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sabato 14 maggio 2016

Oltre cinquemila le persone assistite dalla Caritas diocesana

Oltre cinquemila le persone assistite dalla Caritas. L'ente diocesano e l'associazione San Martino, in questo momento di crisi economica e sociale, segnato da un numero crescente di famiglie che si rivolgono alle strutture caritative per richiedere viveri e aiuti, operano attraverso vari servizi per sostenere persone e famiglie.
Emblematici i numeri dell'attività svolta nel 2015. Le persone che si sono rivolte alla Caritas sono state 5.177; 38.345 pasti; 102.510 pezzi di prodotti alimentari distribuiti contro i 36.000 del 2014 e questo grazie alla realizzazione dell'Emporio della solidarietà in via Vollusiano; 15.064 capi di vestiario distribuiti.
Sono stati poi effettuati 970 colloqui, 60 in più rispetto al 2014; infine 478 persone hanno usufruito del Servizio doccia, 93 in più rispetto al 2014.
Gli interventi principali riguardano il pagamento di utenze, affitti, spese sanitarie e sostegno al reddito, effettuati per il 54% nei confronti di persone non italiane e il 43% verso cittadini italiani.
Al centro Caritas si rivolgono prevalentemente disoccupati in cerca di lavoro (51,34% delle persone), ma anche casalinghe, pensionati, inabili al lavoro e persone che pur risultando occupate hanno problemi consistenti per vivere.
Tra loro anche diversi diplomati e laureati. Sono persone coniugate con figli per il 25%, o sole per il 20%, o che vivono con conoscenti o soggetti estemi alla famiglia per il 6%.

La Nazione Venerdì 13 Maggio 2016

mercoledì 27 novembre 2013

Casinò Terni

"Quella di Temi relativamente al fenomeno della ludopatia e che vede decine di nostri concittadini vittime del gioco d'azzardo, è una situazione drammatica."
A tornare sul fenomeno dei malati di slot e scommesse è Alessandra Ruffini, membro del coordinamento provinciale dell'Idv.
"Sono presenti 22 sale da gioco sul nostro territorio provinciale e centinaia di macchinette disseminate in esercizi pubblici - scrive - Un casinò a cielo aperto con una tra le sale giochi più grandi del centro Italia."
"Le vittime della ludopatia continua - aumentano ogni giorno di più. Ad essere interessati sono soprattutto i giovani uomini, ma cresce il numero delle donne coinvolte e degli anziani."
"Sono nati centri di ascolto e punti di assistenza, ma non basta. Chiediamo con forza al nostro sindaco e alle istituzioni di farsi portavoce di una e vera lotta contro la nuova piaga sociale che sta distruggendo le nostre famiglie."
Ruffini sottolinea che in questi giorni, durante la raccolta delle firme per la legge contro il gioco d'azzardo promossa dal suo partito
"...veniamo in contatto con le vittime, con i loro familiari disperati, con operatori del settore che ci rimandano numeri importanti, da allarme sociale. Le nostre amministrazioni devono dettare linee guida rigide ove possibile, riguardo al numero e alle modalità di installazione di slot machine. Occorre creare una rete che si occupi di informazione, soprattutto nelle scuole superiori (fascia di età più a rischio): dove è stata sperimentata, ha portato ottimi risultati. Serve aumentare il numero di operatori formati e la disponibilità di punti di ascolto e assistenza, facilmente raggiungibili, nel rispetto della privacy e dell'anonimato."
"Chiediamo - aggiunge Ruffini - di fare una battaglia di civiltà e di tutela dei più deboli, ricordando che la crisi economica accentua il fenomeno e l'incidenza del gioco: soggetti disperati, senza prospettiva, in situazioni critiche, vedono il gioco, la fortuna e la vincita facile come soluzione ai propri drammi."
"Certi della sensibilità delle nostre istituzioni e in particolare del sindaco anche nella sua qualità di medico - conclude l'esponente dell’Idv - diciamo che è ora di alzare la voce , di dare un segno forte e di coraggio. La politica deve essere tutela dei deboli per prima cosa e non difesa di interessi economici. Siamo già in ritardo. É già emergenza."
"Aumentano i malati di ludopatia Occorre una battaglia di civiltà"
Corriere dell'Umbria Mercoledì 27 Novembre 2013

lunedì 11 novembre 2013

Ludopatia: combatterla con l’associazione Giocatori Anonimi

Arriva in Italia dalla Romania 10 anni fa. Ventiquattro anni, una moglie, un figlio piccolo. Un lavoro come muratore, "sicuro", pagato niente male: poco meno di 2mila euro al mese. Una famiglia come tante, come tante tra quelle emigrate alla ricerca di un futuro migliore. Poi qualcosa va storto nella vita di Cristhi (che chiede l'anonimato, usiamo un nome di fantasia) oggi, di quella vita non ha più nulla. Non un risveglio improvviso il suo, un brutto risveglio, ma un lento e inesorabile declino che giorno dopo giorno ha affossato la sua esistenza. La moglie se ne è andata nel 2009 portandosi con sì il piccolo, il lavoro non c'è più. Per non impazzire, scaricare tutta la sua sofferenza, Cristhi ogni mercoledì sera va alle riunioni dell'associazione Giocatori Anonimi (per richieste di aiuto, 366.4691211). É qui che sta cercando di rimettere in piedi la sua vita disastrata, è qui che cerca aiuto nelle parole di chi, come lui, alle video lottery ha buttato al vento tutto ma, con la forza della volontà, e non solo, è riuscito a rimettere in piedi un'esistenza. La medicina in questo gruppo è proprio l'esempio di chi ce l'ha fatta. É facile cadere nel l'errore di chiedere di raccontare il "vizio del gioco".
"No assolutamente, qui non si parla di vizio - interrompe Cristhi - è una malattia, io sono malato."
In che senso si sente un malato?
"Quando giocavo, non riuscivo a dormire, vivevo in preda a fantasie, ero sempre agitato, inquieto, avevo perso interesse per tutto, per la famiglia, il lavoro. Esisteva solo il gioco. Pensi che mi sono licenziato perché non volevo pagare gli alimenti a mia moglie che se ne era andata. Cosà senza un reddito non avrei dovuto darle nulla."
Ha perso anche l'unica fonte di guadagno a causa del gioco d'azzardo?
"Si, il gioco ti cambia, ti stravolge, non sei più tu."
Quando inizia a giocare e quando ha cominciato a sentire il bisogno di farlo in maniera compulsiva?
"Nel 2007. Una persona mia amica gestiva una sala da gioco a Temi, cosi ho iniziato ogni tanto a giocare... La cosa peggiore che può capitare a chi comincia è vincere. Io vincevo. vincevo. Tante volte sono uscito con mille euro in tasca e mi dicevo "ma che ci vado a fare a lavorare, mi spezzo la schiena un mese per la stessa cifra". Sono stato un paio di anni un giocatore che ancora riusciva a gestire la situazione. Ricordo che una volta ho vinto in un colpo 15 mila euro. Ma stavo sempre più male. Perché sentivo che il gioco si stava impadronendo di me, i litigi in famiglia erano all'ordine del giorno perché i soldi a casa non li portavo più pur andando a lavorare. All'inizio mi bastava quello che vincevo e andavo via contento dalle sale giochi poi ho cominciato a giocare tutto quello che incassavo con le vincite con il risultato che alla fine perdevo tutto. Il mio intero stipendio se ne andava in una mattina. Non mi fermavo finché non avevo finito tutto. Iniziai a giocarmi anche i soldi presi in prestito da familiari e amici."
Come si sentiva in questa fase?
"Malissimo. Poi mia moglie se ne è andata e tutto è crollato. Mi sentivo sempre in colpa per quello che stavo facendo: il gioco non mi faceva più stare bene come all’inizio, ma male. Era più forte di me, qualcosa mi diceva che dovevo giocare. Sono arrivato al punto di trascorrere intere serate in sale da gioco senza un soldo in tasca, andavo li perché ci dovevo andare. Guardavo quelli che giocavano."
Come è riuscito ad interrompere questo inferno?
"Non sapevo cosa fare. Tra i miei amici c'erano altri giocatori compulsivi ma nessuno sembrava capire la gravita. Tutti pensano che giocare sia un vizio, una brutta abitudine. Invece la ludopatia esiste, ora lo so anche io. Un giorno ho cercato conforto nel parroco del mio quartiere... É stato il parroco stesso a dirmi che sul territorio esisteva un gruppo, chiamato Giocatori anonimi, che sul principio dell'auto mutuo aiuto, cercava di aiutare le persone a liberarsi del problema. Non ci sono andato subito, poi mi sono deciso. Sono al terzo mese di frequenza, mi sento già meglio. Certo ho avuto una ricaduta il mese scorso, ma dicono che è normale. Ce la sto mettendo tutta, perché come cercano di farci nel gruppo non siamo responsabili della nostra malattia, ma del nostro recupero."
Corriere dell'Umbria Lunedì 11 Novembre 2013

