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venerdì 28 marzo 2014

Tasi, mano leggera del Comune di Terni

Mano leggera del Comune sulla Tasi, la nuova tassa sui servizi indivisibili. Lo ha detto il vice sindaco Libero Paci nel corso dell'incontro con le associazioni degli inquilini e dei proprietari. Un'imposta le cui entrate costituiranno parte del bilancio di previsione 2014 in fase di predisposizione. Tasi istituita dal Governo per compensare la cancellazione dell'Imu sull'abitazione principale che assicurava al Comune di Temi un gettito di 9,5 milioni di euro.
"Per realizzare un incasso analogo - ha sostenuto Libero Pad - l'amministrazione dovrebbe applicare le aliquote massime consentite, l'orientamento assunto dalla giunta va in direzione opposta. La proposta della giunta non prevede l'applicazione delle aliquote massime in nessun caso, contiene aliquote leggere, forti agevolazioni e situazioni di esenzione."

Per quanto riguarda le prime case, per le quali la normativa fissa il tetto del 3,3 per mille, la proposta della giunta prevede aliquote differenziate a seconda delle fasce di rendita catastale con l'esonero dal pagamento Tasi per tutte le abitazioni con rendita catastale fino a 216 euro. L'esonero è altresì previsto per quei proprietari di abitazione principale con rendita catastale fino a 700 euro con reddito non superiore a 14.000 euro elevato a 18.000 in caso di presenza di un disabile.
Con questi parametri si stima che l'esonero dalla Tasi riguarderà oltre 15.000 abitazioni principali su 41.000 prime case. Per il resto delle prime case si prevedono aliquote che vanno dal 1,3 per mille, all'1,8 per mille, per giungere al 2,3 per mille e 2,5 per mille soltanto per le abitazioni con rendita catastale oltre 700 e 1000 euro.

Per tutte le tipologie di abitazione principale sono altresì previste, indipendentemente dal reddito del proprietario, detrazioni di 25 euro per ogni figlio convivente a carico e 50 euro per conviventi disabili.
É altresì previsto l'esonero dal pagamento per le aree edificabili e per i beni strumentali in agricoltura. 
Il complesso degli esoneri e delle detrazioni comporta un costo a carico del bilancio comunale di 3.117.000 euro. Per gli altri immobili ad uso abitativo diversi dall'abitazione principale, per i quali è confermato l'Imu con un tetto massimo dell'I 1,4 (Imu + Tasi) si procederà all'applicazione di una aliquota contenuta pari a 0,6 per mille.
Nel contempo si conferma l'aliquota Imu agevolata per i comodati d'uso gratuiti (7,6 per mille) e si ridurrà dal 6,5 al 6 l'aliquota Imu per i canoni concordati in modo tale da rendere l'onere complessivo di Imu+Tasi del 2014 pari all'importo Imu del 2013.
Per tutti gli altri immobili non adibiti ad abitazione è prevista una aliquota dello 0,9 per mille da ripartire fra locatore e locatario; per le attività commerciali e artigianali minori dove già si applica una aliquota Imu di favore dell'8,6 l'aliquota Tasi prevista è dello 0,6 per mille. Relativamente alla ripartizione della Tasi fra proprietari ed inquilini la proposta è di attribuire l'80% della tassa ai proprietari e il restante 20% agli inquilini.

Dal complesso delle proposte deriva un gettito per il Comune inferiore ai 9,5 milioni di euro venuti meno con la cancellazione dell'Imu sulla prima casa; i minori introiti saranno gestiti in bilancio con ulteriori risparmi di spesa.

"Con la proposta di applicazione della Tasi - conclude Paci - proseguiamo in una politica di contenimento della pressione tributaria che vede il nostro Comune all'ultimo posto della graduatoria regionale in materia di tassazione locale. Con la modulazione proposta si tutelano l'abitazione principale e i redditi più bassi con 15.000 ternani che non pagheranno la Tasi e i restanti che grazie alle basse aliquote e alle detrazioni pagheranno importi contenuti , nettamente al di sotto degli importi corrisposti per l'Imu."
Corriere dell'Umbria Venerdì 28 Marzo 2014

venerdì 7 febbraio 2014

Nuovi lampioni a basso consumo: 100000€ di risparmio ogni anno ma al parco Ciaurro …

Nuovi lampioni a led ad alto risparmio energetico. Fanno parte del progetto di "riqualificazione energetica della città", un investimento iniziale di 450mila euro finanziato al 55% dalla Regione con fondi europei che secondo l'assessore ai Lavori pubblici Silvano Ricci permetterà a sostituzione terminata di tutti gli impianti un risparmio sui consumi di almeno 100mila euro l'anno.
Il primo stralcio prevede i nuovi impianti di illuminazione in viale Battisti, viale Brin, via Bramante e Corso del Popolo.
Poi di seguito in tutta la città. I primi lampioni a led sono stati installati nel parco Ciaurro, quello sottostante la Passeggiata.
Un intervento che non piace a Michele Rossi di Terni Città futura:

“il Parco Giaurro è un parco importante e gradevole che meriterebbe per questo una illuminazione studiata nel dettaglio, progettata e ragionata.
Quello che invece si vede oggi è una grande invadenza di pali di grandi dimensioni ed altezza (superano il livello stradale della soprastante via Giannelli e le più alte fronde degli alberi) che ne deturpano il delicato aspetto estetico del Parco molto più simili e adatti ad un raccordo autostradale, piantati li per caso e minimamente irrispettosi dell'armonia generale. Si tratta di un vero e proprio pugno in un occhio, che ignora la ben che minima progettualità dell'illuminazione".

Primo impianto presso l'area verde dedicata ali'ex sindaco sotto i giardini pubblici della Passeggiata Illuminazione a basso consumo i led presto sostituiranno le lampadine

Corriere dell'Umbria Venerdì 7 Febbraio 2014

sabato 4 gennaio 2014

Guerra alle parabole nei centri storici: controlli e sanzioni da cinquecento euro

Scaduto il termine ultimo per rimuovere dalle facciate le antenne, verso un anno ulteriore di proroga per i cassoni dei condizionatori

Via le parabole degli impianti satellitari dalle facciate dei palazzi nei centri storici. Per i cassoni degli impianti di climatizzazione si potrà attendere ancora un anno per la rimozione.
Stop and go per l'applicazione dell'articolo 36 del regolamento edilizio comunale che da tempo prescrive il divieto di collocare parabole e unità esterne dei condizionatori in parti visibili dei palazzi del centro storico; non solo quello di Temi ma anche quelli degli antichi borghi: Collescipoli, Papigno, Miranda, Piediluco, Cesi, Torre Orsina, Collestatte, Cecalocco, Battiferro, Forzano, Polenaco, Appecano, Poggio Lavarino e Acquapalombo.

