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sabato 5 settembre 2015

Comune pronto alla causa con Cinecittà per riprendersi gli studios di Papigno

L'assessore Armillei chiarisce:
"Non vogliamo il contenzioso ma potremmo essere obbligati"
"La nostra proposta è quella di non scivolare nel contenzioso, pista sempre troppo burrascosa per diatribe del genere, Ma se non si riaprono i contatti con Cinecittà, purtroppo, potrebbe diventare una pista perseguibile."
Così l'assessore comunale alla cultura Giorgio Armillei sfrutta l'occasione della presentazione di "La mia famiglia a soqquadro", prossimo film low budget che tenterà di rilanciare il cinema a Terni, per tornare sulla vicenda e sul futuro degli studios di Papigno.
"Il problema - ha spiegato in conferenza stampa Armillei - è che la giunta comunale ha ereditato nel 2014 una situazione veramente critica. I termini del contratto stipulato con l'amministratore Giuseppe Basso sono scaduti, quindi o c'è l'impegno da parte di Cinecittà di riaprire i rapporti di lavoro, oppure per il sito è meglio cercare altri soggetti con reali caratteristiche imprenditoriali."
In qualsiasi modo l'assessore, che alla domanda sul futuro prossimo degli studios è apparso un po' sfuggente, ha dichiarato come
"in un'ottica della candidatura di Temi a capitale della cultura il recupero del polo cinematografico è di primaria importanza. La cultura è anche impresa, e non avendo la città a disposizione dei luoghi per le film commissions , abbiamo avuto un incontro con l'amministrazione di Narni proprio su questi temi."
Così i due workshop presentati nel pomeriggio dopo la conferenza, uno con le 53 associazioni inerenti il progetto della candidatura a capitale della cultura e l'altro con le 20 imprese coinvolte, ma soprattutto il film , rappresentano una spinta importante. Presenti nella sala consiliare il regista Max Nardini, la responsabile casting Sonia Broccatelli ed i due responsabili di produzione Simone Mazzella e Luca Guerra, che hanno raccontato in parte la trama del film, inquadrandolo nel genere commedia leggera in stile francese, ed affermando che le riprese occuperanno i giorni che vanno dal 7 settembre al 3 ottobre prossimo. Per quanto riguarda il cast principale troveremo Gabriele Caprio nel ruolo di Martino, protagonista principale del film. Bianca Nappi, pupilla di Ozpetek, nel ruolo della madre, e Marco Cocci, attore in Ovosodo, in quello del padre. Inoltre il film vedrà il ritorno sugli schermi di Eleonora Giorgi, attrice in film immortali quali Borotalco di Verdone, nel molo della nonna.
"Temi ci è sembrata la location ideale per il film - afferma il regista -, ed anche se la Reset Production dispone di pochi mezzi, siamo riusciti a confezionare una commedia brillante, fresca, che farà riflettere gli spettatori sulle condizioni delle famiglie moderne. Il film uscirà durante il 2016, però con precisione in quale periodo mi è difficile in dicarlo in questo momento. Non dovendo girare scene d'azione, pensiamo di poter ricambiare il rispetto ed il calore dimostrateci nel migliore dei modi."

Michele Fratto
Corriere dell'Umbria Sabato 5 Settembre 2015

giovedì 27 novembre 2014

Papigno : é troppo chiedere chiarezza?

Perchè in questa città troppo spesso é difficile conoscere la verità e le notizie bisogna apprenderle dai giornali informati dalle loro "talpe"?

È notizia di oggi che Il Sindaco dopo aver strappato dalle mani degli assessori competenti la vicenda degli ex stabilimenti di Papigno/studios (insieme a palazzo Contelori e al museo delle armi) , abbia affidato il tutto con un decreto ad una struttura presieduta dal segretario generale e da soli dirigenti.
La mission di questa taskforce rimane "top secret".


Ci preoccupano le voci, sempre riportate dalla stampa, che parlano di un imminente smaltimento dei rifiuti speciali e delle scenografie (di Mario Cotone) lasciate li da Cinecittà, il tutto al fine di predisporre cosi quella che sarà la pista da ballo di una mega festa di capodanno che qualcuno (Eventi srl) vorrebbe organizzare in quei grandi spazi di proprietà del comune con il coinvolgimento di tutte le discoteche della città (non bastava l'uso del Caos? e poi una megafesta in un luogo tra più inquinati in Italia?).

É troppo chiedere se tutto questo corrisponde a verità? Se é altrettanto vero che la creata taskforce sarà fin da subito impegnata alla predisposizione del sito e in questo caso che fine faranno le scenografie di M.Cotone? Fateci capire: lo sgombero é quindi funzionale alla volontà di farci svolgere una megafesta di Capodanno? Si intende concedere gratuitamente tali spazi? E quindi sostenere o comunque agevolare una iniziativa prettamente commerciale; é questo il futuro "spumeggiante" (nel senso letterale per via dello spumante) per quegli spazi?