lunedì 30 settembre 2013

Anche Terni ha il suo sito per incontri

Il corteggiamento tra uomo e donna non è certo una novità. C'è sempre stato dalla notte dei tempi.
Chiedete ai vostri genitori o ai vostri nonni e vi diranno sicuramente la stessa cosa.
I principi rimangono gli stessi, ciò che cambia sono le situazioni e i metodi per corteggiarsi.
A scuola o all'università le conoscenze sono molto facili e dinamiche.
Le persone con un'età adulta hanno invece una serie differente di opportunità a disposizione per interagire con il sesso opposto.
Più si va in là con gli anni e più si pensa seriamente a “sistemarsi” con qualcuno.
Naturalmente, questo non è l'unico motivo per cercare un partner.
Ad esempio, per gli studenti incontrare nuovi coetanei diventa un'attività divertente: con così tante persone che si possono conoscere è sempre un piacere provare nuove emozioni.
Negli anni che hanno preceduto l'avvento di internet, le chance per incontrare la propria anima gemella sia a Terni che in altri luoghi erano limitate alla possibilità che qualcuno ci presentasse un'altra persona, oppure all'incontrare qualcuno al bar o ad una festa.
Con la rivoluzione digitale tutto è cambiato, ora si possono conoscere persone tramite gli incontri online. Ma perché una persona dovrebbe andare su internet per trovare un partner? La risposta è piuttosto logica e variegata.
Principalmente perché le persone che lo o la circondano sono di scarsa qualità o con caratteristiche che non si confanno all'interlocutore. Oppure perché essendo molto impegnati con il lavoro e con la casa si ha poco tempo a disposizione per il tempo libero.
Le ragioni possono essere diverse, ma sicuramente ai giorni nostri non c'è nulla di strano o sbagliato nell'andare su internet per cercare qualcuno che ci possa rendere felici.
Come recita un famoso spot in televisione che riguarda un noto sito di incontri: 1 persona su 4 si conosce online e a visitare questi siti ci si rende conto di quanti matrimoni questi portali abbiano contribuito a realizzare.
Naturalmente, il fatto che si decida di optare per gli incontri online, non implica che tutto andrà per il verso giusto, anche perché dovrete prima o poi conoscere la persona dal vivo.

Conviene quindi non farsi false illusioni e procedere con cautela, da un punto di vista emozionale ed attrattivo, anche se bisogna riconoscere che gli incontri online hanno cambiato la vita di molte persone, ma solo di quelle che hanno dato una possibilità a questo tipo di relazioni via internet e che hanno approfittato di questo strumento nella maniera più consona.
Ma quale sito scegliere? In Italia ci sono ormai quasi un centinaio di siti per conoscersi tramite internet e sono tra i più svariati: per persone grasse, separate, militari, alte, fitness, amanti degli animali, … ce ne è uno per ogni tipo di gusto. In ogni caso si dividono in 2 grandi categorie: gratis e a pagamento.
Quindi, quando desiderate registrarvi ad un sito d'incontri pensate bene prima se intendete pagare oppure no, anche perché il pagamento avverrà ogni mese, quindi dovrete mettere in conto un certo budget o pensare di utilizzare i servizi del sito concentrandovi molto i primi mesi d'iscrizione, se non siete facoltosi.
Lo svantaggio principale per questo tipo di siti è che troverete in ognuno di essi pochi ternani, perché naturalmente anche gli abitanti di Terni che chattano sono sparsi per i vari siti della rete.
Ebbene, da oggi invece il sito http://www.incontri-terni.com raccoglie in un unico portale tutte le persone che vivendo nella nostra stessa provincia o città sono intenzionate a conoscersi online.

Nel portale è possibile scambiarsi i messaggi, pubblicare le foto, stringere le amicizie e pubblicare i propri eventi come avviene su Facebook, il tutto gratuitamente senza dover spendere alcunché. Il vantaggio principale di Incontri Terni è che la persona che andrete a conoscere abiterà nella vostra stessa città o a pochi km da voi e quindi eviterete delle relazioni a distanza che, come sapete se avete un po' di esperienza, difficilmente si concludono positivamente.

mercoledì 26 giugno 2013

Inaugurazione del Centro Caritas Sant'Antonio in via Vollusiano

Dentro non ci sono letti né comodini, ma camerate vuote pronte ad accoglierli. Uno stanzone con gli armadi; bagni e docce. Stanze, uffici, sale.
"Non chiamatelo dormitorio - dice il direttore della Caritas, Claudio Daminato - ma centro Caritas Sant'Antonio."
Ieri pomeriggio il taglio del nastro della struttura polifunzionale d'accoglienza in via Vollusiano. Dentro le autorità diocesane e comunali: fuori i residenti con striscioni e cartelli a protestare contro il dormitorio. Inaugurazione ai massimi livelli con il vescovo Ernesto Vecchi, il sindaco Di Girolamo, l'assessore regionale Paparelli, il direttore generale della Caritas Francesco Soddu in rappresentanza del presidente monsignor Giuseppe Merisi che all'ultimo momento ha dovuto rinunciare. Con loro, la donatrice dell'immobile accatastato come magazzino, la signora Daniela Argenti.
"Non chiamatelo dormitorio, - si appella il direttore della Caritas ternana Claudio Daminato - è un centro Caritas che fungerà soprattutto come centro d'ascolto, distribuzione di vestiario, di pacchi alimentari poi l'inverno quando c'è l'emergenza freddo fungerà anche come accoglienza."
Dieci i letti previsti. Ma per fare questo serve un cambio di destinazione d'uso che la Caritas si è impegnata a chiedere al Comune subito dopo l'inaugurazione. Il sindaco Leo Di Girolamo entra insieme al vescovo Vecchi.
"Credo che quella di oggi - dice il sindaco - sia una giornata importante nella costruzione della rete di solidarietà della città... la chiesa, il Comune e le istituzioni hanno il dovere di costruire una città più solidale... non c'è alternativa all'integrazione."
Per poi prendere di petto il problema:
"Il cambio di destinazione d'uso dovrà incontrare il consenso inevitabile del consiglio comunale."
Fin qui unanime nel ribadire il no all'apertura nella via di un dormitorio pubblico. Il sindaco non dispera di raggiungere un accordo:
"Siamo qui per trovare la via giusta per una soluzione."
Plauso all'iniziativa anche da parte dell'assessore Paparelli. Monsignor Vecchi cita il giudizio universale secondo Matteo dove chi ha aiutato i poveri troverà la vita eterna e si appella alla solidarietà. Poi cita papa Francesco e la sua verità che sta nella carità. []
Corriere dell'Umbria Mercoledì 26 Giugno 2013


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lunedì 24 giugno 2013

Festival del Volontariato a Terni

Sarà una grande festa. Ma sarà anche un momento di riflessione, un momento per far conoscere il grande ”lavoro”, gratuito ed essenziale, soprattutto in un momento di crisi come questo, che svolgono i volontari.
Saranno oltre 100 le associazioni di Terni, Orvieto, Amelia e Narni che per tre giorni animeranno il Festival “Ci Siamo. Giornate del Volontariato”.

Le associazioni hanno accolto con grande entusiasmo l'appello lanciato dal consiglio direttivo del Cesvol di Terni per rimettere al centro lo straordinario valore che il volontariato ha, tanto più nei momenti di difficoltà.
Tre Giorni, da giovedì a sabato, in cui i volontari si faranno conoscere e si incontreranno per riflettere e crescere.
Tre i luoghi scelti per celebrare questa particolarissima festa: piazza Europa, piazza Solferino e la Biblioteca Comunale di Terni. In programma ci sono tavole rotonde, workshop e tanti eventi.
E poi appuntamenti culturali, laboratori, spettacoli musicali e teatrali e animazione per bambini, il tutto a cura delle associazioni del territorio.
Piazza della Repubblica si trasformerà nella vetrina del vivere volontario e sarà riempita dagli stand espositivi allestiti dalle oltre cento associazioni che hanno aderito.

Ad Aprire il Festival, giovedì alle 17, in Bct, la tavola rotonda “Il futuro del Centri di Servizio per il Volontariato in Umbria: quale modello possibile”. Presenti, tra gli altri, l'assessore regionale alle politiche sociali, Carla Casciari , l'assessore comunale alle politiche sociali, Stefano Bucari, il presidente del Co.Ge Umbria, Antonio Lanuti e la vicepresidente di Csvnet, Francesca Danese.

La Nazione Lunedì 24 Giugno 2013

martedì 5 marzo 2013

L’Eredità di Paglia

Fatto v'avete dio d'oro e d'argento; 
e che altro è da voi a l'idolatre, 
se non ch'elli uno, e voi ne orate cento?

