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giovedì 22 maggio 2014

Passerella sopra la stazione: c’è l’ok della giunta

La giunta ha approvato ieri mattina il progetto esecutivo della passerella in acciaio che collegherà la stazione ferroviaria al nuovo parcheggio, alle spalle della stazione, di via Proietti Divi.
Il progetto esecutivo, presentato dallo studio Renato Benedetti Mc Dowell vincitore del bando, non presenta difformità rispetto al progetto definitivo.
L'avveniristica passerella, interamente in acciaio, attraverserà l'area ferroviaria a oltre 7,5 metri dai binari, unendo con un percorso urbano ad andamento dolcemente curvilineo lungo poco più di 180 metri, il futuro parcheggio di via Proietti Divi a piazza Dante, innestandosi nel fabbricato della stazione all'altezza dell'atrio est. I lavori di parcheggio e passerella sono iniziati nelle scorse settimane, l'area è già stata recintata, e dovranno completarsi, pena la perdita del finanziamento regionale, entro il 2015.

La giunta ieri mattina ha anche approvato il progetto del primo stralcio dell'altro parcheggio, sempre compreso nel Pit, quello a lato stazione nell'area dell'ex scalo merci, recentemente acquisita dal Comune.
Entro l'estate verrà fatto il bando per l'affidamento dei lavori del primo stralcio del parcheggio, 190 posti auto, cui seguirà il secondo stralcio per altri 190 posti.
Dovrebbe partire l'impianto di teleriscaldamento, lavori iniziati nel 2001, che servirà una serie di condomini di Borgo Bovio utilizzando il calore delle siviere dove vengono i cotti i refrattari.
L'impianto, sta scritto nella delibera comunale approvata, è stato collaudato, cosi pure il generatore all'interno dell'Ast.
A breve la gara per l'affidamento in gestione.

Corriere dell'Umbria Giovedì 22 Maggio 2014

domenica 13 aprile 2014

Il palazzetto dello sport allo stadio si farà … dicono

Si farà il palasport, palaconcerti al foro boario, a fianco dello stadio, dove oggi si tiene il mercatino del mercoledì; il presidente della Ternana Futsal, calcio a 5 femminile di serie a, Raffaele Basile, conferma tutto l'interesse. Anzi entro maggio illustrerà pubblicamente il progetto a cui sta lavorando lo studio Baldi - Margheriti. Mentre gli uffici comunali stanno già redigendo un progetto di massima per un palasport tra i 2500 e i 4000 posti da localizzarsi appunto al foro boario e il piano economico e finanziario.
Studi preliminari necessari al bando di evidenza pubblica per la concessione, progettazione, costruzione e gestione dell'impianto. La stessa gara di evidenza pubblica che è stata utilizzata per le piscine dello stadio. A cui la Ternana Futsal sicuramente parteciperò. Probabilmente non da sola.
"Siamo aperti all'ingresso di altri privati, - dice Basile - anzi siamo già in trattativa."
Il progetto potrà poi godere delle agevolazioni riservate al credito sportivo. Sarà dunque probabilmente un'associazione temporanea d'impresa quella che parteciperò al bando che Basile vorrebbe che si tenesse quanto prima. Il presidente accetta la localizzazione scelta dalla giunta:
"Stadio, nuove piscine poi il palazzetto. É un'area che si va progressivamente valorizzando, in pratica diventerà la città dello sport."
In attesa della conferenza stampa, fornisce qualche indiscrezione sul progetto: struttura adatta per tutti gli sport indoor, cioè al chiuso, ai massimi livelli, anche per ospitare gare delle varie nazionali. Palazzetto polivalente, dunque adatto anche ad ospitare spettacoli teatrali, concerti ed eventi fieristici. In questo caso si punta alla massima capienza: quattromila posti che potranno diventare cinquemila durante i concerti perchè il pubblico potrà sedersi sul parquet che diventerà a questo punto un parterre.
"Sarà una struttura in acciaio molto versatile, che sarà posta proprio davanti allo stadio"
aggiunge l'architetto Luciano Baldi. Il palco dovrebbe essere di circa 15 metri di lunghezza. Spogliatoi al top del confort per ospitare le squadre nazionali. Ci sarà un bar e una grande hall. E ancora , la struttura sarà dotata di una sala stampa e di camerini per cantanti e attori, data la vocazione plurima per eventi sportivi, concerti, spettacoli ed eventi fieristici. La struttura in acciaio dovrebbe essere poi ricoperta di pannelli fotovoltaici in modo da assicurare l'autosufficienza energetica al palazzetto.
Corriere dell'Umbria Domenica 13 Aprile 2014

giovedì 10 aprile 2014

Ieri taglio del nastro della passerella sul Fiume Nera: Parco di Corso del Popolo e ponte aperti al pubblico

II taglio del nastro c'è stato alle 16,30. Tagliato dal sindaco Di Girolamo, dalla governatrice Marini, dagli imprenditori Salini, Anibaldi e Luisa Todini, dall'assessore Silvano Ricci. É un taglio del nastro storico, quello della passerella in acciaio sul fiume Nera che collega Corso del Popolo a Città Giardino. É il completamento del cantiere, e l'apertura al pubblico della stessa passerella e del grande parco pubblico. É il completamento del più grande cantiere dal dopoguerra e insieme l'attuazione del piano particolareggiato Ridolfi – Frankl che la città attendeva da oltre trent'anni. Parco, da 15mila metri quadrati, e passerella in acciaio da ieri sono fruibili.
"Quest'opera è cresciuta come un figlio - ha detto il sindaco una grande opera che ricompone un pezzo di città e insieme completa il progetto urbanistico di Ridolfi e Frankl. Un grande giardino che aumenta il verde a disposizione della città. Una città sempre più verde con un ponte che collega due pezzi di città. Un palazzo degli uffici che ha ricomposto uffici sparsi per la città e un grande parcheggio sotterraneo. Un grande parcheggio - ha concluso il sindaco che i ternani dovranno imparare ad usare perchè è a cinquanta metri dall'ingresso della Ztl."
Un parco, la passerella, il parcheggio sotterraneo e il sottopasso di via Guglielmi aperto da anni. Un complesso di opere pubbliche realizzate nel corso dell'ultimo decennio a costo zero per le casse comunali, coperto interamene dal soggetto privato, la Corso del Popolo spa oggi confluita nel gruppo Salini. Una grande opera che arricchisce il centro storico, il cui iter è iniziato con la prima giunta Raffaelli, ex sindaco ed ex assessori che ieri pomeriggio l'attuale sindaco Di Girolamo ha pubblicamente ringraziato.
Corriere dell'Umbria Giovedì 10 Aprile 2014

Piscine dello Stadio pronte … con polemica

Lavori completati al novanta per cento poi ci sarà la fase dei collaudi.
"Tra giugno e luglio si dovrebbe partire, comunque entro l'estate"

assicura il gestore Luigi Barelli, un nome nel campo del nuoto, il fratello Paolo è il potentissimo presidente della Federazione nuoto. Per le piscine dello Stadio si è imboccata la dirittura finale.
Ieri pomeriggio un sopralluogo al cantiere che ha avuto il sapore di una quasi inaugurazione: presenti la governatrice Catiuscia Marini, il sindaco Di Girolamo, gli assessori Ricci, Malatesta e Bartolini nonchè i dirigenti dell'Ali Todini Tombesi che ha vinto la gara d'appalto per la concessione progettazione-costruzione e gestione per 29 anni: Luisa Todini e Sergio Anibaldi.