Prima di esprimere qualsiasi giudizio su questa iniziativa é bene appurare la sua veridicità, fermo restando il giudizio sull' incapacità fin qui dimostrata di saper utilizzare tali spazi come opportuna risorsa per lo sviluppo futuro della città.
Chiediamo la massima trasparenza.
Per questo ci aspettiamo un pronunciamento ufficiale su qualsiasi iniziativa che possa riguardare tale sito.

Ternicittàfutura
Giovedì 27 Novembre 2014

venerdì 7 giugno 2013

Tutto partì dalla pesca di Papigno

All'inizio fu la riscoperta della pèsca di Papigno, ritrovata nel 1991 dall'agronoma Isabella Dalla Ragione che era sulle tracce del succoso frutto dallo studio dei testi di Plinio e dalla lettura di volumi d'arte, di letteratura e di viaggi dei secoli passati (anche qui transitavano i grandi viaggiatori del Settecento e dell'Ottocento). La coltivazione di questa pesca locale era andata persa negli anni `60 del Novecento, sterminata, insieme all'agricoltura, dalle polveri sottili delle fabbriche, inquinanti e colpevoli di danneggiare le produzioni agricole. Dalla Ragione trovò una pianta superstite in un podere abbandonato, nei paraggi delle fabbriche, ormai anch'esse dismesse. La pesca è tornata alla ribalta e anche il desiderio della riscoperta delle radici agricole e preindustriali della zona. Da qualche tempo un gruppo di abitanti di Papigno ha messo in piedi un vero e proprio
"laboratorio verde che coinvolge con entusiasmo la comunità alla riscoperta dell'antico paesaggio del luogo, delle proprie memorie che si svelano attraverso le gestualità di attività del passato e dei propri legami solidali."
Così si racconta questo gruppo, trasversale per età, con bambini coinvolti nella riscoperta delle tradizioni degli avi, e che stanno trasformando luoghi incolti, o di normale verde, in autentici orti. Documentando tutto in un blog (papignopesche.blogspot.it), segnando il loro workinprogress, le piccole vittorie di ogni giorno, Ma rendendo, soprattutto, quello che era diventato un borgo industriale, una periferia grigia di Terni, un posto ameno, meritevole di essere visitato anche dai turisti, laboratorio che propone modi di vita nuovi, legati al passato e immersi nel terzo Millennio.
Corriere dell'Umbria Venerdì 7 Giugno 2013

lunedì 22 aprile 2013

A Papigno un museo delle auto e delle moto storiche

La proposta l'aveva fatta esattamente dieci anni fa: utilizzare i capannoni di Papigno per un grande museo delle auto e moto storiche, considerando che Temi è l'unica città italiana che ha dato i natali a tre campioni del mondo, Umberto Borzacchini per le automobili; Libero Liberati e Paolo Pileri per le motociclette. La proposta venne lasciata nel cassetto dalla giunta Raffaelli che puntò dopo l'abbandono di Benigni su Cinecittà studios continuando a inseguire il sogno del cinema. Oggi che quel sogno sembra definitivamente infranto il consigliere comunale del Pdl Federico Salvati torna alla carica:
"Terni ha un immenso patrimonio di auto e moto d'epoca grazie ai tanti collezionisti privati. Giampiero Sacchi che ha moto dagli anni `50 ad oggi, tra cui tutte quelle di Valentino Rossi. Capirossi, Biaggi e Simoncelli. C'è la collezione privata della famiglia Tomassini che ha addirittura una macchina a vapore. C'à la collezione di Roberto Begliomini. C'è una grande collezione di moto storiche a Narni e un privato a Stroncone che colleziona tutte le vespe `50."
Federico Salvati e suo fratello Stefano hanno un piccolo museo privato gioiello dell'Alfa Romeo nel capannone di Maratta che un tempo ospitava la concessionaria.
"Tutti questi privati questa la proposta - potrebbero riversare parte delle loro collezioni in questo museo di Papigno. Ovviamente in condizioni di massima sicurezza. Con l'impegno di poterle utilizzare quando vogliono."
Salvati, che ha visto molti musei del genere in giro per l'Europa, ipotizza che il polo di Papigno non dovrebbe essere solo museale ma ospitare anche meccanici e carrozzieri specializzati in motori d'epoca nonchà uno spazio per mostre dei pezzi di ricambio.
"Sarebbe un naturale polo di attrazione per i visitatori della Cascata delle Marmore - aggiunge il consigliere comunale - in un circuito ideale che parte dal museo delle armi e che finirebbe proprio a Papigno. Tra l'altro, Cascata e Piediluco rientrano sempre nei percorsi dei raduni e delle corse di regolarità. L'assessore allo sport Renato Bartolini si mostra interessato alla proposta. Dice anzi che è già oggetto di studio. "

