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mercoledì 14 settembre 2016

Inceneritore Terni Biomassa di Maratta: si riaccende

inceneritore3Il termovalorizzatore di Maratta torna in funzione. Era fermo dallo scorso 19 maggio, dopo un'ordinanza del Comune indirizzata a Terni Biomassa che ne stabiliva l'immediata sospensione dell'attività fino al ripristino delle condizioni autorizzate. La decisione derivava da una nota della Usl 2 e dalla conseguente richiesta inoltrata dagli unici comunali in quanto, sulla base di quanto accertato dai carabinieri del nucleo operativo ecologico di Perugia e Arpa Umbria, l'attività di gestione dell'impianto di recupero condotto dalla società Temi Biomassa Srl, non risultava conforme alle condizioni e prescrizioni dell'atto che ne autorizzava l'attività.

É poi stata attivata, da parte degli organi preposti, un'azione di monitoraggio ancora più circostanziata e dettagliata. Temi Biomassa, in sostanza, ora sarebbe in grado di riavviare l'impianto: Arpa Umbria, infatti, dopo aver visionato la documentazione tecnica fornita dall'azienda sui lavori fatti, ha concesso il via libera e ha inviato il parere alla Regione, che a sua volta lo ha reso noto al Comune di Temi.
Al quale adesso spetta il compito di rimuovere l'ordinanza di maggio e autorizzare la riaccensione: quando avverrà.
Temi Biomassa potrà avviare l'impianto, facendolo marciare per cinque giorni bruciando solo gas metano, per poi ricominciare a bruciare pulper, cosi da effettuare test paralleli.
Alla fine, se tutto sarà in regola, il termovalorizzatore potrà tornare in produzione.

"Troviamo inspiegabile e inconcepibile - commenta il consigliere M5s Thomas De Luca - che chi ha il dovere di garantire la legalità e la giustizia nel territorio, di fronte al lavoro di indagine svolto dall'Arpa e dai carabinieri, continui a restare in silenzio."
Corriere dell'Umbria Mercoledì 14 Settembre 2016

venerdì 27 maggio 2016

Il Centro staminali di Terni chiude prima di aprire?

II Cnr revoca a sorpresa il finanziamento di 11 milioni di euro. Rischia di saltare il centro di ricerca sulle cellule staminali di Temi e a questo punto probabilmente si ritroverà senza "inquilini" il complesso dell'ex Milizia ristrutturato dall'Ater e dalla Regione, 7 milioni di spesa, proprio per fame laboratori di ricerca. Un vero e proprio terremoto che ha fatto deragliare un treno che, dopo anni d'incertezze, sembrava avesse finalmente ricominciato a marciare sul binario giusto. All'origine, da quello che si sa, c'è un articolo del Sole 24 Ore di qualche giorno fa firmato dal filosofo della scienza Gilberto Corbellini. In questo si analizzavano i finanziamenti a pioggia di cui, senza bandi, ha goduto la scienza italiana negli ultimi decenni, con risultati - dice lui - molto discutibili. Ma è un passaggio specifico che si è rivelato un vero e proprio siluro per Temi:
"Tra gli ultimi atti del presidente uscente del Cnr, - scrive Corbellini - c'è la firma di una convenzione con la Fondazione Cellule Staminali di Temi, per trasferirgli senza alcun bando oltre 11 milioni di euro dal Miur. Convenzione finalizzata alla realizzazione di un progetto dal titolo molto generico sulle staminali cerebrali, nel quale la direzione generale del Miur ha un interesse (che non è spiegato) e di cui il Cnr curerà tutte le parti amministrative. Fallito il tentativo di assegnare loro topdown (dal Parlamento all'unico possibile beneficiario), 3 milioni di euro con un emendamento ad hoc alla legge di stabilità per una sperimentazione clinica sulla Sla, compare l'accordo che da i soldi direttamente dal governo alla Fondazione Cellule Staminali di Temi. Chapeau!."
Quest'articolo è giunto sul tavolo del nuovo consiglio d'amministrazione del Cnr, presieduto da Massimo Inguscio, che ha seduta stante annullato proprio la convenzione tra Cnr e fondazione Cellule staminali di Temi, presieduta da un altro ex presidente del Cnr, Enrico Garaci, attraverso la quale sarebbero dovuti arrivare a Temi gli 11 milioni di euro. Che, salvo sorprese e ripensamenti, non arriveranno più. Conferma tutto il direttore scientifico del Centro di ricerca sulle cellule staminali cerebrali di Temi (Ibr) Angelo Vescovi:
"Se le cose stanno davvero così posso dire con amarezza che oggi la storia dell'Ibr termina qua. Mi è costato mesi e mesi di lavoro scrivere oltre cento pagine di progetti in ottimo inglese. Non si può più andare avanti cosi."
A questo punto c'è incertezza sulla prosecuzione della sperimentazione in ospedale dell'impianto di cellule staminali cerebrali nel midollo di pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica. La prima fase della sperimentazione, che serviva a testare la non nocività della cura, è terminata e ora si stava per passare alla seconda fase: quella volta a testare l'eventuale miglioramento del paziente. A questo punto probabilmente resterà l'ennesima "cattedrale" vuota il complesso dell'ex Milizia, adiacente all'ospedale, destinato dagli inizi del 2000 a sede del Centro di ricerca, perfettamente agibile da fine 2013 e per il quale Ater e Regione hanno speso 7 milioni di euro. Secondo convenzione con la Fondazione Staminali, l'azienda ospedaliera di Terni avrebbe dovuto versare nelle casse dell'Ater un canone di 300.000 euro l'anno; garante il Comune di Terni. Mai versati. L'Ater avanza oltre 700.000 euro di crediti verso il Santa Maria. É in corso da mesi una mediazione per trovare la quadra. Fino a ieri pomeriggio si stava ragionando di abbassamento del canone o di transazione sullo scaduto. Tutti ormai erano sicuri che a breve quel palazzo bianco avrebbe ospitato i primi ricercatori e le prime provette, pagati proprio col finanziamento Cnr. L'annullamento del finanziamento di 11 milioni fa tornare tutto in alto mare. Il presidente della Fondazione Staminali Enrico Garaci dice sia furioso.
di Giuseppe Magroni
Corriere dell'Umbria Venerdì 27 Maggio 2016

martedì 12 gennaio 2016

Considerazioni sulle misure antismog a Terni

Per certa politica amministrativa molto spesso anche la più semplice delle decisioni serve a coprirne un'altra precedente, sbagliata e penalizzante; spesso si perseguono solo interessi politici e di parte.
Insomma quella che potrebbe apparire come una decisione priva di senso logico molto spesso é in continuità con scelte precedenti e irrimediabilmente sbagliate.
Nulla viene deciso per caso e tutto si spiegherebbe con una giusta dietrologia politica.
Se vogliamo capire certe scelte del quotidiano amministrativo la corretta chiave di lettura va rintracciata interrogandoci in questo senso.
Nel concreto certe scelte ad esempio in tema di mobilità urbana, che impongono anche pesanti sacrifici in occasione di blocchi della circolazione, forse non hanno solo motivazioni di tipo ecologico ed emergenziale; forse ce ne sono anche delle altre.
É infatti ormai conclamata l'inutilità dei provvedimenti di blocco del traffico da ordinanza sindacale; poco risolvono, provocano solo disagio, esasperazione e disorientamento tra i residenti, sopratutto tra coloro che per motivi di lavoro hanno la necessità di spostarsi con l'auto.
Servirebbero iniziative più durature e forti, vere e proprie politiche strutturali, coordinate ad interventi a livello nazionale insieme a momenti formativi sul tema del rispetto dell'ambiente, sensibilizzazioni ad un uso responsabile ed ecocompatibile dell'automobile.

