Visualizzazione post con etichetta persone. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta persone. Mostra tutti i post

martedì 24 maggio 2011

Margherita Hack il 27 maggio al Teatro Secci


"Dalla terra all'universo" è il titolo della conferenza che si svolgerà venerdì 27 maggio alle 16,00 al teatro Secci del Caos di Terni alla presenza degli scienziati Margherita Hack, Roberto Battiston e Marco Santarelli. Tutti i particolari verranno resi noti in una Conferenza Stampa in programma Mercoledì 25 maggio alle 11,30 nell'ufficio del presidente della Provincia.
Saranno presenti il presidente della Provincia Feliciano Polli, l'assessore provinciale alla Scuola e all'Università Stefania Cherubini, l'assessore all'Università del Comune di Terni Sandro Piermatti, il pro rettore del Polo scientifico e didattico di Terni Pietro Burrascano, il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale di Terni Roberto Monetti, Roberto Battiston, ordinario di Fisica generale al Dipartimento di Fisica dell'Università di Perugia, Lucia Di Masso, ricercatrice dell'Università di Perugia e la dirigente scolastica del Liceo Galilei di Terni Adriana de Francisci.

lunedì 11 aprile 2011

Mons.Paglia: Terni come Lazzaro ha bisogno di resurrezione

"La città come Lazzaro ha bisogno di resurrezione."
Dopo il monito sulla "città ripiegata su sé stessa" lanciato a San Valentino, questo l'ennesimo messaggio forte partito dalle parole del vescovo di Terni, Vincenzo Paglia, nel corso dell'omelia della messa di Pasqua alle acciaierie. Il presule ha preso spunto dal passo del Vangelo letto durante la celebrazione, quello della resurrezione di Lazzaro chiamato da Gesù a togliersi le bende che lo avvolgevano nella tomba e ad alzarsi.
"c'è bisogno che tutti assieme - ha detto Paglia - aiutiamo questa nostra città a sciogliersi dalle bende che la trattengono là dov'è. Dobbiamo muoverci e muoverci assieme. Tutti dobbiamo ascoltare la voce di Gesù che ci invita ad uscire fuori e aiutarci gli uni gli altri per sciogliere ciò che ci tiene bloccati. Dobbiamo liberare le energie che pure questa città ha. Forse sono troppo i lacci che ci impediscono di camminare con maggiore speditezza. Quelle parole di Gesù sono anche per noi: "Togliete la pietra" e poi"liberatelo e lasciatelo andare".
Ma per Paglia i "Lazzaro" di oggi "sono tanti" e parlando delle "diversissime tombe nelle quali vengono rinchiusi" ha toccato argomenti di stretta attualità, dalle crisi delle industrie alle polemiche sull'accoglienza dei profughi dal Nord Africa.
"Non ci troviamo forse di fronte a una tomba - ha detto quando il lavoro è fonte di morte? e non si è rinchiusi in una tomba quando ci sono fabbriche che chiudono per interessi egoistici di parte senza tener conto delle centinaia di famiglie che vengono messe sul lastrico? e quando non c'è lavoro per i giovani, non mettiamo di fatto sulla loro vita e sul loro futuro una lastra pesante come quella che fu messa sulla tomba di Lazzaro? E quando si chiudono le frontiere, non trasformiamo il Mediterraneo in una tomba ben più profonda di quella dove fu messo Lazzaro?."
E nel corso dell'omelia il vescovo ha più volte ricordato il grande pellegrinaggio dei giorni scorsi a Roma per l'udienza con Benedetto XVI nell'anniversario della visita alle acciaierie di Papa Giovanni Paolo II.
Il Giornale dell'Umbria Lunedì 11 Aprile 2011

venerdì 22 ottobre 2010

La comicità del Ternano Bazzucone rivista da Zelig off, "possibile caso di plagio"



Vero e proprio stupore misto indignazione da parte del ternano Matteo Marini in arte John Bazzucone, comico da due anni al Laboratorio Zelig di Rimini, dopo aver visto andare in onda due giorni fà in seconda serata su Zelig Off un pezzo (l’intervista al calciatore Andrea Gioacchino – Gianni Cinelli + voci fuori campo di Andrea Paniate e Federico Basso) molto simile a quello che da un po’ di tempo Matteo Marini sta portando avanti con il suo personaggio diventando famoso sia nei teatri, che in rete, che sul canale GXT di Sky..

ecco i due video messi a confronto, a voi il giudizio:

intervista al calciatore Andrea Gioacchino

intervista a John Bazzucone

senza parole...