Con questi versi Dante Alighieri, nel XIX canto dell'Inferno, si scaglia contro la deriva della chiesa, intenta a perseguire altri dei, tra i quali la ricchezza, il dominio e l'egoismo. Da allora sono trascorsi circa settecento anni, ma certe deviazioni paiono essere connaturate alla sacra istituzione. Nel suo piccolo, anche la vicenda dei presunti ammanchi milionari dalle casse della Diocesi di Terni indica intricati risvolti e tinte fosche, tanto più perché concomitante con la rinuncia di Benedetto XVI, le intercettazioni telefoniche tra monsignor Paglia ed Eros Brega sulla caduta della Giunta Di Girolamo, la vicende dello Ior.
La questione della Diocesi ternana, almeno formalmente, muove dalle preoccupazioni dei dipendenti della Curia che, a fronte di una richiesta di forte riduzione dell'orario di lavoro, avrebbero preso contatti con la Cgil per cercare una soluzione. Oltre, dunque, al destino dei ventisette dipendenti, la magistratura ha aperto un vaso di Pandora i cui contorni sono alquanto nebulosi. I rumors si rincorrono, ipotizzando un buco intorno ai diciotto-venti milioni di euro.
La Curia pare sia notevolmente indebitata, ma la gestione Paglia verrà di certo ricordata anche per una particolare propensione verso il mondo degli affari, specie quelli immobiliari, oltre che per la fitta trama di relazioni con personaggi di primo piano.
Non a caso Paglia è amico di Diego Anemone, il costruttore romano che regala case ad insaputa dei destinatari, si fa carico dei bisogni personali e familiari di amici importanti come Balducci e Bertolaso, e si fa aggiudicare senza gara appalti milionari, tra cui quello dell'aeroporto San Francesco. Uno dei cassieri di Anemone è don Eraldo, un prete soprannominato don bancomat perché detentore di decine di carte di credito e conti correnti.

Ma Paglia è anche assistente spirituale della potente Comunità di Sant'Egidio a Roma, nonché amico del suo presidente Andrea Riccardi, ministro e sostenitore politico di Monti. Al di là degli ammanchi, dei quali dovrà occuparsi la magistratura, paiono opportune alcune riflessioni sulle attività che impegnano la Curia al di là della cura delle anime. Da quando nel 2000 Paglia si insedia a Terni, infatti, la Curia o persone ad essa legate partecipano e costituiscono molte società che detengono immobili e terreni: un groviglio di acronimi e sigle in cui è facile perdersi.

Tra le altre citiamo Goma, Gestervit Terme, Doces, Inip, Umbria gestioni immobiliari, Immobiliare minerva, Immobiliare tiberina, Immobil group ed Isad. Alcune risultano cancellate o inattive, mentre le ragioni sociali sono varie: sviluppo di progetti immobiliari senza costruzione, valorizzazione e promozione immobiliare, locazione immobiliare, costruzione di edifici. Se si passa in rassegna l'attuale organigramma amministrativo della Diocesi, si rintracciano i nomi di personaggi che ricorrono nella gestione di molte di queste società. In particolare Luca Galletti, ad oggi direttore dell'ufficio tecnico, e Paolo Zappelli, attuale direttore dell'ufficio amministrativo, in precedenza economo, poi sostituito da quello tutt'ora in carica, Alfredo Pallini, ex direttore generale della Banca Popolare di Spoleto e già presidente di Abi Umbria.
Quest'ultimo, è bene ricordarlo, nel marzo 2011 rassegna le proprie dimissioni da direttore generale della Bps a seguito delle ispezioni della Banca d'Italia e della relazione che denuncia anomalie nella gestione dell'istituto di credito. Il 9 luglio 2012, infine, vengono recapitati 17 avvisi di garanzia ai vertici Bps per appropriazione indebita, mentre per Pallini l'accusa è di aver compiuto attività di ostacolo alle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza.

Luca Galletti, invece, rappresenta una costante in qualità di detentore di quote nelle varie società e, fino al 2012, ricopre la carica di presidente dell'Istituto diocesano per il sostentamento del clero di Terni, Narni e Amelia. Altra figura di rilievo è monsignor Francesco De Santis, attuale pro-vicario generale, che sino alla nomina dell'amministratore apostolico Vecchi ha ricoperto il ruolo di reggente, in sostituzione di Paglia. De Santis e Galletti risultano soci della Doces srl di Terni che, alcuni anni fa, è stata coinvolta in una vicenda giudiziaria relativa al Grand Hotel Terme Salus Pianeta Benessere di Viterbo. La Kurhouse International srl, infatti, stipula un contratto di locazione nel febbraio 1991 con la Gestervit srl, all'epoca detenuta da società facenti capo al Gruppo di Franco Governatori.
Nel 2000, a seguito di una esecuzione immobiliare effettuata a danno della Gestervit, con conseguente messa all'asta dell'immobile, le quote della Gestervit vengono acquistate proprio dalla Doces. Negli anni successivi, seguono alcune cessioni di quote con la Gestervit, di proprietà per il 50% di Luca Galletti e per l'altra metà della Goma srl, che nel 2007 cede ad una società unipersonale - per il 100% di proprietà della Gestervit, denominata Gestervit Terme srl - il ramo d'azienda afferente l'immobile del Grand Hotel Terme Salus di Viterbo.

I legami con il Gruppo Governatori, proprietario della società Cogego spa di Viterbo, non si esauriscono con la costruzione del Grand Hotel Terme per conto della Gestervit. La Goma srl altra società in cui figura Galletti - è il committente della ristrutturazione dell'ex molino Profili di Viterbo. I lavori permettono di restituire la struttura alla collettività, infatti diviene la nuova sede Inpdap di Viterbo ma, ironia della sorte, nell'ottobre 2010, un'eccezionale ondata di pioggia intasa il sistema fognario ed allaga completamente gli uffici, compresi i locali adibiti ad archivio. La vena affaristica non accenna ad esaurirsi; nel 2006 monsignor De Santis, insieme a don Antonio Maniero, attuale vicario generale della Diocesi, si lancia nella costituzione dell'impresa sociale Accoglienza Diocesana, con lo scopo di gestire in ottica imprenditoriale strutture a carattere ricettivo e para-ricettivo per l'accoglienza di gruppi, famiglie e semplici turisti.

Lungi dal costituire un ricovero per modeste disponibilità, il target di riferimento è di fascia medio-alta e la gamma delle offerte proposte è piuttosto ampia, dal Monastero Le Grazie a Villa Spirito Santo, da Il Ristoro del Priore alle case vacanza Mater Ecclesiae e Don Bosco, tutte ubicate fra Terni, Rieti e Polino. Così, nel giugno del medesimo anno, alla presenza di Paglia e delle autorità cittadine, viene posata la prima pietra per la ristrutturazione della Villa Spirito Santo, nella zona di Collerolletta che, inizialmente, avrebbe dovuto essere soltanto un centro polivalente per anziani non autosufficienti. L’intervento, ad ogni modo, viene realizzato dalla società Isad, costituita dalla cooperativa sociale Aidas e dalla Doces. In tempi più recenti, suscita curiosità la vicenda della compravendita dell'ex convento delle suore Orsoline. L’Istituto per il sostentamento del clero, infatti, lo acquista nel 2003 ad un prezzo vantaggioso, 1.549.370 euro salvo, poi, rivenderlo nel giugno 2006 ad 1.969.000 euro ad una delle maggiori imprese edili della città, quella di Eugenio Montagna Baldelli.

Oltre alla non ingente plusvalenza, 420 mila euro lordi, ancora una volta fa capolino la trama che fa perno sulla Diocesi. Baldelli, infatti, all'epoca è membro proprio dell'Istituto per il sostentamento del clero e per la vendita dell'immobile non viene predisposto alcun bando pubblico, che ne avrebbe potuto far lievitare il prezzo. Le buone abitudini, è risaputo, vanno mantenute, infatti nei primi giorni di febbraio 2012 si insedia il nuovo presidente dell'Istituto per il sostentamento del clero, Giampaolo Cianchetta il quale, fresco di nomina, annuncia che l'Istituto ha proceduto ad una importante operazione patrimoniale, l'ennesima: l'acquisto dell'immobile dell'Istituto Leonino, destinato a sede del polo scolastico e culturale cattolico. A monsignor Vecchi il compito di recuperare il gregge smarrito e ricondurlo sulla retta via. Amen.


da il Manifesto di Martedì 5 Marzo 2013

lunedì 28 gennaio 2013

Terni Cricket: il primo impianto in Umbria al quartiere San Valentino

Il cricket, secondo sport più praticato al mondo dopo il calcio sta suscitando interesse anche a Temi per un progetto di integrazione sociale e riqualificazione di alcune aree verdi pubbliche.
L'idea è della neo nata Temi Cricket. Nei mesi scorsi la giunta del Comune di Temi ha deliberato una proposta in base alla quale c'è la possibilità di realizzare un impianto dove si possa praticare questo sport. L'area in questione è quella di San Valentino, in particolare lo spazio relativo al campo del Sant'Efebo. La neo nata Temi Cricket Club ha in mente di riqualificare e recuperare tutta l'area per praticare il cricket. Ma la sua finalità è anche sociale: infatti, tanti immigrati dell'India, del Bangladesh, del Pakistan e dell'Afghanistan, che provengono sia da Terni che da Perugia, stanno praticando questo sport. Il loro punto di incontro attuale è a Terni in via Montanara, in uno spazio, dove tempo permettendo, tra di loro ogni domenica pomeriggio giocano a cricket.
La Federazione Italiana Cricket è stata coinvolta in questo progetto, ed è venuta con alcuni suoi rappresentanti a visionare il luogo dove potrebbe sorgere il nuovo impianto a Terni, e ha dato il suo benestare. Inoltre il Terni Cricket ha creato una sinergia con l'Olympia Thyrus San Valentino, società di calcio dilettantistico, in particolare con il presidente Sandro Corsi, che è anche il vice presidente della neo nata associazione di cricket. Al momento ci sono circa 30 ragazzi che fanno parte del Terni Cricket, che non vedono l'ora di misurarsi con altri coetanei in partite di questo sport. Ma i tempi incombono:

'Vogliamo avere un impianto per disputare il campionato di serie c interregionale - afferma il presidente del Terni Cricket Luigi Gentile - e speriamo che  ci siano risposte in tempi brevi, mi riferisco in particolare al Comune di Terni e alla Regione dell' Umbria. Ma il nostro obiettivo è soprattutto di integrazione sociale: molti immigrati a Terni di diverse nazionalità praticano il cricket, e proprio attraverso questo sport riescono a socializzare tra di loro. Vogliamo coinvolgere anche le giovani generazioni umbre nel praticare il cricket. Non a caso proprio nell'area di San Valentino abbiamo l'intenzione di usufruire anche del centro giovanile Sant'Efebo, per farlo diventare il punto di incontro tra le varie culture presenti a Terni. E poi pensate al fatto di avere una squadra di cricket che porta in alto il nome della nostra città a livello nazionale, non sarebbe una grandissima cosa per tutta la comunità ternana?".