L'ipotesi di utilizzare Papigno come contenitore di auto e moto storiche - dice Bartolini – c’è stata già avanzata da Giampiero Sacchi, dall'associazione Temi città dei motori e dal motoclub Libero Liberati e Paolo Pileri. Con Sacchi abbiamo fatto un sopralluogo a Papigno lo scorso luglio ma non mi ha fatto più sapere niente". Ma c'è anche un piano b: quello di utilizzare i quattro teatri di posa abbandonati del Centro multimediale.

"É l'ipotesi che stiamo studiando per fare un museo del le moto storiche con il motoclub Liberati e Pileri - spiega l'assessore - sono locali ormai abbandonati e l'investimento per riadattarli a museo sarebbe minimo. Si potrebbe sfruttare la sala convegni per proiezioni o anche per presentazione di nuovi modelli. Così il piazzale delle ex Bosco. Il Centro multimediale potrebbe essere l'embrione, il punto di partenza del museo, Papigno il punto d'arrivo".

Corriere dell'Umbria Lunedì 22 Aprile 2013
Per fare un museo dei motori o qualunque altra cosa, prima bisogna fare i conti con l' "oste" Cinecittà che ha in locazione i capannoni dell'ex stabilimento elettrochimico sulle rive del Nera. Il punto sul rapporto lo fa il sindaco Di Girolamo:
"La convenzione con Cinecittà - dice il sindaco - scade a dicembre del 2013. Loro sembrano intenzionati a continuare e dunque a rinnovare il rapporto. Ma noi siamo disposti a rinnovare il rapporto solo se concretizzano un impegno vero. vogliamo garanzie non formali."
Quelle ore minime di girato che da anni non sono state assicurate dato che sempre da anni gli studios sono fermi. L'ipotesi di fare un museo dei motori sembra interessante per la giunta.
"Ma bisogna trovare un grande investitore - dice l'assessore Bartolini - disposto a fare l'investimento e a gestire il tutto. Il Comune può garantire la bonifica per la quale ci sono i fondi. Il procedimento è complesso, prima bisogna trovare manifestazioni d'interesse e sulla base di queste costruire il bando. Per ora manifestazioni concrete non ce ne sono state."
Corriere dell'Umbria Lunedì 22 Aprile 2013

venerdì 13 aprile 2012

Adotta un orto a Papigno

14 Aprile 2012
ore 15.00
Centro Sociale di Via Pisacane
II giornata di attività: Bambine e bambini, adulti e ragazzi, nonni/e…sono invitati a partecipare
Vi aspettiamo! Portate semi, piantine, zappe, annaffiatoi e…tanta voglia di stare e fare insieme
Partecipa al progetto il "Gruppo Lupo Bertone"
Commissione Alpinismo Giovanile
Sezione Cai di Terni "Stefano Zavka"
www.caiterni.it

Si chiama "Adotta un orto a Papigno" ed è il secondo appuntamento organizzato dagli abitanti del paese e promosso dal Centro Sociale e Culturale di Papigno in collaborazione con il gruppo Lupo Bertone, Commissione Alpinismo Giovanile –Sezione Cai di Terni "Stefano Zavka" e con I°Circoscrizione Est.
Sabato 14 Aprile 2012 dalle ore 15,30 sarà possibile unirsi al gruppo di ragazze e ragazzi e residenti armati di semi, annaffiatoi , zappe e rastrelli per realizzare degli orti comunitari.
Tale secondo appuntamento va letto in relazione alla forte volontà da parte degli abitanti di Papigno di valorizzare e recuperare al tempo stesso il paesaggio naturale e quello sociale impegnandosi insieme in un'azione condivisa per riportare alla luce la bellezza delle sponde ed i terrazzamenti di orti dell'antico "fossatu" sottraendo al degrado parti del territorio che sono patrimonio storico e culturale del paese.
Il valore della dimensione comunitaria di questo intervento va ricercato anche nella prospettiva intergenerazionale della proposta che permette ai più giovani di apprendere, attraverso il fare ed in modo ludico, antiche pratiche e conoscenze ed alle generazioni più anziane di vedere valorizzato il proprio sapere, riscoprendo insieme uno sguardo sul territorio nutrito da un nuovo senso di appartenenza.


