l'agenzia comunitaria per le sostanze chimiche (Echa), ai sensi del regolamento Reach, potrà fornire un positivo impulso in questa direzione, anche attraverso una migliore conoscenza delle proprietà del materiale e una conferma della sua idoneità all'impiego nel pieno rispetto dell'ambiente.Dal punto di vista normativo alcuni chiarimenti importanti potrebbero derivare (dalla scoria come da altri residui) dall'applicazione della nuova definizione di "sottoprodotto" introdotta dalla direttiva comunitaria sui rifiuti, di prossimo recepimento nazionale, o dalla definizione di criteri specifici per determinare
"quando un rifiuto cessa di essere tale"(il cosiddetto processo End of waste), che dovranno essere fissati a livello comunitario nel prossimo futuro. A Terni è in corso un progetto la cui fase di ricerca risulta assegnata all'Isrim, per individuare i suoi possibili utilizzi.Al momento, la prima parte del progetto, quella relativa alla caratterizzazione, così com'è stato possibile apprendere, confermerebbe che la scoria "tal quale" può considerarsi come "rifiuto non pericoloso" e tale quindi da poter essere riutilizzata, sia in campo edile che nell'industria vetraria. Ora bisogna attendere i prossimi risultati della caratterizzazione e certificazione dei prodotti finali, solo dall'esito dei quali potrà essere confermata la possibilità di un riutilizzo legittimo ecocompatibile, riutilizzo che avrà effetti positivi non solo di natura territoriale ambientale, ma anche occupazionale.
Carlo Ferrante
Corriere dell'Umbria Mercoledì 10 Agosto 2011
Corriere dell'Umbria Mercoledì 10 Agosto 2011
la loppa è un residuo di lavorazione in altoforno, a Terni non esistono altoforno ma forni elettrici ad arco, totalmente diversi.
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