Giacomo Papini
Corriere dell'Umbria Lunedì 28 Gennaio 2013

lunedì 15 ottobre 2012

A Stroncone nasce il progetto europeo per gli anziani

Si è conclusa da pochi giorni la settimana dell'Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le diverse generazioni. L'attività, impostata nell'ambito delle manifestazioni di Fareuropa per la Festa dell' Unione Europea del 9 maggio, è come noto terminata con la Giornata mondiale delle persone anziane del primo ottobre indetta da tempo dalle Nazioni Unite, e con la più nota Festa dei nonni del due ottobre. Collegandosi a tali iniziative, il gruppo Aede (Association Européenne Des Einsegnants) di Stroncone ha per l'occasione lanciato un progetto di livello europeo che ha come localizzazione Stroncone nominato prima come "Luogo d'Europa", poi come "cuore antico dell'Europa" nelle varie edizioni di Fareuropa dall'Aede fin dal 1997. Il progetto, dal titolo
"L'invecchiamento, da periodo terminale della vita, con utilità marginale per la società, a periodo di massima produttività qualitativa e culturale (surplus produttivo)"

, rappresenta l'elaborazione di una proposta innovativa per affrontare le tematiche dell'invecchiamento attivo e le dottrine a sostegno dell’invecchiamento stesso. Il lavoro si è svolto in tre distinte fasi: la prima, con il tema specifico "L'invecchiamento attivo oggi", attuata con il convegno del 12 maggio 2012, la seconda con il tema specifico "La geragogia in divenire per la definizione di una nuova strategia di comportamento nei riguardi della vecchiaia", attuata con il convegno del 29 settembre 2012 e una fase intermedia di studio e di ricerca per la definizione di discipline proattive, precursori essenziali dell'anzianità attiva.

Diverse le questioni poste all'attenzione: dalla determinazione dello status e del ruolo degli anziani contrastante la cultura del declino alla costituzione di un'idealità alla base del proprio fare, fino alla ricerca di una nuova strategia di comportamento nei riguardi della vecchiaia. Il presidente Europeo dell'Aede, Silvano Marseglia, ha accolto l'invito all' Aede europea di farsi promotrice della riproposizione periodica del progetto e di farsi carico dell'ampliamento della "Carta dell'Educazione, dell'Insegnamento e della Formazione" per affermare la pertinenza educativa della geragogia in un'ottica interdisciplinare; e il ministro Carlos Cherniak, in merito all'invito alla Repubblica argentina (che ha dato un forte impulso all'attività delle Nazioni Unite sul tema dell'invecchiamento) ad essere partecipe di questo nuovo inizio, ha assicurato che trasmetterà la richiesta di progetto al suo governo.

Corriere dell'Umbria Lunedì 15 Ottobre 2012

sabato 22 settembre 2012

100.000euro per il fondo per le famiglie

Quasi centomila euro per alimentare il fondo per le politiche della famiglia, una risposta ai nuclei famigliari in difficoltà, che nell'anno 2011 hanno avuto un reddito Isee inferiore ai 18mila euro annui. La giunta ha deliberato una spesa di 97 mila euro per dar luogo a un avviso finalizzato all'erogazione di un contributo economico una tantum di 200 euro per le famiglie con un figlio minore, sussidio che può arrivare a 300 euro se i figli minori sono due o più. L'avviso, che verrà pubblicato a giorni, riguarda i residenti nei comuni della zona sociale numero 10 (Terni,Acquasparta, Arrone, Ferentillo, Montefranco, Potino, San Gemini e Stroncone) e avrà validità dal 1 ° al 31 ottobre. Le domande dovranno essere presentate agli uffici di cittadinanza di residenza Verrà quindi predisposta, dai servizi sociali del Comune, una precisa graduatoria basata sull'Isee familiare.
"Ci siamo attivati immediatamente - ha dichiarato l'assessore Bucari - per utilizzare al meglio le risorse che ci sono state assegnate dalla Regione. Seppur parziale, questa è una risposta alla famiglie in difficoltà per la crisi che ha accentuato i problemi del lavoro e delle risorse a disposizione."
Corriere dell'Umbria Venerdì 21 Settembre 2012

sabato 7 gennaio 2012

Crisi anche per le badanti

Nel dramma occupazionale del territorio non c'è più posto nemmeno per le badanti. É quanto emerge dal consuntivo dello sportello-lavoro della Caritas. Nel 2011 vi si sono rivolte 120 persone, nel 90% dei casi di origine romena, e 25 famiglie,
"tutte con situazioni di estremo disagio dovute a malattie dei propri cari - spiegano dal servizio - costretti spesso a letto, incapaci di essere autonomi anche nelle azioni più semplici della vita quotidiana."
"Rispetto agli anni precedenti - commenta la Caritas diocesana - il 2011 si è rivelato un anno molto difficile per la ricerca di lavoro, infatti poche sono state le offerte e altrettanto poche sono state le risposte positive che abbiamo potuto dare ai nostri utenti (15 gli inserimenti lavorativi). Questa difficoltà nel reperire lavoro è data dalla crisi che ha colpito il Paese, aggiunta alla crisi già esistente nel nostro territorio: ciò ha portato molte famiglie alla perdita del lavoro. Allora, non potendo più far fronte alle spese di casa, quali bollette o affitto, tali famiglie si sono viste costrette a rinunciare alle stesse assistenti domiciliari e a prendersi cura direttamente dei propri cari. Le famiglie, pertanto, preferiscono non più pagare una badante ma occuparsi direttamente loro dei propri malati, aiutandosi con le pensioni degli anziani stessi. Se prima l'assistente domiciliare era la figura più ricercata dalle famiglie ternane, adesso le stesse famiglie preferiscono svolgere in 'proprio' tali mansioni, in mancanza di possibilità lavorative diverse, integrando così con la pensione dei propri malati le entrate economiche familiari."
"Negli anni precedenti - aggiunge la Caritas - gli anziani hanno sempre sperato di essere assistiti dalla propria famiglia e dai propri figli (anzi figlie) ma si erano resi ben conto che questa speranza non poteva essere coltivata, ora il desiderio di questi anziani sembra che si stia realizzando, e possiamo affermarlo da testimonianze dirette di famiglie che hanno lamentato questo stato di crisi e di difficoltà. La crisi è diventata sempre più evidente, quindi al crollo delle offerte si è contrapposto il doppio delle richieste."
La Nazione Venerdì 6 Gennaio 2012

venerdì 9 dicembre 2011

48 mani per costruire un villaggio

Passando in via Vallemicero all'ora di pranzo, non è raro incontrare Luli, albanese, che rientra a casa col naso all'insù per il profumo di spezie marocchine dei suoi vicini. Poco più in là un bambino italiano e uno indiano giocano insieme, mani candide strette a mani scure. Siamo a Terni, frazione Gabelletta, ma sembra il quartiere multietnico di una metropoli. Tutti ormai lo chiamano "48 mani", dal nome del progetto che lo ha voluto. Le mani sono quelle di ventiquattro capifamiglia di etnie diverse – dodici italiani, nove albanesi, due indiani e uno marocchino – che hanno messo in piedi mattone su mattone questo villaggio colorato, e che oggi vivono qui fianco a fianco.

Ad unirli fin dall'inizio, il desiderio di una casa e la difficoltà di costruirsene una; ma anche la voglia di rimboccarsi le mani per farcela, insieme. Tutto è cominciato nel 2003, dall'intesa tra la Consulta degli immigrati di Terni, i Servizi sociali del Comune e un'organizzazione non governativa di Milano specializzata in progetti di autocostruzione. L'idea era quella di unire le forze di alcune famiglie ternane ed extracomunitarie per un'esigenza comune: avere una casa. Un esempio di integrazione su piccola scala, fatta non di slogan ma di gesti concreti, come darsi una mano durante il lavoro e mangiare insieme nelle pause. Piccoli passi che lasciano il segno, se si pensa che in quegli anni a Terni si contavano più di diecimila stranieri di cento etnie diverse: un decimo della popolazione totale che non dialogava facilmente con i ternani. "48 mani", però, parlava di un altro mondo possibile. Come ricorda Luli Pojani, padre di una delle nove famiglie albanesi del villaggio e ex presidente della Consulta immigrati, "abbiamo posato il primo mattone nel 2004. Eravamo entusiasti. Dovevamo finire entro due anni, ma abbiamo messo piede nelle nostre case solo a dicembre scorso."