Venerdì 13 Aprile 2012

giovedì 15 dicembre 2011

Papigno: ultimatum a Cinecittà

Prospettive, strategie, potenzialità e punti deboli. C'è tutto il futuro, il passato e il gerundio del Polo cinematografico temano, nelle 26 pagine di dossier elaborate da Comune, Sviluppumbria e Umbria Film Commission per fare il punto sulla rinascita del polo audiovisivo umbro che avrà sede a Papigno. Con la speranza che dalle parole si riesca, finalmente, ad arrivare almeno a qualche fatto.Il documento, frutto di un anno di confronto tra Comune, Regione, Cinecittà, Azienda di promozione turistica e Umbria film commission, è stato allegato ieri ad una delibera di giunta che prevede un tavolo di consultazione con Regione e Cinecittà per arrivare ad una versione integrata e allargata dello stesso report e, di conseguenza, a provvedimenti concreti. Il documento analizza dettagliatamente la storia e la situazione attuale del polo audiovisivo ma, soprattutto, per la prima volta prende posizioni nette sia sulle problematiche che sulle soluzioni per il rilancio, a cominciare dalla necessità di una legge regionale sul cinema che stanzi un fondo per incentivare le produzioni e regolamenti la film commission, svuotata oggi di ruolo e identità. L'amministrazione comunale, d'altra parte, si fa anche un esame di coscienza riconoscendo i limiti dell'esperienze passate, come quella del Vidoecentro, legate alla disponibilità dei finanziamenti europei ma prive di una visione strategica del settore.
"Nonostante i risultati lontani dalle attese che questi investimenti hanno prodotto si può dire però che da questi ne è derivata una qualche forma di fertilizzazione del territorio, che ha dato il vita all'esercizio di mestieri o attività di tipo "imprenditoriale". Il dito resta puntato soprattutto sulla Regione, che negli ultimi 15 anni non ha saputo o voluto investire sul Polo cinematografico "il cui potenziale sviluppo, a dispetto delle scelte finora operate, potrebbe avere una funzione di traino per tutta l'Umbria."
Il report parla di un vero e proprio "ostacolo strategico che va rimosso al più presto."
Insieme a Papigno, il tasto più dolente resta quello della Film commission: il report cita esempi come quello della Puglia, che finanzia le produzioni cinematografiche vincolandole ad un ritorno artistico, occupazionale e commerciale sul territorio. Ma, con una Ufc ancora inserita all'interno dell'Azienda di promozione turistica, il report sottolinea come
"Lo sviluppo di flussi turistici non può diventare il solo driver delle politiche di accompagnamento dello sviluppo del polo audiovisivo."
Comune, Sviluppumbria e Ufc hanno eseguito anche un vero e proprio censimento delle professionalità del cinema disponibili in regione: 350 complessivi, divisi anche per settore e competenza: scopriamo così che ci sono in giro ben 10 aiuto registi umbri, un'agenzia di casting, 6 direttori di produzione, 22 runner, 18 truccatrici, 7 sarte, 3 direttori della fotografia, 12 operatori di ripresa, una sartoria e una società di doppiaggio, oltre che 12 studi di registrazione e postproduzione. Per quanto riguarda Papigno: il contratto con Cinecittà scade il 28 dicembre 2013 e il Comune non ha alcuna intenzione di rinnovarlo se la major romana non si impegnerà all'effettiva utilizzazione dell'impianto per 100 giorni l'anno, ovvero quanto previsto dal contratto di gestione firmato nel dicembre 2004 e mai rispettato. Il report denuncia anche un degrado degli edifici dovuti alla mancata manutenzione. D'altra parte tra i problemi posti dal complesso, viene evidenziata per la prima volta anche la presenza di aree contaminate da amianto e altri rifiuti tossici.
"Per uscire dall'impasse che dura ormai da troppo - si legge nel report - bisogna assumere l'impegno dell'obiettivo comune, uscendo dall'ottica delle responsabilità non equamente distribuite."
Se da una parte l'appello è ancora una volta alla Regione, dall'altra è rivolto alla stessa Cinecittà, che potrebbe (anzi, dovrebbe) impegnarsi a dirottare su Papigno fiction di lunga serialità che
"articolando la propria attività su più stagioni, per periodi lunghi offre ampie possibilità di utilizzo del personale locale."
Insomma il primo sasso, su una situazione stagnante da cinque anni, il Comune l'ha gettato. Vedremo che effetto farà.
Giovedì 15 Dicembre 2011

sabato 6 agosto 2011

Quanto ci costano gli studios di Papigno?