lunedì 17 agosto 2009

Ternitudine in un Cd firmato dagli Altoforno

Per loro è una svolta. Eppure verrebbe da dire "scusate il ritardo". Ma come? Gli Altoforno fanno concerti ed attirano pubblico da 15 anni con canzoni famose riadattate con testo in dialetto ternano, hanno scritto un libro andato a ruba, riempito come un uovo l'anfiteatro Fausto per il concerto del decennale con migliaia di persone rimaste fuori per insufficienza di spazio...
e solo adesso pubblicano il loro primo cd?
"Il fatto – risponde Stelvio Filipponi, uno degli 11 componenti ("membri", dicono loro) del gruppo ternano – è che solo ora abbiamo un impresario che ci fa da tramite con la casa discografica."
Il disco si intitola "Altoforno", come la band. Contiene 12 canzoni. Va in distribuzione nei negozi di dischi ed in rotazione nelle radio locali e nei network.
"Il nostro sogno – aggiunge Gabriele Battistoni - si avvera. Dopo 15 anni."
Stelvio Filipponi è meglio noto come Zyplox, Gabriele Battistoni è Lu nonno. Gli Altoforno hanno tutti uno pseudonimo. Poi ci sono Jumpot (Giampaolo Vantaggi), Poldo e Marassimo (i fratelli Paolo e Massimo Sorci), Medeo e Zirbia (i fratelli Matteo e Lorenzo Zerbini), Pedrinho (Fabio Lamperini), Boccia (Paolo Balistreri), il Prof (Luca Colonnelli) e Mocho (Claudio Fiocchi).
Sono pronti ad esportare quella "Ternitudine" che si sono inventati, girando e rivoltando la ternanità come si fa con un cocktal ed aggiungendoci fantasia, goliardia ed autoironia.
Gli Altoforno hanno lavorato in sala d'incisione per tutto l'inverno. I brani sono tra i più celebri tra tutti quelli riadattati. C'è pure un inedito, "Lu Manila", sul brano di Patty Pravo "e dimmi che non vuoi morire". C'è "Lapo Elkann" (cover di "Sandokan"). C'è "Sette e quaranta" con musica presa in prestito da Lucio Battisti. Poi altri riadattamenti di hit di successo. "Cuore matto" diventa "Poru gatto", "Mi vendo" diventa "Milingo", "Porta Portese" diventa "Da lu cinese".
E poi alcuni classici: quella "Ternitudine" sul primo successo di Laura Pausini diventata un simbolo, "Serie a" dedicata alle Fere, "Permanente" che adatta un successo di Franco Battiato alla buffa storia di un incidente sui Prati di Stroncone, "Annarosa" ispirata da Adriano Celentano e "Perdere i capelli".
"Un disco – spiega Zyplox – nato dalla collaborazione con l'impresario romano Fabio Censi e con la Fc management.
Dopo aver ascoltato quasi per caso le nostre canzoni, Fabio ci ha contattato. E siamo arrivati al disco, inciso negli studi della Mami records di Marco Cocchieri e stampato in 5 mila copie."
Ne è passata di acqua sotto i ponti. 15 anni fa, in una serata di luglio, questo gruppetto di ragazzi cresciuti in periferia cantavano per la prima volta davanti a pochi amici alcune delle canzoni riadattate nel corso di serate tra amici ed in campeggi parrocchiali.
Ora sono pronti a portare la "Ternitudine" sulle spiagge italiane.
"Speriamo – dice Gabriele Battistoni – di far crescere la popolarità di Terni, visto che non ci si riesce in altri modi."
Sotto, dunque, con l'operazione-Ternitudine, per esportare lo "slang" ternano. Come fecero i Pitura Freska con il veneziano.
"Ma noi – replica Zyplox – più che ai Pitura Freska ci ispiriamo a Gigione."
Che di fortuna ne ha fatta. Anche lui cominciando solo per scherzo.

mercoledì 10 giugno 2009

Arrampicata per Stefano Zavka 13 e 14 giugno Ferentillo: Arrampicando con Zazzà

 Stefano Zavka

Arrampicando con Zazzà

A 2 anni ormai dalla scomparsa di Stefano Zavka sulla vetta del K2 sarà organizzata una 24 ore nonstop di arrampicata organizzata proprio dall'Associazione Stefano Zavka sulle pareti di Ferentillo.
La seconda edizione di "Arrampicando con Zazzà", che l'anno scorso aveva riscosso grande successo di pubblico, si terrà il 13 e 14 giugno.

La manifestazione aprirà i battenti alle 16 di sabato 13 giugno e un'ora dopo inizierà la nonstop che vedrà decine di climber arrampicare sulle pareti di Ferentillo per tutta la notte e il mattino successivo, fino alle 17 di domenica 14 giugno.
Il parco vie dedicate alla manifestazione è molto ricco: a Isola ci sono 39 vie e 10 secondi tiri per un totale di 49 vie con difficoltà dal 4c all'8a+, mentre a Mummie ci sono ben 67 vie e 9 secondi tiri per un totale di 76 vie con difficoltà dal 3b all'8a+.
In caso di pioggia, il tutto si terrà nella palestra di arrampicata coperta di Ferentillo. i partecipanti dovranno indossare la bandana che gli verrà consegnata al momento dell'iscrizione, gratuita per tutti.
Massima libertà anche nella scelta delle vie: i climber potranno scegliere la via che più gli aggrada, e salirla anche più di una volta.
L'importante è non smettere di arrampicare: l'obiettivo è accumulare il maggior dislivello possibile e battere il valore raggiunto l'anno precedente.
C'è però una condizione: che ci sia sempre qualcuno che arrampica e il Ferentillo non sia mai vuoto.
Per questo gli organizzatori cercheranno di raccogliere le preferenze per garantire sempre una presenza, negli orari notturni, di qualche climber insonne e dotato di pila frontale.
L'organizzazione si occuperà dell'animazione, della cena e di fornire materiali a chi vorrà fare il "battesimo del verticale".
La redazione
Comune di Terni Mercoledì 10 Giugno 2009