Il gruppo Todini è poi confluito nel gruppo Salini, uno dei più grandi gruppi di costruttori italiani, e dunque ieri al sopralluogo era presente anche l'amministratore Simonpietro Salini. Presenti anche i due progettisti Luciano Baldi e Paola Margheriti.

Praticamente pronto il complesso che si articola lungo viale dello Stadio suddiviso in tre blocchi: il volume piscine coperte, il blocco hall-reception-spogliatoi-palestre e il blocco centro ricreativo bambini-estetica-ristorante. I tre blocchi hanno tutti grandi vetrate che si affacciano su viale dello Stadio.

"Siamo un po' in ritardo con la piscina esterna - dice Sergio Anibaldi - perchè l'abbiamo dovuta rifare completamente; è stato un intervento a tempo di record"
ha detto Anibaldi durante la presentazione dell'opera. I lavori per la costruzione di tutto l'intervento sono iniziati il 26 luglio del 2012. L'area di intervento è di circa 21.600 metri quadri, con 4.600 metri quadri di impianti sportivi coperti e 14.000 metri quadrati di impianti sportivi esterni e parco.
"Un'opera come questa – ha detto il sindaco Di Girolamo - è architettonicamente appassionante. É un pezzo bello di città. Ha relazione con la città moderna. Averla realizzata in un anno sta a dimostrare che in questo paese abbiamo imprese eccellenti che però devono essere messe in condizioni di lavorare."
Stesso concetto espresso da Luisa Todini. Simonpietro Salini si è detto orgoglioso dell'opera, dell'intervento su Corso del Popolo che di là a poco si sarebbe inaugurato, e speranzoso in un rapido completamento dell'ampliamento del palazzo di giustizia. Il sindaco ha detto che
"quest'opera ridisegna il baricentro della città. Qui convergeranno cittadini ma anche frequentatori da Rieti, Viterbo e dall'area romana."
La governatrice Catiuscia Marini ha ringraziato i progettisti per la grande qualità dell'opera
"che si va ad inserire nella grande tradizione ternana dell'architettura contemporanea."
Marini ha anche apprezzato l’idea della concessione-gestione.
"Servono nuove regole - ha detto la governatrice - che ci permettano di selezionare la qualità delle imprese non solo dai prezzi."
"Sarà un punto di eccellenza - dice il gestore Paolo Barelli - che darà servizi di eccellenza, per i frequentatori, per le società sportive ternane che qui si alleneranno, sarà sede delle gare regionali e dal 2015 cercheremo di far rivivere il meeting Listanti. Quando ci saranno manifestazioni nazionali o internazionali a Roma cercheremo di approfittarne per gli allenamenti."
Le tre piscine saranno totalmente a norma per i disabili. Polemico il candidato sindaco del centrodestra Paolo Crcscimbeni:
"Si sta ripetendo il triste - e un po' logoro - rito delle inaugurazioni e delle iniziative tutte concentrate sotto le elezioni. Centri disabili fermi da anni ora d'improvviso hanno un sussulto di vitalità e aprono la serranda. É stata aperta una Casa della donna, una Casa delle musiche, un centro a Città Giardino per combattere anoressia e bulimia un Centro antiviolenza. E poi, ancora, piscine e passerelle (realizzate grazie ai privati, ma ricordo che il progetto di Corso del Popolo è del 2005!)."

"Ma possibile conclude Crescimbeni - che tutte queste cose non si potessero fare prima? Perchè privare i cittadini della fruizione di servizi per attendere la scadenza elettorale?."

Corriere dell'Umbria Giovedì 10 Aprile 2014

giovedì 13 marzo 2014

Piazza Tacito … solo un’operazione di facciata?

20140313_101645Ci sono Assessori che millantano stoffa da veri combattenti e si vantano di aver vinto grandi battaglie, non battaglie per l'uguaglianza e la libertà, ma la battaglia dei lavori pubblici.
Le parole sono importanti e il loro senso e significato andrebbe scelto sempre con attenzione.
Fa così riflettere l'inutilità di tanta enfasi visto che è sotto gli occhi di tutti come la stagione appena trascorsa sia stata decisamente povera sul piano delle realizzazioni di rilievo e che quindi questa grande battaglia vinta esista solo nella mente di qualcuno.
Non si può dare per realizzate grandi opere, che sono ancora in mezzo al guado di cantieri che procedono a rilento, e che tra l'altro sono poi quasi tutti interventi privati con partecipazione pubblica.
Ma la cosa che salta più all'occhio sono le tante opere rimaste nel libro dei sogni, dalla situazione del Teatro Verdi, per cui manca una soluzione credibile e definitiva, al pasticcio del vecchio mercato coperto, agli ancora irrealizzati padiglioni del cimitero civico, al completamento delle piste ciclabili, al fantasma del palazzetto dello sport, sempre evocato e mai neanche seriamente panificato, all'eterna fantomatica incompiuta metropolitana di superficie Terni-Cesi, al sottopasso Via Battisti- Uffici Finanziari, al mancante collegamento viario tra Gabelletta e la Marattana, ad una seria manutenzione delle strade cittadine ricche di buche.
Poi potremmo ampliare il discorso ad opere fondamentali per il territorio come il raddoppio del tratto ferroviario Roma-Ancona nel suo tratto Terni-Spoleto di cui ormai si è persa ogni traccia o al completamento della Orte-Civitavecchia, infrastrutture fondamentali per il territorio e per la stessa presenza industriale che appena qualche giorno fa abbiamo festeggiato.

Se vogliamo parlare dei piccoli interventi possiamo citare un esempio di come anche quando i soldi ci sono, poi si preferisca utilizzarli con leggerezza per un tornaconto del momento senza avere capacità di uno sguardo a lungo che è proprio di chi dovrebbe operare come buon padre di famiglia.

Adesso come "operazione simpatia" si spenderanno 600 mila euro di denaro pubblico per il rifacimento della porzione di Piazza Tacito quella adiacente a Corso Tacito, un operazione di ripavimentazione propedeutica al rifacimento dell'intera piazza.
Evidente è il degrado dell'attuale pavimentazione, ma nei proclami pubblici si parla di un futuro concorso di idee per il rifacimento del resto della piazza.
Ricordiamoci che l'attuale sistemazione è frutto di un concorso di idee vinto a suo tempo da Mario Fagiolo e Mario Ridolfi, che diedero vita ad una piazza metafisica simbolo di un epoca in cui Terni era assunta alla dignità di capoluogo di provincia.
Una sistemazione rimasta immutata nel dopoguerra con la fontana rifatta dopo i danni delle bombe.
Questa sistemazione è stata svilita ed umiliata negli ultimi decenni, la fontana è stata ridotta all'ombra di se stessa ed ora più che restaurarla necessita di un quasi totale rifacimento.
La piazza è stata sventrata dalla realizzazione di box sotterranei che hanno solo creato problemi e ricorsi alle autorità giudiziarie.
Su questa porzione sono stati sacrificati lecci che adesso sono piccola ombra dei grandiosi alberi dalle chiome squadrate che svettavano nella piazza dalla foto anni 60.

