l'edificio del centro commerciale, spostato rispetto alla progettazione originaria grazie ad una decisiva variante comunale, si trova al di fuori della fascia di rispetto ed è quindi in totale sicurezza rispetto all'influsso dell'elettrodotto e alla sua fascia di prima approssimazione. Soltanto una piccolissima porzione del parcheggio, al primo piano, è invece all'interno di tale fascia di rispetto e dunque esposto ai rischio di onde elettromagnetiche ma solo dopo le 4 ore di permanenza."
Il dirigente Fattore si è incaricato di scendere un poco più nel dettaglio:

"Bisogna fare chiarezza e fornire alla popolazione una corretta informazione. La legge 36 del 2001 definiva valori e misurazioni delle esposizioni. Nel 2003 un decreto della presidenza del Consiglio ha emanato le prime disposizioni di tutela in corrispondenza di certe aree. Nel 2008, un altro testo normativo ha fissato i criteri di calcolo, mentre nel 2009 sono uscite le linee guida. Il Comune di Temi, ovviamente, si attiene sempre a tali norme e, ad oggi, non abbiamo risultanze scientifiche di un nesso automatico tra fonti elettromagnetiche e l'insorgere di patologie. Attuiamo quindi il principio di precauzione. E così come abbiamo fatto spostare quel centro commerciale Coop dalla fascia di rispetto in cui si trovava secondo il primo progetto, così in altri casi, come in via Rossini, calcoliamo le distanze di prima approssimazione dal traliccio. I controlli e le misurazioni dell'Arpa sono cicliche e noi non concediamo nessuna nuova autorizzazione, dopo le nuove norme, per la realizzazione di aree scolastiche, sanitarie, pubbliche all'interno delle fasce di rispetto individuate. Non solo. Con Terna stiamo progettando la delocalizzazione di tralicci di alta tensione oggetti di molti ricorsi di cittadini e il mese prossimo vi sarà un incontro tra il Comune, la stessa Terna e i residenti di Colleluna, anche se i tempi autorizzativi e ministeriali per tutto ciò impiegano alcuni anni. La nostra attenzione comunque è massima, tanto che non escludiamo di intervenire con misurazioni e altri provvedimenti in un'area vicina alla Coop di Gabelletta dove sorge una zona giochi per bambini, autorizzata prima dell'entrata in vigore delle norme più recenti in materia."

Il Giornale dell'Umbria Sabato 21 Novembre 2015

martedì 3 novembre 2015

Ex Gruber: il Comune chiede aiuto al governo

II Comune compie il primo passo verso quello che potrebbe rappresentare uno degli interventi più consistenti degli ultimi anni in quanto a rilancio di aree degradate. La giunta del sindaco Leopoldo Di Girolamo ha infatti firmato la delibera numero 318 con cui aderisce ad un bando nazionale per reperire fondi proprio in materia di sistemazione di zone socialmente e strutturalmente arretrate. Il progetto si chiama “Piano nazionale per la riqualificazione sodale e culturale delle aree urbane degradate"ed è uno degli ultimi lanciati direttamente dal consiglio dei ministri. Possono partecipare tutti quei Comuni "che abbiano al loro interno aree urbane degradate che presentino indice di disagio sodale e indice di disagio edilizio."L'obiettivo del bando è la riduzione dei " fenomeni di marginalizzazione e degrado con l'inserimento di servizi sociali e educativi, attività didattiche e culturali."I progetti da presentare riguardano piani di "riqualificazione costituti da un insieme coordinato di interventi localizzati."

Tutti elementi che secondo l'amministrazione comunale fanno al caso di Temi.
Ecco perché la giunta ha deciso di presentarsi al bando e di iniziare a lavorare ai diverse idee, che dovranno essere presentate ai tecnici del ministero entro il 30 novembre. Anche perché i fondi a disposizione sono sostanziosi: per ogni progetto la partita va da 100mila euro fino a 2 milioni. E il Comune ha già individuato quali saranno i punti della città da prendere eventualmente in considerazione. Si tratta in particolare della "fascia Est del centro città", che comprende diverse zone finite ormai nel dimenticatoio. Si parte con l'area ex Camuzzi, per passare poi al tessuto residenziale di Sant' Agnese in zona Borgo Bovio, il parco Rosselli e l'area del lungo Serra, la zona ex Gruber e il tessuto residenziale circostante, lungo Nera da via dell'Argine a viale Brenta, Città Giardino e la parte dell'ex Siri.