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Intanto però nella nostra città sempre più parcheggi gratuiti scompaiono nonostante la legge ne preveda lo stesso numero di quelli a pagamento e in loro prossimità, biglietti autobus rimangono a prezzo intero anche per le giornate di blocco del traffico, vengono decisi nuovi divieti di parcheggio con intere aree che spariscono, emesse eccezionali ordinanze per la limitazione del traffico dai dettati sempre più articolati, studiate formule di abbonamento al parcheggio di corso del popolo ad offerte speciali...

Che siano anche queste scelte frutto,in parte, di motivazioni che ignoriamo? Con la doverosa premessa che si tratta di una vicenda dal punto di vista amministrativo paricolarmente complessa, sappiamo che il Comune di Terni secondo convenzione deve versare al gruppo Salini come canone di affitto circa € 900mila ogni anno per 30 anni, per 1250 parcheggi interrati (gran parte sempre vuoti), realizzati dallo stesso gruppo nell'area dell'ex ospedale-corso del Popolo. Non si poteva fare diversamente?
Stiamo coinvolgendo sull'argomento le forze poltiche presenti in consiglio comunale e vogliamo capirci di più.
Insomma per riempire quel vuoto urbanistico con un risultato oggettivamente discutibile, per le continue varianti progettuali a ribasso della qualità, in una procedura di project financing anomalo, non solo abbiamo ceduto ciò che era pubblico ma oggi per parcheggiare, come collettività, paghiamo due volte.

Movimento politico Terni Città Futura
Martedì 12 Gennaio 2016

lunedì 17 febbraio 2014

Pm10 e limitazione della circolazione stradale

Inquinamento da Pm10 a Terni e Provvedimenti di Limitazione Della Circolazione Stradale - Incontro Aci – Comune

A seguito del recente rinnovo dei provvedimenti comunali di limitazione della circolazione veicolare (cd. targhe alterne) ai fini del contenimento dell'inquinamento ambientale da Pm10 e delle polemiche derivatene si è svolto in data 13 febbraio u.s. un incontro dei vertici Aci (Presidente M.A. Bartolini e Direttore R. Ferriello) con l'Assessore del Comune di Terni L. Bencivenga e i tecnici comunali alla viabilità M. Galli e W. Giammari.
Aci ha evidenziato che ferma restando la necessità di alcuni provvedimenti ‘tampone' alle emergenze per sforamento dei limiti consentiti, come ripetutamente misurato dalle centraline di Le Grazie e Borgo Rivo, gli stessi possano essere calibrati in modo da ridurre gli effetti negativi (costi sociali-economici e compressione della libertà di circolazione) e massimizzarne i positivi.
In tale senso sulla base degli studi scientifici più accreditati circa la componente inquinante più dannosa per la salute umana definita "polveri sottili" (PM2.5, pm 5.0 e Pm10) e le misure più efficaci nel contrasto a tale agente inquinante Aci ha avanzato alcune proposte per l'adozione di provvedimenti mirati alle 2 principali cause da traffico veicolare (cui come noto si aggiungono quelle inerenti i residui industriali e gli impianti di riscaldamento urbani).

  • Particolato da gas di scarico dei veicoli: limitazione della circolazione stradale anche più estesa di 2 gg./settimana, ma riferite solo a specifiche tipologie veicolari: con alimentazione Diesel e fabbricate nel rispetto delle più vecchie direttive euro 0, 1 e 2 (veicoli con oltre 10 anni)
  • particolato da sollevamento: lavaggio delle strade con getti d'acqua a pressione (periodo pilota nelle aree delle centraline di Le Grazie e Borgo Rivo).

Aci ha inoltre sollecitato un maggiore coordinamento dei provvedimenti adottati ed un più preciso riscontro scientifico delle misurazioni (prima/dopo).
L'Assessore Bencivenga ha rilevato che il Comune di Terni intende muoversi in tal senso e che già nella legge regionale, attualmente in fase di elaborazione sulla materia, sono presenti disposizioni relative agli ambiti di discrezionalità dei Comuni nell'adozione dei provvedimenti ed al lavaggio delle superfici stradali quale misura ordinaria di gestione della problematica.


Lunedì 17 Febbraio 2014

domenica 2 febbraio 2014

Nel Ternano aprirà una struttura per gli adulti affetti da autismo

Oltre 200 persone tra operatori, specialisti del settore e familiari di persone affette da autismo, hanno partecipato all'hotel Garden al convegno "Andromeda", promosso da Usi Umbria2, Coop Sociale Acti e Angsa, l'Associazione nazionale genitori soggetti autistici.
Il convegno, aperto alla cittadinanza, è stato il primo appuntamento di un percorso formativo che, dedicato al personale socio sanitario Usi, Acti e Angsa, si protrarrà per tutto il 2014.
L'iniziativa, strettamente connessa alla realizzazione di una struttura residenziale e semiresidenziale per adulti affetti da autismo, nasce da un'attenta analisi dei bisogni territoriali.
Secondo i più accreditati studi epidemiologici, infatti, ogni 10mila persone nate 10 sono affette da autismo primario, con un rapporto tra uomini e donne di 4 a 1.