Mai più "padelle" o cassoni bianchi a sfregiare le facciate degli antichi palazzi dei centri storici. Questo prescrive il regolamento edilizio approvato circa tre anni fa. Il termine improrogabile per rimuovere, spostare o adeguare le parabole, gli impianti satellitari e gli impianti di condizionamento aria non in regola con le prescrizioni dettate dall'articolo 36 del regolamento edilizio comunale era il 31/12/2013. Passato questo termine, dovevano scattare le sanzioni. Ma l'orientamento è quello di andare a una proroga ulteriore di un altro anno per i condizionatori. Lo fa capire l'assessore all'Urbanistica Marco Malatesta:

"Ci è arrivata una richiesta congiunta - spiega l'assessore - di tutte e quattro le associazioni di categoria, Confcommercio, Confeseroenti, Confartigianato e Cna, di prorogare di un altro anno il termine per rimuovere dall'esterno di negozi e laboratori le unità esterne degli impianti di climatizzazione. Ci sono condizionatori che non hanno bisogno di unità esterne, ma costano circa 3mila euro, costo insopportabile per molti negozi dato il momento di crisi. L'orientamento è quello di andare incontro a questa richiesta e di concedere la proroga per un altro anno. É chiaro che la proroga sarà estesa a tutti, negozi, uffici, laboratori ma anche residenti."
Dunque per almeno un altro anno sulle facciate del centro storico di Temi e quelle degli antichi borghi vedremo ancora i cassoni bianchi degli impianti di climatizzazione. L'assessore Malatesta precisa però che il termine ultimativo dello scorso 31 dicembre resta invece per quanto riguarda le parabole degli impianti televisivi satellitari.
"Tolleranza zero per le parabole - dice Malatesta - daremo incarico ai vigili urbani e alla vigilanza edilizia di controllare e di sanzionare laddove si registrino infrazioni. Ci sono alcuni borghi, come Collescipoli, dove c'è un vero abuso di parabole lungo le facciate. Il tempo è scaduto."
Palazzo Spada rammenta che l’inosservanza dell'obbligo potrà comportare l'ordine di ripristino nonchè l'irrogazione di una sanzione pecuniaria compresa tra i 25 e i 500 euro. In sostanza le parabole per ricevere il segnale televisivo non vanno poste nelle facciate degli edifici del centro cittadino e di quelli degli antichi borghi; le parabole vanno in sostanza posizionate in zone non visibili dalle vie pubbliche.
Corriere dell'Umbria Sabato 4 Gennaio 2014

venerdì 24 maggio 2013

Strategia Rifiuti Zero: quasi 600 firme consegnate

Il Movimento 5 Stelle di Terni ha consegnato al Comune le firme raccolte a sostegno della proposta di iniziativa popolare "Strategia Rifiuti Zero". In tre mesi sono state state raccolte 558 firme, 72 presso la segreteria affari generali del Comune, mentre le restanti (500) sono state raccolte nei gazebo situati in centro. Avevano diritto a firmare i cittadini iscritti nelle liste elettorali, i residenti nel Comune non ancora elettori che abbiano compiuto il 16° anno di età, i non residenti ma che esercitano nel Comune la loro attività.

L.a regolarità delle firme sarà ora verificata dall'ufficio del referendum. Successivamente, sindaco e giunta si pronunceranno sull'iniziativa popolare o nel caso valuteranno se la proposta sia di competenza del Consiglio.

"Siamo convinti - dicono i grillini - che la malagestione dei rifiuti provochi un danno per l'ambiente e la salute delle persone e, contemporaneamente, un costo per la collettività. I rifiuti - se gestiti bene sono innocui sia per la natura che per la salute umana e costituiscono una risorsa che può abbattere drasticamente il loro costo di gestione."
Corriere dell'Umbria Venerdì 24 Maggio 2013

martedì 26 marzo 2013

Diocesi: spunta un baco di oltre 18 milioni

Massimo il riserbo sia da parte della procura di Terni, sia da parte della diocesi, in merito all'indagine su presunte operazioni immobiliari che coinvolgerebbero anche la Curia ternana e suoi autorevoli esponenti, funzionari e prelati. Il sostituto procuratore Elisabetta Massini, titolare del fascicolo, ieri non ha voluto rilasciare alcun commento sull'indagine; il procuratore capo Cesare Martellino, insediatosi solamente alla fine della scorsa settimana, era impegnato fuori città e comunque ha fatto sapere di non conoscere i dettagli dell'inchiesta.
L'amministratore apostolico della Diocesi, il vescovo Ernesto Vecchi, ha fatto sapere di essere impegnato nelle celebrazioni della Settimana Santa e di non voler rilasciare dichiarazioni. Un accenno alla situazione debitoria della Curia però monsignor Vecchi lo aveva fatto il giorno prima, domenica, in occasione della tradizionale messa di Pasqua celebrata negli stabilimenti dell'Ast.

“Anche io ho qualche guaio risolvibile, qualche debituccio”: è quanto aveva detto l'amministratore apostolico della Diocesi facendo riferimento alla situazione della Curia e confermando quindi le indiscrezioni, circolate da tempo, su alcuni problemi di bilancio.

“I debiti ci sono - aveva aggiunto monsignor Vecchi senza fornire ulteriori dettagli - bisognerà cercare di risolvere i problemi insieme. Servono preghiere per l'Acciaieria (in procinto di essere venduta, ndr) e per la Curia. Io cercherò di preparare la via a un giovane vescovo”, evidentemente una volta risolte le grane debitorie.
Il vescovo Ernesto Vecchi è stato nominato amministratore apostolico della Diocesi nel febbraio scorso, dopo che a giugno monsignor Vincenzo Paglia, alla guida della Curia fin dal 2000, era stato nominato presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia

La Nazione Martedì 26 Marzo 2013

Svolta nelle indagini della procura sulle spericolate operazioni immobiliari che avrebbero coinvolto una galassia di società vicine a personaggi della Curia ai tempi in cui era retta dal vescovo Vincenzo Paglia. Nel mirino la discussa cessione del castello di San Girolamo dalla stessa Curia al Comune di Narni dove, non a caso, proprio negli ultimi giorni, si sono recati gli uomini della squadra mobile per acquisire documenti scottanti.

Punta su Narni l'inchiesta della procura sulle spericolate operazioni immobiliari che avrebbero coinvolto una galassia di società vicine a personaggi della Curia ai tempi in cui era retta dal vescovo Vincenzo Paglia. Nel mirino la discussa cessione del castello di San Girolamo dalla stessa Curia al Comune di Narni dove, non a caso, proprio negli ultimi giorni, si sono recati gli uomini della squadra mobile per acquisire documenti scottanti. Sette gli indagati, destinatari di altrettanti avvisi di garanzia già recapitati e in cui si ipotizzano i reati di truffa ai danni del Comune di Narni, falso ideologico e abuso d'ufficio.
Si tratta dell'ex sindaco Stefano Bigaroni, del dirigente del Settore Edilizia-Urbanistica e Organizzazione del territorio dello stesso Comune, Antonio Zitti, della dipendente comunale, architetto Alessandra Trionfetti, e del notaio ternano Gian Luca Pasqualini, presso il quale sarebbe stato perfezionato l'atto di vendita e dove gli inquirenti hanno eseguito un’ispezione appena qualche giorno fa. Altri nomi sono già noti alle cronache cittadine sia per gli incarichi ricoperti che per essere stati accostati più volte alle indagini in corso da mesi da parte della procura. Uno degli indagati è il direttore dell'ufficio tecnico della Curia, Luca Galletti, destinatario di un avviso di garanzia insieme al figlio che però solo di recente ha iniziato a lavorare negli stessi uffici. Con loro, e siamo a 7, c'è anche Paolo Zappelli, direttore dell'ufficio amministrativo della Diocesi. Quello legato al castello di San Girolamo è solo l'ultimo filone d'indagine che si lega ad altri, su cui la procura sta cercando da tempo di fare piena luce.
Il fascicolo, assegnato in passato al sostituto Raffaella Gammarota, è stato riassunto dalla collega Elisabetta Massini che ora ha inviato gli avvisi. Dopo mesi di intercettazioni, sequestri di documenti nei Comuni di Temi e Narni e controlli incrociati le indagini sono dunque arrivate a una svolta. Negli uffici della procura, diretti da Cesare Martellino. si sta lavorando sodo e l'impressione è che ci saranno contraccolpi a catena delle indagini che presero le mosse anni fa, all'indomani degli arresti per la famosa tangente del Tulipano.