I progetti che entreranno a far parte del bando tuttavia andranno avanti parallelamente a quelli già avviati dall' amministrazione o da privati. Come per esempio quello relativo alla zona ex Camuzzi, di sicuro una delle aree di cui la politica ha più discusso nelle ultime settimane. Qui già esiste un progetto messo in piedi dalla società Camuzzi Costruzioni per la realizzazione di una torre commerciale alta sessanta metri e di un nuovo parco sulle ceneri di quello già esistente. Un piano questo già approvato da una delibera della giunta di Palazzo Spada ma che ha incontrato di recente il parere contrario del centro studi Malfatti, che da sempre si batte contro quelli che ritiene interventi che mettono a rischio elementi storici della città.

"Dopo avere espresso con una nota il proprio dissenso per l'ennesima insensata programmazione urbanistica prevista per l'area ex Camuzzi - si legge in una nota - il centro Malfatti ha chiesto al ministero per i Beni e le attività culturali e del turismo, l'avvio del procedimento per la manifestazione di interesse culturale per quanto rimane degli originari impianti del gazometro della città di Terni, gli edifici storici della ex Camuzzi in via Lombardia."
Per il centro studi alcune delle strutture che il piano vuole abbattere rappresentano un elemento storico che non può essere sacrificato senza il parere almeno del ministero. Della questione si è interessato anche il consigliere comunale di Forza Italia Francesco Maria Ferranti, il quale ha annunciato una interrogazione alla giunta per valutare un'alternativa, ossia un centro fieristico, culturale e congressuale.

"A Temi non c'è un sito utilizzato come centro congressi e spazio espositivo - spiega Ferranti in una nota - e per questo chiederò con un'interrogazione alla giunta di ipotizzare la preservazione di edifici che hanno un valore culturale per questo territorio e la realizza zione di un centro espositivo e fieristico permanente che, se ben gestito e promosso, potrebbe rappresentare un' attrattiva turistica ed economica."

Corriere dell'Umbria Martedì 3 Novembre 2015

sabato 31 ottobre 2015

Terni Reti perde i primi pezzi via lampioni e Corso del Popolo

II gigante Terni Reti già perde i primi pezzi. Rispetto al progetto iniziale, infatti, il Comune di Terni sta per fare due passi indietro. Il primo, sull'illuminazione pubblica:
"Valuteremo la convenienza dell'operazione"
, ha detto ieri mattina l'assessore al Bilancio, Vittorio Piacenti D'Ubaldi, poco prima di cominciare l'audizione in Terza commissione. Il secondo, sulla gestione del parcheggio coperto di Corso del Popolo:
"Non c'è nessun elemento legato con la nuova Terni Reti"
, ha fatto sapere l'assessore Piacenti rispondendo a una domanda del consigliere comunale di maggioranza Luigi Bencivenga. Eppure, sia l'illuminazione pubblica (oggi in mano all'Asm) che Corso del Popolo (gestito da quello che resta dell'Atc) sono tra le "proprietà trasferibili a Terni Reti"come si legge nella delibera di giunta approvata pochi giorni fa. Si ridimensiona così il ruolo della super partecipata, concepita per salvare i dipendenti di Usi e Atc, le società pubbliche naufragate sotto una marea di debiti (6,5 e 1,5 milioni di euro).
"Otto dipendenti andranno in Regione, altri all'Asm, mentre il resto in Terni Reti"
ha ribadito l'assessore Piacenti.
II primo ripensamento è da collegare ai malumori emersi in giunta. Da quello che è trapelato pare che l'assessore ai lavori pubblici, Stefano Bucari, abbia fatto valere tutto il suo peso politico per bloccare sul nascere l'operazione. Operazione che prevedeva il passaggio di proprietà dell'illuminazione pubblica dal Comune a Terni Reti, che si sarebbe poi occupata di trovare un gestore. Il secondo passo indietro, invece, è da attribuire a un problema di soldi. A causa di un singolare contratto, la gestione del parcheggio di Corso del Popolo, realizzato in project financing tra Comune e la società Corso del Popolo Sri, pesa sulle casse di Palazzo Spada per circa 600mila euro l'anno.
"Come pensate che Terni Reti possa assorbire tale cifra?"
ha chiesto il consigliere Bencivenga.
"Terni Reti - ha risposto l'assessore Piacenti - non se ne occuperà. Con il Comune stiamo valutando l'opportunità di trovare, in accordo con la Corso del Popolo Sri, un sub gestore."
Dalle modifiche agli altarini sollevati dal consigliere di minoranza Enrico Melasecche a proposito della gestione di Terni Reti, nata nel 2006 e proprietaria delle reti del Gas. Melasecche ha chiesto come mai la partecipata si sia servita più volte delle consulenze di uno studio
"legato in qualche modo a personaggi noti di Terni."
Inoltre, Melasecche ha chiesto chiarimenti a proposito di
"maldicenze che circolano sull'unica assunzione fatta fino ad oggi e sulle consulenze date all'ex presidente."
I chiarimenti sono arrivati da Vincenzo Montalbano Caracci, oggi alla guida di Terni Reti ma pronto a fare le valigie per fare spazio a Sandro Corradi, ex presidente di Atc.
"Le consulenze - ha detto Montalbano Caracci - sono state scelte con criteri di buon senso e comunque lo studio selezionato è quello che ha fatto la migliore offerta tra le quattro pervenute. All'ex presidente, sulla base di una mia prerogativa, ho affidato un progetto, nessuna consulenza. Per quanto riguarda l'assunzione - ha concluso Montalbano Caracci - non spetta a me fare l'albero genealogico dell'ex presidente e comunque non c'è parentela diretta di sangue con la persona assunta."

