Visualizzazione post con etichetta conti pubblici. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta conti pubblici. Mostra tutti i post

mercoledì 10 agosto 2016

Derivati, si chieda l`annullamento

"Non si firmi la proposta di transazione con la banca, ma si vada dritti alla causa per chiedere l'annullamento dei contratti per i derivati."
derivati-finanziariLo chiede il gruppo dei 5 Stelle.
"La vicenda, - spiega una nota del gruppo - annosa ma di strettissima attualità, è quella dei derivati stipulati dal Comune di Terni con una primaria banca italiana, derivati che a noi cittadini costano centinaia di migliaia di euro ogni anno di maggiori oneri finanziari. Il Comune, privo di qualsiasi esperienza finanziaria derivata, ha stipulato con una banca tre contratti coi quali ha trasformato due debiti a tasso variabile in debiti a tasso fisso ed uno a tasso fisso in uno a tasso variabile. Ora, da anni ormai la giurisprudenza annulla questi contratti quando, stipulati fra un operatore qualificato (la banca) ed uno non qualificato (i Comuni o le Regioni), e quindi in condizioni di incapacità di valutare pienamente i rischi ed i costi insiti nelle clausole, si dimostrino compiuti in danno dell'interesse collettivo."
Da qui la critica alla giunta Di Girolamo per non aver fatto
"una bella causa civile per annullamento integrale dei derivati malaccortamente sottoscritti, che consentirebbe di evitare ai cittadini extracosti finanziari per centinaia di migliaia di euro all'anno per i prossimi 15 o 20 anni, ma una ben più misera transazione bonaria, che non solo non cancella un euro di tali futuri oneri finanziari (i cosiddetti differenziali), ma che addirittura richiederà un esborso immediato di 1,2 milioni. Con la transazione, inoltre, il Comune rinuncia ad ogni futura azione di annullamento: praticamente paghiamo per perdere."
Corriere dell'Umbria Mercoledì 10 Agosto 2016

martedì 10 maggio 2016

Il Comune vara una task force per scovare i furbetti del fisco

Dopo il monito dei revisori dei conti sarà formato un team tra le varie direzioni con il compito di recuperare i tributi evasi

Dopo il monito dei revisori dei conti sarà/ormato un team tra le varie direzioni con il compito di recuperare i tributi ev Ð Comune vara una task force per scovare i iurbettì del fise >terni La giunta comunale crea una task force per il recupero dell'evasione fiscale. Palazzo Spada corre ai ripari dopo che il collegio dei revisori dei conti, davanti ai consiglieri della terza commissione qualche settimana fa , ha lanciato l'allarme proprio sul fronte dei crediti da riscuotere da parte dell'amministrazione comunale. Crediti la cui assenza è emersa proprio in sede di approvazione del bilancio consuntivo 2015 e che ha fatto alzare anche i toni della polemica da parte di diversi esponenti dell'opposizione. E così la giunta del sindaco Di Girolamo si è riunita e ha deliberato un atto per costituire un nuovo gruppo di lavoro che abbia per oggetto proprio
"il recupero dell'evasione fiscale dei tributi comunali."
Dall'esecutivo esce dunque il documento numero 90.
"Alla luce delle criticità riscontrate in sede di rendiconto per l'esercizio 2015 - si legge nel documento - con riferimento alle entrate dell'ente, si rende indispensabile e improcrastinabile dare impulso all'azione accertativa dell'ufficio tributi con estrema urgenza."
Per questo motivo si punta a
"potenziare l'organico preposto al recupero dell'evasione fiscale con personale proveniente da altre direzioni"
, con l'obiettivo di dare vita ad un team che si concentri anche su questo nuovo fronte. Della squadra faranno dunque parte i dirigenti Carla Comello, Marco Fattore, Francesco Saverio Vista, Andrea Zaccone,
"onde costituire - sta scritto nella delibera - un gruppo di lavoro di cui fanno parte i dipendenti di varie direzioni."
Da quanto si legge nella delibera comunale la legge permette di lavo rare alla riscossione dei tributi dalle annualità d'imposta 2010 e a seguire. Saranno proprio queste le cartelle su cui si concentraranno i dipendenti comunali impegnati nel nuovo lavoro interdirezionale.
Corriere dell'Umbria Martedì 10 Maggio 2016

giovedì 10 luglio 2014

L'Asl Umbria 2 butta 800 mila euro l'anno!

Affitti spropositati, strutture di proprietà non utilizzate, costi di locazione mai ricontrattati alla luce dell'attuale contesto economico, spese irrazionali e canoni ben oltre le previsioni del borsino immobiliare.
La Uil Fpl ha fatto i conti in tasca alla Asl Umbria 2 (nata dall'accorpamento tra Asl 4 Temi e Asl 3 Foligno) rilevando una serie di "incongruenze" relative ai 3 milioni di euro l'anno sostenuti dall'azienda sanitaria nel territorio di competenza e spesi solo in canoni di affitto. La Uil Fpl di Terni, con l'appoggio del sindacato regionale e nazionale, ha voluto rendere pubblica una ricerca che mira ad individuare gli sprechi e proporre soluzioni alternative utili a recuperare risorse da utilizzare per migliorare i servizi. Facendo due conti, uffici e ambulatori della Asl 2 nel ternano costano oltre 2 milioni di euro, a fronte di una spesa di 913 mila euro nel territorio del folignate e spoletino. Solo nel comune di Terni si pagano circa 1,5 milioni di euro. Cifre tratte dalla documentazione pubblicata sul sito aziendale alla sezione "amministrazione trasparente".
"Abbiamo calcolato uno spreco per l'Asl Umbria 2 che va dai 500 mila agli 800 mila euro l'anno - ha dichiarato il segretario generale Uil Flp, Giovanni Torluccio - a questo punto sarebbe interessante capire perchè e a chi vengono pagati questi affitti."
Soltanto gli uffici e ambulatori in via Bramante, ad esempio, costano quasi 1 milione di euro l'anno, circa il 13% di quanto i cittadini pagano di ticket.
"Praticamente le stesse afre che vengono impiegate per l'ospedale Gubbio-Gualdo Tadino in località Branca - ha detto il segretario regionale Uil Fpl Mario Cotone - una struttura con 122 posti letto, riconosciuta come ospedale dell'emergenza-urgenza."
Inoltre, come ricordato dal segretario provinciale Gino Venturi
"alla base dell'accorpamento delle Asl c'era l'idea di razionalizzazione delle risorse. Perchè allora sia a Terni che a Foligno continuano a coesistere locali per la formazione aziendale e uffici amministrativi?."
Altra incongruenza riguarda una serie di immobili di proprietà dell'Asl 2, ma che non vengono utilizzati per erogare servizi. Tra questi l'ex palazzo della Sanità di via Federico Cesi. Una struttura di 10 mila metri quadrati (quasi come quella di via Bramante che ne conta 11 mila) rimasta praticamente vuota ad eccezione di 4 stanze adibite al servizio di veterinaria.
"Tra l'altro per garantire le utenze a quelle stanze - ha detto Venturi - è necessario tenerle attive in tutta la struttura."
Altra nota dolente è quella dei canoni di affitto dei Pes (punti di erogazione sanitaria), dove si notano "squilibri" di impegni di spesa per i canoni delle strutture in rapporto alla popolazione di riferimento e servizi erogati (nel temano risultato 26 Pes per una spesa di 621 mila euro in affitti) in particolare nei comuni di Amelia e Narni. Il costo del canone di locazione in via Tuderte, ad esempio, è spropositato
"anche rispetto a quanto previsto dal borsino immobiliare."