In questa situazione e contesto ora si procede ad un intervento che serve più a tamponare le infiltrazioni d'acqua nei box sotterranei che a contribuire ad un reale beneficio collettivo.
É importante che si sappia che per questi lavori il comune ha dovuto procedere con un "opera stralcio urgente" ovvero con i propri fondi di bilancio ( circa € 600.000 ) e non più con quelli previsti inizialmente dal Puc2 (questi sono stati rigirati alla questione Teatro Verdi); l'urgenza è data, si legge in documento, dal rifacimento della rete di smaltimento delle acque piovane. Questo intervento non spetterebbe alla ditta incaricata dalla cooperativa proprietaria dei box, la stessa che secondo il contenzioso con la cooperativa avrebbe mal realizzato i lavori iniziali?

Oltre a questo aspetto il problema è sempre lo stesso : gli attuali amministratori sono incapaci in una visione prospettica, di immaginare per Piazza Tacito una sistemazione che dia un volto degno della Terni del nuovo millennio.
Una piazza come questa va ripensata tutta insieme e non per tratti; perché non ha senso spendere soldi adesso per una sola parte e condizionare ogni futuro intervento sulla piazza nella sua interezza; se si vuole pensare in grande ogni singolo intervento che si fa va pensato in una strategia complessiva.
Non si può procedere con interventi tampone ed azioni episodiche che impediscono ogni azione complessiva.

Promettere un concorso di idee come se fosse la panacea di ogni male, non è una presa in giro quando i materiali e le finiture dalla nuova piazza saranno stati già decisi dall'attuale pezza?
Quale libertà di reinventare la piazza si lascia ad un progettista? Quali idee possono essere date se non si ha una visione prospettica di quale piazza si vuole realizzare?

La verità è che anche in questo caso siamo difronte all'ennesima operazione di facciata che manca di una reale capacità progettuale.
Ancora una volta coloro che mettono le mani sulla città si dimostrano incapaci di immaginare la Terni del futuro; in oltre 20 anni non solo sono stati incapaci di affiancare alla fabbrica altri settori economici ma addirittura oggi ci dimostrano di non saper neppure immaginare una nuova Piazza Tacito per la Terni del XXI secolo.

Lista Civica Terni Città Futura
Giovedì 13 Marzo 2014

sabato 15 febbraio 2014

Piove nella sala blu di palazzo Gazzoli, concerti a rischio

PalazzoGazzoliPiove nella sala blu di Palazzo Gazzoli.
O meglio è piovuto due domeniche fa nel corso dell'ultimo concerto, quello della Filarmonica umbra: pianoforte, soprano, flauto e voce recitante.
Claire de lune era il nome del concerto - recital di poesie. Un chiaro di luna reso ancora più romantico dalle gocce che cadevano nelle poltroncine centrali, subito liberate dall'organizzazione. La sala blu è proprio sotto il cortile aperto di palazzo Gazzoli ed evidentemente le piogge torrenziali degli ultimi giorni hanno rovinato la coibentazione e l'acqua infiltrata è scivolata fin nella sala auditorium tradizionalmente destinata alle stagioni concertistiche. Il prossimo concerto in calendario è dedicato a Chopin, pianoforte e orchestra, a cura dell'associazione Araba Fenice. Si farà li oppure sarà dirottato in fretta e furia al teatro Secci?
"Mi hanno assicurato - dice il presidente dell'associazione Bruno Galigani - che per il 23 febbraio sarà tutto a posto e che non c'è nessun problema di spostamento in altra sede."

Palazzo Gazzoli è di proprietà dell'Ater ma per convenzione, dato che è un comodato gratuito, la manutenzione ordinaria e quella straordinaria spettano al Comune.
L'assessore Guerra dice di essere a conoscenza del problema, ma anche che i lavori non sono ancora iniziati.

Corriere dell'Umbria Sabato 15 Febbraio 2014

martedì 21 gennaio 2014

Oltre 400 firme contro il cavalcavia di Cospea

Le quattro proposte del Comitato Pro Cospea San Giovanni per dire no al cavalcavia saranno ascoltate in commissione. Per il gruppo dei residenti dei due storici quartieri della città si tratta già di un successo.
"Finalmente la nostra posizione verrà presa in considerazione spiega il presidente Moreno Castellucci - dopo un anno e mezzo di estenuante attesa."
Il tema è sempre lo stesso: c'è in progetto un cavalcavia che colleghi l'attuale centro commerciale di Cospea con quello che sta nascendo nella zona al di là di via Alfonsine, dove sorgerà un nuovo punto vendite di oltre 14mila metri quadrati. Il via ai lavori è lontano, si parla del 2015, anche perchè il cantiere è ancora fermo per un contenzioso che riguarda la ditta esecutrice, Amenta, e i proprietari del terreno, Marcangeli. Intanto il Comitato è attivo e nelle scorse ha portato a termine una raccolta firme arrivata a quota 416.
"Ne servivano 300 - precisa Castellucci - secondo quanto stabilito dal regolamento sugli istituti di partecipazione."
La procedura prevede che una proposta, per essere accolta, debba essere sottoscritta da un minimo di 300 cittadini residenti nel territorio comunale.
"Ne abbiamo già 416 già validate, ben oltre il minimo richiesto. I moduli contenenti le firme e la proposta di delibera con l'allegata relazione illustrativa sono stati consegnati all'amministrazione comunale. Il Comitato, dopo un anno e mezzo di estenuante attesa di forme di confronto proprio con i responsabili comunali, finalmente, in base a questo nuovo istituto di partecipazione, attende ora di essere convocato in audizione dalla Commissione preposta."
L'iter procedurale si concluderà con la discussione della proposta in consiglio comunale, entro sessanta giorni dalla sua consegna. La delibera in questione è la numero 402 del 29 dicembre 2010. Il Comitato del presidente Castellucci propone quattro alternative, già rese note nelle scorse settimane in diversi incontri pubblici: la prima comprende la realizzazione di una galleria ciclo pedonale sotterranea con accesso non meccanizzato; la seconda una passerella ciclo pedonale in sospensione, la terza ancora una passerella ciclo pedonale con ascensori pubblici gemellati, l'ultima, la più semplice a livello strutturale, una rotatoria.
Massimo Colonna
Corriere dell'Umbria Martedì 21 Gennaio 2014