Sergio Capotosti
Il Messaggero Sabato 31 Ottobre 2015

venerdì 16 ottobre 2015

Cascata delle Marmore: torna alla luce il "vero" Ponte del Toro

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Finiti gli scavi, pronta una guida Terni - Parole e scavi per promuovere il territorio e, in particolare, quell'impareggiabile "opera" che è la Cascata delle Marmore, costellata di beni storici, artistici, antropologici, naturali e industriali. Ieri pomeriggio, l'archivio di Stato di Terni ha ospitato la presentazione di due lavori, tanto diversi quanto uniti e sinergici. Da un lato, l'uscita della guida "L'opera della cascata" e, dall'altro, la presentazione degli interventi di recupero di ponte del Toro, che verrà inaugurato ufficialmente sabato alle 10,30. Alla presentazione erano presenti, tra gli altri, il sindaco, la direttrice dell'archivio di Stato, il presidente del Centro studi storici, la soprintendente ai beni archeologici dell'Umbria, Calandra, il presidente della Carit, Fornaci, il coordinatore del progetto Miro Virili, i tecnici del Comune e il vicepresidente di Acti, Notari Come è stato evidenziato, una delle linee di sviluppo e rilancio turistico promossa dal Comune di Temi vede proprio la valorizzazione non solo della Cascata, ma anche dei beni intorno ad essa.

"Le assi fondamentali dello sviluppo cittadino, e gli elementi più importanti da un punto di vista identitario per i ternani - ha detto il sindaco Di Girolamo - sono risultati essere le acciaierie, San Valentino e la Cascata. E quest'ultima è sempre stato il bene che con più continuità è stata oggetto di investimenti importanti. Si tratta di un'opera dell'uomo che è anche opera della natura, protagonista di cambiamenti significativi nel corso dei secoli e per questo da definire bene culturale."
In effetti il paragone che torna come ha affermato l'architetto Miro Virili, coordinatore della realizzazione della guida - è quello con le opere delle grandi cattedrali medievali, proprio per evidenziare quanto la Cascata sia stata plasmata e abbia a sua volta plasmato il territorio. Un susseguirsi di interventi che hanno dato al salto l'aspetto attuale, senza dimenticare l'importanza per l'industrializzazione della città. Da qui la guida che permette di approfondire non solo la storia, ma anche il territorio, gli aspetti geologici, naturalistici, ingegneristici ed idraulici che caratterizzano l'area. Una scoperta dietro l'altra tra mappe ed itinerari che faranno vedere la cascata con occhi diversi anche a chi crede di conoscerla bene. La stessa volontà di riscoprire il territorio sta anche negli interventi - finanziati dal Gal - che hanno portato al recupero di ponte del Toro, da troppi anni dimenticato e per il quale, ora è emersa una nuova funzione.
"Gli interventi - ha evidenziato l'archeologo Carlo Virili - hanno portato alla scoperta di un 50 per cento in più del ponte. Gli studi dei primi dell'800 e del'900 non si erano soffermati sulla parte superiore del manufatto che, invece, ha confermato i sospetti di non trovarci di fronte a un ponte carrabile, ma a un manufatto idraulico di alleggerimento della cava Curiana, che coinvolgeva un canale proveniente dal pianoro di Marmore, in un momento in cui la caduta era decisamente più spostata verso ponte del Toro."
Il ponte, insomma, sarebbe troppo stretto per essere un passo stradale, misurando solo 2,40 metri rispetto ai 4,40 metri minimi e canonici delle strade romane, elemento che si va ad affiancare ad altri aspetti costruttivi che confermerebbero questa ipotesi. Il ponte, quindi, è stato ripulito non solo dalla vegetazione e dalle concrezioni causate dal carbonato di calcio dell'acqua della cascata, ma anche da rifiuti, una vera e propria discarica a cielo aperto degli ultimi 70 anni. Ora il ponte è di nuovo fruibile, grazie a camminamenti e scale che ne permetteranno, per la prima volta, la fruizione. Turismo e sviluppo II manufatto romano è stato interamente restaurato e verrà inaugurato domani, ultimata anche una pubblicazione sull'area Ponte del Toro così come appare dopo il restauro
Il Giornale dell'Umbria Venerdì 16 Ottobre 2015