In ultimo è stata sottolineata la mancata ricontrattazione degli affitti alla luce dell'attuale crisi economica che in molti casi ha portato anche ad un ribasso del 30% del canone. In molti casi, tranne che per l'Asl2.

 

Corriere dell'Umbria Giovedì 10 Luglio 2014

martedì 11 giugno 2013

La strada del risanamento per i conti della diocesi ternana

Transazione avviata con la famiglia Giordanelli per la questione dell'immobile di Collevalenza. Messa in vendita del castello di San Girolamo. Censimento integrale delle proprietà della diocesi delle quali rientrare in possesso per poi eventualmente vendere o da mettere in garanzia per chiedere un finanziamento consistente allo Ior; la banca del Vaticano.

È entrata nel vivo l'azione di risanamento dell'amministratore apostolico monsignor Ernesto Vecchi a un anno esatto dall'addio del vescovo Vincenzo Paglia alla diocesi di Temi. Una strategia complessa per risanare una voragine di debiti accumulati durante la gestione Paglia e prima di lui Gualdrini; le voci parlano di un buco di 25 milioni di euro che potrebbe crescere ulteriormente. Una situazione forse più scura di quella che Vecchi aveva intuito lo scorso inverno al suo ingresso in Diocesi. Tanto che una frase pronunciata durante l'omelia delle celebrazioni del Corpus Domini sembrerebbe proprio rivolta al predecessore:

"Non si creda - ha detto monsignor Vecchi - che si fa carriera andando a Roma, comparendo in televisione, sentendosi belli e potenti. Per noi sacerdoti. per noi vescovi, la carriera è qui, su questo altare."

Nei mesi scorsi la Diocesi è stata condannata dal tribunale civile di Terni a restituire alla famiglia Giordanelli - Aita un immobile e un terreno a Collevalenza donati dalla stessa famiglia Giordanelli - Aita perché là venisse realizzato un albergo per pellegrini. Più un risarcimento. Immobile e terreno che erano poi finiti nella macchina finanziaria costruita dalla diocesi per coprire i debiti. Da qui l'azione della famiglia Giordanelli - Aita per arrivare alla restituzione dell'immobile in quanto la volontà del lascito non era stata rispettata dalla diocesi. Contro la sentenza, la Diocesi  ha presentato ricorso.

Monsignor Vecchi ha avviato una strategia di conciliazione con la famiglia ternana, molto cattolica e che sarebbe disposta a trattare e ad arrivare ad una transazione. A patto che l'immobile in oggetto venga effettivamente trasformato in albergo destinato ai pellegrini, che resti in capo alla diocesi, e che sui beni in questione non vengano fatte speculazioni

Corriere dell'Umbria Martedì 11 Giugno 2013

giovedì 31 gennaio 2013

L'impianto autovelox di viale dello Stadio è irregolare: accolti i ricorsi ma il Sindaco …

L'autovelox di viale dello Stadio è illegittimo. La seconda relazione tecnica consegnata al prefetto Vittorio Saladino dalla dirigente della Polizia stradale Katia Grenga ricalca la prima e la amplia e soprattutto non lascia dubbi al riguardo: impianto non a norma perché in contrasto sia col codice della strada sia con la direttiva Maroni. Numerosi i profili d'illegittimità rilevati: carente la segnaletica. Posta sul lato destro di viale dello Stadio, nei pressi di viale Leopardi. La segnaletica dovrebbe essere posta anche sul lato sinistro. E ancora, per essere a norma la segnaletica dovrebbe essere posta in alto per essere ben visibile.
Infine i cartelli che segnalano la presenza dell'apparecchio devono essere posti a 150 metri di distanza, cosa che oggi non è. Il cartello deve essere luminoso, cosa che allo stato non è. Sarebbe irregolare la posizione delle spire, fili elettrici montati sotto l'asfalto che fungono da sensori della velocità. Non sarebbe stata rispettata la direttiva Maroni che pone come presupposto per l'installazione degli autovelox l'elevato tasso d'incidentalità negli anni precedenti e dunque la pericolosità. Infine, questione difficilmente aggiustabile, la relazione direbbe in modo chiaro che la strada non è a scorrimento veloce ma una semplice strada urbana dove non si può dunque impiantare un autovelox.
Manca la corsia di emergenza e qualunque accesso deve essere semaforizzato. Insomma, un pollice verso netto per l'autovelox di viale dello Stadio. Subito recepito dal prefetto Vittorio Saladino: 'Accoglierà tutti i ricorsi che mi verranno presentati perché l'impianto non è a norma. Accoglierà tutti i ricorsi col ciclostile". E prefetto Saladino ha lodato la relazione compilata dalla Polstrada: “Un lavoro corposo e serio, direi certosino".

Poi sul da farsi nel rapporto con l'amministrazione comunale: "Consegnerà la relazione al Comune. Che potrà togliere l'autovelox oppure lo indicazioni del codice della strada e della direttiva Maron". E ancora: "Ci sono altre forme di limitazione della velocità, dissuasori e speed check. Questi strumenti devono servire solamente per la sicurezza di tutti". Parole che potrebbero far nascere lino scontro istituzionale. Che è già in essere. Dura la nota ufficiale attribuita al sindaco:

"All'Amministrazione comunale - recita Palazzo Spada - non è giunta alcuna comunicazione da parte della Prefettura in merito agli autovelox installati nelle strade cittadine, né il Comune è a conoscenza dei contenuti di una relazione della Polizia stradale a riguardo degli apparecchi di rilevamento della velocità. L'Amministrazione comunale ribadisce la correttezza dei provvedimenti assunti e delle procedure seguite in merito alla installazione degli autovelox così come per tutte le iniziative intraprese per la la messa in sicurezza delle strade comunali".