Le successive ispezioni, opportunamente autorizzate, negli uffici della Curia spalancarono le porte su un mondo fino a quel momento poco conosciuto, facendo emergere triangolazioni anche con il mondo imprenditoriale. Un filone d'indagine, infatti, fu aperto anche per il reato di bancarotta. Per il resto gli inquirenti hanno cercato di mettere a fuoco gli interessi nascosti dietro alcune operazioni immobiliari che, alla fine, avrebbero fatto emergere un buco di 18 milioni di euro riferito al periodo in cui monsignor Vincenzo Paglia, da alcuni mesi presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, era vescovo. L'alto prelato ha però risposto sdegnato sostenendo che tutto si è svolto alla luce del sole, d'intesa con gli uffici preposti e senza commistioni con la Comunità di Sant'Egidio. Ma intanto la cifra dell'ammanco, che a quanto pare sarebbe approssimata per difetto, ha messo in crisi la struttura diocesana costringendo a ricorrere ai contratti di solidarietà per alcuni dipendenti.

Corriere dell'Umbria Martedì 26 Marzo 2013

giovedì 7 febbraio 2013

Autovelox di viale dello Stadio: scontro di perizie … ora è regolare!?

"La decisione del prefetto sui ricorsi è sospesa in attesa che il Comune presenti la sua, perizia sulla legittimità dell'autovelox di viale dello Stadio."
Cosà dice una fonte ufficiale della prefettura. Il prefetto Vittorio Saladino dopo aver ricevuto la seconda perizia della polizia stradale si era un po' sbilanciato,  "accoglierà tutti i ricorsi contro le multe col ciclostile", ma, dopo l'annuncio che il ministero delle Infrastrutture avrebbe di contro confermato la legittimità dell'impianto ci va con i piedi di piombo.
"Ogni decisione è sospesa.. - dice la prefettura - il prefetto valuterà attentamente le due perizie poi deciderà sui ricorsi."
Alla controperizia del Comune stanno lavorando il dirigente della viabilità, l'ingegner Maurizio Galli, e il comandante dei vigili urbani Federico Boccolini. Memoria che probabilmente sarà recapitata in prefettura, a fine settimana. Il pezzo forte è il parere positivo del ministero delle Infrastrutture sulla. legittimità dell'autovelox di viale dello Stadio arrivato in Comune lo scorso 31 gennaio. I contenuti del parere li spiega l'ingegner Galli:
"Dice che la segnaletica è di indicazione e non di prescrizione, dunque è conforme. E soprattutto che viale dello Stadio ha le caratteristiche minime per essere classificata strada urbana di scorrimento."
Cioè quel tipo di strada urbana in cui la direttiva Maroni permette la collocazione di impianti fissi di rilevazione automatica della velocità. Galli elenca questi requisiti minimi:
"Due corsie per ogni senso di marcia; un cordolo spartitraffico e banchine laterali o marciapiedi. Viale dello Stadio ha tutte queste caratteristiche, dunque l'impianto è legittimo."
Palazzo Spada sa bene che il parere positivo del ministero sulla classificazione di viale dello Stadio, strada urbana di scorrimento e non semplice strada urbana come sostiene chi ritiene illegittima l’installazione, è dirimente: perché la segnaletica si può migliorare, si possono mettere semafori a tutti gli incroci e cambiare i sensori di rilevazione della velocità, ma, le caratteristiche di una strada non si possono cambiare senza investimenti enormi.
Tanto vale disattivare l'autovelox. Ma il ministero dice che quella è strada urbana di scorrimento, dunque l'autovelox li può restare: secondo il Comune. E le multe non sarebbero più a rischio di annullamento o di rimborso per chi ha già pagato. Ma la, perizia a cui stanno lavorando dirigenti e tecnici di Palazzo Spada contiene un'altra carta: il decreto prefettizio del maggio 2011 che prevedeva l'installazione degli autovelox sia in viale dello Stadio che in via Alfonsine. Se il prefetto Saladino sposasse la tesi della polizia stradale sull'illegittimità della macchinetta di viale dello Stadio andrebbe contro il parere ministeriale ma di fatto si troverebbe anche a sconfessare l'operato del suo predecessore che quei due autovelox aveva autorizzato.
Dopo essere partito a razzo, il prefetto Saladino oggi tira il freno. La partita è più che mai aperta.
Corriere dell'Umbria Giovedì 7 Febbraio 2013

mercoledì 16 gennaio 2013

Provincia: il Ced le sim e gli iPad quante cose poco chiare

Nell'inchiesta che fa tremare politici e dirigenti di palazzo Bazzani spunta il caso del Ced, il centro elaborazione dati che sarebbe stato lasciato andare al suo destino e sostituito di fatto con un appalto esterno. E pensare che il Servizio sistemi informatici e Ict, varato nel'99 e ritenuto fino a un paio di anni fa un vero e proprio fiore all'occhiello dell'ente, vanta la presenza di una rete cablata, collegata in rete a più di 200 postazioni di lavoro.
In questo ambito il Ced, istituito nel 2006 con una spesa di oltre 300.000 euro, utilizzava le migliori tecnologie. Dal gennaio del 2011, però, le cose in Provincia iniziarono a cambiare finché non maturò la decisione di affidare il servizio a un soggetto esterno per due anni anche per evitare di rinnovare il parco macchine server, divenuto nel frattempo obsoleto. Con i server acquistati dalla Provincia e poi gestiti da un soggetto terzo.
Una procedura non nuova anche nelle pubbliche amministrazioni, ma che avrebbe fatto arricciare il naso a qualcuno. Tanto che, oltre alla procura della Repubblica, si sarebbe mossa anche la Corte dei conti. E proprio al Servizio informatico è in carico l'ingegnere che, secondo le carte dell'accusa, sarebbe stato vittima di vessazioni e minacce da parte dei superiori perché non si piegava alle loro decisioni. Benefit e un altro capitolo scottante dell'inchiesta riguarda le schede sim e i tablet iPad. Questi ultimi sarebbero stati acquistati senza una gara pubblica e assegnati agli assessori che li richiedevano. Intanto Franca Peroni, segretaria generale Fp-Cgil, fa sapere che
"ad oggi non risulta alcun dirigente o delegato Cgil interessato dagli avvisi emessi."
Sulla stabilizzazione dei precari, la sindacalista ricorda come
"la Funzione Pubblica Cgil si sia caparbiamente battuta in tutti gli enti, Provincia compresa, per richiedere l'applicazione delle disposizioni legislative e contrattuali che avrebbero consentito la stabilizzazione dei precari esistenti. La Provincia applicò le norme, forte anche dei pareri delle associazioni di rappresentanza e anche la nostra organizzazione firmò l'accordo sul percorso di stabilizzazione. Ci auguriamo che questa vicenda trovi rapida soluzione, ferma restando la nostra piena fiducia nell'operato dei magistrati. Occorre trasparenza, serve rigore e, ora più che mai, attenzione e cura nella gestione della cosa pubblica. Non ci stancheremo mai di rivendicarlo e faremo come sempre la nostra parte."
Sul fronte del centrodestra, invece, il capogruppo del Pdl in Regione, Raffaele Nevi, conia il termine "Provinciopoli" a proposito di quanto sta emergendo dall'inchiesta a palazzo Bazzani.
"Al di la dei profili giudiziari che sarà la magistratura a valutare - afferma emerge un dato politico: un modo di amministrare che tende a utilizzare l'ente pubblico come una macchina per acquisire consenso, più che per gestire servizi ai cittadini, in cui prevalgono le logiche degli "amici di" invece che la meritocrazia. Resto sempre garantista e per me sono tutti innocenti, ma anche se ciò fosse rimane il modo di gestire la cosa pubblica che emerge dalle intercettazioni. A questo punto - conclude Raffaele Nevi - l'Umbria degli onesti si deve ribellare. I fatti di oggi dimostrano che era vero quello che sostenevo quando è scoppiata "Sanitopoli". Quello non era un caso isolato, ma la punta di un iceberg di un diffuso modo di gestire gli enti locali in Umbria."
Corriere dell'Umbria Mercoledì 16 Gennaio 2013