mercoledì 6 maggio 2009

Adriano Garofoli: dalla Ternana a Teleterni

Adriano Garofoli era nato a Terni il 27 aprile 1930. Sposato, lascia la moglie e i figli Filippo e Paolo, entrambi impegnati nelle aziende del gruppo industriale di famiglia.
Diplomatosi perito industriale, Garofoli aveva completato la propria formazione frequentando i corsi della Sda Bocconi di Milano in Direzione Aziendale e Marketing.
Era anche iscritto all'Albo dei Revisori dei Conti. Dal 1959 si dedicava all'attività di famiglia assumendo la gestione, in qualità di amministratore unico, della
"Garofoli SpA Costruzioni Metalmeccaniche"
, fino a posizionarla tra le migliori aziende nazionali del settore.
é del 1989 la creazione, con il figlio Paolo, della Aginox di Narni, società specializzata nella verticalizzazione dell'inossidabile.
Il Gruppo Garofoli, negli anni, ha visto anche la gemmazione di altre aziende come la Garofoli Componenti e la Garofoli Iberica Madrid di cui era presidente.
é stato presidente dell'Associazione Industriali della Provincia di Terni, della Federazione Regionale degli Industriali dell'Umbria, dell'Unioncamere Umbria, carica che deteneva tuttora, vicepresidente di Umbria Export, consigliere di amministrazione del Consorzio per lo sviluppo delle aree industriali di Terni, Narni e Spoleto.
Risalgono poi agli anni a cavallo tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 due grandi passioni di Garofoli, quelle che lo videro presidente della Ternana Calcio e, poco dopo, rilevare la prima, storica emittente televisiva cittadina, ovvero Teleterni.
Sul primo versante, Garofoli assunse la presidenza del sodalizio sportivo più amato dai ternani da Gianfranco Tiberi.
Era ancora una società interamente composta da imprenditori locali, tanto che i suoi vice erano Giorgio Taddei, già primo storico presidente della serie a, e l'imprenditore edile Giuseppe Gori.
Quell'anno - stagione calcistica 1979-80 - la Ternana scivolò dalla b alla c1 ma, paradossi del calcio, sfiorò addirittura la finale della Coppa Italia maggiore, eliminata in maniera rocambolesca, e forse immeritata, nel doppio confronto con la Roma.
Garofoli mantenne la presidenza per un altro anno e mezzo, in terza serie, prima di passare la mano a Giubilei, valorizzando e lanciando verso il grande calcio giovani come Sorbi, Birigozzi e poi Valigi (tutti alla Roma), e Nuciari (al Milan).
Riguardo alla sua esperienza di imprenditore televisivo, Garofoli salì in sella a Teleterni (trasformata poi in Nuova Teleterni) agli inizi degli anni '80, mantenendone la proprietà fino a tutt'oggi.
Sotto la sua gestione l'emittente ha preso sempre più quota, divenendo negli anni '90 punto di riferimento per l'emittenza televisiva di tutta la regione, con alti indici di ascolto anche nel Perugino
Corriere dell'Umbria Mercoledì 6 Maggio 2009

É morto Adriano Garofoli

Adriano Garofoli, 79 anni, presidente regionale di Unioncamere, si è spento ieri presso l'ospedale di Terni.
Era malato da tempo. Oggi la camera ardente, sempre presso l'ospedale; i funerali domani, alle 15,30, in Duomo. Lascia la moglie e due figli, Filippo e Paolo, entrambi amministratori dell'azienda di famiglia. Industriale di genio, sempre ai vertici delle associazioni datoriali, uomo di sport che è stato anche presidente della Ternana; imprenditore, con la sua Nuova Teleterni, anche nel campo dell'etere.
Uomo con la passione della politica senza mai essere stato un politico a tempo pieno; per anni vicino alla Democrazia cristiana umbra di Franco Maria Malfatti.
Politico, nel senso di difensore degli interessi generali, anche quando era presidente di Assindustria Terni.
In prima fila per strappare dal governo quel Contratto d'area che doveva servire a reindustrializzare Terni dopo la crisi dell'acciaio e della chimica.
In prima fila per il completamento della Terni-Rieti o nelle battaglie contro il Prg di Narni che soffocava lo sviluppo industriale di Terni.
Anche per questo era stato tra i promotori di quel consorzio aree industriali fra Terni e Narni che doveva appunto servire da cabina di regia per uno sviluppo integrato e non conflittuale tra i due comuni limitrofi.
Politico in senso stretto negli ultimi mesi di vita in quanto cofondatore e attore principale di Rinnoviamo insieme Terni, quell'associazione da cui è nata la lista civica e la candidatura di Antonio Baldassarre a sindaco di Terni.
L'ultimo sforzo di Garofoli; la sua ultima apparizione pubblica quando già entrava e usciva dall'ospedale lo scorso 30 gennaio per la presentazione ufficiale di Baldassarre candidato sindaco.
Pallido, provato dalla chemioterapia ma tuttavia pieno d'entusiasmo. Pronto a scrivere articoli da mandare ai giornali per sostenere quella candidatura. Articoli che l'avanzare della malattia ha impedito di mandare in stampa.
"Mio padre - racconta il figlio Paolo - vedeva una città morta, priva di collegamenti, priva di un progetto.
Cercò d'intercettare una persona eccellente come Baldassarre. Ha fatto di tutto per convincerlo a candidarsi."
E oggi è lo stesso professor Baldassarre che ne piange la scomparsa:
"é la persona a cui devo quest'impegno.
Ne ho apprezzato la grande umanità, la capacità di capire i problemi di chi aveva di fronte. É l'uomo che ha costruito la più bella impresa privata di Terni."
Garofoli era un industriale di seconda generazione. Un uomo che prende in mano e sviluppa la piccola impresa di costruzioni meccaniche del padre Eraldo a vocabolo Brecciaiolo, che lavorava come tutti nel settore della subfornitura all'acciaieria.
Nel 1976 il trasferimento nei nuovi capannoni di Maratta. Subito dopo viene la prima grande crisi dell'acciaio. Garofoli, tra i pochi, capisce che è venuto il momento di sganciarsi dalla "Terni". Investe 7 miliardi e mezzo di lire di allora per riconvertire la produzione in meccanica pesante e di precisione.
La prima commessa per la Selenia. Fa prodotti per gli eserciti, per l'industria spaziale ed energetica. Si afferma nel mondo. La Garofoli spa conta oggi 150 dipendenti a Terni e 14 nella filiale spagnola