venerdì 17 gennaio 2014

In arrivo fondi per Il Centro nazionale di canottaggio di Piediluco

Sarà potenziato è Centro nazionale di canottaggio di Piediluco "Paolo D'Aloja". La "Coverciano del canottaggio" come lo chiama il consigliere comunale del Pd, Sandro Piccinini. É proprio nella commissione consiliare del Comune presieduta da Piccinini, la seconda, che il progetto di potenziamento è stato presentato. Con lavori in due tempi, i più urgenti nel 2014; gli altri a seguire quando arriveranno, sempre che arrivino, i fondi del governo. L'intervento è frutto di un progetto condiviso e cofinanziato tra Comune, Provincia, Federazione italiana canottaggio e Regione Umbria.
"Sono già disponibili - dice l'assessore allo Sport Renato Bartolini - 150mila euro dal Comune, 150mila dalla Provincia, 150mila dalla Federazione canottaggio. La Regione inserirà nel bilancio 2014 ulteriori 150mila euro. Con questi 450mila euro già in cassa sono partiti o stanno per partire alcuni lavori urgenti che verranno completati entro l'anno."
I lavori urgenti sono la riqualificazione della sede della federazione, uffici e palestra. Il rifacimento dei tre pontili. La riqualificazione del campo di regata, posa in opera delle nuove boe e altro. La riqualificazione delle tribune e della torre d'arrivo. L'abbattimento delle barriere architettoniche in modo da permettere l'accesso agli impianti ai disabili, anche per organizzare gare ad hoc. Tutti lavori già finanziati, da completare entro il 2014. Poi ci sono in programma altri lavori strutturali che dovrebbero essere finanziati coi fondi della Regione, 180mila euro, e con 1 milione di euro di finanziamento statale. Le speranze di incassarlo sono buone.
"Il ministero dello Sport - dice l'assessore - ha messo a disposizione 18 milioni per il potenziamento dell’impiantistica sportiva in Italia. La Regione Umbria ha puntato su un solo progetto, quello del centro remiero di Piediluco. Solo che la Regione Veneto ha impugnato il bando. I soldi dovrebbero comunque arrivare dato che appunto il nostro è il solo progetto presentato per sport dall'Umbria."
Il milione e 200mila euro, soldi del governo più quelli della Regione, dovrebbero servire a costruire la nuova carpenteria, edificio per il rimessaggio e aggiustaggio delle canoe che starà all'interno del perimetro del centro nazionale di canottaggio. Per la sistemazione del verde e per la nuova illuminazione. Pezzo forte di questa seconda tranche di lavori e la foresteria per gli atleti, ad oggi mancante nel centro: 12 camere per complessivi 24 posti letto. Il progetto su cui è stato firmato il protocollo d'intesa e che è stato spedito dalla Regione Umbria al governo per la richiesta di finanziamento prevede la realizzazione di un edificio nuovo ad hoc all'interno del centro remiero.
"Ma stiamo valutando -dice l'assessore Bartolini - di modificare il progetto e di destinare a foresteria l'ex scuola elementare di Piediluco."
Corriere dell'Umbria Venerdì 17 Gennaio 2014

giovedì 16 gennaio 2014

Telfer ma quale patrimonio di archeologia industriale? Quella è solo una passerella di metallo pericolante

L'assessore Ricci risponde alle critiche di chi vuole conservare il manufatto di Papigno. Avanti con la rimozione

"Chiedere il rispetto del patrimonio storico e architettonico di Terni è meritorio, accostare uno dei simboli artistici di Temi, i mosaici di Cagli, a una passerella in carpenteria metallica di pessima esecuzione, sulla quale c'è un chiarissimo parere della Soprintendenza che la definisce priva di interesse, è invece tutt'altra cosa. Anzi, è un danno a quelle vere testimonianze artistiche che necessitano di grande attenzione e che invece vengono messe nel calderone della conflittualità ad ogni costo".

L'assessore ai Lavori pubblici Silvano Ricci va avanti col suo progetto di rimozione della Telfer, quel cavidotto metallico, in parte ancora attivo, che unisce le due parti dello stabilimento di Papigno. Cavidotto a rischio crollo, pertanto da rimuovere o consolidare. Ricci ha optato per la rimozione e l’interramento dei cavi , costo 400mila euro, motivando la scelta anche in funzione dei costi in quanto un eventuale recupero costerebbe circa il doppio. Ma per il recupero sono schierati il Centro studi Malfatti, il consigliere circoscrizionale Claudio Pace e il consigliere comunale del Pd Sandro Piccinini che considerano la Telfer come un pezzo di archeologia industriale ormai facente parte del paesaggio. Ricci rifiuta l'accostamento tra Telfer e fontana di piazza Tacito.

"Si tratta - dice - di una forzatura gratuita in quanto su quel collegamento all'interno dell'area industriale di Papigno ci sono giudizi chiari degli organi preposti e una situazione di pericolo oggettivo. Francamente non si riesce a vedere punti di contatto, neanche nell’ ottica di una identità della atta. Si tratta di una polemica, inoltre, che non rende giustizia al grande lavoro che il Comune di Temi ha fatto sul fronte del recupero e del riutilizzo del patrimonio industriale dismesso, divenendo una testimonianza preziosa in tutta Europa. Un modus operandi e una progettualità che è stata dimostrata anche sulle vere testimonianze industriali di Papigno, che hanno valenza e consistenza ben diversa dalla passerella in oggetto. Come amministrazione comunale siamo impegnati con tutte le nostre energie su emergenze culturali di grandissimo rilievo, come il Verdi e la Fontana di Piazza Tacito, facendo i conti con risorse difficilissime da reperire. Creare false emergenze e presunti patrimoni da salvare rischia di distogliere energie fondamentali e di allontanare la città dal salvataggio dei suoi indiscussi simboli".

La "Telfer" è la passerella di ferro dell'ex stabilimento elettrochimico di Papigno che serviva a fare attraversare il fiume a numerose condutture, alcune delle quali ancora attive, oltre che a portare nel magazzino di stoccaggio i prodotti, carburo e cianamide. Oggi è un ricordo del passato industriale di Papigno e soprattutto una spada di Damocle sulla testa degli automobilisti che ogni giorno ci passano sotto. Presto resterà soltanto un ricordo.

Corriere dell'Umbria Giovedì 16 Gennaio 2014

lunedì 30 dicembre 2013

La sfida della Smart City: anche Terni guarda all'Europa

La sfida della Smart City Anche Temi guarda alla mobilità sostenibile, più integrazione pubblico-privato: nuove tecnologie: ecco il piano del Comune

Un progetto su scala europea per rendere la città più Smart, più intelligente. C'è anche Terni nel programma Smart City, uno dei potenziali punti di forza dell'amministrazione comunale e dei vari enti del territorio a partire dal prossimo anno. Adeguamento del patrimonio immobiliare pubblico e privato, riconversione delle reti elettriche, mobilità sostenibile.
Queste le linee guida del piano che da gennaio riverserà nelle città europee coinvolte 82 miliardi di euro (European Smart Cities). Ma perchè proprio Terni?

Perchè la città dell'Acciaio possiede specificità che la rendono ideale per uno sviluppo omogeneo del progetto: la suddivisione in quartieri di facile mappatura, la proprietà pubblica delle reti elettriche, dell'acqua e del gas, la diffusione delle fibre ottiche su tutto il territorio, la presenza di zone industriali in via di ridefinizione nel tessuto cittadino.
I punti focali del piano europeo sono diversi e abbracciano tutto il panorama socio-economico.

Lo Smart Grid è l'evoluzione attraverso sistemi digitali della rete elettrica di Terni, con sperimentazioni e partnership tra pubblico e privato. Poi c'è la partita dell'energia, con la realizzazione di un centro di ricerca e sviluppo in partnership con soggetti interessati e collegato in rete con i laboratori dell'Università e delle imprese.
Energie rinnovabili: pronta una serie di attività rivolte allo sviluppo nell'utilizzo di fonti alternative, per la produzione di energia per le aziende e per gli utenti.

Nel capitolo della mobilità sostenibile ecco invece lo sviluppo della e-mobility, attraverso sperimentazione sulle colonnine di ricarica veloce (già avviata in città anche se ancora non pienamente sviluppato), l'individuazione di forme alternative di trasporto e organizzazione di un diverso sistema di distribuzione delle merci in ambito urbano, coerentemente con alcune delle funzioni assegnate alla piattaforma logistica di Terni (attualmente in via di realizzazione).
Nuove strategie anche per l'accesso all'energia, con uno sguardo all'autonomia energetica e gestionale dell'utenza e dell'industria e sistemi di ottimizzazione dei consumi, anche attraverso la demotica. Per il sistema acqua, il progetto punta su telecontrollo, analisi e gestione della qualità delle acque, Smart meetering; per le tecnologie innovative nello smaltimento dei rifiuti occhi puntati sul polo del riciclo e del riuso, gestione e analisi chimica del rifiuto, la movimentazione delle merci su piattaforma logistica e rotaia.