giovedì 22 novembre 2012

Rieti in Umbria: presentato il quesito referendario

"Volete che il territorio della Provincia di Rieti sia separato dalla Regione Lazio per entrare a far parte integrante della Regione Umbria?."
È questo il quesito referendario promosso dal Comitato Rieti in Umbria e presentato ieri nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Dosi.
Basteranno le finne di 1000 cittadini residenti nei comuni della Provincia, così come previsto dallo Statuto della Provincia di Rieti, che sottoscrivano la richiesta del comitato promotore del referendum, per chiedere alla Provincia, tramite il presidente, alla Commissione permanente per il referendum di pronunciarsi sull'ammissibilità della richiesta.
Una richiesta che, in sostanza si chiama Umbria e che vorrebbe vedere la Provincia di Rieti annettersi alla Provincia di Terni e passare in Umbria.
Corriere dell'Umbria Giovedì 22 Novembre 2012

sabato 17 novembre 2012

Terni e Rieti: le ragioni per un territorio

La Città dell'acciaio e Rieti sono più vicine. E quanto emerso dal convegno “Terni e Rieti: le ragioni per un territorio”, promosso dalla Uil provinciale.

“Vi sono i presupposti storici, culturali, legali e i tempi utili - è stato sottolineato- affinchè la Provincia di Rieti venga accorpata a quella di Terni, così da garantire la sopravvivenza di quest'ultima all'interno dell'Umbria, regione che verrebbe, così, ad avere oltre un milione di abitanti, maggiore estensione e peso politico”.

All'incontro, oltre ai vertici del sindacato, sono intervenuti anche Marino Formichetti e Gianluca Formichetti, rispettivamente presidente e responsabile legale del comitato “Terni-Rieti in Umbria”, Gianfranco Paris, storico, e Stefano Villamena, docente di diritto amministrativo dell'Università di Macerata.

“L'accorpamento di Rieti nella Provincia di Terni - ha commentato il reatino Marino Formichetti - è un progetto che conviene alle due Province, perchè altrimenti entrambe subirebbero la soppressione, e all'intero territorio regionale, perchè ciò darebbe ulteriore forza all'Umbria, alla luce di un possibile riordino delle Regioni, che ne minaccerebbe la sua stessa esistenza.
A Terni non è tanto l'eliminazione dell'ente provinciale che ci preoccupa - ha affermato il segretario provinciale Gino Venturi -, quanto ciò che tale decisione comporterebbe. In particolare la soppressione delle direzioni periferiche dello Stato, come prefettura, questura e direzioni delle agenzie. Sarebbe un grave impoverimento per la città ma, come ha spiegato anche Formichetti, avrebbe conseguenze sulla stessa esistenza dell'Umbria”.

Convegno Uil provinciale e Comitato reatino illustrano i tanti aspetti positivi del progetto di unione tra le due città nell'Umbria

La nuova Provincia con capoluogo Terni, che sorgerebbe se andasse in porto il progetto, conterebbe circa 400mila abitanti, un territorio di quasi 5mila chilometri quadrati e 106 Comuni. A livello regionale, tale accorpamento, inoltre, permetterebbe la ricostituzione dell'originale territorio della Provincia dell'Umbria, ente che nasce, a seguito dell'Unità d'Italia, per effetto del decreto Pepoli del 13 dicembre 1860; è solamente nel 1927, infatti, che vedranno la luce le successive Provincie di Rieti (nel 1923 viene accorpata alla Provincia di Roma) e Terni.

“Vi sono i tempi tecnici - ha approfondito il professore Villamena per permettere l'inglobamento di Rieti nella Provincia di Terni; è, però, essenziale la volontà politica dei due enti provinciali interessati e la volontà popolare dei cittadini. Occorre, inoltre, che il Governo, il presidente della Repubblica, l'Ufficio centrale per il referendum presso la Corte suprema di Cassazione si muovano in tempi abbastanza rapidi per accertare la legittimità di quanto si sta facendo”. Già avviata a Rieti la raccolta delle firme.

La Nazione Sabato 17 Novembre 2012

giovedì 25 ottobre 2012

A Largo Villa Glori un mini Luna Park …Sarà opportuno?

Tra i residenti già si erano alzati dei mugugni, ma ora la "patata bollente" arriva dritta a Palazzo Spada. Si tratta dell'area giochi, perché così è diventata, di Largo Villa Glori. Uno dei salotti della città che, già sede da anni di una giostra, ora si "arricchisce" anche dei "salti", con un trampolino elastico. Saranno contenti i bambini, per carità. Un po’ meno l'arredo urbano della piazza, storica per la città, dove si affacciano peraltro negozi e palazzi di pregio. Insomma dopo la Fontana di Piazza Tacito, ridotta ad un rudere, privata di un pennone che forse non potrà più essere installato, ecco che a due passi, in pieno centro, appunto a Largo Villa Glori, spunta un mini Luna Park.

Inevitabile la domanda: si tratta della scelta migliore in termini di opportunità? Mugugni a parte, che di certo non mancano, a sollevare formalmente il caso è il consigliere comunale Riccardo Giubilei (Pd), che presenta un'interrogazione urgente al sindaco Di Girolamo, all'assessore competente per l'occupazione di suolo pubblico,Bencivenga, e all'assessore al commercio, Fabri.