Giuseppe Magroni
Corriere dell'Umbria Mercoledì 6 Maggio 2009

giovedì 12 febbraio 2009

Ballando con le stelle: Stefano Bettarini e Samantha Togni a Borgo Bovio

Il celebre programma della Rai "Ballando con le stelle" ha fatto tappa a Terni. Telecamere e fotografi sono stati ospiti ieri mattina presso gli impianti sportivi del Terni est, una formazione di calcio locale con sede in via Vulcano, zona Borgo Bovio, per effettuare delle riprese che serviranno poi a dare vita alla "clip" di presentazione della coppia di ballerini del celebre programma televisivo formata da Stefano Bettarini e Samantha Togni.
L'ex calciatore di serie a, un tempo anche sposato con Simona Ventura e ultimamente conduttore di programmi Mediaset e con lui la ballerina ternana, hanno vestito maglietta, scarpette e calzoncini e hanno dato vita ad una partitella di calcetto alla quale hanno preso parte anche le ragazze della squadra femminile di calcio a 5 del Terni est che ha ospitato la troupe Rai.
Passaggi, interventi di testa, gol ed esultanze con tanto di abbracci ed esultanze: non è mancato nulla nella partitella che ha visto Bettarini baluardo difensivo di una della due squadre e la Togni (in gol nei calci di rigore finali) "punta di diamante" dello stesso team del compagno.
Un venti minuti circa di riprese che, naturalmente tagliate e selezionate, andranno a formare la particolare "clip" della coppia che sarà mandata in onda sabato prossimo nella trasmissione di Rai 1 condotta da Milly Carlucci
(c.c.)
Corriere dell'Umbria Giovedì 12 Febbraio 2009


martedì 10 febbraio 2009

John Bazzucone il Ternano "presuntuoso" supera i provini ed approda al Laboratorio Zelig


Il suo nome d'arte è John Bazzucone ed interpreta la parte del "calciatore presuntuoso" tutto è nato per scherzo con un video home made, poi finisce su un canale sky e per ultimo guadagna i consensi degli autori di Zelig in un provino a Rimini.

Qui inizia il percorso di un ternano che fà del suo modo di giocare una opportunità..

Un'opportunità anche grande.. di approdare al palco di Zelig o di Zelig Off alla corte di Bisio e dell'Incontrada.

Facciamo un in bocca al lupo al calciatore più presuntuoso di Terni e dell'intera penisola.. Ora stà affrontando le dodici dure tappe di Laboratorio Zelig dove si giocherà tutte le sue carte per il successo. Auguri JB!

Ecco uno dei suoi video "home made" dove è stato scovato da sky:



questo è un gruppo Facebook dedicato a JB: http://www.facebook.com/s.php?k=100000080&id=1468226434&sid=3e1bfd8c3d2a426e75202964f5cb316b#/group.php?gid=44782350877&ref=ts

venerdì 23 gennaio 2009

Erri De Luca a Vette in vista

"La mia vita è stata salvata da un'équipe specializzata dell'ospeale Santa Maria. Come non potrei essere grato a questa città."
Sono le parole dello scrittore e alpinista Erri De Luca, che oggi pomeriggio aprirà la prima rassegna di cinema di montagna e di esplorazione "Vette in vista", in ricordo della giovane guida alpina Stefano Zavka, scomparso nel luglio del 2007 sul K2.


Tra tutti i Paesi che lei ha assaporato nella sua vita, anche fuori Italia, perché le rimane Terni nel cuore?
"Perché Terni ha salvato il mio cuore.
Lo scorso anno, mentre arrampicavo una parete in Valnerina sono stato colpito da un attacco cardiaco.
Sono stato subito ricoverato per alcune settimane in terapia intensiva presso l'ospedale Santa Maria e da lì ne sono uscito vivo.
Grazie alla prontezza e alla professionalità dei medici ternani sono legato a questa città. E poi vengo spesso a Terni per arrampicare le pareti. Ed è stato così che ho conosciuto Stefano."
Oggi, invece, è qui per raccontare la montagna e la scrittura sacra.
"In fondo, in pochi conoscono le scritture sacre. Per esempio la Bibbia, la danno tutti per scontata. E nessuno ci si sofferma più di tanto. E quello che io in questi anni ho analizzato è proprio la geografia che è nella Bibbia. Luoghi, mappe, montagne. Dall'Ararat, da cui Noè discende dopo il diluvio, al Sinai dove Mosè, il maggiore alpinista della storia sacra, sale per ricevere la Legge, al Nebo."
Se potesse diffondere un messaggio ai giovani, cosa le verrebbe in mente?
"Viaggiate. Il più possibile, a qualunque età. Per vedere cose mai viste. Per apprezzare la vita di chi ha altre culture, altre tradizioni. Per portare a casa un pezzo di chi è lontano"
Roberta Falasca
Corriere dell'Umbria Venerdì 23 Gennaio 2009

