"un'attività imprenditoriale necessita anche di iniziative adeguate da parte dello stesso imprenditore."Il fatto, però, è oggettivo: di gente, nel giorno di metà settimana tradizionalmente vocato al mercato, non ce n'è. Però c'è la "bella" sorpresa delle lettere dell'Ica per il pagamento dell'insegna che pubblicizza i singoli box. Quattrocento euro, 200, 175. Insomma briscole in moneta sonante che si aggiungono al dramma degli incassi invisibili.
"Il Comune ci aveva detto che non avremmo dovuto pagare nulla - affermano gli operatori - Ci aveva detto che metteva a sue spese le insegne per abbellire il posto, chiedendoci cosa volevamo ci fosse scritto. Adesso ci arriva questa scoppola tra capo e collo."L'assessore Fabri precisa:
"Era chiaro che il Comune avrebbe pagato e installato le insegne, ma l'imposta annuale della pubblicità è ovvio sia a carico del singolo operatore: è sempre stato così."La beffa, però, è che l'Ica non ha mandato solo l'avviso di pagamento dell'imposta dovuta, ma anche e soprattutto(visto che è l'importo che incide di più) le sanzioni per la ritardata denuncia. Denuncia? Ma se le insegne le ha messe il Comune. Su questo fronte, però, buone notizie in arrivo: il Comune si è reso conto della toppa e si sta attrezzando per porre rimedio.
La Nazione Venerdì 4 Novembre 2011
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