Ambiente e inquinamento, il consiglio regionale accende la luce su Terni

Ambiente e inquinamento, il consiglio regionale accende la luce su Terni

Temi, abbiamo un problema. Quello ambientale che la Regione ora sembra essere decisa ad affrontare in maniera strutturale. Per questo il consiglio regionale, su proposta prima del capogruppo di Fi, Nevi, e poi del consigliere del Pd Brega, ha deciso all'unanimità di approfondire in commissione i contenuti della mozione presentata da Andrea Liberati (m 5s) sulla

"Tutela della salute pubblica e risoluzione della situazione ambientale della Conca ternana"
per poi riportarla "in tempi brevi" all'attenzione dell'assemblea legislativa. Alla decisione si è giunti dopo un ampio dibattito in aula nel quale è emersa una condivisa volontà di approfondire il tema nella sua completezza, attraverso una documentazione tecnica dettagliata e, se necessario, come ha richiesto lo stesso Liberati, anche con appropriate audizioni. Nell'illustrazione dell'atto, il capogruppo pentastellato ha rimarcato come
"finalmente, dopo 45 anni, si affronta una situazione che non riguarda la sola Conca ternana, ma l'intero territorio regionale, alle prese con inquinamento da metalli pesanti e diossine. Emissioni acclarate da tutti gli studi di Arpa e dell'Istituto superiore di sanità. E necessario fare un passo avanti e sostenere le produzioni industriali mitigandone un inquinamento tale da interessare molte riviste scientifiche e quotidiani nazionali."
La presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini, dopo aver sottolineato l'importanza di
"conciliare esigenze produttive e ambientali e puntare su tecnologie che riducono impatto"
, ha evidenziato che
"alcune proposte della mozione sono compatibili con la scelte del Governo regionale"
, aggiungendo che
"affrontiamo dunque la realtà fino in fondo, utilizzando i dati con serietà e valutando le azioni da mettere in campo. Abbiamo disponibili fondi europei oltre ai 5 milioni di euro che la Giunta ha messo a disposizione per la chiusura del ciclo degli scarti di produzione. Un impegno economico che serve a sostenere scelte dell'azienda che vadano in direzione del rispetto ambientale.
Dopo un anno quei fondi sono ancora disponibili, ma nessuno ci ha presentato progetti per utilizzarli. Abbiamo proposto che su Temi-Narni si mettano insieme tutti i rappresentanti istituzionali, dalla Regione al Comune alle Asi, per analizzare un problema complesso insieme ad Arpa e sistema sanitario. L'osservatorio epidemiologico non rileva una fotografia anomala nazionale, anche se c'è sempre la possibilità di fare ulteriori approfondimenti."
Il Giornale dell'Umbria Venerdì 16 Ottobre 2015

Ex Camuzzi, ora si volta pagina Ok del Comune al piano di restyling

Presto le ruspe demoliranno lo stabile abbandonato per fare posto al nuovo complesso edilizio Ex Camuzzi, ora si volta pagina

Dalla giunta Di Girolamo parte il primo step al progetto di rilancio dell'arca ex Camuzzi. Il percorso era stato già definito nel febbraio dell'anno scorso, ma adesso, con il parere favorevole di palazzo Spada, prende ufficialmente il via l'iter amministrativo del piano dei lavori. L'azienda Camuzzi Costruzioni ha infatti presentato un prospetto di intervento che prevede anche la realizzazione di una torre alta 60 metri adibita a uffici e residence, oltre che alla sistemazione dell' area verde e della viabilità. Dopo che la zona negli ultimi giorni è finita per l'ennesima volta oggetto di operazioni di polizia, visto anche lo stato di abbandono in cui si trova, ora la delibera di giunta numero 317 fissa quali saranno le priorità per porre fine allo stato di degrado che si trascina ormai da troppi anni. Il primo passo sarà proprio la demolizione "di tutti i manufatti edilizi esistenti", come si legge nel documento, che permetterà di liberare il campo per strutture costruite ex novo. Poi via alla realizzazione di un

"complesso edilizio costruito su base commerciale di tremila metri quadri, compresi 700 di magazzino, con sovrastante edificio a torre destinato ad attività ricettive e pararicettive (residence) di ulteriori 17 piani con altezza massima di 60 metri."