Corriere dell'Umbria Giovedì 31 Gennaio 2013

lunedì 21 gennaio 2013

10 milioni di rosso nei conti 2012 dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria

Un disavanzo di oltre dieci milioni di euro su un bilancio preventivo di circa 180 milioni nel 2012. É quello che starebbe emergendo dai conti 2012 dell'azienda ospedaliera Santa Maria in preparazione del bilancio consuntivo. Di molto superiore agli otto milioni di rosso già comunicati alla giunta regionale dall'ex direttore generale Gianni Giovannini. É il primo problema che si trova ad affrontare il suo successore Andrea Casciari. []

Comunque oltre dieci milioni di disavanzo significano che la Regione dovrà aumentare i trasferimenti oppure Casciari sarà costretto a tagliare posti letto e servizi. Molto dipenderà da come verrà fatta l'integrazione con l'università. Una delle voragini gestionali e non certo imputabile ai direttori generali deriva dalle convenzioni che si sono succedute con l'Ateneo che hanno imposto cliniche universitarie raddoppiate rispetto a molti reparti, e spesso di dubbia utilità. Un'altra voragine è data dalla fatiscenza dell'ospedale che impone costi di manutenzione elevati. Fonti della vecchia squadra di Giovannini dicono che i costi gestionali complessivi del 2012 sono aumentati solo dell'1% rispetto al 2011, dunque sostanzialmente sovrapponibili. Due milioni in più in linea col trend nazionale di aumento riconosciuto dal governo che ha di conseguenza aumentato il fondo ordinario alle Regioni. Il problema è che quest'aumento non sarebbe stato riconosciuto al Santa Maria che anzi avrebbe patito fin dall'inizio un handicap di circa 8 milioni di euro di minori entrate rispetto all'attività sanitaria. Insomma, programmazione finanziaria sfalsata rispetto all'attività sanitaria.

"La Regione - dice una fonte finanzia il Santa Maria come se avesse cento posti letto in meno. O li tagliamo oppure li deve finanziare. Questo deficit si può dire che era stato programmato dall'inizio."
A riprova ci sarebbe un copioso carteggio tra Giovannini e la giunta regionale. Giovannini che in conferenza stampa, cifre alla mano, indicava il Santa Maria come uno degli ospedali italiani col più basso costo medio per posto letto e soprattutto come il primo ospedale umbro attrattivo di mobilità, pazienti da altre regioni, di gran lunga superiore all'azienda ospedaliera di Perugia, più ricca di personale e tecnologie ma meno attrattiva. Mobilità da altre regioni che comunque nel 2012 sarebbe diminuita, facendo flettere le entrate. Ma il vero problema sarebbe questo: entrate regionali sottostimate rispetto all'attività.
Corriere dell'Umbria Lunedì 21 Gennaio 2013

lunedì 22 ottobre 2012

Riscossione coattiva dei tributi a Terni da Equitalia all’USI

Il Comune di Terni molla Equitalia e passa la palla delle riscossione coattive dei tributi non versati alla sua società strumentale Umbria Servizi Innovativi. Il passaggio materiale delle consegne non è ancora avvenuto, ma la Giunta comunale ha deliberato la decisione che era già nell'aria da tempo, presa principalmente per salvare lo scatolone dell'Usi che per mantenersi in vita necessita di grandi risorse economiche fino a oggi garantite da Palazzo Spada attraverso progetti più o meno avveniristici.

Tra questi, tanto per citare un esempio, quello del monitoraggio del sottosuolo stradale. Adesso, però, le casse del Comune languono e non si sa bene nemmeno che fine faranno, con il Governo monti le società cosiddette di secondo livello interamente partecipate dalle pubbliche amministrazioni. Come l'Usi, appunto.
Allora approfittando della legge 106 del 2011 sulla progressiva uscita di scena di Equitalia per quel che concerne la riscossione coattiva dei tributi, il Comune ha deliberato nei giorni scorsi l'affidamento a Umbria servizi innovativi. Cambierà qualcosa ai cittadini? A parte l'intestazione della cartella esattoriale, no. Almeno nella prima fase. Che comunque deve ancora essere avviata. Per il momento c'è, infatti, soltanto una delibera di volontà politica di passare all'Usi la riscossione coattiva dei tributi non versati dai cittadini. Il passaggio delle consegne dovrà essere formalizzato in maniera concreta entro la fine dell'anno. Fino ad allora la riscossione coattiva continuerà ad essere effettuata da Equitalia.

La Nazione Lunedì 22 Ottobre 2012

giovedì 27 settembre 2012

6.500 euro netti al mese ai consiglieri regionale in Umbria

I Politici umbri si difendono, battono i pugni sul tavolo, gridano ai quattro venti che i loro stipendi sono tra quelli più bassi in Italia. Il presidente del Consiglio regionale, Eros Brega - gli va dato atto - ci mette la faccia e con coraggio snocciola i numeri. Il contenimento della spesa in questi due anni c'è stato, questo è nelle cose. Ma la gente è convinta si possa fare di più, anzi molto di più. E ha ragione.

Il presidente dell'assemblea di Palazzo Cesaroni, Eros Brega, ha deciso di fare ulteriore chiarezza sui conti. Nella bufera del ‘Laziogate' che sta travolgendo tutto e tutti, i politici dell'Umbria ci tengono a ribadire che

"Abbiamo tagliato i fondi dell'ottanta per cento, altri enti non lo hanno fatto, siamo quelli che prendono meno in Italia” e che il finanziamento pubblico ai gruppi "è comunque contenuto". Brega promette che qualche ritocco al ribasso potrà essere fatto (roba di poco) "ma senza eccedere, altrimenti qui salta tutto. Mica possiamo vendere Palazzo Cesaroni", sbotta con il suo classico sorriso.