Mentre per le telecomunicazioni spazio a banda larga e fibre ottiche, con catasto delle reti, creazione e gestione delle infrastrutture di rete (fibra, wireless), servizi a privati e aziende. Il tutto con servizi Open data, aperti alla partecipazione e al contributo di aziende e pubblica amministrazione.

Il Comune di Terni, tramite l'Asm Terni SpA, mette al servizio dell'utenza una rete (Smart grid) in grado di supportare applicazioni e progetti di sviluppo e una serie di contenitori brandizzati all'interno dei quali sviluppare la propria idea progettuale o il proprio servizio. Questo permetterà alle aziende, sia del territorio che nazionali e internazionali, di inserirsi in una filiera virtuosa di sviluppo e di scambio di esperienze, know-how e soluzioni in grado di produrre prodotti condivisi.
L'obiettivo quindi è quello di ridisegnare la macchina energetica e produttiva della città, sfruttando a pieno le nuove tecnologie.
Una bella sfida per una città che deve guardare al futuro per rigenerarsi.

Massimo Cotenna
Corriere dell'Umbria Lunedì 30 Dicembre 2013

martedì 10 dicembre 2013

Cospea: raccolta firme contro il cavalcavia

Via alla raccolta firme per costringere l'amministrazione comunale a prendere in considerazione le proposte alternative alla costruzione del contestato cavalcavia di Cospea.
Protagonisti il Comitato No Cavalcavia, il Comitato Mille Alberi e altre associazioni; obiettivo è raccogliere le 300 firme necessarie alla proposta d'iniziativa popolare.

“L'iniziativa - spiegano i promotori, riuniti nel Comitato presieduto da Moreno Catellucci, - è conseguenza dell'insensibilità palesata dall'amministrazione comunale che in un anno e mezzo non ha mai fornito alcun riscontro ai residenti dei quartieri Cospea e San Giovanni sulla vicenda del cavalcavia, nonostante i ripetuti solleciti, nonché alle varie problematiche ambientali mai prese in considerazione e quindi a tutt'oggi irrisolte”.

La proposta alternativa, tra l'altro, consentirebbe un risparmio di circa un milione di euro.

“Venerdì mattina è stata depositata in Comune la documentazione per la raccolta firme - continuano i promotori - e , se i moduli verranno restituiti vidimati, la raccolta potrebbe iniziare sin dalle prossime ore e raggiungere il minimo delle 300 firme previste. Possono sottoscrivere l'iniziativa tutti i cittadini residenti nel Comune di Terni che abbiano compiuto il 18esimo anno di età. La raccolte delle firme verrà effettuata agli ingressi del Centro commerciale Copea e a quello della Fondazione Aiutamoli a Vivere in via XX Settembre, nonché in altri luoghi che verranno individuati di volta in volta secondo le condizioni metereologiche. Date ed orari verranno comunicati successivamente, secondo la disponibilità degli autenticatori”.

La Nazione Martedì 10 Dicembre 2013

venerdì 29 novembre 2013

L'ex caserma della polizia stradale abbandonate ormai da 17 anni

Per la città di Temi è un biglietto da visita scomodo, per l'amministrazione comunale è un'altra situazione di degrado urbano da risolvere, per la proprietà, è uno stabile dal futuro incerto. L'ex caserma della Polizia stradale vicino piazza Enrico Fermi, non è certo il migliore spettacolo da presentare a chi arriva alla stazione di Terni, considerando poi che si trova vicino al centro cittadino. L'intero stabile, in partenza di proprietà dello Stato, venne realizzato nel 1967 ed è stato la sede della Polizia Stradale ternana. Almeno fino a circa 17 anni fa quando uffici e personale vennero spostati nella sede attuale. Da allora gli spazi sono stati lasciati a se stessi e nessuno, a parte senzatetto ed extracomunitari, li ha più utilizzati. - La situazione. Oltre cinquemila metri quadrati, tra ex uffici e alloggi del personale in servizio, lasciati all'incuria del tempo. Il gigante edilizio mostra numerosi fattori di degrado soprattutto al suo interno. A partire dalla vegetazione, cresciuta rigogliosa in quello che una volta era il giardino della caserma ed ormai estesa anche alle restanti zone. Verti rotti, spazzatura, mura scrostate. É or mai soprattutto riparo per senzatetto ed extracomunitari. Diverse volte è stato necessario l'intervento delle volanti della polizia dopo alcune segnalazioni da parte dei residenti delle strade vicine, in particolare nell'adiacente via Avogadro.
"Ci sono dei punti dove si entra facilmente - spiega un anziano residente della zona e ogni tanto vediamo movimenti all'interno. C'à da dire però che negli ultimi tempi d sono controlli costanti delle forze dell'ordine e la situazione è migliorata."

Conclusa nel 1967, la caserma venne abbandonata circa 17 anni fa dalla Polizia stradale. Con il tempo sono state molte le ipotesi avanzate per un suo utilizzo. L'ex sindaco Giaurro pensò di realizzare in quella sede l'università di medicina e chirurgia, mentre la Provincia lanciò l'idea di trasferire alcuni suoi uffici o addirittura ci fu la possibilità di farla diventare "dimora" della polizia municipale. Invece nessun utilizzo ne è stato fatto e il gigante edilizio è ancora in attesa di conoscere il suo futuro.

Un tempo di proprietà del Ministero del tesoro, l'edificio è passato nelle mani della Consap, la Concessionaria servizi assicurativi pubblici che nel 2007 ne aveva annunciato la cessione. Tuttavia da allora non si è saputo più nulla. Tra l'altro, all’interno del sito online della stessa Consap, lo stabile risulta ancora nella pagina riservata alle "dismissioni immobiliari" in un lungo elenco con numerosi altri immobili in vendita.

"Più volte abbiamo espresso anche pubblicamente spiega l'assessore all'urbanistica, Marco Malatesta - la nostra volontà di determinare eventuali opere di valorizzazione o ristrutturazione dello stabile nell'ottica di una vendita. Purtroppo non abbiamo mai ricevuto alcuna risposta e ancora oggi non sappiamo che tipo di utilizzo ne verrà fatto, chi è l'attuale proprietà e soprattutto quando e se ci saranno interventi edilizi."

Claudio Contessa
Corriere dell'Umbria Venerdì 29 Novembre 2013

sabato 23 novembre 2013

Ci vorrebbe un ponte …

In questi giorni, prima di usare scrutano il cielo e poi guardano verso il torrente. Quando è in piena, sono di fatto isolati dal mondo. Di rischiare, magari provando a passare con l'auto, non se ne parla.
Anche perché proprio li, il corso d'acqua compie un salto di quattro metri ed è meglio non finirci dentro.
Così, quando la situazione si fa critica, non resta che chiedere aiuto.
L'ultimo intervento dei vigili del fuoco risale a pochi giorni fa, per aiutare un uomo che non riusciva a tornare a casa, bloccato dalla piena. Isolati a denunciare la situazione sono i residenti di località Castelluccio.

L'abitato si trova a poche centinaia di metri dalla frazione di San Carlo, lungo la Flaminia. Per arrivarci bisogna percorrere una piccola strada sterrata che attraversa l'alveo del Tescino, di solito in secca ma che, come ogni torrente, si 'risveglia’ quando le piogge diventano più intense e costanti. Ogni giorno vi transitano decine di auto: non solo le famiglie della zona - quattro in tutto -, ma anche i privati che hanno spazi e recinti per custodire gli animali.