Un ritardo che si è accumulato per incomprensioni con la cooperativa milanese che gestiva la parte tecnica: "i materiali arrivavano a rilento e i lavori non avanzavano – spiega l'albanese –. Allora abbiamo deciso: saremmo andati avanti da soli."

Il 2007 è l'anno cruciale: la cooperativa che fondata dai capifamiglia è sull'orlo del fallimento, le istituzioni tardano a farsi sentire.
"Per fortuna abbiamo stretto i denti – osserva Luli– ci siamo messi sotto col lavoro anche durante la settimana, oltre che nei weekend. Grazie al sostegno della Regione e del Comune di Terni, abbiamo chiamato le ditte edili per ultimare i lavori. E finalmente siamo qui."
È servito un aiuto per il rush finale, ma senza le quarantotto mani queste villette a schiera giallo- ocra oggi non ci sarebbero. Riccardo Castellani è uno dei dodici "autocostruttori" italiani, e oggi vive alla Gabelletta con la moglie Anna e i figli Marco, Debora e Marta.
"Ogni casa è frutto della fatica di tutti, ma abbiamo lavorato secondo le possibilità", – dice Riccardo –. Non ci sono privilegi per chi ha lavorato di più, se non "il diritto di scegliere la propria casa per primo."
La convivenza? Era un dato di fatto già prima di diventare "vicini": “Abbiamo lavorato spalla a spalla per otto anni, sudando e riposando insieme, fantasticando su come sarebbe stata la camera di mia figlia o la cucina dei vicini", ricorda Luli. Certo, alcuni legami sono più stretti di altri, segno che si tratta di una socializzazione vera, non forzata."E i risultati sono duraturi:
"Basta guardare i nostri figli. Per loro un bambino è semplicemente un compagno di giochi."
Se sono diversi? Luli neanche se ne accorge più:
"Se succede qualcosa ci precipitiamo tutti, come una grande famiglia."

E due mesi fa, il primo matrimonio indiano: il villaggio ha già le sue nuove generazioni.

Micol Pieretti
Quattrocolonne di ottobre 2011 Giovedì 8 Dicembre 2011

giovedì 24 novembre 2011

Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne: Le De'genere in piazza del Popolo

25 Novembre: Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne
Sabato 26 novembre, dalle ore 17 in piazza del Popolo, l'Assemblea autorganizzata femminista Le De'Genere di Terni, parteciperà con un volantinaggio informativo all'evento organizzato dalla rete Terni Donne, in occasione della GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE.
L'Assemblea Le De'genere, oltre a ribadire che il 70% delle violenze fisiche e psicologiche contro le donne avvengono tra le mura domestiche, ad opera di compagni, mariti, fidanzati, famigliari ecc., denuncia anche la violenza delle Istituzioni sulle donne:
Dal 26 Luglio del 2011 in Umbria le donne avrebbero la possibilità di usufruire della pillola abortivaRU486 attraverso il Day Hospital: la Giunta della Regione Umbria infatti, con atto n. 863, ha emesso la delibera “Linee guida sull'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) con l'utilizzo del farmaco RU486”
L'atto avrebbe dovuto avere efficacia immediata, ma, come denunciamo da tempo, attualmente non vi è ancora alcuna attuazione della delibera regionale, non essendo stata notificata alcuna "direttiva" da parte dei Direttori Sanitari delle ASL alle strutture pubbliche (ospedali e consultori).
Dopo più di un anno di lotte, assemblee, manifestazioni delle donne presenti sul territorio, ancora viene impedito il libero accesso alla pillola abortiva RU486 (usata in tutta Europa da oltre vent'anni), di fatto boicottata e bloccata per motivi politici ed elettoralistici.
In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne denunciamo, inoltre, la violenza sulle donne da parte dei medici e dei farmacisti "obiettori", che impediscono l'accesso alla pillola del giorno dopo ed alla pillola dei 5 giorni dopo, che sono contraccettivi d'emergenza, negandone la prescrizione e/o adducendo strane motivazioni dell'impossibilità di dare il farmaco.
Denunciamo, infine, la capillare presenza, nelle strutture sanitarie pubbliche di ginecologi, ostetriche ed infermieri “obiettori”, anche questa una forma di grave violenza per le donne a cui si nega non solo l'accesso alla legge 194 sull'aborto chirurgico, ma anche la basilare assistenza nei casi di aborti terapeutici, cioè l'interruzione di gravidanza dovuta a gravi problemi di salute del feto e rischio della vita per la donna. Ecco i dati degli obiettori in Italia: 7 ginecologi su 10 ; 1 anestesista su 2; quasi la metà del personale sanitario (44,4%). Chi può affermare che con questi dati sull’obiezione di coscienza, l’applicazione della Legge 194 sul diritto delle donne all’interruzione di gravidanza nelle strutture sanitarie pubbliche, non è a rischio?
Invitiamo tutte le donne sensibili a questi temi il 26 in piazza del popolo, a Terni, ore 17.
BASTA VIOLENZA DELLE ISTITUZIONI e SCAMBI POLITICI SUI CORPI DELLE DONNE!
E-mail: degenere.tr@gmail.com Blog: http://de-genere.blogspot.com
Giovedì 24 Novembre 2011

mercoledì 22 giugno 2011

1 su 10 è immigrato

La media italiana dell'incidenza degli stranieri sulla popolazione supera a malapena il 7%, il dato di Terni è al di sopra di oltre tre punti percentuali: a testimoniare la progressiva e apparentemente inarrestabile crescita degli immigrati nel Temano sono anche e soprattutto le statistiche.
Al primo gennaio 2011 -i dati al momento più aggiornati diffusi dall'ufficio Servizi statistici di palazzo Spada - nel Comune di Temi vivevano infatti 11.937 cittadini non italiani, ovvero 1.046 in più rispetto ad un anno prima, pari al 9,6% in più. Va detto che sebbene il tasso di crescita sia in costante diminuzione rispetto ai primi anni 2000, da allora la popolazione straniera residente a Temi è quintuplicata. La componente straniera continua dunque ad aumentare e rappresenta oltre il 10,5% del totale dei residenti. In effetti quasi la totalità dei nuovi residenti, nel corso del 2010, proveniva dall'estero, mentre tra i 1.769 cancellati dalle liste anagrafiche quelli con destinazione diversa dal nostro paese erano solo 123. Come dire: per 10 stranieri che entrano, uno solo torna all'estero.Quanto alla composizione di genere, è evidente la predominanza della componente di sesso femminile: il 58% dei residenti stranieri, sempre al primo gennaio 2011, era infatti donna, contro il 42% di uomini, percentuale quest'ultima inferiore di due punti alla media nazionale. É evidente, dando uno sguardo ai dati del passato, come continui ad allargarsi la forbice tra i due sessi a vantaggio di quella femminile: il tasso di mascolinità (calcolato dal rapporto tra numero di donne e numero di uomini) è infatti sceso a 73,1, quando nel 2002 si attestava sull'87,6. Un'influenza importante sulla composizione di genere, evidentemente, è rappresentata dalle tante donne, soprattutto dell'Est Europa che lavorano come badanti o colf nelle famiglie ternane. Molti stranieri sono costretti a degli stranieri stanziati nel Ternano sono migranti di "prima generazione”.
L'elemento della stabilizzazione sul territorio - legato al fenomeno dei ricongiungimenti familiari - sta diventando sempre più importante: a testimoniarlo sono le 6.358 famiglie con almeno uno straniero, ben il 12% del totale delle famiglie residenti, e il fatto che 2.253 stranieri, il 19% della presenza totale, sono minorenni.
Pur aumento progressivamente la quota delle famiglie, circa il 30% sono comunque liberi da vincoli matrimoniali: in base ai dati riferiti al primo gennaio2010. Uno su tre risulta invece coniugato, mentre è meno significativa la presenza di divorziati (l' 1% circa) e di vedove (circa lo 0,6%).Più dei due terzi degli stranieri residenti nel Comune di Temi ha meno di 40 anni: tra questi, in particolare, la maggior parte (il 24,2%) ha tra i 30 e i 39 anni (2.634), mentre un altro 21,1 % si inserisce nella fascia di età 20-29 anni (2.295 stranieri).
In aumento costante, come accennato, anche la presenza di bambini: la popolazione straniera tra gli 0 e i 14 anni, sempre al primo gennaio 2010, rappresenta oltre il 16% di quella totale. Sette stranieri su dieci provengono dall'Europa, di cui quattro dai paesi dell'Ue e tre da quelli extra-Ue. In particolare oltre il 32% del totale degli stranieri proviene dalla Romania (sono 3.573, il 62% dei quali donne), saldamente al primo posto, seguono poi decisamente distanziate l'Albania (18,5%, ma in questo caso a prevalere, anche se di poco, sono gli uomini) e l'Ucraina (8,3%, 744 donne contro 163 uomini).
Dall'Asia provengono invece 14 stranieri su 100, in particolare da India (5,4%) e Filippine (4,5%), anche se la Cina popolare sta progressivamente guadagnando posizioni (sono di nazionalità cinese il 2% degli stranieri residenti).
I cittadini provenienti dal continente africano si fermano invece all'8,9%, con in testa Marocco (3,2%), Tunisia (1,4%) e Nigeria (1,2). Infine il 5,5% degli stranieri provengono dal continente americano.[]
Il Giornale dell'Umbria Lunedì 20 Giugno 2011