Il Comune di Terni sta spendendo 880mila euro per la realizzazione di camerini, sale trucco e altre strutture al servizio degli stabilimenti cinematografici di Papigno. Il tutto nelle ex portinerie del vecchio stabilimento chimico: a piano terra e nel primo piano interrato. Una volumetria immensa che giustifica l'investimento e la mole dei lavori. Camerini e sale trucco per stabilimenti cinematografici fermi da anni; l'ultima produzione di un qualche rilievo è stata la fiction "Gente di mare", che ha occupato parte degli studios da giugno a luglio del 2007. Poi praticamente più nulla. Nonostante questo la giunta Raffaelli nel 2008 approvò, utilizzando interamente finanziamenti europei dell'Obiettivo 2 erogati dalla Regione, il progetto esecutivo di rifacimento delle ex portinerie di Papigno a destinazione servizio della cittadella del cinema. All'inizio camerini e il resto dovevano essere realizzati dalla parte opposta della strada e del fiume, nell'ex deposito del carburo sotto Villa Graziani. Ma l'apertura imminente del cantiere della Terni Rieti consigliò di dirottare il progetto verso le ex portinerie.
Nel 2008, a Benigni era già subentrata Cinecittà studios, il progetto cinema a Papigno stava già declinando. Ma Raffaelli e l'allora dirigente dell'urbanistica Aldo Tarquini ancora credevano in un risveglio delle produzioni cinematografiche ed audiovisive a Papigno. Da qui il progetto dei camerini, la richiesta di finanziamenti alla Regione e l'anticipazione di soldi. […] Il problema è proprio questo: in giunta sarebbero tutti coscienti che, a meno di forti investimenti regionali sulle produzioni su cui ad oggi non ci sono segnali, il progetto della città del cinema è già bello che defunto. Ma quei lavori per le strutture di servizio vanno completati e rendicontati.Altrimenti la Regione Umbria non può versare al Comune gli 880.728 euro già destinati ed assegnati dal 2008. Da qui la delibera di giunta di completamento dei lavori per 114.147 euro. Il primo stralcio del progetto è stato già eseguito e gli oltre 700mila euro già assegnati alle imprese. I lavori di completando che adesso si andranno ad appaltare riguardano l'illuminazione della sala polivalente C2; il rifacimento del pavimento della zona coperta dell'ingresso principale; il rifacimento dei marciapiedi esterni e delle scale dell'ingresso principale; l'illuminazione dell'ingresso principale. Il restauro delle cancellate dell'ingresso principale. Si, ma per farci cosa? La delibera "nasconde" la vera destinazione dei lavori. Recita infatti genericamente
"lavori per il recupero dell'edificio di via Carlo Neri da destinare ad attività d'intrattenimento, didattiche e di servizio nell'ambito del recupero del complesso dell'area industriale dismessa di Papigno."
Scuole a Papigno?Ma fonti interne all'amministrazione assicurano che si tratta del vecchio progetto di camerini, sale trucco e altro al servizio degli stabilimenti cinematografici di Papigno. Strutture di servizio per un gestore da anni assente dal sito. Che accampa come giustificazione della mancanza di produzioni in Valnerina, come si legge in un allegato all'ultimo bilancio consuntivo relativo al 2010,
"il perdurare del rumore prodotto dal cantiere dell'Anas per la realizzazione del viadotto sulla Valnerina e della galleria di completamento dei lavori della superstrada Orte - Rieti."
E ancora e soprattutto la mancanza di contributi da parte della Regione:
"Il socio Cinecittà studios ha sollecitato la Regione Umbria affinché riattivi un organismo simile alla Umbria film commission che è stata assorbita dalla Apt, ma a tutt'oggi non vi sono novità."
E se non arriveranno contributi difficilmente si sentiranno rumori di "manovelle" all'interno dei vecchi capannoni trasformati in studios. Intanto il Comune ha speso quasi un milione di curo per fare camerini e sale trucco al servizio della città del cinema. Per farci che se a Papigno il cinema non riparte?
Corriere dell'Umbria Venerdì 5 Agosto 2011

venerdì 4 settembre 2009

Benigni Papigno e i rumori degli scavi della Terni-Rieti

Tra Roberto Benigni e sua moglie Nicoletta Braschi da un lato e il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli e il supermanager dell'Anas Pietro Ciucci dall'altro ci sarebbe in atto un duro scontro.
Ne da notizia, nel titolo di apertura della prima pagina "Italia Oggi" con un articolo a firma di Franco Bechis.
Tutto sarebbe stato causato dai lavori sulla superstrada Terni-Rieti.
L'Anas sta scavando una galleria proprio nelle vicinanze di "Cinecittà Papigno", studios nei quali nascono le produzioni della società.
I rumori prodotti dai mezzi che stanno effettuando gli scavi ed il passaggio dei mezzi pesanti avrebbero reso impossibile l'utilizzo degli studios, con problemi economici ed occupazionali.
Secondo il giornale Benigni (o qualcuno della sua società) avrebbero rappresentato le problematiche al ministero e all'Anas, spiegando che per colpa dei rumori non si erano potuti girare film, senza però ottenere soddisfazione, perché i lavori della Terni-Rieti vengono ritenuti importanti e per l'area e per la viabilità di tutto il Centro-Italia sia dal governo, sia dall'azienda delle strade.
Bechis nel suo articolo sostiene che i soci degli studios di Papigno, alla fine del 2008, hanno diviso un guadagno di appena 3.660 euro.
E anche nella relazione del bilancio la colpa dei mancati guadagni il presidente di Cinecittà Papigno, Lamberto Mancini attribuisce ogni responsabilità ai rumori per i lavori della superstrada
Corriere dell'Umbria Venerdì 4 Settembre 2009