Il perdurare delle difficoltà economico-finanziarie ha poi accentuato i bisogni e le criticità di persone e famiglie già fortemente provate dall'isolamento cui spinge l'autismo, sino al rischio emarginazione.
Il progetto formativo promosso si inscrive in tale contesto e rappresenta un valore aggiunto per l'intera regione, sia per lo spessore accademico dei docenti e l'argomento affrontato, sia per la metodologia che vede, per la prima volta, operatori scio-sanitari pubblici, del privato sodale e del volontariato incontrarsi per condividere una comune formazione.
Significativa, in tal senso, la presenza all’apertura dei lavori del direttore generale dell'UslUmbria2, Sandro Fratini, dell'assessore alle politiche sociali del Comune, Stefano Bucari, del presidente Acti, Sandro Corsi, e del presidente Angsa, Paola Carnevali Valentini.
Il ciclo formativo sarà propedeutico alla prossima apertura, prevista tra circa un anno, di una struttura residenziale, unica in Umbria, per adulti affetti da autismo, sempre in condivisione ed integrazione tra Coop Sociale Acti e il Dipartimento Usi di salute mentale. Il nuovo servizio nascerà in Valnerina e sarà caratterizzato da un'attenta progettazione dell'accessibilità e degli spazi esterni in cui

"svolgere le attività terapeutiche e di inclusione tese al raggiungimento di una maggiore autonomia personale e sociale in una logica di rete territoriale"
, come hanno sostenuto gli psichiatri Antonia Tamantini ed Alberto Antonini della Usi.
Corriere dell'Umbria Domenica 2 Febbraio 2014

mercoledì 15 gennaio 2014

Quelle inutili Targhe alterne …

Polveri sottili al galoppo lunedì, primo giorno di targhe alterne. Il monitoraggio dell'aria effettuato dalle tre centraline dell'Arpa non lascia spazi alle interpretazioni: il provvedimento è totalmente ininfluente rispetto al Pm10 che dai primi di dicembre galleggia minaccioso sulla Conca.
Lunedì la centralina di Borgo Rivo segnava 83 microgrammi per metro cubo nelle 24 ore quando la soglia fissata dalla norma è di 50; quella di via Carrara 67 e quella di Le Grazie 76. Dal primo di gennaio gli sforamenti sono stati rispettivamente 10 a Borgo Rivo, 9 e 9 a Carrara e Le Grazie.

Interessante, e triste, è osservare come Temi sia saldamente al primo posto tra le città più inquinate dell'Umbria registrando il combinato disposto industria più traffico ed essendo totalmente circondata da montagne, la Conca, dunque con scarsa ventilazione e ricambio dell'aria. Sempre lunedì, a Perugia le tre centraline di Parco Cortonese, Ponte San Giovanni e Fontivegge registravano rispettivamente 39 microgrammi per metro cubo, 31 e 39 microgrammi: dunque tutte le centraline stavano sotto la soglia dei 50.
A Foligno la centralina di Porta Romana indicava quota 67, dunque sopra la soglia. A Spoleto la centralina di Santo Chiodo indicava quota 54, appena sopra la soglia; quella di Madonna di Lugo quota 46, appena sotto il limite dei 50. Breve confronto che mostra senza equivoci come Temi sia il sito più inquinato dell'Umbria data la morfologia territoriale e il sovrappiù industriale. Ambientalisti all'attacco

"Le targhe alterne non risolvono, dovrebbero essere supportate da modalità più concrete"
dice la civatiana Daniela Mercorelli, vice presidente del circolo ternano di Legambiente. Quali?
"Bisogna rivalorizzare il trasporto pubblico - spiega - supportandolo con un lavoro culturale. Attivare la metropolitana di superficie che è rimasta li. La politica del traffico dovrebbe essere completamente rivista a cominciare dalla Ztl. Mi domando che zona a traffico limitato sia se in centro passano tutti. Gli stessi permessi dovrebbero essere limitati al solo raggiungimento della propria abitazione o del proprio garage."
La pensa allo stesso modo Battista Garibaldi, della commissione ambiente di Rifondazione comunista:
"Provvedi menti di blocco parziale del traffico - dice Garibaldi - sono totalmente ininfluenti. Semmai con le targhe alterne si sarebbe dovuto iniziare ad ottobre, non a metà gennaio. La situazione a Terni è particolare dice - la soluzione non è un singolo provvedimento ma una somma di provvedimenti parziali che può portare ad un risultato. Targhe alterne dall'autunno, domeniche ecologiche, provvedimenti importanti di riforestazione in città per abbattere le polveri e cioè il contrario di quello che ha fatto il Comune in questi anni che ha solo segato le piante. Impulso alla mobilità alternativa e controllo rigido delle emissioni industriali. Non è detto che perché a Terni c'è l'acciaieria ci dobbiamo rassegnare all'inquinamento. In altre città industriali lo smog è sotto controllo. Il problema a Temi è grave. Per anni ci siamo impiccati per capire perchè Le Grazie fosse il sito più inquinato; sostituendo le vecchie centraline con le nuove a tecnologia uguale a quella di Le Grazie abbiamo visto che Terni è tutta inquinata allo stesso modo."
Francesco Abbate, di Forza Italia, ha presentato un atto d'indirizzo politico in consiglio provinciale sulla situazione atmosferica determinatasi a Terni nell'ultimo periodo.
Nel sottolineare l'inefficacia delle azioni intraprese finora dal Comune e nel constatare che l’aggravarsi delle condizioni ha comportato la decisione da parte del Comune di Terni di fare circolare i veicoli, i lunedì e i martedì, a targhe alterne fino al 15 aprile, il consigliere ha chiesto un'informativa dettagliata sullo sforamento registrato.
Basterebbe andare sul sito dell'Arpa. La legge prevede che non debbano essere superati i 35 sforamenti annuali riguardo al limite di 50 mg m che è di per sì un valore già molto alto relativamente alla salvaguardia della salute.
Nel 2013 la centralina di via Carrara, il "top" dello smog, ha registrato 63 sforamenti. Nel 2014 il picco è stato registrato a Borgo Rivo, 10 sforamenti in soli tredici giorni. A gennaio la soglia è stata superata 10 volte
Giuseppe Magroni
Corriere dell'Umbria Mercoledì 15 Gennaio 2014

giovedì 9 gennaio 2014

Frutta e verdura: la guerra sulla provenienza del prodotto

Dopo il caso Terra dei fuochi cresce l'attenzione sulla tracciabilità "Più controlli sui prodotti"
"In questo negozio non si vendono prodotti campani."
La scritta campeggia su un cartello esposto del piccolo negozio "Il paradiso della frutta", in centro. Un cartello che probabilmente non sarebbe mai comparso fino a qualche mese fa, fino a quando le inchieste giornalistiche, i reportage delle associazioni ambientaliste e dei militari americani di stanza in Campania non hanno denunciato l'inquinamento ventennale di suoli, acque e aria nella "terra dei fuochi".
Ormai il vaso è scoperchiato e il concetto di tracciabilità degli alimenti comincia a mettere radici nella testa dei consumatori.
Ternani compresi. Quel cartello è duro, perchè suona come una sentenza sommaria di condanna che per molti è insopportabile, ma rappresenta il manifesto di una tendenza in crescita: i clienti si preoccupano per la loro salute e si informano sempre più spesso sulla provenienza di frutta e verdura. Ecco che l'etichetta "Italia" non basta più:
"è un'indicazione troppo vaga ormai, le persone sono molto più attente alle provenienza regionale - spiega il proprietario de "Il paradiso della frutta"- Noi, da addetti lavori, da tempo ci eravamo orientati su questa scelta e la difendiamo."
Basta un rapido sondaggio nella piccola realtà ternana per capire perchè la Coldiretti Campania stia gridando aiuto.
"Non prendiamo prodotti campani - spiega l'esercente Granella Ottavini perchè da anni sappiamo che tante aree sono contaminate, i nostri clienti fanno sempre più attenzione e noi con loro."
Giusto scrupolo o diffidenza eccessiva che sia, intere aree dell'Italia meridionale sono marchiate, è il caso di dirlo, a fuoco:

"Non c'è niente da fare, la mela della Val di Non si vende, quella campana no racconta Roberto Frattari, titolare di un ortofrutta - Abbiamo optato per un'etichettatura dettagliata, che specifichi la regione d'origine, come garanzia di qualità".