"Certo aggiunge - Se mi dicono che un pensionato porta a casa 700 euro al mese, dico che noi prendiamo cifre più importanti. Ma aggiungo che dovremmo adoperarci perché le pensioni aumentino. Non vogliamo dare lezioni a nessuno - dice - ma di sicuro potremo essere di esempio a molti."
Brega parla di una situazione che  “era rigorosa prima e che lo è ancor di più oggi", che “sono state scritte tante inesattezze"(chissà a chi si riferisce visto che sui numeri `La Nazione' non è mai stata smentita, ndr) e promette che i documenti sui conti, gli stipendi, i rimborsi da oggi in poi "finiranno tutti on line". E sia. Poi snocciola le iniziative in calendario.
"Entro ottobre approveremo una legge che istituirà il collegio dei revisori esterni per certificare e controllare la nostra spesa. I dati dimostrano la responsabilità con cui spendiamo il denaro pubblico."
E fa il confronto con quello che è accaduto in `casa-Polverini'.
"Le spese di rappresentanza del nostro Ufficio di presidenza - afferma Brega - che ammontavano a 110.700 euro nel 2010 sono scese a 25.620 nel 2012."
E e qui si toglie un sassolino dalla scarpe:
"Mentre noi su questa come altre spese ci siamo attenuti, come anche proposto dalla segreteria generale e dai nostri Uffici, a quanto stabilito dalle disposizioni nazionali che stabilivano un taglio dell'80 per cento a queste spese, altri non lo hanno certo fatto. Il presidente del Consiglio regionale del Lazio poteva disporre infatti di un fondo di circa 1 milione 500mila euro per spese di questo tipo, contro il nostro di 25mila. Perché nel nostro Paese - chiede - c'è chi come noi osserva la legge e ad altri è invece consentito glissare?."
Brega ha poi parlato dell'indagine della Corte dei Conti.
"é vero - conferma - la Finanza è venuta verso la fine di agosto e non a luglio a Palazzo Cesaroni. Ma la parte politica non è stata interessata. Il segretario generale mi ha detto che sono stati chiesti i documenti di un solo gruppo consiliare (quello di Roberto Carpinelli, ndr) e che lo stesso ha fornito la documentazione necessaria. Al momento, per quanto ci risulti, non c'è altro."
Centosessanta euro in più. É la differenza dell'indennità che portano a casa oggi il presidente della giunta e quello del consiglio regionale rispetto alla cifra di due anni fa. Nel 2010, infatti, il compenso netto dei vertici era pari a 7.266euro, mentre oggi è arrivato a quota 7.426 (tutto compreso). L'indennità dei consiglieri Praticamente invariato lo 'stipendio' che portano a casa i consiglieri regionali rispetto al 2010:la media tra il minimo e il massimo, infatti,attualmente è di circa 6.200 euro mentre due anni fa era di 6.265 sempre al netto delle imposte.
Oggi c'è un minimo e un massimo che è legato alle effettive presenze. Gli assessori esterni invece (in questa legislatura sono due, Carla Casciari e Stefano Vinti) alla fine del mese portano a casa 6.204 euro netti, mentre nel 2010 la loro indennità ammontava a 6.433 euro. Un assessore 'eletto', invece, ha subito una riduzione in due anni,pari circa a 15 euro al mese.
La Nazione Giovedì 27 Settembre 2012

venerdì 21 settembre 2012

Polemiche sulla delegazione della Provincia in Cina

Dal 25 al 30 una delegazione della Provincia si recherà in Cina per partecipare alle iniziative previste a Pechino e Xiangyang. La delegazione, spiega Palazzo Bazzani, "sarà ospite delle autorità cinesi che si faranno carico dei relativi costi."Oltre ai rappresentanti dell'ente, ne faranno parte "imprenditori locali del settore industriale, agroalimentare, turistico e del design."

“L'iniziativa - continua la Provincia - fa seguito agli scambi con la delegazione cinese della regione dell'Hubei che ha visitato nel maggio scorso le aziende del territorio. La missione, realizzata in collaborazione con Regione e Unioncamere, ha lo scopo di favorire la collaborazione fra il territorio e gli operatori economici, industriali, commerciali e turistici cinesi."Già ma non manca la polemica.

"Mentre la situazione finanziaria della Provincia mette a rischio servizi essenziali e il pagamento degli stipendi ai dipendenti - osserva la consigliera Gabriella Caronna del Pdl - una delegazione dell'ente sarebbe in procinto di raggiungere la Cina." Caronna chiede  "se corrisponde al vero che, mentre soffriamo e lottiamo per la sopravvivenza della Provincia, una ennesima delegazione dell'ente, composta da ben cinque persone (assessore, capo di gabinetto, dirigente, funzionario, quadro), sta per intraprendere un nuovo viaggio di una settimana in Cina. Quale urgente motivazione spinga a distogliere, in questo momento così difficile, figure del genere dal proprio lavoro e quale protocollo preveda la necessaria presenza di tante persone. A quanto ammonta la spesa al dettaglio, compreso il trasferimento per e dall'aeroporto e con quale mezzo."
Chieste anche
"le fatture delle spese sostenute dal servizio turismo per l'organizzazione dell' ospitalità della delegazione cinese" , nonchè  "le fatture di tutti i viaggi ed il numero dei relativi partecipanti, effettuati da rappresentanti della Provincia, nell'ambito della promozione turistica sia all'estero che in Italia dall'inizio del presente mandato."
La Nazione Venerdì 21 Settembre 2012

giovedì 9 agosto 2012

Cascata delle Marmore dalle uova d'oro nel 2011

Una cascata di risorse per gli enti pubblici proprietari: Comune di Temi e Provincia. La giunta comunale ha approvato il rendiconto di gestione 2011 per la cascata delle Marmore. Gestione che ha prodotto un utile netto di 655.887 euro di cui il 70 per cento va al Comune di Terni, 466.121 euro, e il 30 per cento alla Provincia di Temi, 199.766. Le entrate complessive sono state di 2.119.992 euro; il consuntivo ha registrato una maggiore entrata di 113.467 euro rispetto al bilancio di previsione. Le uscite sono state per gli enti proprietari 1.454.104 euro: quota della bigliettazione che va al gestore, in questo caso la Marmore Falls, lavori di manutenzione e investimenti sul sito, promozione e organizzazione di eventi. Detratte le spese, sono rimasti sul piatto degli enti proprietari 655.887 euro. Un volume d'affari che deriva da un giro di circa 400mila visitatori l'anno paganti. Giro d'affari che permette agli enti proprietari di mantenere e rendere fruibile a costo zero il parco della Cascata delle Marmore, di farci investimenti e addirittura alla fine dell'esercizio di portare oltre 600mila euro nelle rispettive casse. Secondo molti la Cascata potrebbe dare molto di più, non solo alle casse pubbliche ma a tutto il territorio come indotto turistico. Gli attuali gestori della Marmore Falls, in regime di prorogatio da due anni, hanno diverse idee in testa e scalpitano, ma non possono fare nulla prima della nuova, eventuale assegnazione che dovrà essere regolata da un nuovo bando, una gara europea di cui si attende l'uscita da oltre un anno.