giovedì 19 febbraio 2009

Baldassarre punta sul rilancio degli Studios di Papigno

Guizzi di espressioni già viste, di Mimì metallurgico, Tunin, sguardi di Gennarino, Salvatore, Eugenio, sembrava di vederli tutti in un solo lampo degli occhi del versatile Giancarlo Giannini, mentre ieri passeggiava per gli Studios di Papigno, pensando se fosse il caso di girarci il suo prossimo film.
e sembrava proprio un film che fra le stanze di quegli studi cinematografici, caduti in disgrazia con il flop di "Pinocchio", potesse udirsi la voce che ha doppiato tanti voltigrandi del cinema, a partire dal Nicholson di Shining, e che questa voce stesse facendo delle domande proprio a Maurizio Sperandini, direttore di Cinecittà Umbria Studios che gli illustrava i locali.
Una visita realizzatasi su invito di Antonio Baldassarre, che un po' per i contatti presi quand'era presidente Rai, e quand'era la quarta carica dello Stato, un po' perché fra i cavalli di battaglia della sua campagna elettorale c'è "il merito" e il rilancio culturale di una città che in molti tra cui lui vivono come "caduta in declino", ha deciso di far lievitare a Terni i frutti delle eccellenze artistiche e culturali, oltre che quelle, come ha specificato "umane e tecniche".
Cose che si promettono prima delle elezioni, ma quando si dice che tra il dire e il fare... Baldassarre ha voluto dare un messaggio chiaro, che lui è in grado di cancellare questo mare di mezzo, e, a differenza delle
"istituzioni che non hanno saputo o voluto valorizzare, così che gli Studios hanno vissuto un periodo di declino vergognoso"
- come ha detto il professore -, si è messo a fare.
Vittoria o non vittoria. Si potrebbero aprire spiragli insomma per gli Studios, che per i milioni e milioni di euro spesi da Comune, Provincia e Regione per farne una città del cinema non sono serviti a farne qualcos'altro dalla città delle illusioni, e dall'attuale "magazzino" affittato a Cinecittà a soli 3mila euro al mese.
Si potrebbe tornare al periodo aureo di Benigni? Baldassarre dice di sì. Vedremo, anche Bertolucci, Verhoven e Ridley Scott si diceva ci avrebbero girato un film. Ora Giannini ci sta pensando. Per primo ha voluto vedere i teatri, naturale per uno che ha esordito in teatro. Lo hanno accompagnato anche Cristina Giubbetti, direttrice della dissolta Umbria film commission, e lo scenografo Bruno Rubeo, altra eccellenza del set, innamorato dell'Umbria, tanto da abitare a Trevi.
Giannini è venuto come regista, ma sarà anche attore del film che nasce come
"coproduzione italo-canadese il cui piano produttivo e finanziario è ancora da definirsi."
Sperandini gli ha prospettato costi più bassi rispetto a Roma, location naturali molto belle e maestranze qualificate. Quelle maestranze che hanno creduto molto negli Studios

Orietta Bonifazi
Corriere dell'Umbria Giovedì 19 Febbraio 2009

giovedì 9 ottobre 2008

Un film su San Francesco d'Assisi girato a Papigno?