Per i negozi storici i principali mercati di rifornimento sono in Emilia Romagna e nelle Marche, ma anche le aziende locali.

"Se posso attingere ad agricoltori locali di fiducia, lo faccio - dice Rosa Fiorentino - La soglia di attenzione del cliente è aumentata al punto che mi chiede anche da quale zona di Terni provengono i prodotti", "in tanti ci chiedono perchè i nuovi negozi di ortofrutta, gestiti da titolari non italiani, hanno prezzi cosi bassi.
In effetti resta difficile credere che possano fornire prodotti di prima scelta a quel costo - spiegano dal negozio Frutta Party - II dubbio che la fonte non sia di buona qualità c'è , francamente". "Mi chiedo perchè la gente sia disposta a comprare vestiti alla moda e frutta a due soldi dice Roberto Frattari - come se la qualità non contasse sempre”.

Serena Brascugli
Corriere dell'Umbria Giovedì 9 Gennaio 2014

mercoledì 8 gennaio 2014

Il progetto dell’Arpa: la foresta urbana per abbattere lo smog

Una foresta urbana per abbattere l'inquinamento, superare alcune gravi criticità ambientali e migliorare la qualità dell'aria. Cinquanta ettari di fascia verde che partono dal confine con Narni per arrivare, con interruzioni, a ridosso della stazione ferroviaria. [] Mentre il solo Cnr, su commissione questa volta della Provincia, sta lavorando al progetto foresta urbana per migliorare la sola qualità dell'aria. I due progetti sono destinati a fondersi.
"Noi -dice il direttore di Arpa provinciale Adriano Rossi - stiamo da tempo lavorando al progetto di bonificare i suoli inquinati con le piante, il cosiddetto fitorimedio, nella consapevolezza che è molto meglio bonificare i suoli in loco piuttosto che trasportarli altrove. Progetto che è tra l'altro molto meno costoso. A questo punto queste piante utilizzate per bonificare i terreni possono essere anche utilizzate per abbattere l'inquinamento e migliorare la qualità dell'aria."
L'Arpa assicura che non è fantascienza e che queste fitotecnologie sono utilizzate con grande successo da oltre vent'anni negli Stati Uniti, ma anche in molti paesi europei.
"Il progetto - spiega il dottor Paolo Sconocchia, tecnico dell'Arpa - è quello di creare una sorta di tunnel verde che parte dai laghetti di Narni e che arriva di fatto fino alla stazione ferroviaria, circa cinquanta ettari di cintura verde, pur con le dovute interruzioni. I siti da riforestare sono le ex discariche dell'Asm a Maratta, quella della ex Polymer, una parte della zona del laghetti di Narni e tutta la zona, anche qui ex discarica della vecchia fonderia, che sta tra la stazione ferroviaria e zona Fiori."
Decine e decine di ettari di terreno inquinato che stanno nel piano regionale delle bonifiche; dunque classificati come siti altamente inquinati su cui bisogna intervenire. Questi terreni verrebbero dunque riforestati ad hoc con piante fitodepuranti e insieme capaci di abbattere l'inquinamento assorbendo il carico di anidride carbonica.
"Ma anche - spiega il tecnico dell'Arpa Paolo Sconocchia - dando lavoro a manodopera locale e fornendo biomassa per l'energia alternativa. Queste zone una volta bonificate si possono trasformare in veri e propri parchi verdi al servizio della città."
Ma quanto costa questo progetto di foresta urbana?
"Sicuramente molto meno conclude il dottor Paolo Sconocchia - degli interventi tradizionali di rimozione dei terreni."
Il concetto di "foresta urbana" è oggi popolare tra gli urbanisti, gli economisti, gli agronomi, gli ingegneri, gli architetti di moderna cultura ecologica ed ambientale. In questi mesi è molto vivo un dibattito a Brescia dove da più parti si chiede di riconvertire a foresta urbana molte aree ex industrializzate da bonificare. Insomma una situa zione ricca di analogie con quella ternana. Tra l'altro, si dice a Brescia, la riconversione a foresta urbana sottrarrebbe queste aree alla quasi inevitabile speculazione edilizia.
Giuseppe Magroni
Corriere dell'Umbria Mercoledì 8 Gennaio 2014

martedì 7 gennaio 2014

Targhe alterne a Terni da Lunedì 13

Per cercare di combattere lo sforamento dei limiti di concentrazione di Pm10, la giunta comunale ha deciso di riproporre il provvedimento della circolazione a targhe alterne.
Due giorni alla settimana, lunedì e martedì, come avvenuto già in passato.
Si comincia da lunedì 13.
Il Comune ha inoltre deciso di intensificare spazzamento e lavaggio della sede stradale.
Anche in questo caso due giorni alla settimana, dalle 12 alle 18 per evitare che l'acqua utilizzata si trasformi in ghiaccio per via delle rigide temperature invernali, creando ulteriori disagi alla popolazione.
Nel caso che si rivelassero efficaci, i lavaggi potrebbero essere anche intensificati.
Sarà l'Asm ad effettuare il servizio.

Corriere dell'Umbria Martedì 7 Gennaio 2014

lunedì 30 dicembre 2013

Dalle droghe ai danni cerebrali

Scende in modo preoccupante l'età media dei consumatori di droga. La cronaca ogni giorno parla di arresti di spacciatori. Molti davanti alle scuole. Questo in particolare vale per cannabis e cocaina, ma anche per alcol e altre sostanze che danno dipendenza, per non parlare dei mix o dei "falsi" (veleni, fibre di vetro...) pericolosissimi. E l'età di assunzione di queste sostanze, come rilevato anche dall'Osservatorio dell'Istituto superiore di sanità, si sta abbassando sempre di più: a 12 anni (in Italia, secondo l'osservatorio nazionale alcol dell'Iss, si inizia a bere a 11 anni, contro la media europea di 13 anni), provocando danni maggiori.