"Quando c'è la piena - ci spiega un residente siamo sistematicamente isolati. Due settimane fa sono dovuti intervenire i vigili del fuoco e la protezione civile per far passare una persona. Altre volte sono serviti anche i canotti e ogni anno il problema si ripropone puntuale."
La pioggia e le notizie degli ultimi giorni non fanno dormire sonni tranquilli.
"Ricordo ancora quando i vigili ci hanno fatto attraversare il torrente con il canotto racconta una donna -. Ero andata a prendere mia figlia a scuola e al ritorno, dopo appena un quarto d'ora, mi sono trovata davanti il torrente in piena. Siamo riusciti a rientrare a casa a fatica e solo dopo un paio d'ore."

Di fatto, un'alternativa non c'è: una vecchia strada vicinale risulta abbandonata da anni e un'altra, che si inerpica sulla montagna per alcuni chilometri, è oggettivamente impraticabile. Da troppo tempo - le prime lettere di denuncia risalgono agli anni '80 - i residenti sono alla ricerca di una soluzione. Per questo, attraverso l'avvocato Marco Ravasio, hanno nuovamente sollecitato le istituzioni competenti: prefettura, regione, provincia, comune e consorzio Tevere Nera.

La richiesta è di costruire un ponte che metterebbe in sicurezza il passaggio. Allo stato attuale, però, la soluzione appare tutt'altro che semplice. Il motivo? Mappe alla mano, la strada semplicemente non esiste. A spiegare il punto di vista del comune è il geometra Federico Nannurelli dell'ufficio lavori pubblici:

"In origine - spiega - gli abitanti della zona erano serviti da una strada privata, poi abbandonata. Al suo posto, sfruttando l'accesso di un vecchio cantiere Anas e la briglia esistente, è stato creato questo percorso che attraversa il torrente ma che, di fatto, è abusivo."
Comune e Provincia si sono attivate installando dei segnali e garantendo un monitoraggio in caso di pericolo. Le competenze, però, arriverebbero fin qui.
"Gli interventi di manutenzione e gli adeguamenti - spiega il geometra - non spettano a noi, visto che il percorso non fa parte della rete delle strade comunali ma è semplicemente un accesso privato non regolare."
Nel 1997 il consorzio di bonifica Tevere Nera, interessato sulla questione, aveva elaborato uno studio di fattibilità per ripristinare la vecchia strada vicinale, oggi abbandonata, e costruire un ponte in travi prefabbricate, grazie anche a un contributo della Regione pari a 70 milioni delle vecchie lire.
"Questo progetto è stato lasciato cadere nel vuoto senza un perché attacca l'avvocato Ravasio - e oggi la situazione non è cambiata di una virgola. Qui ci sono rischi concreti da non sottovalutare."
La soluzione a cui si sta lavorando è legata al progetto di adeguamento dello svincolo San Carlo - Collelicino. In sede di conferenza dei servizi, l'Anas ha accolto la proposta formulata dal comune per la creazione di una strada di servizio che metterebbe in sicurezza gli accessi a raso sulla Flaminia e, al tempo stesso, risolverebbe il problema dei cittadini alle prese con il 'guado'. La speranza è che l'indicazione venga recepita nel progetto esecutivo dell' opera, anche se i tempi non si preannunciano brevi.
Corriere dell'Umbria Sabato 23 Novembre 2013

giovedì 1 agosto 2013

A Valenza opere per 700.000 euro. In arrivo una nuova scuola materna

Un nuovo centro residenziale con una scuola materna, verde pubblico, una piazza pedonale, nuovi parcheggi e nuova rete viaria con l'allargamento del ponte già esistente.
Questo lo spaccato di "Piazza di Valenza", il progetto presentato ieri a palazzo Spada alla presenza di esponenti del Comune di Terni, della III circoscrizione Sud e della Regione Umbria. Si tratterà di un grande elemento di arricchimento del quartiere periferico ternano che verrà realizzato lungo via Ippocrate, all'altezza della chiesa di Valenza e che dovrebbe - secondo le previsioni più ottimistiche - essere inserito nel piano urbanistico 2014 per essere completato nel 2015. L'assessore regionale all'Urbanistica, Fabio Paparelli, ha sottolineato che
"si tratta di un primo risultato importante, frutto di una stretta collaborazione tra Regione e Comune resa ancora più proficua dall'applicazione di una normativa che, oltre a creare opportunità per cittadini, Comuni e imprese, ha l'obiettivo di snellire la burocrazia e facilitare le procedure urbanistiche."
Punto di partenza del piano attuativo è stata la necessaria risistemazione dell'attuale struttura destinata a scuola materna, che versa in condizioni fatiscenti e non più idonee ad ospitare i destinatari del servizio.
"Il piano attuativo - ha spiegato l'assessore comunale all' Urbanistica, Marco Malatesta - è nato su proposta della circoscrizione Sud ed è stato possibile realizzarlo grazie alla normativa regionale che ha dato una ulteriore conferma alle procedure in casi analoghi già adottate da questa amministrazione comunale. Rilevante - ha detto Malatesta- anche il ruolo della circoscrizione Sud nell'individuare le criticità che troveranno risposta con questo intervento."
Nell'ambito di questo accordo, in cui entrerà anche l'impresa privata Coletti, la scuola materna sarà di circa 400 metri quadri coperti, conforme agli standard di edilizia scolastica e potrà ospitare due sezioni. L'area verde sarà a servizio
Al via importante intervento urbanistico Illustrato ieri in Comune sia della scuola che dell'intervento residenziale di circa 1Ornila metri cubi.
Il piano attuativo prevede, inoltre, la realizzazioni di opere di urbanizzazione primaria per circa 350mila euro, comprendenti viabilità, parcheggi, due ponticelli pedonali sul fosso di Valenza e le infrastrutture a rete. L'edificio scolastico, invece, ha un valore di circa 260mila euro. Per Moreno Rosati, presidente della circoscrizione Sud,
"il piano attuativo di Piazza di Valenza rappresenta un momento importante, oltre che per il servizio che si offrirà ai cittadini, per la collaborazione fra istituzioni, dove il Comune si è fatto portavoce dell'ente che più di tutti osserva le necessità della cittadinanza. L'intervento ha concluso Rosati- sarà a costo quasi zero: l'immobile attualmente adibito a scuola materna, di proprietà del Comune, sarà alienato con il nuovo e anche in bilancio i conti saranno effettivamente quasi nulli."

Noemi Matteucci
Corriere dell'Umbria Giovedì 1° Agosto 2013

mercoledì 5 giugno 2013

Parcheggio dell’ospedale: addio ai parcheggiatori abusivi?