Si tratta della torre che sovrasterà un nuovo centro commerciale, nei piani la parte più complessa e strutturata da realizzare. Tra le carte si legge anche la volontà di arrivare a una nuova viabilità, con piste ciclabili e pedonali, e alla sistemazione dell'area verde, che sarà adibita a parco pubblico su una superficie complessiva di 4.550 metri quadri. In più spazio a nuova illuminazione e anche ad un passaggio che colleghi la zona con il parcheggio ex Bosco. La ditta di costruzioni indica anche i tempi che seguirà per la realizzazione del progetto destinato a cambiare radicalmente il volto della zona. Il primo capitolo sarà riservato alla piastra commerciale, anche con l'individuazione di nuovi posti auto, sia pubblici che privati. Poi via libera a tutto il resto delle planimetrie. Dal documento emergono anche i proprietari dei terreni interessati: la maggior parte sono della stessa ditta, una parte è rappresentata da due unità catastali di pertinenza comunale e una zona è di proprietà della ThyssenKrupp Ast, anche se, come si legge nel documento, "nella disponibilità dell'amministrazione comunale."

Corriere dell'Umbria Venerdì 16 Ottobre 2015

sabato 5 settembre 2015

Comune pronto alla causa con Cinecittà per riprendersi gli studios di Papigno

L'assessore Armillei chiarisce:
"Non vogliamo il contenzioso ma potremmo essere obbligati"
"La nostra proposta è quella di non scivolare nel contenzioso, pista sempre troppo burrascosa per diatribe del genere, Ma se non si riaprono i contatti con Cinecittà, purtroppo, potrebbe diventare una pista perseguibile."
Così l'assessore comunale alla cultura Giorgio Armillei sfrutta l'occasione della presentazione di "La mia famiglia a soqquadro", prossimo film low budget che tenterà di rilanciare il cinema a Terni, per tornare sulla vicenda e sul futuro degli studios di Papigno.
"Il problema - ha spiegato in conferenza stampa Armillei - è che la giunta comunale ha ereditato nel 2014 una situazione veramente critica. I termini del contratto stipulato con l'amministratore Giuseppe Basso sono scaduti, quindi o c'è l'impegno da parte di Cinecittà di riaprire i rapporti di lavoro, oppure per il sito è meglio cercare altri soggetti con reali caratteristiche imprenditoriali."
In qualsiasi modo l'assessore, che alla domanda sul futuro prossimo degli studios è apparso un po' sfuggente, ha dichiarato come
"in un'ottica della candidatura di Temi a capitale della cultura il recupero del polo cinematografico è di primaria importanza. La cultura è anche impresa, e non avendo la città a disposizione dei luoghi per le film commissions , abbiamo avuto un incontro con l'amministrazione di Narni proprio su questi temi."
Così i due workshop presentati nel pomeriggio dopo la conferenza, uno con le 53 associazioni inerenti il progetto della candidatura a capitale della cultura e l'altro con le 20 imprese coinvolte, ma soprattutto il film , rappresentano una spinta importante. Presenti nella sala consiliare il regista Max Nardini, la responsabile casting Sonia Broccatelli ed i due responsabili di produzione Simone Mazzella e Luca Guerra, che hanno raccontato in parte la trama del film, inquadrandolo nel genere commedia leggera in stile francese, ed affermando che le riprese occuperanno i giorni che vanno dal 7 settembre al 3 ottobre prossimo. Per quanto riguarda il cast principale troveremo Gabriele Caprio nel ruolo di Martino, protagonista principale del film. Bianca Nappi, pupilla di Ozpetek, nel ruolo della madre, e Marco Cocci, attore in Ovosodo, in quello del padre. Inoltre il film vedrà il ritorno sugli schermi di Eleonora Giorgi, attrice in film immortali quali Borotalco di Verdone, nel molo della nonna.
"Temi ci è sembrata la location ideale per il film - afferma il regista -, ed anche se la Reset Production dispone di pochi mezzi, siamo riusciti a confezionare una commedia brillante, fresca, che farà riflettere gli spettatori sulle condizioni delle famiglie moderne. Il film uscirà durante il 2016, però con precisione in quale periodo mi è difficile in dicarlo in questo momento. Non dovendo girare scene d'azione, pensiamo di poter ricambiare il rispetto ed il calore dimostrateci nel migliore dei modi."