Un modo per bruciare le tappe anche se poi non si riesce più a smettere. Adolescenti a rischio Un problema sodale che richiede l'intervento di famiglie, servizi, istituzioni, scuola. Il liceo classico Tacito ha affrontato giorni fa il problema invitando i suoi alunni a un incontro con il professor Giulio Maira, direttore dell'istituto di neurochirurgia dell'Università Cattolica di Roma, che ha spiegato loro gli effetti di alcol e droghe sul cervello.

"Conseguenze irreversibili ha detto - che i ragazzi rischia no di portarsi dietro per tutta la vita.
Droghe come ecstasy, cannabis o cocaina - ha continuato Maira - provocano modificazioni funzionali delle attività cerebrali e cambiamenti strutturali di particolari aree. Uno degli effetti peggiori delle droghe è quello di compromettere i centri deputati ala memoria, creare disfunzioni nella capacità di apprendimento e di interferire con le funzioni cerebrali più importanti, alterando la sfera emozionale e influenzando i comportamenti. Alcol e droghe creano danni al cervello.
In certi casi, una sola pasticca di ecstasy o una sola assunzione di cocaina possono far comparire lesioni neurologiche anche mortali mentre l'abuso protratto di queste sostanze può provocare nel cervello devastazioni molto simili a quelle che si associano alla più grave demenza senile, la malattia dell'Alzheimer, provocando, in aree fondamentali per la memoria, alterazioni cellulari tali da compromettere l'autonomia della persona. In molti giovani pazienti che consumano droga e che dobbiamo operare vediamo solchi nella zona prefrontale, simili a quelli che troviamo soltanto nelle persone anziane, i buchi lasciati dalle cellule bruciate dall'età o dalla droga. Un altro fenomeno prima inesistente e che è nato con il crescente uso di droghe è l'arrivo in ospedale di giovani con emorragie cerebrali, fenomeno un tempo evidente soprattutto negli anziani.
La tossicità delle droghe ha seri effetti anche sul piano vascolare, fa aumentare la pressione arteriosa e scatena picchi improvvisi di rialzo pressorio. Questo a lungo irrita i vasi e li danneggia. Il sistema più frequentemente colpito è quello cardiovascolare, con l'aumento significativo degli infarti cardiaci in giovane età. E anche l'incidenza di malattie cerebrovascolari legate all'uso di cocaina sono in rapido aumento. La probabilità di uno stroke (ictus) in consumatori di cocaina può essere circa 14 volte più alto che in persone di pari età che non fanno uso di droghe. L'incidenza di stroke nella popolazione nazionale è dello 0,2 per cento (200 casi ogni 100.000 abitanti), tra i consumatori di cocaina o ecstasy il numero sale a 2.800 ogni 100.000 persone.
La Cannabis provoca effetti molto gravi nell'adolescente, alterando la capacità dei neuroni di svilupparsi in modo appropriato e rendendolo più esposto in età adulta all'insorgere di disturbi mentali. Altera la memoria a breve termine; le percezioni, la capacità di giudizio e le abilità motorie. Comporta deficit comportamentali e cognitivi.
L’ecstasy  è una delle droghe sintetiche più vendute. É a base di metilendiossimetamfetamina (Mdma), una sostanza altamente tossica che - ha aggiunto il professor Maira - brucia le cellule cerebrali, anche se, fatto ancor più allarmante, la metà delle compresse di ecstasy sequestrate dalle forze di polizia risultano non contenere Mdma, ma altre sostanze tossiche, come ad esempio vermifughi per cani, veleno per topi, fibra di vetro."

Corriere dell'Umbria Lunedì 30 Dicembre 2013

domenica 29 dicembre 2013

Nichel, cromo e arsenico. L’Arpa conferma i dati record

Nichel, cromo e arsenico alle stelle. Arpa conferma i dati diffusi la vigilia di Natale da Italia nostra e WWF, anche se ne ridimensiona il tono allarmistico per la salute.
"I dati sono oggettivi - spiega il direttore provinciale di Arpa, Adriano Rossi - li abbiamo fomiti noi alle due associazioni. Sono quelli della caratterizzazione del pm 10 e del pm 2,5. cioè il contenuto delle polveri. Nelle altre città prevale il piombo; a Temi, dove c'è la più grande acciaieria italiana di acciai spedali prevalgono metalli pesanti tipici della lavorazione dell'acciaio come il nichel e il cromo. Le polveri vengono intercettate dai filtri delle centraline che poi vengono analizzate nei nostri laboratori appunto per la caratterizzazione delle polveri sottili."
Dunque dati veri e confermati.
"Il nichel è totalmente fuori controllo - Scrivono le due associazioni - anche 23 volte superiori rispetto a quanto previsto da normative europee, come accade a Prisciano; fino a 6 volte a Borgo Rivo; fino a 5 volte in centro, nella vecchia stazione di via Verga, ora dismessa. Non solo: le concentrazioni del nichel sono aumentate dal 2011 al 2013, arco temporale in cui sono stati effettuati i rilievi, specie a Prisciano, che nel maggio dell'anno corrente ha registrato oltre 350 Hg contro i 15 imposti dalla normativa benchmark in Europa, quella tedesca (ta Luft, 2002), ripresa da altri Stati anche confinanti, dagli studi Arpa delle Regioni italiane parametrata a studi euro-americani e a ricerche Oms . Siamo probabilmente la prima atta d'Italia per concentrazioni di nichel nelle deposizioni."
Su questo punto il direttore dell'Arpa corregge il tiro:
"Sono loro interpretazioni. Attualmente l'Unione europea non prevede soglie - spiega Adriano Rossi - per quanto riguarda il nichel dal 2015 dovrebbe entrare in vigore una direttiva comunitaria che prevede valori limite secondo i quali noi staremmo sopra, ma non secondo le percentuali indicate da WWF e Italia nostra. Le percentuali devono essere poi parametrate su base annuale. Non possono essere ridotte all'ultimo mese dove per venti giorni consecutivi sono stati sforati i limiti del pm 10. Ad oggi non sono previste soglie per il cromo. Se l'Unione europea non fissa valori soglia mi sembra fuori luogo parlare di allarme sanitario. In ogni caso è compito della Asl stabilirlo; noi come Arpa abbiamo il compito di fornire dati oggettivi."
L'Ast ha investito negli ultimi anni 19 milioni di euro per il sistema di doppio filtraggio delle polveri: l'impianto Daneco con l’incapsulamento completo dei forni fusori. A leggere questi dati sembra che l'investimento non abbia prodotto gli effetti sperati.

"A Prisciano - dice Rossi - abbiamo avuto anche 103 sforamenti del Pm10, adesso la situazione è totalmente migliorata. Certo l'intervento del doppio filtraggio con l'incapsulamento dei forni non è stato risolutivo. Nessun intervento può abbattere radicalmente le emissioni di un impianto cosi imponente dentro la città. La norma e la politica devono trovare un punto d'equilibrio tra i costi della produzione e il rispetto della salute e dell'ambiente."