lunedì 13 giugno 2011

La povertà a Terni

Pagare le utenze, il canone dell'affitto, la rata del mutuo della prima casa, gli alimenti, i generi di prima necessità. Solo a Terni sono centodieci le persone costantemente supportate dal centro d'ascolto dell'associazione San Martino, sessanta delle quali (vale a dire, più della metà) sono capifamiglia in difficoltà economiche tali da non poter far fronte alle spese più strettamente connesse alla sopravvivenza. Sessanta nuclei familiari dunque, italiani e non, per un totale di oltre duecento cittadini ternani che hanno non solo il problema del "fine mese", ma anche del "giorno per giorno".
Su 110 richieste d'aiuto, ben 70 sono motivate dall'impossibilità di pagare le bollette, 21 dal bisogno di buoni acquisto per generi alimentari e 17 di contributi in denaro: dati che colpiscono perché sanciscono una spaccatura, non fra due continenti, ma all'interno del fazzoletto di territorio ternano, tra le abitudini "energivore" e sprecone e la necessità materiale tanto di razionare il consumo di acqua, di luce, di gas quanto di razionalizzare la spesa al supermercato. In aggiunta alle sessanta precedenti infatti, ci sono altre 55 famiglie in stato di necessità che ricevono ogni settimana la spesa dai volontari dell'associazione.
Se è vero che il dato occupazionale nazionale e quello relativo al reddito medio degli italiani sono rivelatori dell'impoverimento generale del Paese, è altrettanto vero che quantificare il problema a livello locale equivale a toccarlo con mano. Lo tocca con mano quotidianamente l'associazione San Martino, che nei giorni scorsi, in occasione dei festeggiamenti della Caritas diocesana per i dieci anni di attività della mensa dei poveri "San Valentino", ha ricevuto il plauso del vescovo Vincenzo Paglia per le molteplici attività di sostegno, materiale e psicologico, nei confronti di nuclei familiari e singoli in situazioni di disagio.
La mensa infatti ha distribuito nel 2010 una media di 70 pasti giornalieri serali: ne hanno beneficiato senzatetto, anziani soli, tossicodipendenti, ma anche, in numero crescente rispetto agli anni precedenti, giovani disoccupati, badanti rimaste senza lavoro, sessantenni non ancora pensionati che non riescono a mantenersi con lo stipendio, nuclei familiari italiani e stranieri con minori (tra i sei e gli otto bambini hanno usufruito quotidianamente del pasto serale). Per i senza fissa dimora sono stati messi a disposizione cestini per il pranzo e per tutto il periodo invernale sono state offerte bevande calde nei luoghi in cui dormono. A inizio anno è stato attivato anche il servizio doccia, che tra gennaio e maggio ha contato quasi ottanta utenze.
"Preoccupa però dice Francesco Venturini, presidente dell'associazione San Martino - il fatto che gli italiani vicini alla soglia di povertà siano tendenzialmente in aumento."
Ci sono anche i nuovi arrivati bisognosi di tutto. La richiesta di ospitalità degli 87 immigrati giunti in città dall'inizio dei moti di rivolta che interessano fascia nordafricana ha dato il via alla "primavera ternana" della San Martino. Gestita senza creare emergenze: oggi casa Parrabbi accoglie gli 8 tunisini rimasti, mentre la struttura diocesana di Collescipoli ospita 33 persone provenienti dai paesi dell'Africa sub-sahariana (tra cui 10 coppie nigeriane. A tutti sono stati garantiti i pasti grazie a un servizio di catering; contemporaneamente, per favorire l'integrazione di quanti rimarranno nella Penisola, sono stati attivati corsi di lingua italiana mattutini e pomeridiani strutturati in tre classi a seconda del livello di difficoltà.
Serena Brascugli
Corriere dell'Umbria Lunedì 13 Giugno 2011

venerdì 10 giugno 2011

Confederazione Cobas: Il 12 e 13 Giugno si ai Referendum Contro il Nucleare e per l'acqua bene comune

Dopo che l' ennesimo tentativo del governo di continuare con l'imbroglio a fare gli interessi delle lobby dell'acqua e nucleariste è caduto la Confederazione Cobas e l'Unione Sindacale di Base dell'Umbria –che partecipano dall'inizio alla campagna per i referendum- invitano i lavoratori a partecipare massicciamente al voto.
Questi sono referendum voluti da cittadini e lavoratori, da movimenti di base, organizzati dal basso, sono un momento decisionale importante, altrimenti nel nostro paese gli unici referendum da votare sono solo i ricatti voluti da Marchionne e dai padroni.
Sono referendum di estrema importanza che determineranno anche una linea di politica economica poiché la vittoria dei si blocca uno sviluppo energetico fondato sulle energie non rinnovabili e pericolose come il nucleare, blocca processi di privatizzazione già in atto di un bene primario, essenziale e fondamentale come l'acqua facendola ritornare in mani pubbliche.
Vale la pena di ricordare che Aziende come Acea, o Hera, che sono composte anche da soci privati, investono nella costruzione di acquedotti in vari paesi del Sud America dove è possibile trarre profitto e sottopagare gli operai locali, al contrario non investono negli acquedotti del nostro paese che sono un colabrodo. Sempre Acea Ato 2 , che gestisce il servizio nella provincia di Roma, per il solo 2010 ha annunciato un utile record di 58,9 milioni di euro, i soci Caltagirone, la francese Suez e il Comune di Roma si sono spartiti questi profitti, che derivano direttamente dalla sopracitata Legge Galli che ha stabilito un 7% di rendimento puro garantito al gestore. E questo sarebbe il loro interesse per la comunità per i beni comuni nel nostro paese.
Quanto al nucleare Cernobyl e Fukushima, oltre ad altre tragedie legate al nucleare ci ricordano che la strada del nucleare oltre che pericolosa è senza ritorno. É un'energia che una volta attivata non si può spegnere, lo stoccaggio delle scorie è pericolosissimo e i materiali hanno tempi di decantazione di migliaia di anni.
Le centrali nucleari servono solo a produrre energie elettrica che copriranno solo in minima parte il fabbisogno di energia elettrica nazionale: il 5% reale.
Inoltre le centrali nucleari sono alimentate dall' uranio una risorsa che, come il petrolio, è limitata.
L'estrazione dell'uranio comporta gravi rischi per la tossicità dei materiali impiegati: per separare l'uranio dal minerale di partenza sono necessarie grandi quantità di acido nitrico ed acido solforico, che producono danni per inalazione e per contatto, e che sono estremamente dannosi se dispersi nell'ambiente.
Per quanto riguarda l'ambiente una centrale nucleare ha bisogno di una enorme quantità di acqua per il raffreddamento questo è il motivo per cui le centrali nucleari vengono costruite in prossimità di grandi bacini idrografici, fiumi o mari. Una centrale da 1000 mw richiede 60 metri cubi (cioè 60.000 litri) al secondo di acqua, che equivale alla portata di un medio fiume italiano.
Ricordiamo infine il problema delle scorie: in Italia ne abbiamo giacenti dal vecchio nucleare 60 mila metri cubi la cui attuale collocazione è precaria visto che non si sa ancora come smaltirle.
Ecco perché all'inizio dicevamo che vincere i referendum significa contrastare le lobby economiche e dare impulso ad uno sviluppo diverso, che l'attuale governo non vuole visto che ha pure tagliato gli incentivi per la produzione e istallazione del fotovoltaico.
Vincere i referendum il 12 /13 giugno dunque è una occasione per e prefigurare un diverso modello energetico e un'altra società, costruita sulle energie rinnovabili e sui beni comuni: ambiente, acqua, salute ed istruzione. La lotta per il cambiamento è lunga e dura, raggiungere il quorum e vincere ridà il senso che solo con le lotte autorganizzate si ottengono conquiste.

la vittoria dei referendum é a portata di mano

votiamo si per una società ed un futuro migliore

Confederazione Cobas - Unione Sindacale di Base
Via del Lavoro, 29 - 06100 Perugia - tel.fax 075.5057404 via del lanificio 19 – 05100 Terni tel 328 6536553
cobaspg@libero.it, perugia@usb.it, cobastr@yahoo.it, http://cobasterni.blogspot.com
Venerdì 10 Giugno 2011

mercoledì 1 giugno 2011

Mirjana di Medjugorje l’8 giugno a Terni

8 giugno 2011 a Terni
incontro di preghiera
Il Gruppo di Preghiera “Regina della Pace” e l’Associazione Kralica Mira invitano la cittadinanza di Terni all'incontro di preghiera  che si terrà il prossimo 8 giugno 2011 presso lo stadio Libero Liberati alle ore 16 con la testimonianza della veggente Mirjana di Medjugorje.
L’ingresso sarà libero.
Per Informazioni : TEL.338-5912805