Il bando è una determinazione dirigenziale ma i contenuti li deve dare la giunta e prima ancora il consiglio comunale con un suo atto d'indirizzo. La maggioranza si spaccò lo scorso dicembre sia sul biglietto, c'era chi voleva cumularlo obbligatoriamente col Caos e con Carsulae aumentandone il prezzo, sia sui servizi da aggiungere alla gestione, che ne avrebbero aumentato i ricavi. Il tempo stringe; l'appalto dovrà essere obbligatoriamente affidato entro la fine dell'anno per far coincidere la nuova gestione col primo gennaio 2013. Un terzo anno di proroga, o anche alcuni mesi, sarebbero discutibili sotto il profilo della legittimità e farebbero perdere altro tempo prezioso per dare uno scatto alla gestione.
Sarà una delle grane politiche attese per settembre. Ma il vero motore per fare decollare il turismo della Cascata sarebbe la costruzione di un grande parco a tema legato ai giochi d'acqua e all'energia che potrebbe coprire un'area potenzialmente vastissima che va dall'ex Viscosa, proprietà privata, a Papigno, proprietà comunale, oggi di fatto abbandonato da Cinecittà. Bisognerebbe trovare un grande investitore privato, i classici arabi o cinesi, disposto a scommettere sulla Cascata. Con il grande vantaggio di avere già 400mila visitatori annui che vengono da soli e che potrebbero essere dirottati sul potenziale parco. Difficilissimo e complicato trovarlo. Il fatto è che il Comune nemmeno ci prova.

Corriere dell'Umbria

Quegli sprechi dovuti ai vezzi dei politici

In tempi di razionalizzazione della spesa, e dell'uso delle risorse cosa ho scoperto facendo un giretto dentro gli uffici del comune di Temi?
Che il tanto decantato trasferimento presso la nuova sede di Corso del Popolo non è stato poi organizzato così bene, anzi, in taluni casi si è tradotto in un clamoroso disservizio per i cittadini, e non per il tempo strettamente necessario allo spostamento, ma per giorni e giorni. In taluni casi sono stati trasferiti nella nuova sede materiali documentali e informatici, con giorni e giorni di anticipo rispetto al trasferimento del personale.
In un caso in particolare ho avuto modo di riscontrare personalmente che un ufficio, quello che si occupa di Igiene e dei canili comunali (tre operatori - tre stipendi), quindi non secondaria importanza, è stato allocato temporaneamente presso una stanza libera di Palazzo Spada, in attesa della sua definitiva collocazione al "pentagono" di Corso del Popolo, quindi ulteriormente spostato, di pochi metri, all'interno dello stesso piano di Palazzo Spada, nella giornata del 26 luglio, in quanto da quello che ho potuto capire, l'assessore Fabbri non poteva attendere per occupare quella ambita stanza con vista su piazza Europa, prima di andare in vacanza, tra pochissimi giorni, e a una settimana circa dal definitivo trasferimento a destinazione finale dell'ufficio in questione. Se questo non è uno spreco causato da un vezzo?
Qualche ovvio sacrificio i cittadini sono disposti a farlo, specialmente se a fin di bene, ma francamente le azioni di disturbo poste in essere dalle bizze dei politici non credo che ci possano più andare giù, soprattutto se si dovesse scoprire che avvengono con il beneplacito del sindaco, che gli assessori sceglie, personalmente, e del comportamento dei quali dovrebbe rispondere, nel bene e nel male.

Emanuele Pettorossi
Direttore editoriale del Centro Studi Malfatti
Corriere dell'Umbria

lunedì 23 luglio 2012

Terni e le spese dell’amministrazione pubblica

Ecco da un'indagine del Sole 24 ore le spese sostenute da ogni cittadino per l’amministrazione pubblico;
i costi sono organizzati in diverse aree di spesa si scopre così che ogni cittadino di Terni spende:

  • Cancelleria, materiale informatico, materiali e strumenti tecnico specialistici, assistenza informatica e manutenzione software – 5,13€ posto 87 della classifica insieme a Novara
  • Pubblicazioni giornali e riviste, acquisto di beni per spese di rappresentanza, organizzazione manifestazioni e convegni, acquisto di servizi per spese di rappresentanza – 1,42€ posto 85 della classifica
  • Equipaggiamenti e vestiario – 0,62€ posto 69 della classifica
  • Contratti di servizio per il trasporto pubblico locale – 25,33€  posizione 46 nella classifica
  • Contratti di servizio per smaltimento rifiuti – 0€ ultima posizione nella classifica ??? Questo ultimo posto non lo capisco proprio
  • Incarichi professionali – 0,16€ posizione 98 nella classifica
  • Manutenzione ordinaria e riparazioni di immobili, manutenzione ordinaria e riparazione di auto, altre spese di manutenzione ordinaria e riparazioni – 28,18€ posizione 28 nella classifica
  • Servizi ausiliari e spese di pulizia – 12,61€ posizione 50 nella classifica
  • Utenze e canoni per telefonia e reti, energia elettrica, acqua, riscaldamento e altri servizi – 51,14€ - posizione 55 nella classifica
  • Noleggi, locazioni, leasing operativo e altri utilizzi di beni di terzi – 17,24€  posizione 28 nella classifica

Il totale ammonta a  141,83€

(L'indagine completa può essere scaricata in formato .pdf da questo link)
Il Sole 24 Ore Lunedì 23 Luglio 2012

mercoledì 6 giugno 2012

Imu prima casa: a Terni la seconda aliquota più alta in Italia

Lo dice uno studio del quotidiano economico Sole 24 Ore

Terni è tra i Comuni che applicheranno la nuova Imu con le aliquote più alte. Lo dice uno studio del Sole24Ore che ha confrontato i dati di tutti i comuni italiani. Per quanto riguarda l'imposta sulla prima casa, con lo 0,55% applicato dalla giunta Di Girolamo Terni di altri quattro comuni come Torino, Cesena, Forlì e Avellino.
Il Comune di Terni è sempre tra le prime posizioni per quello che riguarda l'aliquota per le seconde abitazioni. La più alta aliquota applicata in Italia per le seconde case è pari all'10,46%, a seguire quelle di altri comuni dove l'aliquota si attesta tra lo 0,99% e lo 0,98% e poi a seguire l'Imu per le seconde case di Terni con un'aliquota pari allo 0,96%. Stangata ridotta per i proprietari che affittano appartamenti a canone concordato.

Il Comune di Temi ha stabilito che qualora il proprietario affitti l'abitazione a canone concordato o sociale l'aliquota scende dallo 0,96 allo 0,55%. In questo modo si incentiva a utilizzare questo tipo di contratto che serve a calmierare il mercato degli affitti.