Michele Fratto
Corriere dell'Umbria Sabato 5 Settembre 2015

giovedì 3 settembre 2015

Chimica ternana perde posti di lavoro "serve innovazione"

Nell'ultimo quinquennio, il settore chimico temano-narnese ha perso, temporaneamente, quattrocento posti di lavoro diretti, di cui 100 Basell, 35 nel passaggio Meraklon-Bealieu, 70 nel passaggio Meraklon-Neofil, 50 Sgl Carbon, 30 Isrim, 30 nelle riorganizzazioni Treofan, 35 Adica.
Lo sostiene Sergio Cardinali della segreteria del dipartimento nazionale chimico-farmaceutico della Filctem-Cgil, già segretario provinciale di Temi.
Molti di questi lavoratori sono già fuori dalla copertura di qualsiasi ammortizzatore sociale, gli altri sono pressoché lì vicino.
Per il segretario nazionale del sindacato rosso la situazione industriale umbra è sospesa tra un passato pre-crisi che non tornerà più ed un futuro ancora assolutamente incerto, tutto da costruire, con alcune possibilità di riuscita, ma con tanti rischi, dovuti principalmente ai tanti ritardi nelle scelte e nelle decisioni che sono stati accumulati negli anni della crisi.
La chimica ternana aspetta ancora una risposta rispetto alle aree ex Basell, una quarantina di ettari che avrebbero dovuto già essere al centro di una reindustrializzazione attraverso strumenti straordinari: ma non solo. Sembrano svaniti i progetti del cluster della chimica verde e delle decine di milioni da spendere su questo versante soprattutto in termini di ricerca ed innovazione. Cardinali mette il dito nella piaga.
"Tolte alcune eccellenze - dice - che, guarda caso, proprio investendo su ricerca ed innovazione hanno saputo agganciare la crescita nella crisi come Alcantara, Bayer, BFit", (l'ex Merakol Spa), le altre aziende, quelle ancora con i cancelli aperti, navigano in mare aperto in balia di un mercato incerto in concorrenza con altri produttori o stabilimenti stranieri della stessa multinazionale come la Treofan. La ricerca, un fattore localizzativo importantissimo, anche questo"esce dalla crisi ridimensionato vista la chiusura per fallimento dell'Isrim, tra impegni istituzionali, progetti fasulli o finiti nelle pastoie dei passaggi istituzionali."
Per facilitare la riassunzione dei lavoratori del settore non bastano gli accordi sottoscritti tra sindacati, regione ed organizzazioni datoriali,
"ci vogliono progetti ed investimenti, e soprattutto ci vuole una regia che sappia guardare ad un orizzonte più lontano."
Le lotte dei lavoratori hanno permesso una tenuta complessiva, limitando i danni, ma oggi senza un sostegno si rischia di nuovo di soccombere. Sembra finito in un vicolo cieco il progetto di recupero ambientale del territorio collegato alla green industry, che avrebbe dovuto rendere profittevoli le scorie delle lavorazioni dell'acciaieria e bonificare le discariche alimentando un circuito virtuoso che trasformava un problema in un'opportunità. Un capitolo a parte meritano le liberalizzazioni e privatizzazioni
"mal gestite, che ancora oggi presentano i conti inevitabili come la cessione delle centrali idroelettriche dell'asta Nera Velino, attraverso il decreto Bersani del 1999."
La multinazionale tedesca E.On, attraverso uno spezzatino, ha ceduto i suoi assets, dividendo in due il personale, tra la società ceca Eph e l'italiana Erg, e apre una fase inedita che rischia di depauperare un patrimonio di Temi, dell'Umbria e dell'Italia intera.

"Una partita che richiama ancora in causa il governo ed aziende come Eni ed Enel - conclude Cardinali - che dovrebbero ora più che mai accompagnare la crescita di un paese in difficoltà, che arranca e non ce la fa."

di Carlo Ferrante
Corriere dell'Umbria Mercoledì 2 Settembre 2015

Scarcerati e allontanati dall’Italia, "altissima pericolosità". E Renzi cita Terni