"Gratuito e sicuro". É il profilo del nuovo parcheggio dell'azienda ospedaliera Santa Maria, inaugurato ieri. Quello che, fino a qualche settimana fa, era gestito totalmente dai parcheggiatori abusivi, responsabili di non pochi problemi per utenti. Negli anni polemiche continue, mai utili alla soluzione del problema. La parola fine, almeno sulla carta, è arrivata ieri. Il direttore generale Andrea Casciari, infatti, ha tentato di risolvere alla radice il problema., ristrutturando l'area e chiudendola con una sbarra di entrata e di uscita. I parcheggiatori? Tutti fuori. Il che significa più sicurezza e stallo gratuito. Venendo ai numeri dell'operazione, i posti auto sono 67 più 2 riservati alle persone diversamente abili. Il tutto con una spesa per l'azienda di 67000 euro. Il parcheggio, ha spiegato prima del taglio del nastro il direttore generale del Santa Maria Casciari
"è controllato da sbarre in modo che per tutti, fino ad esaurimento ci sia posto. In caso contrario, non sarà, nemmeno possibile accedere. L'intera area è stata delimitata da dissuasori e dispositivi tali da proteggere i pedoni dalla manovra degli autoveicoli."
Un passo importante, questo, che rappresenta
"una risposta concreta alle esigenze della cittadinanza non soltanto in termini di disponibilità di aree di sosta in prossimità dei poliambulatori e del presidio ospedaliero, ma anche in termini di sicurezza. Con l'installazione di questo nuovo sistema di controllo e vigilanza, l'attività, dei parcheggiatoci abusivi sarà fortemente scoraggiato e saremo in grado di offrire un servizio migliore e una maggiore sicurezza."
Massima soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco Leopoldo Di Girolamo, chiamato a partecipare al taglio del nastro.
"Si tratta di un ulteriore importante passo - ha detto verso il complesso degli interventi per la ristrutturazione dell'azienda ospedaliera."
A tal proposito, è la Pet, i locali che la ospiteranno, la priorità dell'azienda.
"Abbiamo ottenuto il via libera del Comune per l'inizio dei lavori. Tutto pronto per avviare il cantiere che, speriamo, chiuda entro il mese di settembre. Tutto, ora, è in mano all'associazione temporanea che deve provvedere alla realizzazione dei locali oltre che alla messa in opera della Pet."
Ma non è tutto. Come annunciato nei giorni scorsi, il direttore generale Casciani mette l'accento sul progetto consegnato in Regione per il progetto antincendio (totale dell'investimento 3 milioni 600.000 euro) che cambierà l'aspetto strutturale dell'azienda ospedaliera.
Corriere dell'Umbria Mercoledì 5 Giugno 2013

lunedì 3 giugno 2013

Piscine dello Stadio: approvato il progetto esecutivo

Forse l'”andatura” è un po' più lenta di quello che si immaginava, ma il piano per la realizzazione delle “Piscine dello Stadio” ha fatto nei giorni scorsi un nuovo passo avanti.
La Giunta comunale ha approvato il progetto esecutivo generale relativo alla costruzione dell'impianto sportivo polivalente. Una tappa fondamentale. L'intervento è compreso nel piano triennale delle opere pubbliche 2012-2014 e il cofinanziamento comunale previsto è pari a 2 milioni e 750mila euro (per gran parte coperti con l'accensione di un mutuo).

Stando al progetto varato dal governo cittadino, l'intervento complessivo sfiora gli 11 milioni di euro. Il Nuovo polo natatorio polivalente (che sarà realizzato dalla società “Piscine dello Stadio”, appositamente costituita) sarà ampio oltre 4.500 metri quadri e insisterà su un'area verde di circa 14.500. Il nucleo principale del progetto è costituito da un impianto centrale sviluppato su due piani fuori terra che racchiuderà le principali attività: all'interno sorgeranno una piscina coperta ricreativa da 16,5x8 metri, una piscina coperta per adulti da 25x16,5 metri, spogliatoi e servizi igienici a servizio, un bar e una piccola area commerciale, un ristorante su due livelli, un baby parking, locali fitness, un'area dedicata a fisioterapia e medicina sportiva.
Sulla copertura verranno installati pannelli solari termici e fotovoltaici. All'esterno, ma in continuità con l'edificio (delle vetrate scorrevoli, in estate, permetteranno di `unire' tutte le vasche) verrà ristrutturata la piscina scoperta da 50x25 metri prevista per il funzionamento estivo con illuminazione notturna e riscaldamento artificiale dell'acqua, mentre l'impianto sportivo sarà completato da un campo di calcetto a cinque con annessi spogliatoi.
Alcuni lavori di preparazione dei cantieri sono stati già realizzati: sono state demolite le opere esistenti (la cupola che ospitava la vecchia piscina coperta, l'edificio d'ingresso, i due edifici che fungevano da spogliatoi) e sono state tolte pavimentazioni e coperture. Ora, c'è grande attesa: i ternani sperano di vedere presto la nuova struttura che prende forma.

La Nazione Lunedì 3 Giugno 2013

venerdì 10 maggio 2013

La Fondazione Carit fra i mosaici della Fontana a piazza Tacito il Teatro Verdi e la Pet Tac

La Fondazione Carit parteciperò al restyling della fontana di piazza Tacito finanziando il restauro dei mosaici, i segni dello zodiaco, di Corrado Cagli che ornano la vasca. La parte più di pregio. Lo ha annunciato ieri mattina nella conferenza stampa dedicata al consuntivo 2012 e al bilancio di previsione 2013 il presidente Mario Fornaci, che però ha premesso che il finanziamento non è stato ancora portato all'esame del consiglio d'amministrazione. Aiuto concreto all'opera, costo complessivo 450mila euro, che si va essa stessa prefigurando come una sorta di puzzle dato che il nuovo pennone d'acciaio sarà offerto dall'Ast.
"Siamo contenti - dice quasi in diretta - l'assessore ai lavori pubblici Silvano Ricci. Spero che altri seguano l'esempio."

Completa indisponibilità, per il momento, a contribuire al finanziamento del teatro Verdi: costo stimato per il restyling contemporaneo 10 milioni, mentre in cassa al Comune ce ne sono solo 3. Fornaci dice di pensare alle sorti del Verdi, il principale contenitore culturale, ogni giorno ma di non vedere una soluzione. La barriera restano sempre i posti; il progetto del Comune che verrà presentato ufficialmente il prossimo giovedì prevede 650 posti.

La fondazione Carit darà il suo contributo finanziando il restyling dei mosaici della vasca di Corrado Cagli tenuti dalla fondazione insufficienti per ospitare spettacoli di livello. La fondazione chiede, per poter contribuire all'opera, un teatro da mille posti, spazio adeguato alle esigenze della città.

"Tecnicamente possibile con una struttura interna in acciaio"
suggerisce il consigliere Marco Corradi, ingegnere. Il problema sono i soldi: un teatro da mille posti costerebbe a spanne trenta milioni.
"Con un esborso del genere il Verdi ce lo prenderemmo noi. Senza rapporti col Comune"
dice Fornaci. Cioè l'intervento a carico della fondazione in cambio della gestione. Ma il presidente derubrica l'ipotesi a livello di battuta. La posizione ufficiale è al momento nessun cofinanziamento.
"Il consiglio di amministrazione mi ha invitato a disinteressarmi della cosa"
chiude Fornaci. Si avvia a soluzione il tormentone della Pet Tac, strumento per la dia gnostica donato all'azienda ospedaliera nel 2009, costo un milione e mezzo, e ancora imballato nei magazzini della Siemens. Fornaci loda il nuovo manager Casciari:
"Mi ha assicurato che entro metà luglio l'impianto sarà attivo, aggiornato con nuove schede. La ditta incaricata per adeguare i locali si è tirata indietro. Ma ne è stata individuata un'altra. Manca solo un'autorizzazione. Questa vicenda dovrebbe andare a posto"
Corriere dell'Umbria Venerdì 10 Maggio 2013

mercoledì 8 maggio 2013

Rinviati all’autunno i lavori a piazza dell'Olmo

Sono stati rinviati al prossimo autunno i lavori di restyling di piazza dell'Olmo. Lavori che sarebbero dovuti iniziare in questo periodo. L'assessore ai Lavori pubblici Silvano Ricci spiega che il rinvio è stato motivato da una richiesta dei gestori che si affacciano sulla stessa e che sarebbero stati danneggiati nella stagione primaverile ed estiva dalla presenza del cantiere, che avrebbe di fatto impedito la possibilità di esporre tavoli all'aperto.
Ricci dice anche che, vista la disponibilità del Comune a rinviare il cantiere, i gestori dei locali si sarebbero detti disponibili a contribuire a finanziare l'opera. Il progetto della nuova piazza del l'Olmo costa 300mila giuro, l'80 per cento dei quali sarà sostenuto dalle stesse imprese che realizzeranno l'opera, e che avranno il loro tornaconto in termini pubblicitari.
La parte mancante la finanzierà il Comune.

