Intanto è stata contattata la redazione dello "Show dei Record" di Gerry Scotti, che si è detta interessata, ma si aspetta il raggiungimento dell'obiettivo finale, come detto largamente superato. Anche l'onorevole Emanuele Trappolino (Pd) non è mancato all'appuntamento in piazza del Popolo.
"Dentro la lunga e caparbia mobilitazione dei lavoratori della Basell e dei sindacati, l'impegno delle istituzioni, la formidabile partecipazione di tutta città ad un movimento di "resistenza all'oblio" - sostiene Trappolino - c'è il senso autentico di una vicenda che riguarda certamente l'identità industriale di Terni ma anche la volontà di non piegarsi ad un destino stabilito altrove."La vertenza è iniziata a febbraio 2010 e sembra ormai all'epilogo, dopo l'ultimatum di Castano, direttore del ministero dello sviluppo economico.
"Il 25 ottobre Basell e Novamont si incontreranno presso il ministero dello Sviluppo Economico. Per quanto ci è dato di capire, - continua Trappolino - le possibilità di un'intesa sulla vendita sono ridotte ai minimi termini. La multinazionale non vuole concorrenti e su questo obiettivo pare intenzionata a sacrificare tutto il resto."Novamont ha già presentato un suo progetto a Palazzo Chigi e alla regione Umbria.
"Novamont sembra interessata ad andare avanti con il suo piano di produzioni basate sulla chimica verde, prevedendo il reimpiego di parte delle maestranze della multinazionale. In questa fase il futuro della chimica di Terni deve diventare un capitolo importante della politica industriale del governo. La decisione di Novamont di andare avanti ugualmente pone in questo senso una sfida importante che deve impegnare in modo concreto Palazzo Chigi."La fase che si apre è delicata.
"Il Governo deve accompagnare la ripartenza del polo chimico di Terni attraverso una doppia e contestuale manovra. Che vuole dire: assicurare a Novamont, d'intesa con le istituzioni locali, le migliori condizioni per la realizzazione del piano e dell'investimento; gestire le conseguenze del processo di dismissione e di bonifica degli impianti, salvaguardando l'occupazione dei lavoratori della multinazionale e mettendo in campo tutti gli strumenti disponibili per assicurare all'area ex Basell un futuro industriale"
Carlo Ferrante
Corriere dell'Umbria Lunedì 10 Ottobre 2011
Corriere dell'Umbria Lunedì 10 Ottobre 2011
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