Un nuovo film sulla vita di San Francesco d'Assisi diretto da Richard Linklater e che avrà come attore protagonista Ethan Hawke.
Interamente girato in Umbria e con gli interni nei teatri di posa di Papigno, già di Benigni e oggi in gestione a Cinecittà Umbria studios.
Un progetto già in gestazione da oltre un anno, come rivelano i siti specializzati, e che dovrebbe prendere corpo negli ultimi mesi del 2009.
Non è ancora ufficiale, ma sia Cinecittà Umbria studios che Umbria film commission sono ottimisti e incrociano robustamente le dita sulla scommessa dell'arrivo di una grande produzione internazionale che oltre a rafforzare l'immagine dell'Umbria mistica nel mondo potrebbe riaprire alla grande gli studi di Papigno la cui produzione dopo i fasti iniziali con la Vita è bella e Pinocchio di Benigni è desolatamente ferma dall'ormai lontano giugno del 2007.
"Il viaggio in Umbria di questi giorni di attore e regista - confermano dai piani alti di Cinecittà a Roma - è piaciuto, ma dobbiamo stare con i piedi per terra.
C'è anche l'Argentina tra le possibili location del film su San Francesco, e l'Argentina offre vantaggi molto competitivi alle produzioni."
Richard Linklater è uno dei registi della "sinistra cinematografica" americana alla Michael Moore. Densi di tematiche sociali i suoi film il più famoso dei quali è il recente Prima dell'alba, breve incontro in treno tra due studenti americani in viaggio per l'Europa che tra romanticismo, sesso e introspezione si conclude in una notte lasciando al ritorno del chiarore i due protagonisti di nuovo divisi dai loro diversi percorsi esistenziali e di viaggio.
Film sempre con Ethan Hawke. Più duro l'ultimo film "Fast food nation", un attacco politico tra fiction e documentario alle multinazionali del fast food.
Insomma, due "arrabbiati" di Hollywood per far rivivere la storia di Francesco d'Assisi; santo che Hawke considera
"un personaggio attualissimo, un vero e proprio ribelle che metteva in discussione modelli consolidati."
Regista e attore sono stati quattro giorni in Umbria, soggiorno all'Hotel Brufani di Perugia,
"per respirare - ha rivelato lo stesso Ethan Hawke durante la breve tappa alla Cascata delle Marmore - l'aria che respirava San Francesco."
E l'atmosfera francescana dell'Umbria ancora intatta in alcune parti, avrebbe affascinato sia Hawke che Linklater.
I due hanno visitato Assisi, Norcia, domenica l'Abbazia di San Pietro in Valle a Ferentillo nella Valnerina ternana.
Sempre domenica hanno visitato studios di Papigno e Cascata; per loro percorso gratuito e una guida esperta messa a disposizione dall'assessorato al Turismo del Comune.
A Narni l'attore dai capelli biondi e dagli occhi verdi, ex marito di Uma Thurman, è stato riconosciuto da più di un ammiratore mentre con il regista perlustrava piazze e vicoli concedendosi alla fine un caffè in piazza Garibaldi.
Ieri la partenza dal Brufani. Dovrebbero tornare a fine 2009 per girare il film su Francesco. Si spera.
Giuseppe Magroni
dal Corriere dell'Umbria Giovedì 9 Ottobre 2008

venerdì 22 agosto 2008

I Municipi di Cesi, Collescipoli, Collestatte, Torre Orsina, Piediluco e Papigno?

A otto mesi dalle prossime elezioni amministrative, la maggioranza non ha ancora sciolto il nodo della riforma del decentramento imposta dall'ultima finanziaria del governo Prodi.
Ma, intanto, spunta un nuovo progetto nato dalla base del Partito Democratico, da quei circoli che ne rappresentano il presidio territoriale. L'ultima idea, in casa Pd, è quella di utilizzare l'opportunità di costituire Municipi, al posto delle circoscrizioni, laddove vi erano antichi Comuni che sono stati accorpati al territorio ternano. Contemporaneamente sarebbe possibile costituire tre circoscrizioni nel resto del territorio comunale, riducendo le nove attuali. A lavorare al progetto è stato un giovane esponente democratico di Torre Orsina, Jonathan Monti, che col suo circolo ha chiesto un parere all'avvocato Giovanni Tarantini, docente di diritto regionale all'Università degli sudi di Perugia ed eminente amministrativista. E dal legale è arrivato il disco verde: secondo la sua relazione, infatti, la finanziaria 2007 ha modificato esclusivamente l'articolo 17 del testo unico degli enti locali, disponendo la possibilità di realizzare circoscrizioni ogni 30mila abitanti.
Ma non è stato toccato l'articolo precedente, che dà la facoltà di costituire i Municipi come organi di decentramento amministrativo, in quei territori che si sono fusi in passato con altri Comuni. Diventano così tre distinte le posizioni all'interno del Pd ternano sulla riforma del decentramento.
La prima, quella più rigorosa, prevede il taglio generalizzato degli organismi politici e la realizzazione di uffici tecnici e amministrativi per l'erogazione di servizi al cittadino, senza poltrone o incarichi elettivi.
La seconda, quella più aderente alla riforma introdotta dall'ex ministro Nicolais, prevede invece la costituzione di tre circoscrizioni. Infine, da qualche settimana è spuntato il progetto più estensivo: tre circoscrizioni e ben 6 Municipi, corrispondenti agli antichi Comuni annessi a Terni. Vale a dire Cesi, Collescipoli, Collestatte, Torre Orsina, Piediluco e Papigno.
“Di questa ipotesi - conferma l'assessore al Decentramento, Sergio Trivelli - stiamo discutendo da settimane. Voi giornalisti dite che c'è spaccatura nel Pd, ma in realtà c'è un dibattito sul modello di riforma pieno di contenuti e che sta coinvolgendo anche e soprattutto la base. Nei territori c'è interesse e attesa, perché quella dell'autonomia delle rappresentanze e dei servizi locali è un'esigenza molto forte. In ogni caso siamo ancora alle proposte, va fatta una discussione più ampia in maggioranza, anche perché va modificato lo statuto”.
Il centrosinistra, da Rifondazione all'ex Margherita, conta su 27 voti. Sufficienti a garantire i due terzi, la maggioranza qualificata necessaria a modificare lo statuto comunale prima delle prossime elezioni