Corriere dell'Umbria Mercoledì 6 Giugno 2012

Ma con tutti i soldi di questa IMU Terni dovrebbe avere dei servizi straordinari … o forse no?

domenica 3 giugno 2012

Caso Radio Galileo: Aquilini smentisce CittAperta

"L'associazione CittAperta non ha nulla a che vedere con la lista civica Progetto Terni Città Aperta rappresentata in Consiglio comunale da me e da Davide Tallarico."
Boom! Giorgio Aquilini, capogruppo in Consiglio comunale di Ptca (Progetto Terni Città Aperta) fa scoppiare la bomba. Senza volerlo, ma rispondendo a una domanda molto semplice. Contattato per sapere se fosse a conoscenza dell'attività politica di CittAperta negli anni 2004-2009, ovvero prima delle elezioni amministrative che hanno decretato sindaco il senatore Leopoldo Di Girolamo, e soprattutto se fosse a conoscenza del fatto che Radio Galileo, destinataria di più di 2 milioni di euro dello Stato, era ed è anche l'organo ufficiale del suo stesso movimento politico, Aquilini ha puntualizzato:
"Tutta questa vicenda non riguarda minimamente la lista civica Progetto Terni Città Aperta rappresentata in Consiglio comunale. L'associazione CittAperta è un'altra cosa dalla lista Ptca e anche il documento di solidarietà al sindaco che alcuni consiglieri del centrosinistra hanno presentato nelle ultime ore è un qualcosa che non ci riguarda, perché estranei alla vicenda e ai suoi protagonisti."
Una smentita che gela lo stomaco di molti politici ternani, che faticano a digerire il boccone del finanziamento pubblico a una radio di partito, dove il partito, secondo Aquilini non ha né rappresentanza in Parlamento, né in altri livelli amministrativi compreso il Comune. Solo pochi giorni fa il Consiglio direttivo di CittAperta (Di Pietro, Barbaccia, Allegretti) scriveva:
"Attraverso la propria azione politica CittAperta è cresciuta fino a trovare la forza per presentare una lista, insieme con altri movimenti locali, alle elezioni comunali di Terni del 2009 a sostegno della candidatura a sindaco del proprio fondatore senatore Di Girolamo. 13000 voti ottenuti testimoniano ancor di più la validità del progetto politico di CittAperta."
La netta presa di posizione di Aquilini, che in Comune fa il capogruppo di Ptca, va, invece, in direzione completamente opposta. Ed è per questo che né Aquilini, né Tallarico hanno firmato il documento di sostegno al sindaco evidentemente troppo legato a una situazione "esterna" al Consiglio comunale per poter trovare dallo stesso la giustificazione "regina" a un'operazione sicuramente legittima sul piano formale, ma discutibile dal punto di vista dell'opportunità politica.
La Nazione Domenica 3 Giugno 2012

venerdì 13 aprile 2012

Il Popolo delle Macchinette risponde al Sindaco

Attiveremo centinaia di ricorsi di gruppo con l'assistenza di un Pool di Avvocati , chiederemo ad ogni consigliere comunale e ad ogni assessore di esprimere un parere personale sulla proposta che presenteremo in uno dei prossimi consigli comunali.

Eravamo in attesa di una presa di posizione ufficiale del Sindaco di Terni ed oggi a quasi un mese dalle vibranti polemiche ed accesi dibattiti ospitati non solo sul nostro gruppo di Facebook ma anche sui principali organi di informazione Il Sindaco non ha fatto altro che confermare quello che noi e molti altri pensano da tempo e cioè che l'istallazione degli autovelox è solo uno strumento per fare cassa , che non diminuisce la pericolosità del traffico cittadino ed oltretutto l'istallazione degli stessi , ormai un fatto acquisito ed ammesso dalle stesse dichiarazioni del Sindaco, presenta evidenti aspetti di illegittimità dovuti al loro posizionamento alla loro segnalazione carente e alla loro taratura rispetto ai limiti di velocità consentiti.
Non è bastato arrivare a quasi Dodicimila iscritti al gruppo di protesta , non è bastato che le principali associazioni a difesa dei consumatori si schierassero contro gli autovelox , non è bastato che anche le principali associazioni di categoria invitassero il Sindaco ad un ripensamento ed ad una revisione concordata della disciplina di questi strumenti per evitare di aggravare un danno economico alla cittadinanza di dimensioni epiche, Il Sindaco ha ritenuto opportuno confermare in toto le proprie scelte contro il volere di un'intera Città . Non ci sembrano essere questi i propositi di dialogo con la cittadinanza tanto propagandati in campagna elettorale , aveva detto che sarebbe stato un Sindaco sempre disponibile al confronto e pronto a comprendere le esigenze dei cittadini . Questo Sindaco ideale noi non lo abbiamo mai conosciuto. Non accettiamo giustificazioni per ragioni di sicurezza basate su squallide speculazioni su tragiche morti dovute ad incidenti stradali che non sarebbe comunque stato possibile evitare con gli autovelox. Alla luce di tutto ciò la nostra posizione sarà questa:

  1. Predisposizione di ricorsi di gruppo con l'ausilio di un pool di avvocati affiancati dalle associazioni di consumatori che hanno espresso già la loro adesione
  2. Predisposizione di un atto di indirizzo che presenteremo al consiglio comunale in cui chiederemo l'annullamento delle multe che presentano vizi di illegittimità ormai appurate , e una revisione delle attuali modalità di funzionamento degli autovelox installati
  3. Pubblicazione dell'elenco dei Consiglieri Comunali e dei componenti la giunta favorevoli e contrari alla nostra proposta in modo che sia chiaro a tutti i cittadini chi veramente ha voluto e continua a sostenere questi strumenti.

Su questo vogliamo essere chiari Non Siamo un Partito Politico siamo invece un vasto gruppo di cittadini elettori multati ingiustamente che ha il sacrosanto diritto di rapportarsi con la politica ed di avere dalla politica risposte e giustificazioni del suo operato. Non vogliamo che nessun Consigliere sia di maggioranza che di opposizione si nasconda dietro alle parole del Sindaco , vogliamo capire se è un'intera Città che sta sbagliando oppure è un intero Consiglio Comunale che sbaglia.
Invitiamo anche gli organi di stampa a procedere a questa sorta di sondaggio/ appello scolastico di tutti i consiglieri in modo da dare un quadro obbiettivo a cittadini che possano farne memoria e buon uso alle prossime elezioni amministrative traendone le dovute conclusioni.