venerdì 16 gennaio 2009

Un ricordo di Gino Papuli

A maggio dello scorso anno l'ingegner Papuli tenne una lezione agli studenti dell'Itis.
Ad ascoltarlo, nell'ampia sala Tripepi, un centinaio di ragazzi, che appresero i primi rudimenti di Archeologia Industriale e la storia di monumenti, quali la torre Eiffel o la "Lancia di Luce" di Arnaldo Pomodoro.
L'hanno ascoltato in silenzio, rapiti dalle sue argomentazioni, dall'autorevolezza dell'esposizione, frutto delle sue conoscenze e dell'amore per la materia.
Gino Papuli, come noto, è stato un precursore nel campo dell'Archeologia Industriale.
Una passione che l'ha portato, giovane ingegnere, a trasmetterci la memoria grafica del "Grande Maglio", che stavano smantellando a quel tempo, o anni fa ad adoperarsi per il recupero e la sistemazione in piazza Dante della Pressa dell'Acciaieria.
Simboli entrambi di una città operaia come Terni, che grazie alla sua opera instancabile è diventata una delle capitali dell'Archeologia Industriale.
Un'attività che ha spinto l'Università di Lecce ad assegnargli la prima cattedra della nuova disciplina e a farne in materia un esperto di fama internazionale.
Un impegno, il suo, continuo e costante nella riscoperta e valorizzazione dei siti industriali, nella codificazione dei processi di lavorazione, nell'opera di sensibilizzazione perché tutto quel patrimonio non vada cancellato e disperso.
Due anni fa approfittava della cerimonia d'insediamento del nuovo direttore del Pmal, per consegnare alle autorità civili, militari e religiose presenti un suo articolo sul "Cannone di Saddam Hussein", realizzato a Terni nelle sue parti fondamentali, con la richiesta che lo stesso venisse riesumato ed esposto al Museo delle Armi.
All'Istituto Industriale era di casa.
Aveva accolto con entusiasmo il progetto del Museo e assistito il corpo docenti con preziosi consigli.
Veniva spesso a controllare la catalogazione dell'Archivio Bosco, ch'era riuscito a recuperare dopo mille peripezie.
Aveva spinto perché vi venissero destinati i pannelli della "Mostra sulla Fonderia", che guarniscono oggi la sala del collegio dei docenti.
Ultimamente aveva incontrato la dirigenza scolastica, prospettando iniziative per sensibilizzare studenti e professori all'Archeologia Industriale.
La lezione di maggio doveva essere solo l'inizio.

giovedì 4 dicembre 2008

Il Crocifisso rimosso durante la lezione all'Istituto professionale per il commercio

Un professore di lettere che ogni mattina, prima di fare lezione, stacca il crocifisso che ha alle spalle e lo ripone nel cassetto della cattedra: in difesa dello Stato laico e pluralista.
Per poi riappenderlo all'uscita. La sua classe che civilmente si ribella al gesto, che difende il diritto ad avere il crocifisso appeso anche durante quell'ora d'italiano.
Il consiglio d'istituto che prende posizione dura contro il docente. Così anche il preside che, dopo inutili richiami, presenta sul fatto un esposto alla procura e all'Ufficio scolastico regionale chiedendo provvedimenti sanzionatori.
Strana guerra di religione quella in corso dalla fine di settembre all'Istituto professionale per il commercio "Alessandro Casagrande" di Terni: oltre mille iscritti, poco meno della metà stranieri.
Strana perché, almeno in apparenza, tutti sembrano andare di piatto contro il professore; in realtà, lo confessano i suoi stessi "avversari", quel prof è amato dagli studenti e apprezzato dai suoi colleghi.
Strana anche perché il preside, d'un rigore che sembra di destra, è un ex dirigente del Pci e si dichiara tranquillamente ateo.
Guerra, più che di religione, di principi. I fatti Il professore si chiama Franco Coppoli, è ternano, ha 43 anni e un passato e un presente "gruppettaro".
Fondatore negli anni Ottanta del centro sociale Icaro, oggi esponente dei Cobas scuola. É titolare di cattedra a Reggio Emilio ma, essendo diventato padre, ha chiesto e ottenuto il trasferimento a Terni: all'Ipc.
Primi giorni di conoscenza e contatto con la classe, la III a indirizzo economico aziendale, 16 ragazzi di cui molti stranieri.
Poi il gesto eclatante: lo stacco del crocifisso, il suo deposito nel cassetto della cattedra e la sua riposizione sul muro al cambio di ora.
"Difendo principi elementari - spiega Coppoli - quelli di uno Stato laico. Gli unici elementi che dovrebbero essere nella classe sono la Costituzione, il tricolore e la foto del presidente della Repubblica."
Anche lo stacco e il riposizionamento vengono spiegati:
"Non voglio la rimozione assoluta del crocifisso, ma chiedo che il docente possa scegliere l'ambiente formativo in cui opera, ecco perché alla fine della mia ora lo riappendo."
Tutto sommato il comportamento di Coppoli non è originale, già visto. Quello che è originale è il comportamento dei suoi studenti che sull'argomento si sono riuniti in assemblea e a stragrande maggioranza hanno deciso per la riposizione del crocifisso anche durante la sua ora.
Una volontà che il professor Coppoli, leggi alla mano, però non riconosce:
"Il testo unico non dà agli studenti la libertà di scegliere l'ambiente educativo, ma al singolo docente.
Semmai al dirigente scolastico, che in realtà non ha deciso in quanto al Casagrande ci sono classi col crocifisso e classi senza."
Il pugno duro In realtà il preside, Giuseppe Metastasio, ha scelto una linea, quella della fermezza.
E non solo lui. Il consiglio d'istituto ha condannato all'unanimità l'atteggiamento di Coppoli:
"Il professore nonostante la volontà contraria degli studenti continua nel proprio atteggiamento e durante le sue ore prosegue nella rimozione del crocifisso, anche forzando con un proprio attrezzo il vincolo fisso apposto nella parete."Da qui"un forte dissenso e una decisa condanna al comportamento del docente."
E soprattutto una richiesta d'intervento al preside, all'Ufficio scolastico regionale e al ministro Gelmini.
Mozione recepita in toto dal preside Metastasio che ha già chiesto l'intervento dell'Usr e presentato un esposto sui fatti alla Procura: anche perché una sua circolare che chiedeva il rispetto della volontà degli studenti è stata elusa da Coppoli.
Azioni pesanti, che il preside motiva:
"é una cosa di enorme gravità che va condannata in modo netto - spiega - qui ci sono dei ragazzi che si sono espressi in modo inequivocabile: il crocifisso lo vogliono a tutte le ore.
Hanno discusso in modo approfondito e motivato le loro ragioni. E il professore non ha rispettato quella volontà dei suoi studenti. Noi facciamo un mestiere bellissimo, ma stiamo attenti a non condizionare i ragazzi. Per loro ci vuole attenzione e rispetto."
Da indiscrezioni, l'Ufficio scolastico regionale avrebbe già contestato a Coppoli alcuni addebiti. Ma lui è un tipo tosto, e va avanti per la sua strada: staccare e riappendere