Ma adesso, forse, un ulteriore contributo privato verrà dai gestori dei locali che si affacciano sulla piazza. La nuova piazza dell'Olmo avrà una pavimentazione pregiata, avrà un'illuminazione con led rosa incassati tra le piastrelle e un nuovo arredo urbano. Resteranno i due grandi alberi che sono al centro della piazza. Nel pavimento ci saranno lamine di metallo con dentro i nomi degli sponsor privati.

L'avvio dei lavori è previsto a questo punto per autunno. Ci vorranno almeno otto mesi per completarli. La nuova piazza dell'Olmo vedrà la luce più o meno tra un anno.

Corriere dell'Umbria Mercoledì 8 Maggio 2013

venerdì 22 marzo 2013

Ecco le opere pubbliche programmate nel 2013

Un piano triennale ridotto all'osso, senza possibilità di accendere nuovi mutui, concentrato su alcune priorità ben delimitate. É questo, quello approvato ieri mattina dalla giunta Di Girolamo. Presentato dall'assessore ai Lavori pubblici Silvano Ricci.
"É il piano più striminzito - dice Ricci - che abbiamo finora approvato. Ma tutte le priorità sono state rispettate. Il primo anno - dice Ricci abbiamo acceso mutui per 18 milioni di euro. Quest'anno zero mutui, la sfida è difficile ma ce la faremo."
Il piano triennale per il 2013 indica lavori per 64 milioni di euro; è una cifra di programmazione di massima, non tutti saranno realizzati. Lavori finanziati, sempre per il 2013, con 37 milioni di entrate esterne, finanziamenti regionali, nazionali e comunitari. Oltre 5 milioni verranno dalla legge 10 (Bucalossi) e dalle entrate cimiteriali. Il capitolo finanziamenti privati, opere realizzate interamente da privati, è di 16 milioni di curo. Dalle alienazioni, sempre per il 2013, stanno in bilancio entrate per 3 milioni e 800mila curo. E dovrebbero essere quelle della Silvano Ricci Assessore ai Lavori Pubblici. Ieri l'approvazione del piano triennale. Interventi per 64 milioni di euro previsti nel 2013 vendita del 51% delle farmacie comunali. Le priorità sono quelle più volte indicate.

"Tutte le opere - dice Ricci in corso, in via di completamento o che inizieranno nel 2013 per cui sono previsti cofinanziamenti che altrimenti andrebbero perduti. Interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza delle scuole, che è stata sempre una delle nostre priorità. Accanto a questa ci saranno interventi di risparmio energetico in tutti gli edifici di proprietà comunale. Interventi che in futuro ci permetteranno risparmi nelle uscite correnti".

Un'altra voce di interventi sarà quella della manutenzione straordinaria delle strade. "Ce n'à proprio bisogno - dice Ricci - e metteremo in piedi un intervento radicale di rifacimento dove c'è bisogno". Fiore all'occhiello, tra i lavori pubblici, sarà il rifacimento di piazza Tacito, 700mila euro interamente finanziati dalla Regione attraverso il Puc2. Poi ci sarà il restauro della fontana, 450mila o 600mila euro a seconda del tipo d'intervento, una parte dei quali arriveranno dal contenzioso con la Tacito park. Per il teatro Verdi nel 2013 sono previsti lavori strutturali per la staticità per circa 3 milioni di euro. 'Abbiamo fatto moltissimo per la città e per le imprese che in questo momento hanno bisogno di lavorare. Nell'ultimo triennio - conclude l'assessore - abbiamo approntato lavori per oltre cento milioni di euro."

Corriere dell'Umbria Giovedì 21 Marzo 2013

mercoledì 6 marzo 2013

La crisi investe il cimitero

La crisi economica si abbatte anche sui lavori di ampliamento del cimitero comunale, quarto lotto, 5.387.335 euro mettendo in ginocchio alcune imprese di subappalto e fornitura. Appalto aggiudicato nel novembre del 2011 al Consorzio cooperative costruzioni (ccc) di Bologna, uno dei colossi dell'edilizia. Che a sua volta ha affidato i lavori a una sua consorziata, la Orion di Cavriago. Orion che a causa dei ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione, a partire dai 17 milioni di euro della Regione Lazio, dallo scorso autunno si trova in concordato preventivo. Schiacciate dalla crisi di Orion si trovano una decina di piccole aziende ternane che hanno fornito materiali e prestazioni d'opera alla stessa Orion nel corso dei lavori del IV lotto di ampliamento del cimitero centrale.
"La mia azienda - dice la responsabile di una di queste come altre aziende del ternano, ha iniziato le forniture ai primi di maggio 2012, tutte le fatture scadute da mesi sono ora completamente bloccate poiché la Orion per non fallire ha fatto domanda di concordato preventivo presso il Tribunale di Reggio Emilia. La mia azienda e le altre come me fornitrici ha più volte chiesto al Comune di Terni che le aziende ternane venissero salvaguardate, in qualsiasi forma o maniera, ma non è mai stata effettuata nemmeno una comunicazione in risposta. II cantiere è in forte ritardo sul programma. Le aziende che hanno lavorato sono circa ad un terzo delle forniture previste dai contratti, e vantano crediti per oltre 300mila euro."
La richiesta delle ditte al Comune è di accantonare una parte delle somme dovute al Ccc e di pagare con queste le fatture alle ditte fornitrici ternane. L'assessore ai lavori pubblici Silvano Ricci smentisce sostanziali ritardi nei lavori di ampliamento, "i lavori vanno avanti". Anche la crisi finanziaria della Orion non è un problema per il Comune:
"L'appalto è stato vinto dal Consorzio cooperative costruzioni, e noi abbiamo rapporti con lui, semmai sarà il Consorzio a inviare un'altra impresa consorziata per completare i lavori."
Disco rosso rispetto alla richiesta dei fornitori.
"Noi - dice Ricci - possiamo accantonare somme e pagare direttamente nel caso di subappalti autorizzati dall'ente. Nel caso di rapporti di fornitura e di prestazione diretta tra Orion e le imprese non possiamo fare niente."
I crediti delle ditte artigiane ternane rientreranno quindi nel concordato preventivo della Orion. Orion che a sua volta potrebbe essere acquistata da un altro colosso emiliano dell'edilizia, la Cmr edile, interessata al suo portafoglio ordini milionario. Per avere chiarezza su tutti questi movimenti che riguardano Orion, l'assessorato ai Lavori pubblici ha chiesto formalmente, e finora inutilmente, informazioni dettagliate alla capofila Ccc di Bologna.
Corriere dell'Umbria Mercoledì 6 Marzo 2013