Allontanati dall'Italia per la loro "altissima pericolosità": è la sorte toccata a due stranieri, accompagnati al Cie dagli agenti della polizia dopo essere stati scarcerati dalla casa circondariale di vocabolo Sabbione.
Il primo è un albanese di 43 anni, condannato a 20 anni di reclusione per traffico internazionale di stupefacenti.
Dopo 16 anni è stato scarcerato e grazie alla collaborazione con le autorità albanesi l'Ufficio immigrazione è potuto risalire alla reale identità dell'uomo, che è stato accompagnato coattivamente al Cie di Bari, in attesa di ricevere un lasciapassare per rientrare nel suo Paese. Privo di documenti anche l'altro straniero, un cittadino tunisino condannato a sette anni di carcere per tentato omicidio, violenza sessuale nei confronti della moglie e maltrattamenti in famiglia anche nei confronti del figlio minore, reati commessi a Parma nel 2008.
Ieri è stato accompagnato alla sede di Crotone da dove rimarrà in attesa del lasciapassare per fare ritorno in Tunisia.
Durante l'attività di controllo del territorio da parte dei poliziotti della questura sono stati anche fermati ed identificati due italiani con numerosissimi precedenti penali per reati contro il patrimonio. Non avendo fornito alcuna spiegazione in merito alla loro presenza in città, nei loro confronti è stato emesso un provvedimento di divieto di ritorno. Sempre lunedì, in Piazza Tacito, una pattuglia del poliziotto di quartiere ha fermato alcuni stranieri, fra i quali un cittadino marocchino di 19 anni che è risultato inottemperante ad un precedente Ordine del questore di Temi.
Denunciato per la violazione della legge sull'immigrazione, è stato nuovamente espulso. Intanto ieri il presidente del Consiglio Matteo Renzi, durante un'intervista a Rtl 102.5, ha citato Temi parlando della questione dell'immigrazione. Il premier ha ricordato, tra i fatti di cronaca che hanno visto coinvolti stranieri, la morte di David Raggi.
"lo non voglio sottovalutare queste vicende - ha detto -, ma facciamo costantemente delle operazioni di polizia, talvolta valorizzate dai media, talvolta no, la partita non è semplice."
Il Giornale dell'Umbria Giovedì 3 Settembre 2015

Terni ha perso la memoria

"Terni ha cominciato ad essere città quando ha scommesso sull'innovazione accettando il push esogeno del grande investimento siderurgico? No, non sono d'accordo".

Stefania Parisi ha letto attentamente la lettera inviata dall'assessore comunale alla cultura Giorgio Armillei a tutte le associazioni culturali sulla candidatura di Temi a Capitale della cultura, con la convocazione dell'incontro di venerdì e sabato e i "compiti a casa": quello strano esercizio di meditazione elaborato da una società veneziana per stimolare le idee. Idee che, in realtà, Stefania Parisi ha già abbastanza chiare. D'altra parte non è esattamente una novellina: per anni presidente del Cif, consigliere comunale, assessore al turismo con la giunta Giaurro, dal 1999 è direttore dell'Istess, l'istituto culturale della diocesi.

"Condivido, ovviamente, l'idea che la cultura sia fondamentale per lo sviluppo di una città, ma non la visione senza memoria che già denunciai nel 1983, alla Conferenza della cultura organizzata come presidente della commissione consiliare per porre una questione: quale identità per questa città?". Già, quale identità? "La nostra città è da sempre in crisi di identità, perché l'arrivo della fabbrica è stato vissuto come un'occupazione esterna, che ci ha dato da mangiare ma ci ha fatto perdere i nostri valori, a cominciare dall'artigianato. Terni è stata una città borghese ben prima di Perugia, ma è stata forzatamente trasformata in una città industriale. Questa perdita della memoria storica è stata dovuta ad una precisa scelta politica".

Quale identità, dunque, per Terni capitale italiana della cultura?

"Vanno recuperate le radici e la memoria storica e archeologica, a cominciare dalla Temi romana. Occorre destinare risorse per valorizzarla, mentre si trova di fatto in stato di totale abbandono. È vergognoso che l'anfiteatro sia chiuso al pubblico, per non parlare di Carsulae: non c'è manutenzione, al Centro visite non funziona l'aria condizionata, le targhe illustrative sono nere per la ruggine, erba alta fino al ginocchio, sulla Flaminia nemmeno si vedono più i selciati: una savana. Ho portato dei turisti che venivano da fuori Temi e francamente mi sono vergognata. Per non parlare di come viene gestito San Valentino. Stiamo parlando della nostra storia, della nostra identità. E dovremmo parlare anche del la Temi medievale, dei monasteri e gli eremi in Valnerina, dei palazzi rinascimentali".

Anche l'ambiente dovrebbe essere un fronte su cui puntare?

"Certo, non dimentichiamoci che prima di essere città dell'acciaio, Temi era la città delle acque: le bellezze paesaggistiche sono tra le nostre principali risorse. Da questo punto di vista si sta facendo un ottimo lavoro sui sentieri della Cascata e condivido l'idea di puntare sugli sport fluviali. Non dimentichiamo, però, che a Piediluco la balneazione è possibile solo perché sono stati innalzati i parametri".

Prima parlava dell'artigianato.

"Quello delle botteghe artigianali è un altro progetto lanciato da me quando ero assessore e che per fortuna viene portato avanti, ma va arricchito ulteriormente".