"Ingenti fondi - si legge nell'atto - sono stati riservati dall'amministrazione comunale alla realizzazione di pavimentazioni di pregio, luci ed istallazioni, arredi, marmi, acciaio e mosaici che hanno di fatto impreziosito il centro. Uno degli interventi più onerosi, per intero a carico dell'amministrazione comunale, è rappresentato dall'arredo urbano realizzato in Largo Villa Glori dove, da anni ormai, è inserita, non si sa bene a che titolo, una giostra e macchinari vari che usufruiscono di un permesso `temporaneo' di occupazione di suolo pubblico, che si protrae da una decina di anni. Ma negli ultimi giorni è comparso sulla piazza, sempre fissata alla pavimentazione di pregio, addirittura un trampolino elastico, ulteriore struttura che occupa l'intera altra sezione della piazza stesso, creando di fatto un'area giochi (a pagamento) francamente inconciliabile con la zona, gli arredi urbani, il decoro e le finalità stesse con cui il Comune ha inteso realizzare la ristrutturazione di Largo Villa Glori."
Sottolineando come sulla piazza si affacci peraltro
"Palazzo Chitarrini, progettato dall'architetto Ridolfi e catalogato nei testi di storia dell'arte del professor Adorno"
, Giubilei chiede di sapere
"le motivazioni che hanno spinto gli assessori competenti ed i relativi dirigenti ad autorizzare il posizionamento di una struttura di trampolino elastico in Largo Villa Glori; la strategia commerciale ed il fine specifico che li ha guidati nella concessione di una ulteriore porzione di piazza per posizionare un trampolino elastico; di verificare il costo richiesto per la concessione dell'occupazione di suolo pubblico dell'area e tutti gli eventuali danni provocati alla pavimentazione di pregio."
La Nazione Giovedì 25 Ottobre 2012

martedì 23 ottobre 2012

Esplode il Caso Cascata delle Marmore

Il caso Cascata manda a monte la seduta del consiglio comunale. E i tre emendamenti presentati fanno infuocare l'intera assise. Il motivo? Il parere emesso dai dirigenti, Luciano Sdogati e Elena Contessa. In particolare quello contrario al terzo degli emendamenti. Il documento, presentato da Giuseppe Boccolini (Psi) , chiedeva di aggiungere al bando, che
"la gestione della rete dei centri di educazione ambientale dovrà essere oggetto di un'apposita gara."
E la bomba è esplosa. Tra le parole più dure quella di "vergogna". A dirlo, buona parte della maggioranza e dell'opposizione, concordi con la scelta di uscire dall'aula facendo, quindi, saltare la votazione. Una parte dei consiglieri ha chiesto una valutazione dal segretario generale, Giuseppe Aronica che non ha condiviso la posizione dei consiglieri sottolineando come il parere dei dirigenti fosse necessario in termini di legge e, nei contenuti, non politico ma tecnico.

"Non condivido quello che sta succedendo oggi - ha sottolineato Boccolini - Come gestire la cosa pubblica lo decide il consiglio comunale, non i dirigenti. Sono sconcertato, questo incidente politico deve far ragionare molto."

Uno dei concetti dai quali si è mossa la valutazione di buona parte del consiglio è che
"la Cascata non è una cassaforte ma un bene pubblico."

E su questa scia, come detto dal consigliere di opposizione Antonio Baldassarre, "quello adottato oggi non è un metodo serio. II consiglio comunale non è cosa vostra". Estremamente duro anche l'intervento di Valdimiro Orsini, Pd. "É vergognoso. Per protesta nei confronti del parere dei dirigenti che entrano a gamba tesa nei lavori del consiglio comunale, io abbandono l'aula e non voto ne gli emendamenti ne l'atto e chiedo a tutti di uscire. I dirigenti se vogliono fare politica si candidino. Io questo non lo accetto".

Per Enrico Melasecche (Udc), "queste sono valutazioni politiche. Mai vista una cosa del genere, abbiamo toccato il fondo". Fuori anche i consiglieri del Pdl. Insomma, tutto rimane in mano al sindaco, nuova crisi compresa.

Corriere dell'Umbria Martedì 23 Ottobre 2012

mercoledì 26 settembre 2012

Le presenze nel Consiglio Comunale da gennaio ad oggi

Quanto i politici ternani frequentano le sale comunali? Quanto sono assidui nella partecipazione alle assemblee?, Ecco le presenza dei consiglieri comunali nell'aula di Palazzo Spada in cui per 30 volte, da gennaio a luglio scorso, si è riunita la massima assise cittadina.

Il primato negativo va alla consigliera del Pd, Anna Bartolini, che ha partecipato ai lavori del Consiglio 14 volte, meno della metà. In questa classifica al contrario la Bartolini è seguita da Fabio Biscetti del Pdl (con 18 presenze), da Francesco Ferranti, anche lui Pdl, e Luzio Luzzi (Federazione della sinistra), entrambi con 20 presenze.
La palma dei più assidui se la dividono in più d'uno, avendo assicurato la propria presenza a tutte le sedute consiliari. Ecco i "sempre presenti": Giorgio Finocchio, presidente del Consiglio comunale, Giampiero Amici (Pd), Alessandro Chiappalupi (Pd), Claudio Campili (Idv), Cristiano Crisostomi (Udc), Sandro Piccinini (Pd), Michele Pennoni (Pd), Gianfranco Teofrasti (Pd).

Di seguito riportiamo le presenze di ciascun consigliere (nominati in ordine alfabetico): Giampiero Amici è stato presente 30 volte; Giorgio Aquilini Ugolini (Progetto Temi - Città Aperta) 29; Antonio Baldassarre (Lista Baldassarre) 28; Anna Bartolini (Pd) 14; Fabio Biscetti (Pdl) 18; Giuseppe Boccolini (Socialisti) 29; Claudio Campili (Italia dei valori) 30; Alessandro Chiappalupi (Gruppo Misto) 30; Paola Ciaurro (Lista Baldassarre),25; Alessio Cicioni (Pd) 29; Giovanni Cicióni (Lista Baldassarre) 26; Crisostomi Cristiano (Unione di Centro) 30; Cinzia Fabrizi (Lista Baldassarre) 27; Stefano Fatale (Pdl) 28; Francesco Ferranti (Pdl) 20; Paolo Garofoli (Gruppo Misto) 24;. Riccardo Giubilei (Pd) 27; Dario Guardalben (Pdl) 23; Luzio Luzzi (Federazione della Sinistra) 20; Paolo Maggiolini (Gruppo Misto) 28; Enrico Melasecche (Unione di Centro) 24; Jonathan Monti (Pd) 29; Mauro Nannini (Federazione della Sinistra) 26; Alida Nardini (Pd) 28; Carlo Orsini (Pdl) 24; Valdimiro Orsini (Pd) 29; Paolo Paparelli (Pd) 29; Michele Pennoni (Pd) 30; Sandro Piccinini (Pd) 30; Federico Salvati (Pdl) 29; Valerio Tàbarrini (Pd) 29; Giocondo Alamonti (Federazio e della Sinistra)27; David Tallarico (Progetto Terni - Città Aperta) 29; Gianfranco Teofrasti (Pd) 30; Sergio Trivelli (Pd) 28; Ermanno Ventura (Pd) 27; Leo Venturi (Terni oltre) 26; Marco Vinciarelli (Pd) 28; Giorgio Finocchio (Pd - Presidente del Consiglio comunale) sempre presente.

A Gennaio il Consiglio comunale si è riunito 3 volte, a febbraio 4, a marzo 3, a maggio 5, a giugno 5 e a luglio 7 prima della pausa estiva.