Giuseppe Magroni
dal Corriere dell'Umbria Giovedì 4 Dicembre 2008

martedì 25 novembre 2008

Massimo Bartolucci al 51° "Zecchino d'oro"

Si chiama Massimo Bartolucci, è nato otto anni fa a Terni e canterà per la prima volta in eurovisione, la canzone dal titolo "Il tortellino".
Massimo è tra i piccoli protagonisti del 51esimo "Zecchino d'oro", che si svolge, come consuetudine a Bologna, alle ore 17, fino a sabato 29 novembre, dagli studi televisivi dell'Antoniano, in diretta su Raiuno.
Massimo è un bambino tenerissimo e molto sveglio, contento di stare all'Antoniano con gli altri piccoli cantanti.
Ama giocare a tennis ed ascoltare le canzoni di Nelly Furtado. Il suo animale preferito è la giraffa, mentre il cibo che gli piace di più sono le tagliatelle al ragù di cinghiale in bianco.
Da grande vorrebbe fare il doppiatore e la cosa che ha apprezzato maggiormente dell'esperienza bolognese è stato incidere le canzoni insieme ai maestri nella sala d'incisione.
Insomma, ha già le idee chiare il piccolo cantante, che già da questa estate ha avuto a che fare con ben due selezioni, di tutti i concorrenti del centro Italia.
La canzone del tortellino parla di un piccolo bambino che non vuole mangiare al momento del pasto e allora la mamma prepara mille manicaretti: pollo tartufato, tonno gratinato, zuppa calda, riso al baccalà.
Anche le amiche della mamma portano ricette prelibate a casa pur di vederlo mangiare, come marmellate e ricotte.
Ma l'appetito viene solo quando in tavola arriva il tortellino di Bologna. Fatto in brodo, con lombo, parmigiano, prosciutto, mortadella, uova e sfoglia. Una ricetta culinaria del tutto speciale quella in gara oggi pomeriggio alle ore 17. Le canzoni, in tutto, sono dodici, otto italiane e quattro straniere, provenienti quest'anno da Macedonia, Nigeria, Portogallo e Romania.
I piccoli solisti saranno accompagnati dai bambini del Piccolo Coro "Mariele Ventrè" dell'Antoniano di Bologna, diretto da Sabrina Simoni.
"Massimo è un bambino vitale e generoso- parla la mamma del piccolo- e questa esperienza lo ha arricchito molto, soprattutto dal punto di vista relazionale.
Lo stare con gli altri in questa circostanza di divertimento e di gara lo ha reso più forte e sicuro di sé.
Inoltre, tutto lo staff dello Zecchino è veramente preparato e sempre attento alle esigenze dei più piccoli.
In tutta questa storia, nata un po' per caso, a Massimo sono stati vicini e fanno il tifo per lui i suoi compagni di classe.
Posso dire con certezza -conclude la mamma- che la cosa più importante di questa piccola competizione, dunque, per un bambino della sua età, è proprio questo sentimento di solidarietà che gli gira tutta intorno"
Roberta Falasca
dal Corriere dell'Umbria Martedì 25 Novembre 2008