Corriere dell'Umbria Domenica 29 Dicembre 2013

martedì 7 maggio 2013

Un centro di riferimento per il pericolo amianto

Un punto di riferimento anche a Temi, per tutti i lavoratori e i cittadini che hanno avuto a che fare con l'amianto, pagandone spesso le conseguenze sulla propria pelle. L'iniziativa nasce per volontà dell'Ona, l'osservatorio nazionale sull'amianto, che ha deciso di aprire un punto in via della Stazione, all'interno della sede del Sinalp, sindacato autonomo dei lavoratori e dei pensionati. Una scelta accompagnata anche dalla nomina di Rosaria Arienzo, segretaria provinciale del Sinalp, a referente per l'Ona sul territorio della provincia di Temi. A descrivere finalità e scopi dell'osservatorio è il segretario nazionale Ona, Ezio Bonanni:
"La nostra associazione è nata per accogliere il disagio e la preoccupazione di quei lavoratori e cittadini vittime dell'amianto. Nel tempo sono emerse due priorità: la prima, che possiamo chiamare prevenzione primaria, è legata alla bonifica dei siti ancora presenti per evitare altre dannose esposizioni. La seconda tipologia di prevenzione è rappresentata dalla diagnosi precoce e dalla sorveglianza sanitaria.."
Fra gli impegni dell'Ona quello di abolire il limite-soglia fissato nei luoghi di lavoro in 100 fibre di amianto per litro d'aria:
"Non esiste una soglia al di sotto della quale le fibre non sono rischiose - afferma l'avvocato Bonanni - Anche le esposizioni a bassa dose sono pericolose e potenziale causa di gravissime patologie, come il mesoteliorna, i tumori polmonari e l'asbestosi. Senza ignorare la possibile combinazione con altri agenti patogeni come ad esempio il fumo."
Sul territorio, spiega no dall'Ona, ci sono ancora alcune partite aperte. Buona parte riguardano lavoratori che chiedono il prepensionamento a causa di un' esposizione prolungata alle fibre di amianto:
"Ad esempio all'interno dell'Ast, dove a nostro giudizio l'esposizione qualificata(superiore alle 100 fibre per litro, ndr) è proseguita anche dopo il 1992. Gli accertamenti eseguiti da periti del tribunale sembrano dire il contrario. Ovviamente la decisione spetta al giudice competente (Chiara Aytano, ndr) e da parte nostra continueremo a sostenere con forza il punto di vista di tanti lavoratori."
Oltre all'Ast, nel tempo il territorio ha dovuto fare i conti con altre situazioni delicate.
"All'interno della Sgl Carbon all'ex Spea, fino alla stessa Sangemini. Anche là - spiega Ezio Bonanni - abbiamo intentato cause per l'ottenimento dei benefici di legge, oltre ad individuare alcune patologie sospette. Il nostro impegno riguarda anche tutte le scuole del territorio ancora da bonificare e presto presenteremo un dossier sulla situazione degli istituti scolastici dell'Umbria."
Corriere dell'Umbria Martedì 7 Maggio 2013

giovedì 28 marzo 2013

La Nuova Rete di Monitoraggio dell'Aria

L'Arpa risponde a Rifondazione ed ambientalisti sulla rete di monito raggio dell'aria. A seguito dell'adeguamento della Rete regionale di monitoraggio della Qualità dell'Aria deliberato dalla Regione Umbria con Dgr n.488 del 16/05/2011, alcune stazioni presenti nel territorio della provincia di Terni sono state cedute dalla Provincia alla Regione che, successivamente, ha provveduto ad affidarle ad Arpa, che ne cura gestione, manutenzione, validazione e pubblicazione dei dati.
Delle 13 centraline di proprietà della Provincia in funzione fino al 2012, 6 sono entrate a far parte della rete regionale (Borgo Rivo, Carrara, le Grazie, Narni Scalo, Amelia e Orvieto).

Per assolvere a questo nuovo compito, Arpa ha predisposto un progetto per l'adeguamento strumentale di tutte le centraline facenti parte della rete regionale per un importo di 1.200.000€ di cui circa 800.000€ riguardanti le 6 centraline collocate sul territorio della provincia di Terni.

ll progetto, finanziato dalla Regione sui fondi strutturali europei. è già stato completato per quanto riguarda le 4 centratine collocate sul Comune di Terni e Narni e in fase di ultimazione per quanto riguarda il Comune di Orvieto e Amelia.
Le restanti centraline per il monitoraggio della qualità dell' aria ancora di proprietà della Provincia (Prisciano, Maratta, Polymer, S. Girolamo, Feronia, San Liberato, Montoro), andranno a costituire una rete di monito~ industriale. La rete industriale non avrà funzione di "monitoraggio della qualità dell'aria, ma avrà il compito di tenere sotto, controllo le emissioni delle Aziende maggiormente impattanti soggette ad Aia

Corriere dell'Umbria Giovedì 28 Marzo 2013

martedì 19 marzo 2013

Cellule Staminali: perché la struttura non decolla?

Centro di ricerca per le cellule staminali nell'occhio del ciclone. Perché la struttura non funziona. E quali sono le sorti per la banca del cordone ombelicale? Se lo chiede, attraverso un'interrogazione, Enrico Melasecche. Lunghe considerazioni, quelle del consigliere comunale. Una sorta di rewind per ripercorrere la storia della struttura, fino ad arrivare, appunto alle domande dirette e chiare.
"Ad oggi - sottolinea non ci risulta che tale struttura sia mai stata attivata ne che sia stata mai accreditata formalmente per poter svolgere tale attività. Anzi, sembra calato misteriosamente il silenzio della politica mentre il dottor Angelo Vescovi naviga nel deserto?  Non vorremmo che accada come per Papigno e per il Centro multimediale, esempi di pessima amministrazione e di dissipazione di risorse europee". E per la banca del cordone ombelicale? 'Anche questa seconda realtà sembra essere in abbandono."