La Nazione Mercoledì 26 Settembre 2012

lunedì 24 settembre 2012

Superconti contro il Comune per l’Ex Mercato Coperto: chiesti rimborso e panali

Per il momento c'è la richiesta di restituzione del milione di euro già versato (sugli oltre otto pattuiti nel preliminare di acquisto). Poi successivamente ci sarà la richiesta di versamento della penale di 250 mila euro, sempre prevista nel preliminare, perché il Comune non ha rispettato i suoi impegni. Poi la richiesta di rimborso per i costì elevatissimi sostenuti per il progetto, tutti fatturati. É un percorso di guerra quello che delinea Federico Conti, amministratore del gruppo Superconti, che indica la volontà della società della grande distribuzione di non procedere più all'acquisto dell'immobile e dell'area di piazza del Mercato.
"Siamo stati obbligati – dice Conti - dalla lettera del Comune che ci chiedeva chiarezza. In questo momento, dove si è in attesa che il Consiglio di Stato si pronunci sulla richiesta dei 13 operatori di tornare nel vecchio mercato una volta terminato, non potevamo che rispondere così. Non possiamo rischiare di fare uri investimento di 25 milioni di euro e ritrovarceli qui dentro. Il rischio c'è, dato che il Tar non si è pronunciato nel merito ma sull'improcedibilità."
Per Conti è il Comune a non avere rispettato il preliminare dì vendita, dato che i due ricorsi dimostrano
"che l'immobile al 31 dicembre 2011 e anche oggi non era libero da cose, persone e pesi."
E se il Consiglio di Stato desse di nuovo torto ai 13 operatori? “Per ora l'investimento è accantonato, dobbiamo evitare di avere qualunque ostacolo”. Tuona il Pdl, Guardalben e Brizi, sull'esito della vicenda: "Ennesima figuraccia del Comune. Il dietrofront dell'imprenditore Conti è la conseguenza del pressappochismo con cui la sinistra alla guida di palazzo Spada da tredici anni governa la città".
Corriere dell'Umbria Lunedì 24 Settembre 2012

venerdì 21 settembre 2012

Polemiche sulla delegazione della Provincia in Cina

Dal 25 al 30 una delegazione della Provincia si recherà in Cina per partecipare alle iniziative previste a Pechino e Xiangyang. La delegazione, spiega Palazzo Bazzani, "sarà ospite delle autorità cinesi che si faranno carico dei relativi costi."Oltre ai rappresentanti dell'ente, ne faranno parte "imprenditori locali del settore industriale, agroalimentare, turistico e del design."

“L'iniziativa - continua la Provincia - fa seguito agli scambi con la delegazione cinese della regione dell'Hubei che ha visitato nel maggio scorso le aziende del territorio. La missione, realizzata in collaborazione con Regione e Unioncamere, ha lo scopo di favorire la collaborazione fra il territorio e gli operatori economici, industriali, commerciali e turistici cinesi."Già ma non manca la polemica.

"Mentre la situazione finanziaria della Provincia mette a rischio servizi essenziali e il pagamento degli stipendi ai dipendenti - osserva la consigliera Gabriella Caronna del Pdl - una delegazione dell'ente sarebbe in procinto di raggiungere la Cina." Caronna chiede  "se corrisponde al vero che, mentre soffriamo e lottiamo per la sopravvivenza della Provincia, una ennesima delegazione dell'ente, composta da ben cinque persone (assessore, capo di gabinetto, dirigente, funzionario, quadro), sta per intraprendere un nuovo viaggio di una settimana in Cina. Quale urgente motivazione spinga a distogliere, in questo momento così difficile, figure del genere dal proprio lavoro e quale protocollo preveda la necessaria presenza di tante persone. A quanto ammonta la spesa al dettaglio, compreso il trasferimento per e dall'aeroporto e con quale mezzo."
Chieste anche
"le fatture delle spese sostenute dal servizio turismo per l'organizzazione dell' ospitalità della delegazione cinese" , nonchè  "le fatture di tutti i viaggi ed il numero dei relativi partecipanti, effettuati da rappresentanti della Provincia, nell'ambito della promozione turistica sia all'estero che in Italia dall'inizio del presente mandato."
La Nazione Venerdì 21 Settembre 2012

giovedì 13 settembre 2012

Terni verso il Lazio: depositate 3000 firme

Il Comitato promotore del referendum per Terni nel Lazio ha consegnato a Palazzo Spada circa tremila firme, depositandole in anticipo di una settimana rispetto ai 60 giorni previsti.
"Gran parte del notabilato regionale è contro la consultazione - afferma Andrea Liberati, presidente del Comitato -, sappiano però che i ternani li osservano e sono stufi di Soloni che, facendosi eleggere, stanno lì unicamente per mantenere poltrone, indennità e pensioni d'oro; é nostra intenzione ora - aggiunge - incontrare i presidenti delle Regioni Umbria e Lazio per capire chi può dare di più a una Conca da tempo dimenticata."
Per Marco Sansoni, portavoce del Comitato,
"quella referendaria è l'occasione giusta e irripetibile per confrontarsi in modo nuovo sulle scelte strategiche per Terni, per portare qui risorse e più lavoro per i giovani, costretti troppo spesso a emigrare. É poi sotto gli occhi di tutti il fallimento del riordino, con il tentativo strenuo quanto tardivo di riproporre un accordo che, in modo offensivo, i Comuni limitrofi hanno già respinto a inizio agosto, ma che anche lo stesso Governo ha già rigettato per bocca del ministro Patroni Griffi. Ora la parola ai ternani."
Intanto lunedì l'intero Consiglio comunale di Terni si trasferirà in seduta straordinaria a Foligno, all'auditorium San Domenico, per prendere parte agli "Stati generali delle autonomie locali umbre."Al vaglio la proposta del Cal di annettere Foligno, Spoleto e Valnerina a Terni al fine di salvare la Provincia. Interverrà anche la governatrice Marini.
La Nazione Giovedì 13 Settembre 2012

mercoledì 12 settembre 2012

Il Peso della Provincia di Terni sulla Regione

Il Riordino istituzionale dell'Umbria "deve essere basato su due enti di area vasta come le Province": é quanto emerso dal Consiglio comunale che ha approvato all'unanimità un atto d'indirizzo sui nuovi assetti regionali. In attesa della riunione del 17 allargata a tutti gli amministratori umbri sulla proposta del Cal di "annettere" Foligno e Spoleto a Terni per salvare la Provincia, il Consiglio comunale si accorge ora di alcuni dati economici che certificano il peso specifico del territorio ternano nello stesso contesto regionale in cui spesso è stato costretto a recitare il ruolo di Cenerentola.

"Non é in discussione il mantenimento di qualche postazione istituzionale - si sottolinea nell'atto - ma in primo luogo la stessa organizzazione periferica dello Stato imperniata sullo status di capoluogo di Provincia, al fine di mantenere istituzioni territoriali e servizi ai cittadini e alle imprese fondamentali per la crescita, lo sviluppo e la competitività dell'intera Umbria."
Ed eccoli gli aspetti economici.
"a fronte del peso della popolazione in percentuale (25% provincia di Terni 75% provincia di Perugia) -si legge ancora nell'atto- si rileva per la Provincia di Terni un import del 48% sul totale regionale (67% per quanto riguarda il settore manifatturiero); un export del 40% sul totale regionale (56% per quanto riguarda il settore manifatturiero); consumi di energia elettrica pari al 44% del totale regionale (60% per quanto riguarda il settore manifatturiero); 93% di quota sul totale della produzione di energia da fonti rinnovabili."
Il Consiglio comunale chiede quindi al sindaco Leopoldo Di Girolamo di contribuire ad aprire un percorso "che preveda una nuova fase costituente”.
In merito alla proposta di realizzazione di due enti di area vasta come le Province, secondo l'assemblea di Palazzo Spada

"i territori che partendo dalla Provincia di Terni, lungo l'asse della Flaminia, sia in termini infrastrutturali che in termini di sviluppo economico e turistico, possono rappresentare un elemento di coesione interna e di grande apertura verso l' esterno, anche in un'ottica di collaborazione spinta con territori extraregionali e dell'Italia mediana."