martedì 11 novembre 2008

Intervista a Padre Danilo Reverberi frate della parrocchia di Sant'Antonio

Sulla sua scrivania dell'ufficio parrocchiale nella chiesa di Sant'Antonio, pieno centro di Terni, tiene in bella vista i quotidiani specializzati che annunciano a titoli giganti il salvataggio dell'ippica da parte della Camera dei deputati.
Un emendamento alla legge finanziaria che destina importanti risorse a un comparto in pesante rosso per il calo delle scommesse.
Crisi che aveva portato nelle scorse settimane a scioperi che avevano bloccato le corse, anche quelle dei più importanti trofei ippici nazionali mettendo a repentaglio un importante comparto dello sport e insieme dell'economia verde.
Padre Danilo Reverberi, 51 anni, frate francescano, da due mesi titolare della parrocchia di Sant'Antonio dopo vent'anni trascorsi a Foligno, per salvare l'ippica nazionale aveva chiesto l'aiuto del cielo e, più in concreto, quello del governo Berlusc! oni.
In una lettera aperta pubblicata lo scorso primo novembre dal quotidiano "Libero" si era appellato al sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta
"da buon figlio di Francesco d'Assisi, innamorato del Creato e Patrono riconosciuto della moderna ecologia"per difender"quell'ippica sana, genuina che non appare mai in televisione… fatta di allenatori, artieri, semplice manovalanza, una realtà ancora incontaminata che si sveglia all'alba, quando ancora Fratello Sole non è ancora sorto all'orizzonte e fatica davvero, cercando di tenersi stretto quel posto di lavoro che rischia invece di perdere."
Una passione, quella per il trotto dei cavalli, cresciuta di pari passo con la fede. La prima volta che entrò in un ippodromo fu nel 1978, a Milano. Lui era ragioniere, aveva fatto il militare e già lavorava in banca. Fu un colpo di fulmine la passione per i cavalli e per le corse.
"Ero in malattia -racconta - e degli amici mi portarono all'ippodromo per distrarmi."
Una passione che crebbe di pari passo con quella per la religione.
"Mi resi conto - ricorda - che c'era una scala di valori al cui vertice stava il Signore e tutto il resto veniva dopo.
Non mi bastava più l'impegno del sabato in parrocchia, il volontariato."
Un cammino sacerdotale abbracciato attraverso l'ordine dei frati minori di Assisi perché
"l'impegno nei francescani mi dava un'idea di libertà, uno spazio più ampio.
Un sacerdote vive solo; i frati in comunità e qui condividono l'esperienza, vivono una vita di relazione fatta di vera comunione.
É questo il nostro modo di vivere l'evangelizzazione."
Via il lavoro in banca, gli amici per inseguire Dio. Ma non la passione per i cavalli. Quando si dice il destino: ad Assisi quando arrivò nel 1983 per i primi voti c'era l'allevamento di Sergio Carfagna, il più grande dell'Umbria.
"Con lui - ricorda padre Danilo - ho imparato a seguire tutto l'iter di preparazione del cavallo, dalla nascita alla doma.
Gli incroci li scegliamo insieme, i nomi li do io."
Quasi si sorprende che gli altri si stupiscano del suo amore per l'ippica: "
Chi non ama il cavallo? Il cavallo è l'immagine stessa dell'armonia.
Assomma leggerezza, potenza e libertà."
Ippica come tutela della natura che si ricongiunge al messaggio proto ambientalista di San Francesco "perché gli allevamenti sono una ricchezza della natura; sono strutture in armonia con il territorio.
Gli allevamenti sono barriere naturali contro la cementificazione. Sono cose che in Italia danno lavoro a sessantamila famiglie; un'economia pulita e reale, che nasce dalla terra, dall'agricoltura.
"E anche gli ippodromi sono fatti di persone, di famiglie che vanno in un luogo pulito a trascorrere una giornata di divertimento al! l'aria aperta e "se anche fanno piccole scommesse non c'è nulla di male."
Padre Danilo Reverberi è un frate anomalo: jeans, giubbetto verde alla moda, capelli tagliati con cura, fisico scattante di chi frequenta palestre, piscine e naturalmente cavalli.
Ma resta ed è soprattutto un prete che vede nell'ippica una metafora dell'evangelizzazione, dello stare insieme in comunione in un quadro di valori sani e su questo vuole improntare la sua missione pastorale nella sua nuova parrocchia di Sant'Antonio a Terni: "Bisogna ridare a questa chiesa - spiega - un volto più familiare, evangelico, meno istituzionale e clericale.
Bisogna ripensare la chiesa come un luogo in cui ognuno si senta a casa propria e metta a servizio degli altri i propri doni, i carismi che ha.
Un luogo dove incontrarsi, dove sconfiggere paure e diffidenze, in sostanza l'ignoranza. Ma prima bisogna conoscere se stessi perché se conosci te stesso non hai paura e ti puoi aprire agli altri.
L'altro non è qualcuno di cui diffidare ma un amico con cui fare un percorso insieme." Magari passeggiando a cavallo in un sentiero di campagna

Giuseppe Magroni
dal Corriere dell'Umbria Martedì 11 Novembre 2008

mercoledì 8 ottobre 2008

Raffaella Francioli ad Affari Tuoi

Non è passata inosservata la sua partecipazione al programma televisivo "Affari Tuoi" in onda su Raiuno tutte le sere alle 20,40.
Non solo per la sua bellezza statuaria, ma anche perché in città è un volto molto noto. Raffaella Francioli è infatti la presidente del Comitato dell'imprenditoria femminile della Camera di commercio di Terni.
Ricopre questo importante ruolo dall'11 aprile del 2006 e rappresenta nell'organo dell'ente camerale il settore dell'artigianato.
Il suo mandato sta per concludersi ma sicuramente il futuro regalerà nuove esperienze. Raffaella è un'operatrice tessile, ha ereditato i segreti del mestiere dalla mamma Marisa che quarant'anni fa ha avviato l'attività "Maglieria Bisonni".
Madre e figlia gestiscono insieme il negozio che da poco si è trasferito a Terni in pieno centro. É una donna dalle mille risorse Raffaella. Moglie, madre e imprenditrice, ora sta tentando la sorte sperando nell'occasione che le cambi la vita.
Tutta la città in questi giorni sta facendo il tifo per lei. E forse, perché no, l'enorme visibilità guadagnata con la partecipazione al programma condotto da Max Giusti potrebbe aprirle nuove e appassionanti opportunità.
Raffaella Francioli si è presa così una bella pausa dal lavoro lasciando, ma solo per poco tempo, il negozio di famiglia a cui si dedica con grande passione e dedizione.
L'impresa artigianale "Bisonni" produce i cosiddetti "tagliati in maglia". Gli abiti non escono pronti dalla macchina, tutto è artigianale. In pratica, sopra grandi rotoli di maglia, Raffaella applica dei cartamodelli e poi procede a tagliare in base alle misure precise e ai desideri del cliente.
"Realizziamo maglia tagliata con altissima vestibilità, come se fosse un lavoro di alta sartoria, il tutto a prezzi molto competitivi"
precisa la mamma di Raffaella, Marisa Bisonni che intanto incrocia le dita e pensa alla figlia a Roma.
Raffaella Francioli comunque ha già vinto. Riuscendo infatti a partecipare come concorrente al game show di Raiuno ha già portato a casa un piccolo successo.
Sono tantissimi infatti gli italiani che da ogni regione chiamano la produzione per partecipare al programma.
Non tutti chiaramente ce la fanno. Tra i fortunati c'è la bella ternana Raffaella che ora avrà la possibilità di vincere migliaia di euro scegliendo, si intende, il pacco giusto.