Elementi allarmanti che hanno spinto il consigliere Melasecche a chiedere al sindaco Di Girolamo, tempi di realizzazione, costi, canoni di locazione, data di inizio dell'attività scientifica, accreditamento al ministero della sanità, quali e quanti trapianti di cellule staminali siano stati attivati[]

Corriere dell'Umbria Martedì 19 Marzo 2013

venerdì 15 febbraio 2013

La PET-TAC acquistata ma non in uso

L'acquisto naturalmente c'è, ma non si usa. E gli utenti dell'azienda ospedaliera di Terni ne pagano di fatto le conseguenze. E così, i cittadini ternani che abbiano bisogno di sottoporsi ad un esame Pet-Tac, sono ancora costretti a, spostarsi a Foligno o più lontano in Umbria, addirittura fino a Perugia.
Il macchinario per l'ospedale di Terni, però, è pronto da un pezzo, è nuovo ed è fra quelli più eccellenti e all'avanguardia (cosà viene descritto). Come si ricorderà la Fondazione Carit ne aveva deliberato l'acquisto nel lontano mese di dicembre del 2011, sottoscrivendo un contratto di un importo decisamente non trascurabile, precisamente un 1 milione e mezzo di euro, per poi donarlo all'ospedale "Santa Maria".
Della cifra totale, 1 milione e 200 mila erano destinati alla macchina vera e propria e i restanti 330mila sarebbero serviti invece alla realizzazione delle opere murarie necessarie all'installazione e all'utilizzo del macchinario: locale Pet-Tac, locale tecnico, sala comandi e adeguamento dell' intero reparto, della camera calda della radio farmacia e del reparto di controllo di qualità.

La procedura per l'aggiudicazione dell'importante acquisto ha avuto molteplici vicissitudini e da una prima azienda fornitrice si è conclusa con l'affidamento dei lavori a una seconda ditta del settore medico-sanitario []

Dalle ultime notizie rimbalzate negli ultimi giorni, il macchinario sarebbe ancora imballato e fermo in dogana, mentre i lavori all'ospedale "Santa Maria" non sarebbero mai partiti anche per questioni burocratiche relative alle autorizzazioni. Sta di fatto che oggi, ancora, la costosissima apparecchiatura sanitaria non è stata messa in funzione e i tanti pazienti ternani da più di un anno avrebbero potuto evitarsi pellegrinaggi per fare un esame delicato e importante. La Pet-Tac - vale la pena ricordare - è uno strumento all'avanguardia che permette di eseguire in contemporanea proprio la Tac, che grazie ai raggi X ricostruisce tridimensionalmente l'intero del corpo, e la Pet, che consente di individuare ogni cellula tumorale. L'abbinamento di questi esami permette di diagnosticare in modo tempestivo ed anche in fase molto iniziale diversi tipi di tumore come quelli ai polmoni, al colon-retto, i linfomi o i melanomi.

Corriere dell'Umbria Venerdì 15 Febbraio 2013

mercoledì 30 gennaio 2013

Terni: non ci resta che la maschera antigas

Con 52 microgrammi per metro cubo, rilevati lunedì dalla stazione di Borgo Rivo, Terni si conferma ancora la città più inquinata dell'Umbria, l'unica per essere precisi. Il dato si riferisce al Pm10 ed è leggibile ori line nel sito dell'Arpa.

La normativa fissa in 50 microgrammi per metro cubo la soglia da non valicare entro le 24 ore, passata la quale la qualità dell'aria diventa scadente. Il dato conferma quello che lunedì mattina sia il direttore generale dell'Arpa sia l'assessore regionale all'Ambiente Silvano Rometti dicevano in conferenza stampa: non conta la quantità delle centraline ma la loro affidabilità.

La vecchia rete di monitoraggio della Provincia aveva molte più centraline, ma solo una, quella nel quartiere Le Grazie, era di ultima generazione, le altre di vecchia. Questo faceva sì che il quartiere Le Grazie sembrava il più inquinato e invece non era così. Adeguando le altre due centraline, Borgo Rivo e via Carrara, alla tecnologia di Le Grazie i valori dell'inquinamento si sono livellati, purtroppo aumentando paurosamente. Dal primo gennaio al 28, incluso, gli sforamenti per quanto riguarda il pm 10 sono stati 12.

Tutte e tre le centraline hanno segnato lo stesso numero di sforamenti: Le Grazie, il centro storico e Borgo Rivo sono inquinati allo stesso modo. E inquinati molto se si pensa che sempre la normativa fissa in 35 il numero massimo di sforamenti giornalieri tollerabili in un anno. Soglia che sarà superata d'un balzo dal Comune di Temi se si pensa che in meno di un mese gli sforamenti in città sono stati 12. Sia Rometti che Piccioni hanno chiesto misure strutturali. Tra cui l'allontanamento dei Tir dalle città e il contenimento della legna come fonte di riscaldamento, le biomasse producono molte polveri. Approva la proposta Claudio Pace, consigliere della circoscrizione Est.

"Spero - dice Pace che la richiesta che viene da fonte istituzionale tanto autorevole sia presa seriamente in considerazione dall'assessore al traffico del comune di Terni a cui avevo già scritto tempo fa per chiedere di attuare un piano "No Tir su Terni" che non sia frutto però di disposizioni calate dall'alto ma che sia condiviso in fretta con le circoscrizioni e reso operativo, insieme a misure altrettanto idonee (pannelli antirumore, asfalto fonoassorbente. controlli di velocità) da richiedere ad Anas e Prefettura per non far pagare agli abitanti dei quartieri prossimi agli svincoli della superstrada (Borgo Trevi, Toano, ... ) la giusta liberazione della città dal traffico pesante."
Corriere dell'Umbria Mercoledì 30 Gennaio 2013

giovedì 24 gennaio 2013

Inceneritore a Terni: sarà attivo almeno fino 2016

Il termovalorizzatore Aria Spa di Maratta resta in funzione, almeno fino al 2016, ma tutti si dicono pronti a lavorare per ridurre al minimo i fattori di inquinamento. Questa la sintesi di quasi tre ore di confronto in consiglio comunale sulle politiche dei rifiuti e l'inquinamento in città. Sull'inceneritore ex Temi Ena, il sindaco Di Girolamo ha ricordato che il Comune non ha nessuna possibilità di intervento nei confronti del termovalorizzatore esistente, che è in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie al funzionamento e che l'unico impegno che è possibile assumere è quello di cercare una strategia alternativa nel 2016, quando sarà scaduta l'Autorizzazione integrata ambientale, prevista per il 2016.

Fino ad allora "Aria" continuerà a bruciare scarti di cartiera. La discussione è partita da sette atti (due mozioni e cinque atti d'indirizzo) che affrontano in maniera diversa le tematiche, con particolare riferimento alla questione dell'incenerimento. Diversi atti, in particolare, propongono che il consiglio impegni il sindaco a chiedere una modifica del piano regionale con il superamento dell'incenerimento e puntare sulla strategia rifiuti zero, il riuso e la differenziata. Rispetto all'impianto di termovalorizzazione Aria Spa sono state chieste verifiche e trasparenza sui dati. Alla fine del dibattito e dopo l'intervento del sindaco Di Girolamo il consiglio ha deciso comunque di votare i sette atti separatamente. […]

Corriere dell'Umbria Giovedì 24 Gennaio 2013

giovedì 17 gennaio 2013

PM10 3 volte superiori al limite di legge!