Il Consiglio propone di procedere nei prossimi giorni ad una serie d'incontri istituzionali "per favorire la massima apertura", con i parlamentari, il presidente e la Giunta regionale, il presidente del Consiglio regionale, i presidenti delle Province, i Consigli provinciali, i sindaci ed i gruppi consiliari dei Comuni umbri.

La Nazione Mercoledì 12 Settembre 2012

lunedì 10 settembre 2012

Referendum Terni fra Perugia e Roma: Mercoledì la consegna delle 2500 firme

In anticipo di una settimana rispetto al previsto, mercoledì alle 10 il comitato promotore del referendum si ritroverà sotto palazzo Spada per consegnare le 2.500 firme richieste dalla normativa, dando modo ai cittadini di esprimersi su questi 40 anni di regionalismo umbro.
"É la rottura di un tabù storico, - sottolinea Andrea Liberati - quello che impediva di poter parlare della marginalizzazione pluridecennale sofferta da Terni per via del cannibalismo amministrativo del centro di spesa di Perugia, con dinamiche di subalternità sempre più manifeste, specie dopo che sarà stata soppressa la nostra provincia. A dispetto delle forti iniziative civiche in corso, il saccheggio però continua con l'intenzione di voler concentrare su Foligno (già sede della Asl 3) anche la Asl4.
Il comitato promotore ricorda al presidente della Regione Umbria che c'è un referendum territoriale da indire, fondato proprio su iniquità come queste. E diffida altresì l'ente dal perseverare in un simile diabolico progetto di spoliazione, ormai pienamente alla luce. Ormai scoperto. Così, non potendo ovviamente toglierci l'azienda ospedaliera, che produce ricavi per circa 140 milioni di euro e che comunque in questi anni ha avuto solo le briciole delle risorse regionali, destinate sempre altrove, ci sottraggono l'azienda sanitaria locale, che fattura circa 450 milioni, tre volte i numeri dell'azienda ospedaliera cittadina.
E ci portano via l'azienda sanitaria per consegnarla a un territorio, quello di Foligno, che con la propria Asl già registrava ricavi per centinaia di milioni, concentrando dunque sulla città della Quintana un polo sanitario capace di numeri vicini al miliardo di euro. Ecco la riprova di come si impoverisce Terni."
Corriere dell'Umbria Lunedì 10 Settembre 2012

domenica 2 settembre 2012

Spese di viaggio con rimborsi tarocchi: 4 consiglieri sotto indagine

Quattro consiglieri comunali, uno d'opposizione e tre di maggioranza sono finiti nel mirino del procuratore regionale della Corte dei Conti, Agostino Chiappiniello, per illeciti rimborsi, percepiti o richiesti, nell'ambito della partecipazione alle attività istituzionali dell'ente e in particolare al Consiglio. Coinvolti almeno in un caso, anche i dirigenti comunali che hanno autorizzato i rimborsi stessi. L'indagine della Guardia di Finanza provinciale, diretta dal colonnello Domenico Solfaroli Camillocci, ha passato al setaccio la totalità dei rimborsi ai consiglieri, puntando la lente su quattro posizioni.

L'inchiesta si muove in base al decreto legislativo 267/2000 che regola l'assegnazione dei rimborsi qualora il consigliere abbia la residenza fuori dal territorio comunale sede dell'ente. Ed ecco i casi contestati. Secondo gli inquirenti il consigliere Fabio Biscetti (Pdl), pur cambiando residenza anagrafica in un Comune fuori provincia dopo un anno circa dall'insediamento nell'incarico, avrebbe mantenuto domicilio effettivo e interessi a Terni. Per gli investigatori, insomma, una residenza "fittizia". Il consigliere ha maturato 600 euro di rimborsi che comunque non ha mai incassato, per poi sospendere le richieste con il ritorno della residenza a Terni.

"Non ho percepito un euro - spiega Biscetti - e in quel periodo la mia residenza, per motivi personalissimi, era effettivamente fuori Terni. La legge peraltro non distingue residenza effettiva o meno, ero residente lì, punto e basta. Qui si confonde, non so se per ignoranza, malafede o altro, residenza e domicilio."
Il consigliere Davide Tallarico (Città aperta-Progetto Terni, gruppo di maggioranza) sempre per la finanza ha incassato 1500 euro di rimborsi non dovuti. Del presunto danno erariale comunque non risponderà lui ma il dirigente dell'ente che ha autorizzato la concessione dei rimborsi stessi. Tallarico, appartenente alla polizia di Stato, è residente a Terni ma lavora a Roma.
"Appena eletto - precisa il consigliere - ho richiesto a chi di dovere se mi spettassero i rimborsi, ottenendo una risposta affermativa. Tempo dopo ho reiterato la richiesta, con risposta nuovamente favorevole. Aggiungo che giornalmente per lavoro devo essere a Roma e viaggio solo in treno, quando la legge prevede un rimborso auto d'importo superiore."
Il terzo caso è quello del consigliere Alessandro Chiappalupi (Gruppo Misto). La sua è una storia particolare: tre anni fa venne arrestato sempre dalla Finanza per concussione; accusa che lui ha sempre respinto e il cui procedimento è in corso. In seguito a quella vicenda passò al gruppo Misto. Risiede a Orbetello, ma secondo le fiamme gialle, nei giorni a cui si riferiscono i rimborsi sarebbe stato a Terni, che rimane il centro dei suoi interessi. Gli vengono contestati 3000 euro di rimborsi.
"Dopo quella vicenda - afferma Chiappalupi - ho lavorato in silenzio, evitando di mettermi in mostra. Ma vedo che non serve a niente. Risiedo a Orbetello per motivi personali e familiari. Finchè la legge prevedeva il rimborso di una giornata lavorativa l'ho chiesto, ogni lunedì, quando si svolgeva il Consiglio, del resto sabato domenica ero a Orbetello, quando la legge è cambiata non ho presentato più alcuna richiesta, peraltro mai avanzata per la partecipazione a commissioni o altre attività dell'ente. Mi difenderò anche stavolta."
C'è anche un quarto caso, che riguarda un consigliere del Pd, e che per gli inquirenti resta al vaglio. Pur avendo la residenza effettiva fuori Terni, avrebbe dichiarato di percorrere un numero di chilometri superiore al reale.
La Nazione Sabato 1 Settembre 2012

