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domenica 22 febbraio 2009

Trasferimento della Pinacoteca Metelli all'ex Siri completo: inaugurazione il 28 Marzo

Arriva con oltre un anno di ritardo, ma alla fine è stato completato il polo museale cittadino. Oltre al museo archeologico, inaugurato 5 anni fa che ospita la parte pre-romana e romana dei reperti cittadini, ora il museo si arricchisce anche della sezione contemporanea ospitata all'interno della struttura denominata "Caos", Centro Arti contemporanee Opificio Siri.
Sarà inaugurata il prossimo 28 marzo con ingresso gratuito per tutti i ternani. La nuova sezione ospita tutte le opere che erano esposte alla pinacoteca comunale "Metelli", e che ora vedranno finalmente la luce dopo essere state immagazzinate e accatastate per oltre un anno (visto che il trasloco da palazzo Gazzoli si è concluso appunto alla fine del 2007).
Torneranno dunque a disposizione dei visitatori opere straordinarie come la piccola icona d'altare di Benozzo Bozzoli o le sculture dei ternani Aurelio De Felice e Orneore Metelli.
Ma anche l'opera più importante che era esposta in pinacoteca, cioè la Pala dei francescani di Piermatteo D'Amelia.
Nella nuova sezione ci sarà anche spazio per artisti come Turcato, Miniucchi, Mastroianni, Guerrieri e opere della Cracking Art.
Spazio ci sarà anche per una grande sezione dedicate alle grafiche. Ma il vero evento sarà l'inaugurazione, sempre il 28 marzo, della mostra cinese temporanea "Map games: Dynamics of Change," che racchiude i cambiamenti in tre anni sulle visioni futuribili della città di Pechino.
Mostra che finora ha toccato altre due città, Pechino appunto, con il Today Art Museum e Inghilterra dove è stata esposta al Birmingham Museum and Art Gallery.
Una mostra itinerante dunque sul triangolo Pechino- Birmingham-Terni. Grande è stato finora il successo della mostra, a cui il Comune di Terni ha partecipato in qualità di sponsor anche per allestire l'evento in Cina che è stato inaugurato il 18 giugno dello scorso anno.
Saranno esposte opere di ventiquattro artisti e architetti cinesi e ed europei (tra cui gli italiani Andrea Gotti e Perino&Vele) e sei architetti (tra cui gli italiani Marcella Campa e Stefano Avesani).
Occuperanno tre sale all'ex Siri e un grande spazio a palazzo Primavera. "Map Games" è un progetto il cui fine è quello di riflettere sulla dimensione umana,
"quello di stimolare delle riflessioni non solo sul cambiamento fisico della città di Pechino, ma anche sul modo in cui l'esperienza di tali trasformazioni influenzano la vita della gente e sui rischi dell'emergere di fenomeni di anomia sociale tra le macerie del passato e la ricerca di identità future."
L'assessore alla cultura del Comune di Terni, Sonia Berrettini, fa capire che si tratta di un evento di portata mondiale
"per la prima volta c'è un respiro internazionale, la mostra mette a confronto artisti di tutte le parti del mondo".
Tutto questo non è "distante" dal sentire della città
"al contrario, lavoriamo da tempo all'idea di un'arte pubblica, al tema della creatività e della dimensione urbana, Terni in fondo si conosce poco, perché oggi le città sono diventate - conclude un po' ermetica - luogo reale della contraddizione globale."
Il Comune ha destinato a questa mostra 40mila euro ma molto altri fondi sono stati reperiti grazie all'ingresso di sponsor privati, tra cui la Carit.
Per un totale di circa 110mila euro. Non si esclude, al termine della mostra, anche l'acquisto di qualche "mappa cinese" che resterà così in città
Chiara Damiani
Corriere dell'Umbria Domenica 22 Febbraio 2009

mercoledì 1 ottobre 2008

Ex Siri soffre per Es.Terni

"Autovetture, motorini, furgoni, camper, scooter, auto blu con a pochi metri qualche sparuto bambino che prova a giocare o ad andare in bici consapevole di rischiare di essere investito...."
É la fotografia del parco pubblico interno dell'ex Siri scattata da uno dei residenti durante il festival Es.terni.
Una finestra su un cortile meraviglioso, uno dei migliori esempi di recupero industriale a destinazione plurima esistenti oggi in Italia.
"Questa zona - scrive polemicamente la famiglia residente - è stata più volte definita dal nostro sindaco la rive gauche ternana, o meglio la città della cultura, peccato che lui stesso la frequenti poco per poterla conoscere ed apprezzare."
La famiglia parla di spazi verdi lasciati per mesi nell'incuria e che poi prima di un evento, per esempio in questi giorni il festival Esterni,
"di buon mattino si assiste al taglio dell'erba, alla ripresa dell'impianto di irrigazione da sempre esistente ma funzionante solo per brevissimi periodi e non in tutta la zona interessata, insomma grazie a convegni, visite di autorità, festival di arte contemporanea e affini la ex Siri vive quei pochi momenti di celebrità per poi ricadere inesorabilmente nel più assoluto anonimato."
La lettera di denuncia racconta della casetta del custode che si affaccia su via Campofregoso, fino a poco tempo fa abitata da un barbone e oggi murata per evitare altre intrusioni; della tettoia storica utilizzata come parcheggio; del laghetto industriale con i pesci rossi che nuotano tra le erbacce e i rifiuti; del teatro interno che doveva essere consegnato a settembre del 2006 e che è ancora un cantiere.
Insomma dell'ex Siri mezzo paradiso e metà "casino". Ma la vera emergenza resta quella delle auto che entrano selvagge dal cancello delle aquile profanando uno spazio che dovrebbe essere rigorosamente pedonale e mettendo a rischio chi passeggia o gioca per quei viali e i motori non se li aspetta.
Linda Di Pietro, presidente di Indisciplinarte, una delle associazioni che hanno organizzato Esterni replica dicendo che
"durante un festival c'è bisogno di un carico e scarico continuo di strumenti e materiali di scena.
Durante un festival c'è un traffico eccezionale difficile da gestire."
Ma Indisciplinarte, insieme al colosso Civita e a Terni Musei è anche la vincitrice virtuale, nel senso che è l'unica rimasta in gara, del bando per la gestione della rete museale e culturale cittadina, tra cui anche i musei dell'ex Siri con il bar caffetteria annesso, riaperto pro tempore con gestione targata Placebo durante il festival.
"Anche per noi lo spazio pedonale è sacro - chiarisce Linda Di Pietro - d'altronde il cancello delle aquile non si può chiudere per ragioni di carico e scarico dei musei, del teatro e dello stesso bar.
La soluzione più razionale è quella di un dissuasore attivato col telecomando messo al centro del cancello.
Si alza e si abbassa secondo le esigenze."
Razionale, banale. Verrà messo in pratica?