martedì 15 luglio 2008

Monika Horvathova sceglie Terni per un set fotografico

La modella Monika Horvathova, da poco apparsa come protagonista nel video musicale Svampato Rap insieme a Marco Marzocca e Claudio Bisio, nel ruolo di testimonial di Fitness Chic ha scelto Terni come ambientazione per le sue foto.
Le solite dichiarazioni di circostanza secondo cui la Horvathova sostiene che Terni sia diventata quasi una città di adozione, grazie alla sua tranquillità e alla dimensione umana che le ricorda il suo paese natale: Komarno in Slovacchia al confine con l'Ungheria.
La modella ha posato davanti alla pressa in Piazza della Stazione e ammettiamo che raramente abbiamo ammirato così compiaciuti la Pressa di Terni.

domenica 13 luglio 2008

ICSIM in memoria di Gino Papuli


L'ICSIM per ricordare Gino Papuli, socio onorario italiano dell’Istituto per la Cultura e la Storia d’Impresa «Franco Momigliano», venuto a mancare il 19 giugno scorso, ha reso disponibile sul sito www.icsim.it il download gratuito de "La macchina e il monumento. La grande pressa di Terni".
Di seguito riportiamo uno stralcio dell'opera:

La cultura del “congegno”

Secondo lo storico americano David S. Landes, “la Rivoluzione industriale è stata simile, nei suoi effetti, al gesto compiuto da Eva allorché gustò il frutto dell’albero della conoscenza”.
Nelle vicende che ci accingiamo a raccontare – la vita di una grande macchina – la Rivoluzione industriale è un “peccato di origine” che non può essere trascurato se si vuole vedere tale macchina come congegno e non come semplice oggetto.
Congegno, infatti, deriva dalla parola latina ingenium, che indica la capacità intellettiva e creativa dell’uomo. E questa pressa da 12.000 tonnellate di potenza è, in realtà, una espressione eminente dell’ingegno umano, degna erede di quel famoso “maglio di Terni” che costituì il massimo limite di dimensioni e di potenza nel campo delle macchine ad urto.
Vi sono esseri umani che nascono pesando un chilo o quattro chili, che sono intelligenti od ottusi, che vivono poco o a lungo, che giungono alla notorietà o restano ignoti. Lo stesso accade per gli esseri meccanici. Al maglio di Terni – che aveva una massa battente di 108 tonnellate e che esercitava, ad ogni colpo, un lavoro di 540.000 chilogrammetri – i genitori avevano dato il gigantismo (qualità ambita e consentita dalla Rivoluzione industriale) e la docilità di carattere;
ma non potettero garantirgli la longevità.
Entrato in funzione nel 1887, esso cessò di lavorare nel 1910 lasciando il posto alla prima di una nuova stirpe di macchine – le presse idrauliche – che operavano per compressione. Di questa stirpe fa parte la pressa da 12.000 tonnellate di cui ci occupiamo: un mezzo di produzione improntato dal culto per il “kolossal” e da quella “libera immaginazione” che proprio la Rivoluzione industriale aveva reso possibile. Oggi, questa macchina – il cui ciclo vitale ha inizio nel 1934 e termina nel 1993 – è un bene di archeologia industriale e fa parte dell’insieme di testimonianze del profondo processo di industrializzazione del territorio ternano.

mercoledì 28 maggio 2008

Renato Brogelli alla BCT

Dopo che anche l'ultima edizione del Cantamaggio ternano gli è stata dedicata, Renato Brogelli guadagna un ulteriore tributo postumo oggi alle 16 con l'incontro “Renato Brogelli, il mestiere di far ridere”.
Il commediografo nato a Piombino, ma ternano di adozione, essendosi trasferito in città a soli quattro anni e scomparso il 30 ottobre del 2007 sarà ricordato attraverso le sue opere e con una videointervista con la regia di Grazia Morace, presso il caffè letterario della biblioteca comunale.

Fra i di testi di teatro dialettale e le numerose canzoni per le manifestazione maggiaiola Renato Brogelli è stato un testimone importante degli ultimi 50 anni della città di Terni sicuramente in molti si saranno inbattuti in una rappresentazione delle sue tante commedie:
  • 'Zitti 'n bo'!?
  • Volemoce bene che pocu ce costa
  • La penzione de la sora Cammilla
  • Martina la zitella e l'anima gemella
  • Tifu 'n famija
  • Lu pangrattatu
  • Aria de cullina
  • Tira la martinicca
  • A li cunti facemo li pianti
  • Ciriole e palomme pe' zi' Valindinu
  • Lu paciarellu de Boccaporcu
  • Focu de paja
  • Lu fiju de Parlinfaccia
  • A 'gni morte de Papa
  • A casa de l'Onorevole

mercoledì 21 maggio 2008

domenica 18 maggio 2008

L'uomo luce a Terni

Qui a Terni abbiamo proprio dei personaggi particolari ... l'uomo luce è uno di questi