martedì 21 agosto 2012

E Rieti pensa di “spostarsi” in Umbria

Mentre il popolo di Temi si mobilita per raccogliere le firme per indire il referendum (la petizione è arrivata a oltre 2.150 firme) e passare con il Lazio, a Rieti tira tutta un'altra corrente. La corrente di coloro che vogliono venire in Umbria ed unirsi, secondo anche storia e tradizioni passate, con la provincia di Terni. Oltre 2.000 adesioni in poco più di venti giorni e le richieste di amicizia continuano a crescere di giorno in giorno. Sono i numeri del gruppo Facebook "Rieti in Umbria". Una pagina di confronto dove si discute sull'eventualità di indire un referendum per dar vita a una provincia che unisca il Reatino al Ternano. A condurre la discussione, insieme a Marino Formichetti della Uil-Fp1, non mancano gli interventi di cittadini e politici, primo tra tutti il presidente della Provincia Fabio Melilli.
"Stiamo cercando di organizzare un incontro con Melilli - dice Formichetti -, che è sempre puntuale nel rispondere alle domande che gli vengono poste. La nostra convinzione - aggiunge ancora - è che sia Rieti che Temi trarrebbero grandi vantaggi dalla nascita di questa nuova provincia. Chiederemo a Melilli aggiunge ancora - di fare in modo che il territorio si presenti al referendum (qualora questo venga approvato) unito, evitando fughe solitarie dei paesi di confine. Solo in questo modo si potrà riuscire a raggiungere il quorum dei 'sì' che, per Legge, devono essere superiori alla metà della popolazione reatina, quindi pari a circa 80mila. Intanto stiamo procedendo alla stesura della bozza della richiesta del referendum, che sarà presentata a settembre."
E intanto da esponenti politici di rilievo arrivano altre proposte in tema di spending review e tagli. L'eurodeputato di Fli Salvatore Tatarella parla di accorpamenti.
"Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta - spiega potrebbero diventare una sola Regione, così pure Trentino, Friuli e Veneto."
E la piccola Umbria? Secondo Tatarella potrebbe
"essere accorpata alle Marche o alla Toscana, il Molise all'Abruzzo, e la Basilicata in parte alla Puglia e in parte alla Campania. I risparmi sarebbero notevoli, con riduzione numerica anche del ceto politico."
Infine c'è da segnalare che il riordino delle Province sarà oggetto della riunione della commissione provinciale.
Corriere dell'Umbria

venerdì 27 luglio 2012

Terni verso il Lazio? No, Rieti verso l’Umbria

Rieti vuole tornare all'antico, a prima del 1927, quando la Sabina faceva parte della Provincia di Perugia, dunque dell'Umbria. Ieri nella sede della Uil di Terni il segretario provinciale della Uil funzione pubblica di Rieti, Marino Formichetti, supportato dall'omologo provinciale Gino Venturi e dal segretario nazionale Giovanni Torluccio ha spiegato le ragioni di questa ipotizzata fuga dal Lazio. Formichetti sta lavorando alla costituzione di un apposito comitato, assolutamente apartitico e trasversale, che avvii le complicate procedure di un referendum consultivo, prima base di un processo di aggregazione eventuale ad altra regione previsto dall'articolo 132 della costituzione. Processo che in Sabina si è messo in moto,
"sono con me molti sindaci confinanti e nella stessa città sto trovando molti consensi"
, dopo che la Provincia di Rieti è stata condannata alla soppressione, insieme a quella di Terni, dal decreto sulla revisione della spesa in discussione in queste ore al Senato. Lo deciderà il consiglio delle autonomie locali del Lazio, ma Rieti dovrebbe accorparsi con Viterbo.
"Una soluzione peggiore del male sentenzia il sindacalista - perché Rieti e Viterbo sono a un'ora e mezzo di auto e non ci sono collegamenti ferroviari."
Mentre con la Terni - Rieti le due città saranno a un quarto d'ora di distanza tra loro. Ma l'occasione per il comitato promotore è uscire dal Lazio, da Roma con la quale Rieti non ha collegamenti ferroviari, unico collegamento stradale la Salaria, con poche corse di bus. Con una sanità commissariata che riduce di mese in mese i servizi. Con i servizi pubblici allo stremo e con una Capitale che ha sempre assorbito il grosso delle risorse. Sembra di sentire la stessa musica, anche se rovesciata verso Roma, del comitato temano che di contro vuole andare nel Lazio e che accusa Perugia di essere matrigna. Al contrario il comitato reatino in Umbria ci vuole venire.
"Abbiamo affinità - dice Fonriichetti - siamo entrambi popoli dell'entroterra dell'Appennino, siamo uniti dai percorsi francescani, dalle vie d'acqua che partono da Piediluco e attraverso il Velino arrivano al Turano. L'ospedale di Rieti e quello di Terni si possono integrare benissimo. Il turismo in questa nuova Provincia Sabina - Terni potrebbe svilupparsi con politiche comuni.
Vogliamo uscire da una regione che ci ha vessato per anni - attacca Forrnichetti - e che ha il livello di tassazione più alto d'Italia con la sanità commissariata e con il taglio dei servizi."
Corriere dell'Umbria Venerdì 27 Luglio 2012
 

Mentre sul filo delle ore si decide il destino della Provincia di Terni (l'emendamento che ne tenta il difficile salvataggio galleggia in commissione Bilancio, con il Senato che oggi comunque voterà il decreto sulla spending-review), nasce un nuovo Comitato (oltre a quello che vuole il referendum per il passaggio di Terni nel Lazio) che propone l'accorpamento, in Umbria, delle Province di Terni e Rieti. A promuovere l'iniziativa, che da settembre prevede la raccolta delle firme nei due territori) e la Uil-Fpl umbra con le segreterie provinciali di Rieti e Terni.

Il sindacato, in linea con la proposta della segreteria nazionale, ha costituito un Comitato promotore per l'accorpamento di Rieti e Terni in Umbria, che raccoglierà le firme necessarie per proporre il referendum e che contatterà gli amministratori comunali interessati, per ricevere maggiori consensi. Sono 73 i Comuni del reatino e 33 quelli ternani, mentre, 160mila gli abitanti della provincia di Rieti e 260mila quelli della provincia di Terni, che insieme contano circa 400mila cittadini (a fronte dei 350mila richiesti per evitare l'abolizione dell'ente provinciale), su un territorio di quasi 5mila chilometri quadrati (il minimo necessario è di 2500 chilometri quadrati). A Illustrare la proposta sono stati ieri, nella sede della Uil ternana, Giovanni Torluccio, segretario nazionale Uil-Fpl, Marco Cotone, segretario umbro , Gino Venturi e Marino Formichetti, rispettivamente segretari di Terni e Rieti.

"Non siamo per il campanilismo - spiega Cotone -, ma alcune scelte non tengono conto degli ambiti territoriali e delle esigenze dei cittadini, con il rischio che vengano meno i servizi alla comunità". Per Torluccio "non è più immaginabile lasciare ai politici ragionamenti lobbistici, non tenendo conto delle scelte dei cittadini. Il nostro intento è salvaguardare il territorio. Due realtà con caratteristiche simili, con alle spalle storia, cultura e tradizioni affini, come Terni e Rieti, possono indubbiamente stare insieme e convivere". "Sono con me diverse associazioni e molti sindaci dei Comuni confinanti con Terni - sottolinea Formichetti, promotore del Comitato -.L'Umbria, prendendo Rieti, avrebbe la montagna del Terminillo e ci potrebbe essere un'unica politica turistica per i laghi ternani e della Sabina".

La Nazione Venerdì 27 Luglio 2012