Per il Popolo Delle Macchinette
Francesco Bartoli
Venerdì 13 Aprile 2012

sabato 24 dicembre 2011

Comune di Terni: immobili all’asta in saldo ma nessuno acquista

Nonostante i saldi eccezionali stabiliti dal Consiglio comunale (ribasso del 15% dell'originario prezzo di vendita) gli immobili del Comune di Terni inseriti nei diversi piani di alienazione sin qui messi a punto sono rimasti invenduti.
L'ex casa di riposo di Colle dell'Oro, per ben due volte è andata all'asta a prezzo pieno e nessuno l'ha richiesta. C'è andata con lo sconto e nessuno si è fatto vivo. Stessa sorte all'ex scuola di via Trevi: prezzo ribassato ma nessuna offerta. E che dire di parte del complesso Manassei? Zero carbonella.
E sembrerà un paradosso, ma in fondo è meglio così.
Perché le aste andate deserte consentono a Palazzo Spada di poter procedere a trattativa privata con i soggetti che ritiene più interessati o utili alla causa. E così ci sono in ballo trattative con Ater e Curia per il complesso di palazzo Manassei, e con una non meglio specificata impresa romana per l'ex casa di riposo di Colle dell'Oro.
Restano però altri immobili da piazzare che non si piazzano. L'ex scuola elementare di via Ippocrate, ad esempio. Oppure l'area edificabile di via Irma Bandiera.
E ancora i centinaia di posti auto coperti che erano stati adibiti a parcheggi pubblici a pagamento che nessuno ha mai usato; oppure la palazzina dell'ex Dicat. Ma a tenere banco in questi giorni è l'alienazione "numero uno", quella dell'ex mercato coperto che in teoria se la sarebbero già assicurata i Grandi magazzini Superconti, ma che in realtà non è stata ancora perfezionata perché Romeo Conti, patron del gruppo,non ha ancora sborsato gli 8 milioni di euro previsti.E pare non sia intenzionato a farlo.
Su questa alienazione, infatti, pende un ricorso al Tar promosso dagli operatori del mercato coperto trasferiti di forza dalla sede dietro Corso Tacito al "cubo arancione" di Largo Manni.
Conti teme che se paga poi potrebbe non avere la possibilità di far lavorare il cantiere (in piazza del Mercato, infatti, Conti vorrebbe realizzare il nuovo Superconti con una serie di uffici e servizi) in tranquillità. Insomma, per i cassieri di Palazzo Spada sarà un fine anno da passare a far di conto, con l'obiettivo di recuperare anche i più piccoli centesimi pur di non far sforare al Comune il Patto di stabilità.
La Nazione Venerdì 23 Dicembre 2011

domenica 13 novembre 2011

Autovelox di viale dello Stadio e viale Alfonsine: 1000 multe al giorno!

"Rende noto che a partire dalla mezzanotte del 5 novembre 2011 i due nuovi impianti di rilevamento della velocità sopra i limiti consentiti (50 Kmlh) di via Alfonsine e di viale dello Stadio entreranno in funzione e scatteranno le multe per i trasgressori".

Questo diceva il comunicato stampa del Comune visibile sul sito internet di Palazzo Spada e riportato da tutti i giornali. Peccato, rivelano fonti interne ai vigili urbani, che i due autovelox siano entrati in funzione non la mezzanotte di sabato 5 novembre, al passaggio con la domenica, ma 24 ore prima, e cioè la mezzanotte di venerdì 4 novembre allo scoccare del sabato. Un'informazione errata e fuorviante che potrebbe fare da base ai ricorsi. É vero che comunque all'interno della città il limite resta sempre di 50 chilometri orari e che i cartelli che avvertivano della presenza di autovelox erano già visibili da venerdì. Ce ne sarà da discutere. Intanto i "flash" continuano a scattare lungo viale dello Stadio e viale Alfonsine e gli automobilisti pizzicati continuano a telefonare preoccupati al centralino dei vigili urbani.
Sanzioni da 39 a 779 euro Circa cinquecento "flash" al giorno dall'autovelox di viale dello Stadio e altrettanti da quello di viale Alfonsine. Mille multe al giorno, verbale più verbale meno, questa la media delle sanzioni ad una settimana esatta dall'installazione dei rilevatori automatici di velocità nelle due grandi arterie cittadine di scorrimento veloce. Tutte cifre ufficiose che trapelano dagli uffici dell'Usi (ex Centro multimediale), le foto devono ancora essere validate dalla polizia municipale.
Ma questa più o meno sembra essere la cifra. Tant'è che sia il centralino della polizia municipale di via Piero Della Francesca che l'ufficio dei vigili distaccato presso l'ex Centro multimediale sono da giorni tempestati da cittadini allarmati che hanno visto un flash al loro passaggio, e di certo non si trattava di un fotografo che voleva immortalarli durante il viaggio, ma della implacabile macchinetta mangiasoldi. Mille multe al giorno nella settimana d'esordio fanno 40, 50mila euro d'incassi presuntivi al dì per le casse esauste del Comune. Soldi che di questi tempi fanno un grande comodo. Non vuole sentire parlare di multe per fare cassa l'assessore al Traffico Luigi Bencivenga:
“i due autovelox sono stati installati all'interno di un piano di sicurezza concordato con il prefetto. Sue due strade, viale dello Stadio e viale Alfonsine, che negli anni passati hanno visto gravi e numerosi incidenti mortali. In città bisogna andare a cinquanta chilometri orari, bisogna che i cittadini imparino a rispettare questo limite".
Ma almeno le prime multe potrebbero essere annullate, dopo ricorso o al prefetto o al giudice di pace.
"Ho beccato sicuramente la multa passando oltre i cinquanta chilometri orari in viale dello Stadio. Ma quanto devo pagare?."
Questa la domanda tipo che si sentono rivolgere i vigili urbani al centralino da altrettanti cittadini allarmati. Le risposte sono diversificate a seconda dell'infrazione. Fino a 10 chilometri oltre i cinquanta c'è la sanzione di "soli" 39 euro. Ma in realtà il flash scatta a 56 chilometri orari perché fino a 100 chilometri c'è una tolleranza sul limite di 5 chilometri. Oltre i dieci chilometri e non oltre i quaranta la multa è di 159 euro più tre punti decurtati dalla patente. Oltre i quaranta chilometri orari e non oltre i sessanta la multa è di 500 euro, sei punti decurtati dalla patente più la sospensione della patente. Oltre i sessanta chilometri orari dal limite di cinquanta la multa è di 779 euro, più dieci punti decurtati dalla patente, più la sospensione.
Corriere dell'Umbria Sabato 12 Novembre 2011

mercoledì 19 ottobre 2011

Inceneritore & truffa: Il Sindaco non si costituisce parte civile

Il Sindaco non si costituirà parte civile nel processo sull'inceneritore che vede imputati l'ex primo cittadino e gli ex vertici di Asm. Tra le accuse contestate anche la truffa riguardo ad erogazioni pubbliche che la procura stima in quasi tredici milioni di euro. Nei giorni socrsi la Finanza è stata negli uffici di Asm per avviare una sorta di "operazione recupero" di tali fondi, scattata dopo il rinvio a giudizio dei coinvolti. Una cifra ovviamente consistente che rischia di mandare in tilt i bilanci pubblici. Ma sul punto Di Girolamo è più che chiaro.
"Il sindaco - ha dichiarato ieri il primo cittadino - non si costituirà parte civile perché ritiene che gli amministratori pubblici abbiano operato con piena correttezza e nell'interesse esclusivo della comunità. Una convinzione, questa, maturata e confermata dall'attenta lettura degli atti processuali."
"Abbiamo acquisito i verbali della Finanza nei giorni scorsi ha precisato il neo-presidente Ottone - ed ora apriremo un confronto con le Fiamme Gialle. Sentiremo anche il Gse. In ogni caso questa azienda e la città con lei devono ritrovare una nuova serenità. Il sistema funziona e opereremo per rafforzarlo."
La presunta truffa sulle erogazioni pubbliche riguarda gli ex incentivi "cip 6" è una delle contestazioni, tra cui disastro ambientale, inquinamento e mobbing, per cui nel luglio scorso è stato deciso il rinvio a giudizio di una ventina di persone tra cui l'intero "cda" a guida Porrazzini e l'ex sindaco Raffaelli.
La Nazione Mercoledì 19 Ottobre 2011