Federico Zacaglioni dal Corriere dell'Umbria

domenica 27 luglio 2008

Gli Studios di Papigno danneggiati dai lavori della Terni - RIeti

La Terni-Rieti blocca la vocazione cinematografica degli studios di Papigno.
Sono infatti i lavori in corso per la realizzazione dell’importante arteria, entrati nel vivo, che dall’inizio dell'anno hanno già fatto scappare due grandi produzioni internazionali dagli studi cinematografici di Papigno.
Il racconto arriva direttamente da Cinecittà Studios, dal direttore dell'area produzione e vice direttore generale di Cinecittà, Luca Sperandini, che è arrivato personalmente a Terni due volte, tra marzo e maggio di quest’anno, per accompagnare due grandi registi a visitare gli studios.
“L’intenzione era quella di girare a Papigno ma l’impresa è stata impossibile perché i rumori continui di sottofondo di ruspe al lavoro rappresentano un problema e un limite oggettivo per i registi che hanno necessità di lavorare anche in presa diretta”.
Dunque ai problemi strutturali che attraversa il settore dell’audiovisivo in Italia, di cui ovviamente anche Papigno paga un prezzo, si somma in questa fase anche un handicap contingente per gli studi cinematografici sulla Valnerina.
Problema che resterà in piedi per lo meno fino al 2010, altri due anni, se tutto andrà liscio, sono previsti infatti per realizzare la Terni-Rieti.
In Comune anche l’assessore competente in materia Lamberto Morelli conferma la “fuga” delle produzioni per i lavori in corso in Valnerina.
“E’ un problema, ma che possiamo fare - replica stizzito - non è certo pensabile bloccare il cantiere”.
Chiaro. Evidentemente altre soluzioni non ci sono per invogliare le produzioni a lavorare a Terni.
Il vice direttore generale di Cinecittà Studios richiama anche la grave situazione di crisi del settore a cui l’Umbria non riuscirebbe a far fronte.
“E' una regione non competitiva, oggi le produzioni scelgono un sito anche in base alle incentivazioni che riesce ad offrire un territorio rispetto ad un altro, non è un caso se oggi la regione Piemonte è la ‘mecca’ del cinema italiano, oltre ad un cospicuo fondo regionale per il cinema (1milione 500mila euro ndr) è riuscita a creare un'ampia sinergia offrendo servizi base e facilitazioni alle troupe”.
E' stato dunque un errore di valutazione pensare che per fare di Papigno il nuovo polo di attrazione nel mercato dell’industria cinematografica europea, bastasse la riqualificazione delle infrastrutture dismesse che operò Roberto Benigni, trasformando gli ex stabilimenti da industria a fabbrica dei sogni.
Investimenti che Cinecittà, seppur contenuti nel piano industriale, non ha mai attivato sul sito di Papigno.
Risponde prendendo le distanze alle allusioni neanche tanto velate di chi imputa a Cinecittà il “flop” di Papigno, studiato a tavolino per sbarazzarsi di un temibile concorrente a pochi chilometri da Roma.
“Non peschiamo nel torbido per favore, il ragionamento fa dare è un altro - precisa Luca Sperandini - il cinema vive in Italia un momento di grande crisi, anche a Roma nei nostri studi registriamo una notevole riduzione di lavoro, è chiaro tuttavia che l'andamento degli studios di Papigno non ci soddisfa affatto, l’inattività degli studi di Terni danneggia anche noi perché fanno parte dello stesso gruppo”.
Ormai sembrano lontani anni luce gli obiettivi da raggiungere contenuti nel piano industriale.
Oltre ai 100 giorni di girato all'anno, ci sono pure 400mila euro di fatturato per il 2008.
Per il 2008 la speranza è che torni almeno la fiction “Gente di Mare” dove a Papigno la produzione girerà le scene acquatiche nella piscina.

Chiara Damiani dal Corriere dell'Umbria