Mercoledì 1° Giugno 2011

giovedì 12 maggio 2011

Mons.Paglia: Terni si perde nelle piccole cose


Delle ingiurie e delle frasi offensive nel corso di uno spettacolo organizzato a Terni dall'Arciragazzi nei giorni scorsi, il vescovo Vincenzo Paglia non vuole assolutamente parlare.
"Ci sono cose ben più gravi e importanti"
si limita a dire. Fino a questo momento monsignor Paglia ha preferito il silenzio: eppure la città delle acciaierie è colpita da una profonda crisi politica, economica, sociale. Ora però il vescovo rompe gli indugi.
"Oggi Terni è come di fronte ad un bivio: può intraprendere la strada che la porterà ad una nuova stagione di crescita, ad un futuro di speranza e di opportunità o può restare ferma, guardando al passato e accontentandosi di un confortevole, lento declino."
La città ha reagito con sorpresa a questa crisi politica. Qualcuno sembra anche rimproverare una certa dose di irresponsabilità ad una parte della classe politica ternana. Da giorni molti aspettano un suo intervento pubblico. Davvero qualche politico ternano si sta comportando da irresponsabile?
"Le reazioni di parti della città e dell'opinione pubblica possono sembrare troppo rigide ma appaiono molto comprensibili. É giusto che l'opinione pubblica chieda chiarezza e trasparenza a tutte le categorie dirigenti della città e quindi anche a quelle politiche. Ma vorrei ancora una volta ricordare che nella città, nella vita sociale organizzata la politica non è tutto. Non è tutto e non è neppure al primo posto."
Eccellenza, in che senso?
"La politica ha la sua missione, importante ma circoscritta. Deve stabilire alcune regole, risolvere alcuni problemi che altre sfere sociali non possono risolvere. In una città poliarchica, però, la politica non è tutto. E se non è tutto a maggior ragione ha il dovere di fare i conti con alcune, limitate, circoscritte priorità. Sapendo cosa è in grado di dire e di fare a proposito di queste priorità."
Come si esce dal dilemma?
"Di fronte a questo bivio la città sembra preda di una sindrome da ripiegamento, come dicevo nella mia ultima omelia di San Valentino. E temo che la politica finisca con il diventare il catalizzatore di questa sindrome. Il punto è che non possiamo sfuggire alla realtà: la sindrome va curata a fronte delle grandi questioni, delle grandi priorità, non certo a fronte delle piccole cose. Le piccole cose sono il sintomo di questa sindrome non certo l'occasione per cominciare la terapia".
Lei parla di piccole cose. Ma quali sono, a sua parere, le priorità?
"Le priorità sono davanti a noi come passaggi cruciali per il futuro della città. Pensiamo alla sfida del polo chimico, sulla quale abbiamo lavorato con grande energia tutti insieme e confido sinceramente con buoni risultati. Siamo poi alle prese con l'apertura di nuovi scenari con la ristrutturazione Thyssen. L'indispensabile inversione di rotta a proposito del polo universitario ternano, il sostegno alle iniziative nel campo della cultura, per le quali distinguerei tra la coerenza di un disegno che pure non manca e l'incertezza nella sua gestione; le resistenze ingiustificate ancora da vincere nel campo della ricerca, penso alle cellule staminali e ad altro; le questioni della sanità. Queste sono le vere sfide che attendono la città. Abbiamo di fronte scenari di dimensione nazionale, europea, globale. Terni deve guardare in alto e lontano. Non possiamo perderci dietro a piccole cose".
A proposito degli scenari Thyssen c'è una grande preoccupazione in città. La globalizzazione è un danno per il futuro di Terni?
“La globalizzazione è una grande opportunità per Terni. Di questo dobbiamo prendere atto, innanzi tutto culturalmente, una volta per tutte. La globalizzazione è un'opportunità per lo sviluppo del mondo e quindi anche per Terni. Conosciamo tutti i rischi della globalizzazione e sappiamo che occorre una regolazione, il più possibile poliarchica, che riduca almeno i principali tra questi rischi. Pensiamo, sotto questo punto di vista, agli assetti futuri della Thyssen a seguito delle decisioni assunte in questi giorni.
Sono argomenti che generano preoccupazioni ed anche comprensibili angosce in chi lavora alla Thyssen, nelle organizzazioni sindacali, nel tessuto imprenditoriale e sociale della nostra comunità. Si tratta però di assetti che possono anche essere presupposti di sviluppi positivi. Non una perdita di opportunità ma una sfida da vincere grazie all'integrazione produttiva, alle innovazioni, alla competitività che caratterizza il sito ternano. E questo è stato reso possibile dalla lungimiranza del suo management, dalla serietà delle organizzazioni sindacali, dalla professionalità delle sue maestranze. Mi viene da pensare, con non poca tristezza, che dovremmo essere grati a molti per le scelte coraggiose fatte."
Terni come ha risposto?
"Penso che come città abbiamo dimostrato in più occasioni di avere il passo giusto quando si tratta di riconoscere il grande peso del lavoro nella trama e nello spessore della vita della città. Per questo non mi stanco di sottolineare l'importanza di incontri come quello con Benedetto XVI a Roma, alla fine di marzo, nel quale la città e il Papa hanno condiviso preoccupazioni e prospettive comuni. Come, d'altra parte, era accaduto trenta anni prima con la visita di Giovanni Paolo II a Terni."
Torniamo alla crisi politica della città. É una crisi che viene da lontano: smottamenti e fibrillazioni hanno messo in discussione il lavoro del sindaco e della giunta da qualche mese. La stabilità politica è un valore?
"Penso che la stabilità politica, parlando in generale, sia un valore nella misura in cui consente all'elettorato di giudicare pregi e difetti di chi governa e quindi, in qualche modo, permette alla democrazia di funzionare a dovere. Dobbiamo preoccuparci seriamente di un buon funzionamento della democrazia. Non dimentichiamo che la democrazia è uno degli strumenti con cui (anche secondo l'insegnamento sociale della Chiesa) si attua il principio di partecipazione, cioè della responsabilità comune per la città. Ora però la stabilità non è un valore in sé. É uno strumento di efficienza delle istituzioni politiche, ma non può supplire l'eventuale inefficacia dell'azione politica, altrimenti rischia di diventare immobilismo."
Secondo lei che ruolo dovrebbero svolgere i partiti?
"Sono essenziali ad un buon funzionamento della democrazia. Stabilità, grandi partiti e bipolarismo vanno un po' insieme. Le istituzioni politiche democratiche, anche quelle locali, funzionano al servizio del bene comune se operano in condizioni di trasparenza e consentono ai cittadini di giudicare."
La stabilità è dunque un mezzo e non un fine. Cosa significa allora veramente questa crisi politica? é un segno di vitalità o un errore che si sarebbe dovuto evitare?
"La città vive una fase di transizione e rischia un deciso ripiegamento. Questo è quello che vedo io da vescovo. E sento profondamente la responsabilità e la fedeltà della Chiesa di Terni al Vangelo. Per questo debbo parlare, come dice la Scrittura: "ho creduto, perciò ho parlato". Vedo che le risorse e le potenzialità della città sono enormi. Ma la paura del cambiamento può far venir meno il coraggio delle scelte audaci."
Più volte lei ha parlato di una pigrizia rassegnata a Terni.
"Il 14 giugno 2008 abbiamo fatto un convegno. Lì abbiamo indicato quelli che ci sembravano i problemi più urgenti chiedendo di inaugurare una nuova fase costituente della città. E abbiamo individuato anche ciò che avrebbe aumentato le possibilità di futuro della città: fare di tutto per sviluppare la base industriale della città; lasciare grande libertà di azione e di intrapresa al patrimonio di professionalità che opera nel settore della sanità e dei servizi alla persona; continuare ad investire sulla cultura; correggere le politiche per l'Università; coltivare la nostra capacità di includere e di accogliere; considerare la pubblica amministrazione locale come strumento per la crescita e non come luogo di compensazione assistenziale a fronte del declino; pensare Terni oltre i suoi confini all'interno di un'area integrata più ampia che non coincide con quella politico amministrativa della provincia e va anche al di là dei confini regionali."
Via dunque tutti i pesi che ostacolano la crescita di Terni.
"Allo stesso tempo il 14 giugno ha individuato ciò che zavorra il cammino della città. Per liberarcene dobbiamo abbandonare la disattenzione verso la scuola: alcuni dati di questi giorni ci dicono, invece, che da questo punto di vista stiamo andando indietro. Non possiamo più trascurare l'importanza decisiva delle dinamiche di tipo demografico. Occorre una vera rivoluzione nel mondo del non profit e nelle forme istituzionalizzate di organizzazione degli interessi imprenditoriali. Dobbiamo abbandonare il vecchio modo di concepire i rapporti tra Terni e l'Umbria, mettendo a fuoco quella che nell'omelia di San Valentino ho chiamato la questione Terni in Umbria, consapevoli che l'Umbria non può essere gestita dall'alto come una realtà unica. L'Umbria è un livello di organizzazione (di governo, imprenditoriale) a servizio delle città che sono la vera realtà sociale della regione. Su questa agenda e su questi giudizi dovrebbero continuare a misurarsi tutte le realtà sociali della città."
Si sostiene che proprio a partire dal convegno del 14 giugno e dalle sue omelie per San Valentino, vi sia un'ingerenza della Chiesa. Altri dicono che in questo modo la Chiesa finisce con l'essere parte e con lo schierarsi a favore di qualcuno e contro qualcun altro. Lei cosa risponde?
"La Chiesa e le organizzazioni religiose come fatti sociali hanno una incomprimibile dimensione pubblica. La dimensione religiosa non è un affare privato che riguarda solo la coscienza di ciascuno. L'esperienza religiosa e la dimensione istituzionale della vita della Chiesa hanno legittimo accesso allo spazio pubblico. É lo stesso cammino che come Chiesa diocesana abbiamo sperimentato e abbiamo proposto alla città nel convegno del 14 giugno."
La Chiesa di Terni conferma dunque il suo impegno nella vita pubblica della città. Ma questo impegno si traduce in azione concreta o resta sul terreno dei principi?
"La Chiesa è con la città e per la città, quotidianamente. E per questo "sente" la città. E talora persino in anticipo ad organizzazioni di altre sfere sociali della città stessa. La Chiesa può certamente fare di più e di meglio e non si tira indietro quando si tratta di esercitare un discernimento sul nostro modo di essere fedeli al Vangelo. É un impegno educativo, un impegno nella solidarietà che passa attraverso le famiglie, la vita quotidiana dei credenti, il servizio silenzioso ma insostituibile delle parrocchie. Penso alle straordinarie iniziative che la Chiesa diocesana realizza in prima persona per l'esercizio di quella carità che Benedetto Xvi, nella sua enciclica Deus caritas est, richiama come dovere dal quale la Chiesa non può mai essere dispensata. Di questo impegno credo ci sia traccia evidente nella vita della città, naturalmente anche nella sua vita pubblica. E anche ben oltre i suoi confini."
La data del 14 giugno 2008 ha rappresentato l'avvio di un percorso. Ma sono passati ormai tre anni e le situazioni sono cambiate.
"In questa direzione la diocesi sta proseguendo il suo cammino e penso che a breve si realizzeranno le condizioni per una sorta di riflessione aggiornata sul 14 giugno. Sarà un aggiornamento del discernimento ecclesiale sulla città e sul suo futuro. É un altro modo con il quale la Chiesa si mostra interna alla città, distinta ma non estranea, immersa fino in fondo nelle sue gioie e nelle sue speranze, nelle sue tristezze e nelle sue angosce, volendo usare le parole con le quali si apre la Gaudium et Spes, la costituzione conciliare sui rapporti tra la Chiesa e il mondo, potremmo dire oggi noi sui rapporti tra la Chiesa e la città"
Diego Aristei
Corriere dell'Umbria Giovedì 12 Maggio 2011

