"sì, non è stato facile arrivare a questa conclusione. Ma purtroppo non c'era alternativa - spiega Partenza, con rammarico ma sicuro di aver scelto per il meglio -: ora possiamo chiudere senza nessun tipo di debito, né con le banche né con i fornitori. Già questa è una cosa molto importante, visti i tempi che corrono. Ed è meglio farlo oggi, quando penso ancora di potermi rimettere in gioco. Farlo tra dieci anni, magari esposti nei confronti degli istituti di credito, sarebbe decisamente più complicato."Com’è possibile che un'"istituzione" come Bruni - La Casa del Corredo arrivi a chiudere i battenti?
"Mah, le ragioni sono tante. Il centro blindato, ad esempio: i ternani vengono sempre meno perché hanno più difficoltà ad arrivare - racconta ancora Partenza -. Poi c'è la crisi economica generale, che ha inciso e non poco sui nostri ricavi. E la crisi più specifica del settore: sono cambiati i costumi e il modo di pensare. Non c'è più l'abitudine del `corredo', il piacere o il gusto di acquistare un asciugamano di pregio o un lenzuolo elegante. La grande distribuzione è entrata anche nel nostro settore con tutto quello che ne consegue. Ma il problema vero è anche un altro: adesso se vuoi un'attività devi fare in modo che la gestione sia a carattere familiare, perché avere dipendenti è sempre più difficile. E ancora: devi essere fortunato di avere già il locale".Ecco, questo è quanto. Alla fine, dopo molte considerazioni e non pochi ragionamenti, Francesco Partenza ha deciso di chiudere e da oggi alla Casa del Corredo inizia la vendita promozionale `svuota tutto'.
"é una delusione, non lo nascondo - conclude Partenza -. La vivo come una sconfitta, anche se i motivi che mi hanno portato a questa scelta sono tutto meno che personali. Adesso ho intenzione di guardarmi attorno e, appena possibile, di intraprendere una nuova iniziativa. Voglio ricominciare al più presto".
L'istinto di imprenditore non mente.
Annalisa Angelici
La Nazione Sabato 8 Ottobre 2011
La Nazione Sabato 8 Ottobre 2011
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