Nei primi dieci giorni di gennaio tutte e tre le centraline di rilevazione sulla qualità dell'aria, da fine dicembre gestite dall'Arpa, hanno sforato di molto i limiti posti dalla legge per quanto riguarda il PM10. Ma la novità è che le due centraline di Carrara e Borgo Rivo hanno presentato dati analoghi e conformi alla centralina di Le Grazie, quelle che da due anni aveva fatto segnare i record dello smog. Le altre due centraline si sono adeguate con la tecnologia e i risultati si sono allineati. Se il dato verrà confermato significa che Temi è molto più inquinata di quello che le rilevazioni hanno fin qui detto.

Anni passati a scervellarsi sul perché il quartiere Le Grazie, molto verde e senza industrie, più alto rispetto al resto della città, con un carico di traffico in linea con le altre zone, fosse il più inquinato. Non era il quartiere più inquinato, è solo che la centralina di Le Grazie, di ultima generazione, era più sensibile rispetto alle altre della rete di monitoraggio dell'aria della Provincia. Adesso che il monitoraggio dell'aria è passato dalla Provincia all'Arpa regionale, una verità che veniva detta a mezza bocca da un anno viene fuori in tutta la sua evidenza. Le due nuove centraline Arpa che hanno sostituito quelle della Provincia di via Carrara e di Borgo Rivo dalla fine di dicembre stanno sfornando dati sul pm 10 da brivido, in linea con quelli di Le Grazie, centralina non sostituita in quanto in regola con le ultime normative. Il direttore del dipartimento Arpa di Terni, Adriano Rossi, spiega tecnicamente quello che è successo:

"Le altre centraline della ex rete di monitoraggio della Provincia, a parte quella di Le Grazie, avevano una tecnologia che sottostimava il dato in quanto non c'era un sistema di refrigerazione e la parte volatile del pm 10 appunto si volatilizzava ".

Dunque non veniva tracciata. Dunque tutta Terni negli anni passati è stata inquinata come Le Grazie, come la sua maglia nera per l'inquinamento, con buona pace delle istituzioni che sullo smog in città rassicuravano. Non era questione di ricaduta di venti o di particolare escursione termica, ma soprattutto di tecnologia diversa tra il sensore di Le Grazie e quelli delle altre centraline sparse per la città. Il processo di transizione sta per essere concluso e tra un paio di giorni i dati sulla qualità dell'aria in città forniti dalle tre centraline di Carrara, Borgo Rivo e Le Grazie saranno on line. Centraline ad alta tecnologia e dati stavolta veritieri. Intanto i dati forniti da Arpa al Comune nei giorni scorsi relativi a gennaio sono preoccupanti. La centralina Arpa, si ripete di ultima generazione, di Borgo Rivo ha registrato 10 sforamenti nei primi dieci giorni con punte di 147 microgrammi per metro cubo, il triplo del valore massimo consentito dalla normativa. Il direttore dell'Arpa invita però a non trarre conclusioni affrettate:

"Le condizioni meteo di questa prima parte dell'anno sono particolari. La nebbia ha creato una cappa sulla Conca che favorisce il ristagno delle sostanze inquinanti ".

La ricetta di Rossi per attenuare l'inquinamento è la solita:

"Agire sui tre fattori inquinanti, industria, riscaldamento e traffico".

Corriere dell'Umbria Giovedì 17 Gennaio 2013

Mi domando solo come mai la Provincia a cui sono state per anni affidate le rilevazioni non ha provveduto all’ammodernamento delle centraline?
Non hanno pensato davvero gli esperti che avendo degli apparecchi datati ed una sola centralina di recente produzione i dati discordanti potessero essere frutto della sensibilità dello strumento?
Non aveva la Provincia, davvero fondi per l’acquisto delle nuove attrezzature?
E allora gli acquisti di tabled iPad erano invece così necessari?
E davvero vogliamo difendere ancora l’utilità di questa Provincia?

sabato 1 dicembre 2012

Il rapporto Mal'Aria Industriale 2012 “condanna” Terni

Dal rapporto di Legambiente “Mal'Aria Industriale 2012” arrivano brutte notizie per i ternani. Secondo lo studio dell'associazione ambientalista sulle emissioni inquinanti prodotte dai maggiori stabilimenti industriali italiani, i valori registrati nei pressi delle Acciaierie sono tra i più alti. II dossier di Legambiente pone la Thyssenkrup al sesto posto per ciò che concerne le emissioni di monossido di carbonio con 3250 tonnellate annue prodotte e di PoliCloroBifenile (noto come Pcb) con 1,40 chilogrammi; le Acciaierie scendono al decimo posto in quanto a diossine e furani (0,88 grammi). La situazione peggiora quando si prendono in considerazione elementi assai pericolosi quali cromo, mercurio e cadmio: quello ternano della Thyssen è leader in Italia nelle emissioni di cromo (davanti anche all'Ilva di Taranto), secondo per il mercurio e terzo per il cadmio. Un quadro tutt'altro che roseo.
La Nazione Sabato 1° Dicembre 2012

sabato 17 novembre 2012

Sindaco e Consiglio dovranno dire se vogliono o no la riaccensione dell’inceneritore di ARIA spa

Di nuovo in piazza per un presidio, questa volta durante il Consiglio Comunale di lunedì alle 15,30. Comitato No Inceneritori, WWF, Italia Nostra e Cittadinanzattiva danno appuntamento alla città “perché è arrivato il momento di capire se il sindaco e i consiglieri tutti hanno la volontà di esprimersi direttamente e concretamente e dirci se vogliono o no che l’inceneritore di Acea riparta; la domanda è molto semplice mentre complicata la situazione che ha visto proprio qualche giorno fa la Giunta Regionale votare quella che noi definiamo una bocciatura del Piano d’Ambito”.

Infatti il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti prevede ad oggi ancora, secondo la legislazione nazionale, il ricorso all’incenerimento nella conca ternana contro cui la città ha dato battaglia. L’apertura di un nuovo fronte, secondo il cartello di associazioni, richiede appunto una presa d’atto formale e sostanziale, altrimenti nel gioco a rimpallo tra Comune e Regione ci si ritroverà con ARIA spa che brucerà pulper e rifiuti urbani.

“La debolezza tecnica e programmatica del Piano d’Ambito non poteva che avere tale esito, del resto noi abbiamo rifiutato sempre la logica per cui tutto doveva finire in discarica, andando a gravare sulle spalle dei cittadini orvietani. Quindi lunedì saremo in piazza proprio per mettere un punto a questa storia: i cittadini ormai si sono espressi con ogni mezzo, è arrivato il momento che lo faccia la politica tutta. Si sa che quando è alta la confusione è il momento migliore per far passare le peggiori misure, mentre la politica è impegnata in battibecchi elettoralistici la macchina burocratica comunque va avanti. Noi ci saremo anche per vigilare”

Comitato No Inceneritori, WWF, CittadinanzAttiva, Italia Nostra