venerdì 25 marzo 2011

Il Comune di Terni e il Progetto europeo Juventud Cultura y ciutadania

Il Comune di Terni aderisce al progetto Juventud Cultura y ciutadania di cui è capofila la città di San Sebastian (Donostia); il progetto si propone, la messa a punto di processi e meccanismi di partecipazione cittadina per i giovani europei, coinvolgendo le amministrazioni locali e associazioni giovanili delle realtà europee di Harrow, Barcellona, San Sebastian, Seraing e Terni, attraverso metodologie di apprendimento non formali.
Partecipano allo scambio all'interno del Programma Gioventù per l'Europa, il Arciragazzi-Castelli in Aria, l'Ass. Progetto…, il Comitato Diritti Umani, il Laboratorio Diritti Pace e Ambiente.
Nel corso degli ultimi 6 mesi, i giovani ternani che frequentano i Laboratori del Progetto Mandela, hanno approfondito le tematiche del multiculturalismo attraverso lezioni, discussioni, video, fotografie, street jam; significativi anche i momenti di conoscenza con i giovani delle altre tre città coinvolte, con cui si sono realizzati con cadenza mensile i collegamenti internazionali nella bct sala videoconferenza, seguiti da operatori e coordinatori del progetto.
Ad aprile i giovani europei si troveranno tre giorni insieme per confrontare i risultati dei propri studi e le impressioni che ne hanno ricavato; una delegazione si recherà poi a Bruxelles presso la Commissione Europea alfine di contribuire all'elaborazione di una proposta di legge sulla partecipazione giovanile e le tematiche interculturali.
Lunedì 28 marzo ci sarà un incontro nella Sala del Consiglio Comunale per un saluto delle autorità comunali ai giovani impegnati nel progetto.

L'Assessore alla Cultura del Comune di Terni
Simone Guerra
Venerdì 25 Marzo 2011

domenica 16 gennaio 2011

COBAS Terni: Non ci vergogniamo di dire fascisti ai fascisti

A 10 mesi dal presidio antifascista che il 28 febbraio 2010 portò oltre 300 persone a manifestare per allontanare i neofascisti di Casapound dall'aviosuperficie di Terni, la lunga "inchiesta" a senso unico della Digos locale ha portato il Pubblico Ministero Barbara Mazzullo a contestare a quattro ragazzi ternani di
"aver partecipato ad una riunione pubblica in numero superiore a dieci, compiendo manifestazioni, emettendo grida sediziose e lanciando fumogeni."

Di fatto il pm contesta l'attività antifascista, attuata nel solco della storia cittadina e della Costituzione che afferma, nel capitolo XII delle disposizioni transitorie e finali, "é vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista."

Non ci vergogniamo di dire fascisti ai fascisti di Casapound, né pensiamo sia un reato opporsi in maniera chiara e decisa a chi fa dei pestaggi, del razzismo, del sessismo e dell'omofobia la sua pratica quotidiana richiamandosi esplicitamente alla dittatura fascista. Pensiamo che manifestare l'antifascismo e l'indisponibilità di una città operaia come Terni a rigurgiti neofascisti non sia un reato ma un dovere ed una necessità rispetto alla storia ed al presente, nell'anniversario dell'uccisione del partigiano Germinal Cimarelli.
Cerchiamo di ricostruire i fatti, contro il tentativo di trasformare una importante manifestazione politica in problema di ordine pubblico. 
A quella manifestazione di massa hanno partecipato centinaia di ternani ed anche importanti cariche istituzionali come gli assessori regionali Stufara e comunali Ricci e Guerra, la presidente di circoscrizione Malafoglia, il vicesindaco Paci ed il consigliere comunale Nannini per ribadire l'indisponibilità della città ad ospitare iniziative di chiara matrice neofascista anche se mascherate da evento sportivo tramite l'associazione di copertura "istinto rapace".
Il risultato fu assolutamente positivo, infatti dopo quell'iniziativa fu riconosciuto il carattere politico dell'evento e il Comune di Terni e l'ATC tolsero la disponibilità dello spazio ai fascisti di Casapound. Ricordiamo le parole del Sindaco di Terni:

"crediamo si possa scongiurare l'utilizzo della struttura pubblica per motivazioni politiche strumentali, a maggior ragione deprecabili quando provenienti da associazioni e gruppi i cui principi sono inconciliabili con le radici democratiche e antifasciste sancite dalla Carta costituzionale e proprie della città di Terni ."

Quella manifestazione è stata piena di contenuti, con uno speakeraggio continuato tutta la mattinata ma non ci sono stati contatti diretti, nonostante i saluti romani e l'atteggiamento provocatorio dei neofascisti. Anche i giornali parlarono di tensione ma di nessun incidente. Un anno dopo i fatti, dopo l'uso politico degli avvisi orali, intimidazione della Questura contro antifascisti locali, le "indagini" a senso unico della Digos, cercano di criminalizzare l'antifascismo e di legittimare i fascisti, cercando di trasformare fumogeni colorati in armi pericolose mentre ancora nessuna risposta proviene dalle forze dell'ordine sulla bomba carta di chiara matrice fascista esplosa il 17 giugno davanti alla sede del centro sociale Cimarelli e dei Cobas.
La Rete Antifascista Ternana condanna il tentativo di criminalizzare una manifestazione di massa determinata che ha impedito ai neofascisti di Casapound di prendere piede nella nostra città.

Arci Terni, Arciragazzi "gli anni in tasca", Associazione "Buaba", Associazione "Demetra", Associazione "Interni Stranieri", associazione "il Pettirosso", associazione "Plaza de Mayo", Associazione "primidellastrada", Blob Lgc.-Laboratorio comunicazione, circolo de Il Manifesto di Terni, comitato antifascista cittadino di Orvieto, Centro sociale "Germinal Cimarelli", circolo anarchico "Carlotta Orientale", Confederazione Cobas, Curva Est Ternana, Alerta Network, Uspk, F.G.C.I., Giovani Comunisti, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito della Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Sinistra ecologia e libertà.

COBAS-Confederazione dei comitati di base
sede provinciale di Terni, via del Lanificio 19a
apertura: lunedì dalle 17 alle 20
tel. 328 6536553 fax 0744 431314
cobastr@yahoo.it
Domenica 16 Gennaio 2011