Innovazione, tecnologia, contemporaneo continuano a essere però le parole d'ordine.

"Ma anche puntare sul contemporaneo non deve significare innestare sul nostro tessuto cultuale degli elementi estranei. Ma, al contrario, trasformare in risorse anche quelle che vengono vissute come problematiche. Pensiamo all'immigrazione: noi da dieci anni organizziamo un festival cinematografico chiamato Popoli e Religioni, con cui cerchiamo di valorizzare il polo cinematografico e al tempo stesso di favorire l'integrazione delle comunità degli stranieri. L'intercultura dovrebbe diventare una delle linee portanti del futuro della città".

Cosa dovrebbe fare l'amministrazione?

"Fare di meno e ascoltare di più. Ben venga l'incontro di venerdì e sabato - anche se tardivo - ma io propongo una Consulta delle associazioni di volontariato, che nel rispetto delle autonomie possa creare sinergie e sviluppare progetti. Il Comune deve sostenere le affinità, non creare rivalità, fare in modo che i progetti si unifichino e non si moltiplichino. E ascoltare: parlare di meno e ascoltare di più".

Giornale dell'Umbria Giovedì 3 Settembre 2015

mercoledì 2 settembre 2015

Inceneritore, il no di Palazzo Spada adesso è ufficiale

L'amministrazione ha ribadito la sua contrarietà durante la conferenza dei servizi ieri mattina in Provincia Inceneritore, il no di Palazzo Spada adesso è ufficiale

Il Comune ha ribadito il suo "no". Durante la conferenza dei servizi convocata ieri mattina m Provincia, l'Amministrazione ha espresso parere negativo rispetto alla richiesta di Acea di smaltire all'interno dell'impianto "Aria" di Maratta Bassa non solo il consueto pulper di cartiera ma anche la cosiddetta "frazione secca" dei rifiuti solidi urbani, cioè materiali di origine industriale che finiscono in pattumiera.
Il parere è stato formalizzato per iscritto e firmato dal sindaco De Girolamo, nella delega che i rappresentanti porteranno in Regione nella conferenza dei servizi di prossima convocazione, chiamata invece a esprimere una valutazione di merito sulla questione. E mentre dentro Palazzo Bazzani si discuteva, per tutta la mattinata è proseguito il presidio organizzato dal comitato "No inceneritori", sostenuto da Movimento 5 Stelle e comuni cittadini, uniti sotto il vessillo che recita

"Quel che strozza tutti i cittadini ingrassa le loro tasche."

Dove '”oro" sta le società che potrebbero beneficiare delle paventate operazioni di conversione, modifica e ampliamento dell'impianto del ciclo di termovalorizzazione nel sito temano. Oltre al termovalorizzatore Aria infatti, l'altro osservato speciale è l'impianto Temi Biomassa (Ex Printer) della Tozzi holding: la società aveva chiesto nei mesi scorsi una Procedura autorizzativa semplificata per riaccendere il bruciatore di Maratta. Il Comune aveva però diffidato la società dal riattivare il bruciatore e venerdì in Provincia ci sarà una pronuncia formale in merito, in una seconda conferenza dei servizi.
La giunta regionale, intanto, ha annunciato una riunione tecnica a breve tra Comune, Provincia, Arpa e Aziende sanitarie per tracciare un quadro delle "problematiche ambientali di Temi"; riunione che assume caratteri di urgenza, perché la bozza del decreto attuativo dell'art. 35 dello "Sblocca-Italia" (inviata alle Regioni il 29 luglio) prevede che sia costruito in Umbria uno dei 12 nuovi inceneritori considerati "strategici" (dunque con un iter di rapida approvazione) dal Governo e assegna contestualmente al "Cuore verde d'Italia" una quota di rifiuti da bruciare pari a 140mila tonnellate, destinate, secondo il consigliere pentastellato Andrea Liberati, proprio a Terni.
È evidente che la questione di fondo, su cui si farà leva nella Conferenza Stato-Regioni, è quello della "sostenibilità ambientale e della vivibilità del territorio", come ha sottolineato la presidente della Regione Catiuscia Marini, ponendo l'accento sul fatto che "ogni singola autorizzazione" non può prescindere "da una verifica attenta e scientifica" che "chiarisca con certezza se su quel territorio si possa procedere con ulteriori impianti di smaltimento o se invece è il caso di fermarsi". Intanto, il comitato "No Inceneritori" ha già fatto sapere che per dopodomani è indetto un nuovo presidio davanti a Palazzo Bazzani per ribadire che la salute dei cittadini è il primo bene da tutelare.

di Serena Brascugli
Corriere dell'Umbria Mercoledì 2 Settembre 2015