sabato 10 settembre 2011

Il Comune chiede il conto al Caos: 55.000 euro per il Gas

Il Comune di Terni ha chiesto alla società di gestione del Caos (il circuito museale ed espositivo cittadino) la restituzione di quasi 55mila euro per consumi di gas fino allo scorso mese di marzo mai volturati. Il 2010 fu segnato, in Comune, da un'accesa polemica sull'affidamento all'associazione temporanea di imprese guidata da Civita Servizi degli spazi museali cittadini. Affidamento che l'amministrazione Raffaella aveva eseguito dopo aver esperito una gara pubblica alla quale in sostanza si presentò un concorrente soltanto.

Affidamento che costa al Comune di Terni circa 800mila euro l'anno per una durata complessiva di cinque anni. Nell'accesa discussione politica dello scorso anno era venuto fuori che la società che aveva preso in gestione il Caos (acronimo di Centro arti opificio Siri) non aveva volturato le utenze: luce, acqua, gas. Per cui il Comune, oltre a dover pagare circa 800mila euro l'anno, doveva farsi carico anche dei consumi di energia, acqua e riscaldamento. La Commissione controllo e garanzia di Palazzo Spada si occupò a lungo del caso giungendo alla stesura di una relazione finale votata all'unanimità dal Consiglio comunale.
La richiesta di rimborso per le spese termiche del Caos, fa seguito ad analoga richiesta per la mancata volturazione delle utenze elettriche.

Il 7 luglio 2010 la Direzione comunale competente chiese all'associazione temporanea di imprese che gestisce i servizi museali cittadini la somma di 37.649,45 euro. All’appello adesso mancano le bollette dell'acqua. Fino a pochi mesi fa non era possibile calcolare il consumo idrico erroneamente addebito al Comune di Terni a causa di una perdita riparata soltanto di recente.

La Nazione Venerdì 9 Settembre 2011

sabato 6 agosto 2011

Quanto ci costano gli studios di Papigno?

Il Comune di Terni sta spendendo 880mila euro per la realizzazione di camerini, sale trucco e altre strutture al servizio degli stabilimenti cinematografici di Papigno. Il tutto nelle ex portinerie del vecchio stabilimento chimico: a piano terra e nel primo piano interrato. Una volumetria immensa che giustifica l'investimento e la mole dei lavori. Camerini e sale trucco per stabilimenti cinematografici fermi da anni; l'ultima produzione di un qualche rilievo è stata la fiction "Gente di mare", che ha occupato parte degli studios da giugno a luglio del 2007. Poi praticamente più nulla. Nonostante questo la giunta Raffaelli nel 2008 approvò, utilizzando interamente finanziamenti europei dell'Obiettivo 2 erogati dalla Regione, il progetto esecutivo di rifacimento delle ex portinerie di Papigno a destinazione servizio della cittadella del cinema. All'inizio camerini e il resto dovevano essere realizzati dalla parte opposta della strada e del fiume, nell'ex deposito del carburo sotto Villa Graziani. Ma l'apertura imminente del cantiere della Terni Rieti consigliò di dirottare il progetto verso le ex portinerie.
Nel 2008, a Benigni era già subentrata Cinecittà studios, il progetto cinema a Papigno stava già declinando. Ma Raffaelli e l'allora dirigente dell'urbanistica Aldo Tarquini ancora credevano in un risveglio delle produzioni cinematografiche ed audiovisive a Papigno. Da qui il progetto dei camerini, la richiesta di finanziamenti alla Regione e l'anticipazione di soldi. […] Il problema è proprio questo: in giunta sarebbero tutti coscienti che, a meno di forti investimenti regionali sulle produzioni su cui ad oggi non ci sono segnali, il progetto della città del cinema è già bello che defunto. Ma quei lavori per le strutture di servizio vanno completati e rendicontati.Altrimenti la Regione Umbria non può versare al Comune gli 880.728 euro già destinati ed assegnati dal 2008. Da qui la delibera di giunta di completamento dei lavori per 114.147 euro. Il primo stralcio del progetto è stato già eseguito e gli oltre 700mila euro già assegnati alle imprese. I lavori di completando che adesso si andranno ad appaltare riguardano l'illuminazione della sala polivalente C2; il rifacimento del pavimento della zona coperta dell'ingresso principale; il rifacimento dei marciapiedi esterni e delle scale dell'ingresso principale; l'illuminazione dell'ingresso principale. Il restauro delle cancellate dell'ingresso principale. Si, ma per farci cosa? La delibera "nasconde" la vera destinazione dei lavori. Recita infatti genericamente
"lavori per il recupero dell'edificio di via Carlo Neri da destinare ad attività d'intrattenimento, didattiche e di servizio nell'ambito del recupero del complesso dell'area industriale dismessa di Papigno."
Scuole a Papigno?Ma fonti interne all'amministrazione assicurano che si tratta del vecchio progetto di camerini, sale trucco e altro al servizio degli stabilimenti cinematografici di Papigno. Strutture di servizio per un gestore da anni assente dal sito. Che accampa come giustificazione della mancanza di produzioni in Valnerina, come si legge in un allegato all'ultimo bilancio consuntivo relativo al 2010,
"il perdurare del rumore prodotto dal cantiere dell'Anas per la realizzazione del viadotto sulla Valnerina e della galleria di completamento dei lavori della superstrada Orte - Rieti."
E ancora e soprattutto la mancanza di contributi da parte della Regione:
"Il socio Cinecittà studios ha sollecitato la Regione Umbria affinché riattivi un organismo simile alla Umbria film commission che è stata assorbita dalla Apt, ma a tutt'oggi non vi sono novità."
E se non arriveranno contributi difficilmente si sentiranno rumori di "manovelle" all'interno dei vecchi capannoni trasformati in studios. Intanto il Comune ha speso quasi un milione di curo per fare camerini e sale trucco al servizio della città del cinema. Per farci che se a Papigno il cinema non riparte?
Corriere dell'Umbria Venerdì 5 Agosto 2011